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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Furore

Posted by Chiara Vitetta - dicembre 25th, 2008

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“Gli esseri umani uscirono dalle case e annusarono l’aria pungente e calda proteggendosi le nari contro la polvere. E i piccoli, i bambini, uscirono anch’essi, ma senza gridare, senza correre come avrebbero fatto dopo un comune temporale. Gli uomini s’appoggiarono coi gomiti sulle staccionate e osservarono il granturco rovinato, quasi secco ormai, con solo qualche strisciolina di verde sotto la pellicola di polvere. Gli uomini non parlavano, e si muovevano appena. E le donne uscirono di casa e vennero a mettersi vicino ai loro uomini per sapere se era questa la volta che i loro uomini si sarebbero dati per vinti. Le donne senza farsi vedere studiavano i visi dei loro uomini; perché al granturco si poteva, alla fin fine, rinunciare, purché fosse salvo qualcos’altro. I piccoli, lì vicino, disegnavano figure nella polvere coi diti dei piedi, e anch’essi inconsciamente studiavano i visi dei genitori e disegnavano figure nella polvere, per vedere se si sarebbero dati per vinti. Studiavano le facce dei genitori e disegnavano figure nella polvere. I cavalli all’abbeverata, prima di arrischiarsi a bere, col labbro superiore spazzavano il pelo dell’acqua. Dopo un poco i visi degli uomini perdettero la loro stupefatta perplessità ma acquistarono un’espressione dura, collerica, ostile. Allora le donne capirono che erano salvi, e i piccoli capirono che erano salvi. Le donne e i piccoli avevano l’intima convinzione che nessun disastro era catastrofico se i loro uomini non si arrendevano. Le donne rientrarono in casa alle loro faccende, e i piccoli cominciarono a giocare, ma con discrezione, sulle prime. Col progredire del giorno il sole, meno rosso, ricominciò a scaldare la terra impolverata. Gli uomini, seduti sui gradini di accesso alle loro case, s’occupavano a disegnar figure in terra servendosi di fuscelli o sassolini. Non parlavano; meditavano, calcolavano”.

Furore, di John Steinbeck, è il libro da cui è tratto l’estratto che avete appena letto. È un libro carico di storia e di dolore. Pubblicato nel 1939, è stato il romanzo simbolo della Grande Depressione americana. In quegli anni la miseria regnò in molte parti d’America, facendo patire la fame a molte famiglie che chiedevano solo di lavorare ed essere pagate quanto meritavano. Il mercato, fatto di singole persone per la maggior parte prive di scrupoli, ha approfittato in modo vergognoso della povertà di queste persone, creando una situazione resa perfettamente nel libro di Steinbeck. Questo romanzo ha tutta la forza di una realtà che indigna e fa soffrire, e il suo finale commovente lascia un’amarezza derivante dalla consapevolezza di aver letto storie tirate fuori dalla realtà. Insegna la storia meglio di qualunque libro scritto a questo scopo, e traccia segni indelebili in chi lo legge. È uno dei libri migliori che io abbia mai letto. Lo è per molte ragioni, non ultimo l’ottimo modo di scrivere e narrare di questo eccellente scrittore. Ve lo consiglio!

Esiste anche un film tratto da questo libro: Furore, di John Ford, del 1940, con Henry Fonda e John Carradine. Non l’ho ancora visto, quindi non mi esprimo. C’è anche una canzone che parla del protagonista del romanzo, The Ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen, che dà anche il titolo all’album in cui è contenuta. Di John Steinbeck vi consiglio anche “La luna è tramontata”, “I pascoli del cielo”, “La battaglia”, “Uomini e topi” e “Al Dio sconosciuto”.

