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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Altro che Nostradamus!

Posted by Chiara Vitetta - gennaio 10th, 2009

mago1Miei cari scrittori esordienti d’Italia, il post di oggi è dedicato a voi poveri disgraziati, persi e giustamente disorientati nella selva intricata che è questo dannato mestiere. Si nota una certa amarezza? Nooo, cosa dite? Amarezza a parte, sto per fare una previsione, e con ogni probabilità azzeccherò ogni cosa, quindi aprite bene le orecchie.

Sarete ignorati dall’80 % delle case editrici contattate, il 20 % vi scriverà per proporvi di pubblicare sborsando 2000 euro per comprare 200 copie del vostro libro, e forse, e dico FORSE, se butterete abbastanza sangue, prima o poi troverete UNA e dico UNA casa editrice che in effetti non vi chiederà soldi, e che, come avete potuto notare, non rientra neppure nella percentuale, talmente è difficile che questo evento si verifichi.

Bene, diciamo che ci siete riusciti. Credete che sia fatta? Poveri illusi! Scommetto che la casa editrice in questione non è né la Mondadori né la Feltrinelli, e la mia sfera di cristallo mi dice che è una piccola casa editrice che lotta per sopravvivere nel malvagio mondo dell’editoria italiana. È anche alquanto probabile che chi lavora nell’azienda suddetta abbia bisogno di fare un secondo lavoro per guadagnarsi da vivere. Ma questi, miei cari, sono solo dettagli insignificanti! Aspettate di voler organizzare una presentazione nella vostra ridente cittadina di 40000 abitanti, e scoprirete che se per un benevolo e strano caso non dovrete pagare la sala, per un altrettanto strano, ma per niente benevolo caso, dovrete fare qualche regalino al sindaco o all’assessore alla cultura per ringraziarli di AVERVI FATTO l’immenso piacere piacere di FARSI pubblicità alla vostra presentazione, dove ovviamente parleranno per almeno mezzora degli affari loro. Provate anche a chiedere alle librerie della zona di ritirare il vostro libro contattando i normali canali di distribuzione di cui la casa editrice si serve, e nonostante la normale prassi sia metterli in conto deposito (quindi non sborsare un centesimo e restituirli se restano invenduti), vi sentirete rispondere che “No, grazie, in questi casi li prendiamo solo ce li fornisce l’autore.” … E va bene, forniamo questi libri. Ritiriamoli, paghiamoli a metà prezzo in quanto autori dell’opera, portiamoli alle librerie della zona e intaschiamo la ricevuta. A conti fatti, molto comodamente, i librai guadagneranno più di voi, cari esordienti, perché loro tratterranno il 30 % del prezzo di copertina su ogni libro venduto, e voi, poveri disgraziati mancati contabili, intascherete il 20 %, visto che il 50 % è costituito dai costi. Ah, dimenticavo, se avete un secondo lavoro (e lo avete di certo), dovreste sottrarre dal 20 % guadagnato il lavoro perso nel tempo impiegato per fornire i libri a quei librai che in effetti non sono come voi MANCATI CONTABILI… loro, infatti, i conti li sanno fare benissimo!

Miei cari esordienti, l’Italia è quel che è… vi piace studiare le lingue straniere? Potreste considerare di investire il vostro tempo in un corso di inglese anziché nella ricerca della fama come scrittori in Italia. E una volta imparata per bene questa lingua ormai universale, fate così: SCRIVETE IN INGLESE E PUBBLICATE ALL’ESTERO! L’ Inghilterra è il paese europeo con il maggior numero di lettori. Miei cari esordienti, vi sono vicina!

Per qualunque informazione o domanda, potete contattarmi a questo indirizzo: chiaravitetta1985@gmail.com

Facciamo fronte comune, e forse le cose cambieranno. Chissà, magari la mia sfera di cristallo si è rotta, e ho visto male… ma qualcosa mi dice che non è così, ahimè.

In ogni caso, buona fortuna e un abbraccio a tutti voi, colleghi e aspiranti tali, da una scrittrice esordiente alla sua prima pubblicazione, avvelenata e testarda, arrabbiata e delusa, ma sempre appassionata e forte.

73 Responses to “Altro che Nostradamus!”

  1. blackjack1985 Says:

    Il Panorama descritto è abbastanza desolante, ma direi che viste le centinaia di esperienze che ti ritrovi alle spalle, è credibile. E’ davvero triste che funzioni così la cosa!
    Sono contento che almeno ce l’hai fatta ad Uscire dalla prima parte della Bolgia, e hai pubblicato senza pagare nessun contributo, almeno qualcuno si è finalmente degnato di riconoscere il tuo talento.
    Beh… rimboccati le maniche e in bocca al lupo per la seconda parte della Bolgia! 😀
    a presto!
    Maurizio

  2. Chiara Says:

    Un in bocca al lupo mi serve proprio! Spero il lupo muoia e io riesca a sopravvivere!
    Mi butto nella mischia… Speriamo bene!

  3. Antonio Addamo Says:

    Cara Chiara,
    il ‘cammino’ che hai descritto, affinché un giovane aspirante scrittore possa vedere un po’ di ‘luce’, che poi non si discosta molto dal ‘cammino’ fatto da ‘Dante e Virgilio’ nell’Inferno, è ben ‘asfaltato’ e veritiero. Però vorrei sapere una cosa: cosa ti spinge a scrivere? e per chi scrivi: per te oppure per qualcun altro? Secondo me ciò è importantissimo. Se partiamo dalla convinzione che la scrittura è ‘un’arma’, e a volte molto pericolosa, senza andare lontano pensa ai tanti scrittori sotto minaccia, è opportuno sapere come si vorrà usare quest’arma: ben nascosta? in vetrina? per difesa personale? per la caccia? per farsi rispettare nel ‘rione?!!,…e così via. Se, viceversa, partiamo dalla convinzione che la scrittura è ‘innocua’, o peggio, uno specchio di se stessi, spinti a volte da falsi ideali oppure da un grande amor proprio, allora se le cose stanno così, forse quel ‘cammino’ che hai impeccabilmente disegnato è la ‘giusta’ strada da percorrere, per tutti noi!

    Nell’attesa di una Tua saggia risposta, Ti faccio i più sinceri in bocca al lupo, per il resto del ‘cammino’.

  4. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Antonio,
    la tua è una bella domanda, una domanda che mi sono fatta a suo tempo (molti anni fa) e a cui non ho mai faticato a rispondere.
    Io scrivo per me stessa, questa è la prima ragione. La scrittura è un modo per sfogare lo stress, le inquietudini, le paure: è terapeutico. E mi sento viva quando scrivo, mi sento bene, come se mi trovassi nel posto giusto, al mio posto.
    E questi sono, sinteticamente, i motivi per cui scrivo.
    Tutto il resto viene dopo. Perché voglio pubblicare, avere molti lettori, fare di questa grande passione un lavoro?
    Perché voglio comunicare al mondo, perché voglio provocare emozioni alle persone che leggono i miei libri.
    Forse voglio farle riflettere o a volte solo farle svagare, voglio farle ridere o piangere, a mio modo voglio cambiare il mondo con le mie parole. 😀

  5. bluestraneo Says:

    Da tutto ciò che hai detto pare proprio difficile per un aspirante scrittore trovare albe in quello che è il suo cammino verso i proprio orizzonti, di tramonti però a iosa..
    Purtroppo però è cosi in ogni campo: nell’arte, nella musica.. come un musicista che abbia inciso un proprio cd in privato e voglia provare, dopo averlo registrato alla CIAE (quindi grossa prima inevitabile spesa), a metterlo in commercio… è tutto un grande meccanismo che funziona per tutti allo stesso crudele modo, ma come ha detto Maurizio: fortuna che tu almeno ce l’abbia fatta!
    Spero che la carriera che ti si è da poco aperta davanti possa portarti presto dove desideri ! In bocca al lupo!!!

  6. Chiara Says:

    Purtroppo con i libri è anche peggio che con il resto, perché la musica si ascolta molto ovunque, e i quadri? I quadri sono visibili! Ma un libro, se non è letto, è inutile! E in Italia i lettori sono sono 2 milioni. Se nemmeno i conoscenti collaborano abbastanza, figuriamoci gli estranei… è desolante!

  7. bluestraneo Says:

    A che punto sei messa con l’organizzazione della presentazione per il tuo libro?

  8. taty Says:

    la situazione è molto molto triste ma perche’ non provare, non ho ambizioni di guadagni mi piacerebbe soltanto vedere il mio libro pubblicato. Pero’ pagare per farlo è triste , è tipo comprare un diploma o cose simili, beh speriamo che gli editori capiscano che anche gli italiani sanno scrivere

    un bacio a tutti taty

  9. Chiara Says:

    Ciao Taty, in effetti è vero: è molto triste! Spero di riuscire, nel mio piccolo, a cambiare un po’ la situazione. Torna a trovarmi se ti va! A presto.

  10. Chiara Says:

    Ah, buona fortuna per il tuo libro! Se ti può servire qualche consiglio, mandami pure una mail in privato. 🙂

  11. roberto Says:

    Che strada ha seguito Paolo Giordano? E chi lo ha raccomandato?

  12. Chiara Says:

    Ciao Roberto,
    non so se Paolo Giordano sia raccomandato, ma so che la Modadori (che ha pubblicato il suo libro) a me ha scritto dicendo che non considerano esordienti… tu che ne pensi? Io non parlo per frasi fatte, parlo per esperienza! E comunque tutto quello che scrivo in questo sito è un’opinione: non pretendo di avere la verità in tasca. Grazie di essere passato!

  13. Fabrizio Puccio Says:

    Salve, do il mio contributo fuori dal coro. Ho mandato il mio manoscritto a varie case Editrici e ho ricevuto una risposta positiva dalla Prospettiva Editrice che mi pubblica senza contributo editoriale nonostante che: Il mio romanzo era una frana grammaticale, costruzione delle frasi disastrose, errori a iosa, insomma un casino. considera che ricordo vagamente di aver frequentato la terza elementare e non ricordo se l’ho terminata. Lo stesso Editore ma ha fatto un nuovo contratto su un romanzo del quale avevo scritto solo un capitolo di 20 pagine e vorrebbe il terzo e il quarto che invece ho mandato a Dario Flaccovio, visto che i miei sono romanzi di mafia. Naturalmente ho ricevuto anche io proposte editoriali da editori che nemmeno avevano letto le prime pagine ma che si affrettavano a dire le solite stronzate. Il mio romanzo “Il Monaco” sarà il cavallo di battaglia del mio editore a Torino alla fiera internazionale del libro, non ho nessuna ambizione di diventare ricco e famoso, la vanità alla mia età si mette da parte, mi basta la soddisfazione di avere le critiche o gli elogi alle mie opere, scrivere deve essere un’arte creativa e l’arte raramente paga in vita. Un abbraccio a tutti e in bocca al lupo.

  14. Chiara Says:

    Ciao Fabrizio e grazie di essere passato a dirci la tua.

  15. Fabrizio Puccio Says:

    Proviamo a invertire i ruoli, immaginiamo che dopo aver ricevuto l’offerta, l’autore risponda con una ua controproposta, che inizia pressapoco cosi:
    Per chiarezza vi dico subito che:
    Non sono interessato a pubblicazioni con contributo di nessun genere.
    La prima stampa non può essere inferiore alle 1000 copie.
    50 copie gratuite per il sottoscritto
    150 copie per la promozione
    Esigo il timbro SIAE e codice ISBN
    12% del prezzo di copertina (12 Euro 120 Pg.)
    60% sulla cessione dei diritti di traduzione, televisivi e cinematografici
    (*) Trascorsi 24 mesi dalla prima pubblicazione, la casa editrice può recedere dal contratto e cedere i libri invenduti all’autore al valore del 30% del prezzo di copertina.