Buona lettura!
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Dello stesso autore:

La luna è tramontata (recensione ed estratti)
– La prova di un’esistenza (estratto da “Al Dio sconosciuto”)
L’ebbrezza dei venti (estratto da: “La Santa Rossa”)
L’insoddisfazione (estratto da “Quel fantastico giovedì”)

4 Responses to “Furore”

  1. blackjack1985 Says:

    Tom said “Mom, wherever there’s a cop beatin’ a guy
    Wherever a hungry newborn baby cries
    Where there’s a fight ‘gainst the blood and hatred in the air
    Look for me Mom I’ll be there
    Wherever there’s somebody fightin’ for a place to stand
    Or decent job or a helpin’ hand
    Wherever somebody’s strugglin’ to be free
    Look in their eyes Mom you’ll see me.”

    Bellissima la canzone di bruce Springsteen ma soprattutto bello il libro, lo consiglio anche io! 🙂

  2. Alfredo Says:

    Stavo per uscire dal sito, e ho visto per il rotto della cuffia il titolo di quest’altro post. E ho dovuto leggerlo avido, perché ho amato il libro. Ma, Chiara.. devi vedere il film. E’ grandioso.. c’è dentro un senso epico del destino, una lirica di caduta e riscatto, una redenzione trascendente, che ti ruba l’anima. E’ ancora migliore del libro. Anche grazie alla memorabile interpretazione di Henry Fonda, che è nato per fare questo film (insieme a “la parola ai giurati”). Il film è semplice e rigoroso come tutti quelli di John Ford, ma proprio per questo è vibrante di una lancinate e indomabile passione. La scena finale tra la madre e Tom è il punto supremo del film.
    . In quest’ultimo passaggio Tom Joad diventa più di un uomo, ma un simbolo, una leggenda..Nel film le sue parole, dinanzi alla madre in lacrime per la suapartenza e che dubita di rivederlo mai più, sono:
    “Quindi non importa, perchè io non potrò mai morire. Io sarò dovunque,
    dovunque ci sia un uomo. Dovunque ci sarà un uomo che soffre e
    combatte per la vita, io sarò là. Dovunque il genere umano si sforzi
    di elevarsi, coi ricchi e coi poveri, in questa comune aspirazione di
    continuo miglioramento, e dove una famiglia mangerà i frutti d’un
    nuovo frutteto, o andrà a occupare la casa nuova, là mi troverai”
    Nel 1995 Bruce Springsteen pubblica un disco acustico meraviglioso,
    “The Ghost of Tom Joad”. Quello che per Steinbeck, Ford e Guthrie era
    un contemporaneo, per Springsteen è, oggi, un fantasma.
    Bruce non parla dell’America degli anni 30, ma utilizza immagini della
    Grande Depressione per parlare dell’America di oggi.
    “Benvenuti nel nuovo ordine mondiale”. In realtà è di tutti noi che si
    parla, perché diseguaglianza sociale, razzismo, emarginazione ed
    ingiustizia non conoscono confini di sorta.
    Con Springsteen, Tom Joad diventa un’idea, uno spirito che sarà al
    fianco di chi lotta, sempre e dovunque. Con Springstenn, attraverso
    una canzone immortale, Tom Joad viene “risuscitato” e diventa una di
    quei grandi spiriti che lottano contro il male e pe rla dignità umana,
    una presenza che si materializzerà sempre dove qualcuno non si
    arrende.

    “Dovunque un poliziotto picchia una persona
    dovunque un bambino nasce gridando per la fame
    dovunque c’è una lotta contro il sangue e l’odio nell’aria
    cercami, e ci sarò.
    Dovunque si combatte per uno spazio di dignità
    un lavoro decente, una mano d’aiuto
    dovunque qualcuno lotta per essere libero
    guardali negli occhi, e vedrai me”.

  3. Chiara Says:

    Ciao Alfredo, e grazie di questo commento appassionato!
    Avevo già in mente di vedere il film, ma ora ne ho molta più voglia. Lo farò, e scriverò un post dopo averlo fatto.
    Torna spesso, mi raccomando, i tuoi commenti mi piacciono molto.
    A presto.

  4. La luna è tramontata « Chiara Vitetta Says:

    […] modo di saggiare la bravura di John Steinbeck, uno scrittore magistrale. Ho semplicemente adorato “Furore”, che è uno dei libri più belli che abbia mai letto. Steinbeck è ufficialmente uno dei miei […]

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