    Nota: [ Se è vero che l’autore non vuole pagare un contributo, e altrettanto vero che crede nella sua opera e garantisce l’investimento dell’editore]

    Nel caso che, prima della scadenza dei 24 mesi, l’editore e l’autore firmamo nuovi contratti le clausole contrassegnate (*) non si applicano.

    Questo potrebbe garantire l’editore e far si che l’autore prima di pubblicare sia certo che sta proponendo un opera valida.

    Date il vostro contributo critico a questo post.

  16. Chiara Says:

    Fabrizio, è già raro che un editore non chieda contributi, figuriamoci accettare gli altri punti della controproposta che hai ipotizzato! Io ho contattato 200 case editrici, e solo una mi ha proposto la pubblicazione senza contributo, e non alle condizione che dici tu. Forse sono sfortunata io, ma non mi pare: ho parlato con molta gente (esordienti e non) e la situazione è peggio di quella che da come ho capito credi tu.

  17. Luca78 Says:

    Il problema è che quasi sempre l’editore agisce UNICAMENTE da imprenditore e mette da parte la sua parte (essenziale) di editore.
    Perciò, quando questo avviene, l’unica cosa che conta veramente per lui è AZZERARE ( non limitare ma azzerare) i rischi e i costi della pubblicazione.

    In qualunque altro tipo di attività l’imprenditore sa che c’e’ sempre una percentuale di rischio ogni volta che si immette un prodotto sul mercato. Nel caso dell’editoria invece, tale rischio si tende ad azzerarlo ( a prescindere da come vanno gli affari) e a voler intastare subito e senza sforzi i guadagni.

    L’unica cosa che si può fare è non avere mai fretta e attendere anche anni e anni, fino a quando il proprio libro non sarà preso in considerazione da un editore disposto ad assumersi la sua parte di rischio che gli compete e che fa parte della sua attività. Tutto il resto, tutte le scuse accampate per giustificare la richiesta di denaro, quasi sempre sono scuse…

  18. Chiara Says:

    Concordo perfettamente con Luca, in ogni punto!

  19. Fabrizio Puccio Says:

    Se c’è rassegnazione la sconfitta e certa. Da anni mi sto dedicando ad un progetto para-editoriale, e ora che ho tutto il tempo a disposizione (se non tiro le cuoia prima) vorrei portarlo in porto. un modo per pubblicare gli autori inediti per cui valga la pena rischiare senza fargli spendere una lira, senza fargli acquistare libri e senza chiedere soldi per l’editing e altre cose che devono restare a carico dell’editore. una sorta di Agenzia letteraria ma un po diversa, diciamo più una agenzia di servizi letterari, una sorte di ufficio di collocamento del libro inedito, a uso degli editori e degli agenti delle case estere, ora sarebbe complicato spiegare, quindi mi fermo per non annoiare nessuno. Buona giornata a tutti (continuo la correzione della terza e ultima bozza pre-stampa)

  20. Chiara Says:

    Beh, chi si rassegna non va da nessuna parte, e questo nella vita in generale, non solo nel caso della pubblicazione di un libro.

  21. Antonio Says:

    Un saluto a tutti.
    Se i nostri libri non vengono pubblicati… forse la colpa è dei nostri libri, e non degli editori.
    Certo, questi ultimi assomigliano sempre più a vampiri assetati di sangue, ma, dal mio punto di vista, l’autore tende quasi sempre a sopravvalutare la propria opera, pensando che sia assolutamente meritevole di pubblicazione.
    Qualche anno fa ho scritto un libro, ma l’ho dato solo ad amici e parenti, senza tentare di pubblicarlo.
    Come spesso succede, ho ricevuto complimenti, ma non m’illudo mai, adesso come allora, di trovare un editore disposto a mettermi sul mercato.
    Piuttosto… credo parteciperò a qualche concorso letterario: magari da potrebbe uscire quella piccola notorietà… forse indispensabile ad ungere gli ingranaggi della macchina…
    L’importante, comunque, è di continuare a leggere e sognare, perchè queste sono le cose che realmente fanno la differenza.
    Bye

  22. Fabrizio Puccio Says:

    http://www.scrittoreinedito.com
    Dite cosa ne pensate. Ciao a tutti

  23. Fabrizio Puccio Says:

    Chiara, vai a vedere nel sito scrittoreinedito.com nella pagina pubblica il libro, clicca sul video. la tecnologia aprira altre porte tutto sta a trovarsi davanti la porta giusta al momento giusto. Ciao

  24. Chiara Says:

    @Fabrizio, darò un’occhiata al sito e ti farò sapere. Perché non mi contatti in privato su
    chiaravitetta1985@gmail.com e mi lasci lì il tuo indirizzo mail? Aspetto notizie.
    @Antonio, è vero, spesso il libro che si propone non vale granché, e in quel caso la colpa non è degli editori, ma questo non giustifica le truffe e le speculazioni di cui sono ampiamente a conoscenza. Hai fatto bene a pubblicare il tuo libro per amici e parenti: significa che la tua aspirazione non era fare dello scrivere il tuo mestiere, e/o che non credi abbastanza in te stesso da tentare la via della pubblicazione con una casa editrice.
    Alla fine comunque l’importante, oltre a leggere e sognare, è crederci! Io credo in me, e farò in modo che lo facciano anche tutti i miei lettori. 🙂
    Grazie di essere passato di qua!

  25. Antonio Says:

    Ciao Chiara.
    Purtroppo è vero: se da un lato ci sono scrittori che si sopravvalutano, dall’altro ci sono personaggi loschi sempre pronti a truffare il prossimo.
    Purtroppo è la legge della giungla, e l’Italia è proprio una giungla !
    Forse però… Darwin aveva ragione, ed il messaggio di Fabrizio lo dimostra: in natura non vince il più forte o il più intelligente, ma quello che si adatta più rapidamente ai cambiamenti.
    E grazie ad internet… forse anche il mondo dei libri cambierà…
    Chiosa: tanto per parlare di autori giovani e di successo, volevo porti il caso di Paolo Giordano, con i suoi numeri primi: in genere leggo classici (quasi esclusivamente letteratura straniera del 19o secolo), ma i campielli o i strega… me li leggo sempre.
    Ecco, il libro del buon Giordano mi sembra sia stato sopravvalutato da critica e stampa.
    Personalmente l’ho trovato mediocre, a tratti compiaciuto e a volte ipocrita: mi sai dire da dove deriva il suo successo ?
    E per quale motivo non ci sei tu al suo posto (si fa per dire) ?
    In Italia vince davvero chi è “paraculato” o chi scrive sull’onda “emozionale” di Amici, X-Factor e amenità varie ?
    Un saluto.

  26. francesco Says:

    Del tuo libro non c’è traccia nello stand del tuo editore qui a Torino… Venduto tutto???? o semplicemente dimenticata.
    Cara Chiara… ci siamo passate tutte… consolati. Ma soprattutto scendi dalle nuvole e datti meno arie.
    Dopo la pubblicazione sei diventata SCRITTRICE, RECENSORE, poi dai consigli sali in cattedra, addirittura ti autoeleggi personaggio pubblico.
    Sicuramente sei una brava ragazza, basta solo che rientri nei parametri dell’umiltà

  27. Chiara Says:

    Ciao Francesco,
    il mio editore non è a Torino, è una fiera troppo grande! Probabile che ci sia il distributore (ermes o ediq) che magari ha esposto il logo della casa editrice. Effettivamente il libro dovrebbe andare in ristampa a breve, già dopo la fiera di Bari erano rimaste pochissime copie.
    Onestamente non capisco dove tu veda la poca o nulla umiltà: mi considero scrittrice, sì, se non ci credo io per prima, come vuoi che convinca gli altri? Non ti sembra normale che creda in me stessa?
    Sull’essere RECENSORE, credo che la tua critica non stia né in cielo né in terra: ho sempre detto di esprimere solo un parere, sincero, su alcuni libro che ritengo belli o brutti, ma per mio gusto.
    I consigli li do solo perché ritengo di avere un po’ di esperienza, e non ho mai detto che siano legge né che debbano essere necessariamente seguiti. Non sono mai salita in cattedra, anzi! Inoltre mi sono sempre messa (e continuerò a farlo) a disposizione di chiunque voglia darmi la sua sincera opinione sul libro, o dirmi qualunque altra cosa.
    Ti ringrazio comunque di essere passato, anche le critiche hanno una loro utilità.
    Torna pure quando vuoi. 🙂
    Buona giornata!

  28. Chiara Says:

    Ciao Beppe,
    non ti chiederei mai soldi per un’opinione, nel mio mondo le opinione non sono merce di scambio. Mandami pure quello che hai scritto e ti darò un parere, che sarà sincero e più da lettrice (divoratrice di ogni genere di libro) che da scrittrice.
    Puoi contattarmi qui:
    chiaravitetta1985@gmail.com
    Per me sarà un piacere poterti aiutare. 🙂

  29. beppe Says:

    Cara Chiara mi chiamano “Beppe” e ti scrivo da Torino.
    Ho scritto sei capitoli di una storia per adolescenti.
    Vorrei sapere se sei disposta a leggerli per darmi un’opinione.
    Tengo a precisare che non ho soldi da corrispondere per questo tipo di lavoro.
    Ciao e grazie

  30. Alessandra Di Gregorio Says:

    salve. vorrei inserirmi e fare qualche ragionamento – senza prendermela con nessuno, ma unicamente ragionando con voi ad alta voce…

    considerare Mondadori o Feltrinelli due case editrici è tutto dire… Un artista autentico non dovrebbe neanche mai nominarle. Mondadori mandava al macero la Aleramo e lei, nel ’56, se ne lamentava… Feltrinelli è un colosso di avidi e mi chiedo perché la gente vada a comprare i libri da loro o peggio, perché c’è gente che aspira ad essere da loro pubblicata. Ciò basterebbe a giudicare un “autore”. Io gli direi no a prescindere.

    L’editoria è un po’ più complessa di come viene descritta o approcciata qui. Non puoi mandare un manoscritto a 200 editori. Vuol dire che non sai cosa stai facendo. Partendo dal fatto che di solito ne parlano i non addetti ai lavori, si finisce per dire solo delle inesattezze complicate dalle proprie esperienze non propriamente rosee. Ahimè quando si “bara” – concettualmente e non – a rimetterci sono in tanti. Chi bara sui contratti, chi bara negli scritti.

    Pubblicare ed essere maturi per pubblicare sono questioni antitetiche. Io prima di mettere bocca sull’editore che è lì fuori, mi chiederei SONO SUFFICIENTEMENTE MATURO? COSA STO PRODUCENDO? Domande che i benemeriti non si pongono mai e ciò a tutti i livelli, non importa che tu sia con una major o con un nano dell’editoria.

    Io lavoro attivamente, pienamente, nell’editoria (come primo e unico lavoro. Non lavoro gratis, non vedo perché dovrei farlo; sono una scrittrice e non ho scelto io di esserlo; presto moltissima attenzione al piccolo circuito, uno per principio, due perché non potrei fare l’editor e l’agente se non fossi propositiva), occupandomi di molte cose – fino a fare con le mie mani il libro – e vedo non solo cosa c’è davanti, ovvero tutti che si lamentano di essere artisti incompresi, ma anche come funziona dietro le quinte.

    Ho iniziato a provare serio disgusto non solo per tutti quegli operatori del settore che abbassano il livello INTELLETTUALE – questo sconosciuto… – ma anche tutti coloro che col mezzo informatico creano, allo stesso modo dei falsi casi letterari delle major – casi similmente fastidiosi e deprecabili, parlando di questo e quello, unendo una serie di concetti che andrebbero separati vuoi solo per principio. Io parlo manoscritti alla mano. Manoscritti alla mano tacerebbero in tanti. Lo sappiamo.

    La buona editoria è l’editoria che premia i meritevoli veri. Mettiamocelo in testa. Io credo nel diritto all’espressione ma meno nel diritto a credere di stare dicendo cose ben precise, quando poi non è assolutamente così. Quindi non scambiamo il diritto all’espressione con l’essere scrittori di talento. Sono cose diverse. E soprattutto non raccontiamo come si fa l’editore se non siamo editori. La cosiddetta filiera non esiste (e soprattutto se non so come vanno sul serio le cose, non provo neanche a menzionare passaggi per me oscuri); io ad esempio da scrittrice scoraggio le persone a chiedere in libreria i miei lavori perchè non mi va che il libraio lucri su una cosa che non ha creato, sulla quale non ha speso un cent nè una lacrima di sudore. Persone intelligenti dovrebbero aspirare a non farli mai entrare in libreria i propri libri, non il contrario, come scioccamente leggo e sento in giro.

    Se si lavorasse di più, si piagnucolasse meno, e se si fosse più onesti intellettualmente, le cose potrebbero funzionare meglio. E mi spiace dirlo, ma 7000 editori esistono perchè ci sono 7milioni di persone convinte di possedere del talento. Vi passa mai per la testa che FORSE – e lo sottolineo – QUEI 7MILIONI NON ANDREBBERO INCORAGGIATI, e se hanno la bava alla bocca e spendono per poi non avere neanche il proprio libro, tanto peggio per loro? A me se uno spende o non spende non cambia la vita. Ci sono soggetti che se ne fanno un cruccio e se ne escono con cose tipo “la Mondadori non è a contributo”… Beh, la Mondadori è SOLO una spa quotata in borsa e il nostro Presidente del Consiglio ha fatto una scalata durata anni, per poi donarla alla figlia Marina… se non è a contributo quella… che grava sulle tasse degli italiani… Voglio dire… non usciamocene con sciocchezze.

    C’era qualche tempo fa un forum molto poco intelligente in cui una serie di persone (parecchie persone) si confrontava sul fatto che un editore dichiaratamente non a contributo – che spesso vuol dire uno che di primo lavoro fa altro, perchè checché se ne dica, i mecenati sono morti, o cmq non pubblicherebbero ragazzini con la fregola della fama – avesse messo nei loro contratti una voce che discordava per un parametro a dir poco minuscolo. Ho letto con attenzione i post di quel forum e insomma, erano proprio tanti. Avevo in mente un’unica deduzione, però: perchè quegli imbecilli – scusate ma quello erano – non si erano minimamente chiesti “cavolo, siamo in 80… ma siamo davvero tutti talentuosi o quello ha detto sì a tutti, tanto non è un vero editore e noi non siamo veri scrittori e non ci rimette niente perchè i nostri libri non verranno nè stampati nè promossi sul serio, in luoghi fisici, non solo virtuali??? Davvero possono esistere, tra quelli che frequentano un minuscolo forum di sfigati, così tante persone baciate dalla fortuna? Così tanti autentici scrittori?”

    L’unica cosa che quel manipolo di pirla vedeva era la dizione NON A CONTRIBUTO. Ora mi domando e dico… perché tutti a fare le pulci all’editore e nessuno a fare le pulci agli altri scrittori o meglio a se stessi? Io quei testi non li ho letti, ma due risate me le sarei fatte. Ho letto in altri ambiti manoscritti che paiono scritti dalla stessa persona, ma non perchè gli uni fossero emuli degli altri, quanto perchè ci sono categorie di autori fatte con lo stampino. Io come lettore, non dico editore, di quei libri lì non saprei che farmene. Cerco l’eccezionalità, non la mediocrità. Come dice Massimiliano Parente, e io condivido, a forza di non arrivare in alto, abbiamo abbassato il livello e creato la MEDIOCRAZIA. Cerchiamo di ammetterlo a noi stessi.

    Considerato che c’è gente che guarda al 7 e 40 degli editori, senza avere ancora capito che il 98% di loro in un paese perfetto non verrebbe neanche considerato perché scrive col culo e non ha un briciolo di ANIMA (questa sconosciuta), e che se vogliono la “selezione”, beh, selezione avranno – la quale sarà implacabile… – e considerato anche che tanti editori credono di essere tali unicamente aprendo la partita iva, e questo accade anche a quelli che non chiedono un cent (e gli scrittori solo perché hanno fatto la scuola dell’obbligo), io ritengo che si potrebbe stare tutti meglio se si evitasse l’assalto ingiustificato.

    Cosa spinge sul serio una persona a inviare a destra e a manca un manoscritto? Cos’ha di eccezionale, nuovo, impegnato? Io come editor ne leggo di scemenze. E chi me le invia è sempre assolutamente certo di essere sulla strada giusta.

    Se raccontassi cosa sono in verità i distributori, come Ediq, per esempio – direi tutto ciò che non sono, perchè so che tanti “esordienti” scelgono (e questo già è sufficiente a capire che razza di autori possono essere) l’editore in base al nome del distributore, credendo che quello lavori per la gloria, non che distribuisca SOLO i libri ordinati (il resto sono in conto vendita perchè i librai non comprano i libri dei “piccoli”. Faticano già ad accettarli in libreria… e vi farei sentire le scuse che accampano… loro sono costretti dalle major a comprare anticipatamente i loro di libri, così sono poi costretti a venderli in quanto già pagati). Il distributore non li va a vendere, i libri, nè li reclamizza, perché il suo dovere non è fare quello, pur lavorando al 50% sul prezzo di copertina (e l’editore allora è un pirla se non si distribuisce da sé, chiamando col proprio telefono le librerie… e io so che vuol dire perché lo faccio).

    Se raccontassi di come lavorano le librerie, luogo agognato un po’ da tutti, e che alla fine, TRUFFATORI A PARTE, l’unico a rimetterci è l’editore pirla che dovrà pagare tutti ma, secondo la logica comune finto-comunista e perbenista, deve anche campare di belle speranze perchè ha investito su te, me, tutti, sulle nuove leve della LETTERATURA (ecco, una parola poco nota a quanto pare)… e se dicessi che c’è gente che darebbe via anche un rene, per la brama di vedere il proprio nome su un libro – e non dite che non è vero… – e tante altre cose ancora… forse forse la prospettiva di non addetti ai lavori cambierebbe. Almeno sarebbe un po’ più corretta o ampia.

    Se raccontassi di librai che non ordinano neanche le copie in contrassegno richieste dal cliente, o di quelli che chiudono e scappano con l’invenduto e il venduto… se dicessi che su un libro di 10 euro il 35 ma ormai 40% è del libraio per il solo fatto di averlo fatto transitare nel negozio, e che lo stand di una fiera al singolo editore costa anche più di 2000 euro per vendere cosa, poi… 4 libri? – se raccontassi che ci sono autori che a malapena conoscono l’italiano corretto, figuriamoci poi se possono dirsi scrittori, perché il talento sta a loro come la verginità a Cicciolina, ma poi fanno i forum dove parlano e sparlano di tutti… e se dicessi anche che vendita non vuol dire talento nè successo, perchè il libro venduto non è necessariamente il libro gradito… non si possono chiedere i soldi indietro… ?

    Partendo dal fatto che nessuno deve costringere nessuno a fare niente, voi, messi di fronte a semplici constatazione veritiere, di una che tocca con mano le cose e ha un quadro oltremodo ampio, della faccenda, cosa rispondereste? 😉

    Altro esempio. Io ho creato una collana editoriale di alto profilo letterario e chissà perchè, di fronte a richieste specifiche, così elevate, NESSUNO è stato in grado di fornire materiale adatto. Ragazzi non parlo di soldi ma di LETTERATURA. Persino ottime autrici che avevo già apprezzato per via della mia rubrica hanno “cannato” alla grande… Sono stata e continuerò ad esserlo, molto ,e non scenderò al di sotto di certi parametri. E allora?

    Molti si sono lamentati persino che “era troppo”… allora c’è qualcosa che non mi torna… l’autore vuole essere rassicurato in tutto, vorrebbe essere seguito, adorato, osannato… e quando trova una stronza come la sottoscritta, che gli dice OK, LAVORIAMO SUL SERIO ADESSO E POI VEDIAMO… prende e sparisce perchè sa che messo alla prova non ha niente da dare?

    Ma allora è o non è questione di editoria… o è questione di pura umanità, e si è mancanti o meno lì e solo lì? Il mio è un concetto che ne contiene altri, declinabili a seconda, non lo metto in dubbio… io non difendo una condotta nè un’altra, ma ho delle idee che mi faccio in base all’esperienza che, concedetemelo, non può limitarsi al mio “la Feltrinelli non mi fila…”. Se tendiamo a banalizzare verremo trattati da persone banali. Riflettiamoci.

    Divertiamoci a fare quello che facciamo – alcuni, ahimè, devono ammetterlo a se stessi: non possono sperare che altri li prendano sul serio per certi canoni; magari per certi altri, ma non PER QUEI canoni che poi l’autore imbronciato tira fuori all’occorrenza. Siamo seri il giusto. Ciò che non sappiamo, cerchiamo di non trovarlo su internet. basta con la cultura imparaticcia dalla rete. specie perchè c’è gente che si fa sul serio il mazzo e a differenza di quello che alla maggior parte piace credere col disimpegno tipico odierno, non tutti si possono permettere di fare gli editori come terzo lavoro ma lo fanno come primo e unico e grazie a Dio non hanno debiti con le banche grazie a precise scelte di vita, oltre che finanziarie in senso stretto.

    Io spero di aver dato il LA per dei ragionamenti che vadano un pelo “oltre”. Perdonate la prolissità. Sarebbe bello stare a chiacchiera, come si suol dire. Non me ne voglia Chiara per aver commentato. Non ci conosciamo, quindi non ci sono né attacchi né applausi. Solo pensieri ad alta voce. Stimo troppo il lavoro che faccio e le persone con cui ho avuto e avrò a che fare, per lasciare che si dicano cose non giuste. Per ogni persona c’è una soluzione adeguata. Da editor ho sistemato tutti i miei autori al meglio per loro. Da “altro” (nel senso che faccio di tutto) per delle case editrici in particolare, ho visto come si lavora da veri professionisti e non ha niente a che vedere con le cose di cui si parla con leggerezza su internet. 😉

    Alessandra

  31. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Alessandra,
    nessun problema per il commento prolisso, e non ho motivo per “volertene”.
    Concordo su alcune cose che hai detto, non concordo su altre.
    Dimmi una cosa: se uno scrittore non sa nulla del mondo dell’editoria, cosa deve fare? Se dieci editori non gli danno retta, perché non aumentare il numero?
    Io credo che la vera passione sia quella che non viene smontata dalle difficoltà. Tutti i presunti scrittori che darebbero l’anima per vedere il proprio nome sulla copertina di un libro, si fermano di fronte alle difficoltà. Le pubblicazioni a pagamento valgono nulla, e così quei nomi cadono nel dimenticatoio. Accade anche per chi non ha pagato, perché al di là del merito, è molto difficile oggigiorno in Italia rendere lo scrivere un mestiere.
    Rifiuterei anch’io di pubblicare con la Mondadori, per varie ragioni; è impensabile, però, non nominarla parlando di editoria: è la principale casa editrice italiana!
    Concludo dicendo che io porto la mia esperienza, ma non sono editore, non sono editor, non sono libraio. Imparo giorno per giorno, e parlo di ciò che ho visto e di ciò che penso.

  32. Roberta Says:

    ALESSANDRA DI GREGORIO VUOLE INVOGLIARCI A RAGIONARE, DUNQUE, CI PROVO…

    ASSIOMA N.1: LA VERGINITà STA A CICCIOLINA COME IL TALENTO STA ALLA MAGGIORANZA DEGLI SCRITTORI (ESORDIENTI E NON)

    ASSIOMA N.2: LO “SPIRITO LETTERARIO” STA ALLA MONDADORI COME IL NOSTRO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO STA ALLA DEMOCRAZIA

    ASSIOMA N.3: IL MANOSCRITTO DI UNO SCRITTORE ESORDIENTE STA AL CIRCUITO LETTERARIO COME UN AGO STA NEL PAGLIAIO

    ASSIOMA N.4: LA MEGALOMANIA STA A MOLTI SCRITTORI COME IL CALCARE STA SU MOLTI RUBINETTI

    ASSIOMA N.5: TENTARE DI COMPRENDERE LE DINAMICHE CHE ANIMANO IL MONDO EDITORIALE è COME TENTARE DI RISOLVERE IL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE

    … (?)

  33. Alessandra Di Gregorio Says:

    ciao Roberta. Simpatica interpretazione.

    Bastava anche scrivere senza usare le maiuscole né tirare in ballo assiomi vari 😉 – o ribadire come mi chiamo… come mi chiamo lo so.

    Non ci sono assiomi ma dati di fatto variabili da soggetto a soggetto e inesattezze sbandierate per ferree logiche di mercato. Se si è qui per il confronto, non ci si può esimere dall’ascoltare le campane vere… Per riflettere tra sé e sé, nel caso ci fosse materiale utile alla riflessione… O appena uno dice una cosa sensata, in automatico dev’essere inascoltato perché non appare in linea con la lamentela generale? 😉

    A.

  34. Alessandra Di Gregorio Says:

    @Chiara: ma andiamo! 😉 eheheheh

    Lo scrittore un mestiere…? E’ una contraddizione in termini. 😉 Primo perché se vuoi essere una mestierante devi farne di strada… Secondo perché non si parla davvero di scrittura, ma ci si accontenta di abbellirsi con una parvenza generica… allora non si è sinceri… 😉

    Io parlo di arte, per esempio. L’unica cosa autentica per cui provo interesse. O fai arte, se vuoi distinguerti, con tutto ciò che comporta, o come fai a parlare di mestiere? Siamo nel 2010. Quello che non si sa lo si può imparare. Imparare non vuol dire leggere nei forum la storia strappalacrime di Ciccio che dice che ha pagato 3500 euro per avere 50 copie del suo libro a 20 euro (stamani mi ha fatto sorridere la cosiddetta controproposta suggerita da un utente… ragazzi miei, ma li sapete i costi di produzione? direi di no. vi porterei copie delle fatture della nuda carta, solo per farvi un esempio… il talento non c’è, il soldo neanche… chi vuole camparci? l’autore? è una scemenza…. a pagamento o no, l’editore non è un ente di beneficenza ma dalle cose dette sopra mi pare di capire che l’idea generale che ne hanno molti è proprio questa…).

    La Mondadori è uno stampatore come un altro, che ha un circuito di cui non hai idea e che i suoi libri li manda al macero se non vendono bene nel giro di pochi mesi. credi che stamperebbero Pinco Pallo in 100mila copie solo per simpatia e perché amano gettare soldi al vento? Non funziona così… Mi stupisce sentire che c’è gente che vuole la cosiddetta democrazia nelle lettere ma poi si aggrapperebbe a una Mondadori, potendolo fare… Se fallisci con loro hai chiuso… Se vali vali a prescindere. Se non vali, magari puoi lavorarci sopra e questo, ma non sto dicendo niente di così assurdo, dipende da te, da me, da noi. Tu hai il compito di lavorare sodo e pretendere il meglio, ma senza la prima cosa, la seconda ti crea così tanto fastidio? 😉

    Sarebbe questo l’obiettivo di un bravo scrittore? Appunto perché uno scrive e c’è dentro, in un modo o nell’altro, deve mirare ad una evoluzione sostanziale, la quale, oggettivamente, passa prima per la propria penna, POI per una eventuale questione commerciale. O no? Cioè secondo me si tende ad anticipare un po’ le cose spostando tutta la problematica in avanti, senza mai guardare al “qui e ora”.

    Perché tutti – non solo qui ma cmq in giro, sui siti, ovunque – vengono a parlarmi di grandi sogni e poi se ne escono che vogliono alzare dei soldi sulla loro cosiddetta arte? Per quale motivo dovrebbero? E’ arte quella? Proponi qualcosa che valga la pena, ma lavorando alacremente a partire da te. Metterci la cosiddetta anima, come comunemente la si intende, non equivale ad avere anima. Uno è un concetto soggettivo, l’altro un sentire superiore. Ci sono libri e libri… e non si deve essere editor per saperlo. Tutti leggiamo, o almeno credo, e dunque tutti dobbiamo fare i conti con lettere superiori alle nostre.

    La scrittura è cominciare a lavorare qui per finire chissà dove. Tu lo fai? (non devi rispondere. rispondi a te stessa). Con spontaneità e autenticità. Mi rendo conto che alla parola LETTERATURA o peggio ARTE, si storce il naso. Perché? Tutti con alte aspirazioni ma sempre restando sulla superficie. Il che è strano… O forse no. Pochi con gli obiettivi di vita chiari. Tutti con un vago sapere raffazzonato, spesso appreso proprio da internet, quindi molto lontano dal vero.

    Siamo sicuri di essere all’altezza per avere un nome? E poi cosa vuol dire avere un nome? Lo sappiamo che carta canta, sempre, e che se scriviamo porcherie o siamo mediocri, saremo ricordati per questo, anche se il nostro stampatore è Mondadori? Più sei esposto più devi essere in grado di rispondere ai colpi. Su quanti pseudo-autori fanno barzellette? Io mi guardo attorno con un certo senso critico perché ho bisogno di andare oltre il banale “pestare i piedi a terra” e lamentarmi… Sono energie regalate al vento.

    Ciò che non so mi sforzo di apprenderlo ma con apertura alle esperienze. Perchè tanto devono dimostrarti gli operatori di questo settore, tanto devi dimostrare tu 😉

    Allora forza e coraggio. Discuti con le persone con fini propositivi. Vai in una casa editrice e fatti dire come funziona e quali sono le difficoltà. Capirai che le tue problematiche e mie sono infinitesimali a confronto 😉

    Buon lavoro ragazzi, e per chi ci crede, buona Pasqua.

    A.

  35. Chiara Vitetta Says:

    Onestamente, il discorso è a dir poco vasto e sono stati toccati troppi punti tutti insieme per poter rispondere in modo esauriente.
    Comunque, sì, credo che lo scrittore posso essere un mestiere; qual è il problema? Significa che le persone sono disposte a spendere dei soldi per comprare il tuo libro, significa che puoi vivere della tua arte.
    Su una cosa concordo con te: bisognerebbe chiedersi se si è davvero così capaci, se si è all’altezza, bisognerebbe smettere di pensare di poter essere scrittori dall’oggi al domani, ma io credo che i fatti smontino tutte le illusioni e chi non è all’altezza venga escluso dal sistema, prima o poi, dai lettori stessi.
    Poi però penso anche ad un’altra cosa: chissà quanti autori meravigliosi ci siamo persi e ci perderemo per colpa di tutte le difficoltà del sistema attuale, chissà quanti scrittori con la S maiuscola fanno altri mestieri e non hanno quindi il tempo di scrivere perché la vita pretende altro.

    Qui dove vivo io c’è la sfiducia totale, la resa pronta all’uso, e forse non è male, a volte, pensare di poter fare gli scrittori e buttarsi nell’impresa. La vita, poi, mette tutto a posto…Non so se mi spiego…

  36. Roberta Says:

    ormai che ho imparato a sognare non smetterò 😉

  37. Cristiana Says:

    Ciao a tutti,
    mi chiamo Cristiana, ho 18 anni ed ho pubblicato da poco il mio primo romanzo, Papaveri e girasoli. So bene anch’io che l’Italia è un paese di “non-lettori” ed è difficile pubblicare un libro (infatti io ho dovuto pagare per pubblicarlo, e con una casa editrice pressoché sconosciuta).

    Però non mi abbatto, e anche se dovrò affrontare moltissimi “no”, tenterò di realizzare il mio sogno: farmi conoscere, o almeno provarci, nel mondo della scrittura.
    Ora sto scrivendo il secondo romanzo, e sono circa a metà.

    Vediamo come andrà a finire con questo,
    per ora in bocca al lupo a tutti gli esordienti come me!
    😉

  38. Chiara Vitetta Says:

    In bocca al lupo Cristiana!

  39. Franco Says:

    Ma se uno per poter essere preso in considerazione deve essere “famoso” come fa a cominciare?

    Io sono un signor nessuno, scrivo per divertirmi e non pubblichero’ mai nulla; pazienza. Mi piace leggere ma non sono uno scrittore … ma io penso a chi potrebbe diventare uno scrittore bravo … La prima volta che scrive non lo conosce nessuno, se paga per farsi pubblicare a quanto pare lo si considera un’arrivista che vuole solo sfondare ad ogni costo, se aspetta una casa editrice che lo pubblichi perche’ crede in lui allora deve per forza essere un’artista che “NON” deve cercare ne fama ne gloria ne soldi!!!!

    Apparte il fatto che se nessuno ti conosce, di solito le major non li leggono nemmeno i manoscritti (esperienza personale di uno zio che ha mandato 5 volte lo stesso romanzo in 4 mesi alla stessa casa editrice e ha ottenuto 4 commenti diversi, l’ultimo diceva che seppur il romanzo fosse innovativo non rientrava nei canoni di pubblicazione o qualcosa del genere), anche se lo fanno di solito ti snobb
    ano a prescindere preferendo che tutti i rischi li corrano le case minori cosi’ intanto l’autore si fa le ossa per poi rivalutarlo quando ha gia’ pubblicato in questo modo.

    Sapete che vi dico? mettetela pure come vi pare ma tutto questo e’ ipocrita e ingiusto. Una persona che desidera scrivere deve poterlo fare senza il filtro degli speculatori, l’unico filtro che dovrebbero avere dovrebbero essere delle persone serie che pensano oltr
    e che ai soldi anche alla cultura. Un serio professionista deve saper capire se un romanzo puo’ vendere o meno … puo’ vendere? allora lo edita, non lo potra’ vendere? allora lo rifiuta, spiega il motivo e magari ti da pure qualche consiglio.
    ci per farmi conoscere dalle
    So che le cose non possono essere cosi’, per lo meno non in Italia … ma allora fa bene chi scrive romanzi sul web fornendo un’anteprima gratuita e poi si fa pagare pochi euro per scaricare l’intero romanzo …. zero spese e non ti getti tra le grinfie degli speculatori ….

    Detto questo torno al mio piccolo mondo dove scrivo solo per me e per i miei figli sapendo di non avere la stoffa che mi piacerebbe avere, ma che anche se l’avessi non avrei gli agganci che servono per diventare famoso …. mi chiedo solo se autori internazionali che accumulano premi su premi non riderebbero sapendo come vengono difese a spada tratta le nostre major (da chi ci lavora piu’ o meno dentro … ovviamente!)

    Via, la mia l’ho detta … buona serata a tutti.

  40. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Franco,
    su una cosa hai ragione: questo sistema è ingiusto. Non è vero però che se non hai le conoscenze non arrivi da nessuna parte. Posso dirti che se fatichi molto e insisti, con ovviamente il talento alla base, arrivi. La strada è in salita, non lo nego, e la frustrazione a volte è tanta… non per niente ho scritto questo post, ironico, amaro, specchio delle difficoltà che ho visto con i miei occhi in questi anni. Posso assicurarti che si arriva anche in modo onesto, pulito e senza spinte varie, perché è quello che sto facendo io. I risultati si vedono, ma per come è il sistema attualmente, bisogna dedicare la vita a questo. Io lo faccio, altri hanno abbastanza passione e sono pronti a rischiare? O forse hanno altre priorità???
    Comunque, il sistema si cambia pian piano, muovendosi onestamente e nel giusto, il che significa, a mio parere, non pagare per pubblicare e non chiedere favori a destra e a manca. Detto ciò, secondo me scrivere dovrebbe essere un’attività fatta innanzitutto per il proprio piacere e per soddisfare un bisogno, tutto il resto viene dopo. Non c’è nulla di male nel lasciare che solo i propri parenti e amici leggano ciò che scriviamo, ma c’è a chi non basta.

    Buona serata anche a te, e ripassa quando vuoi!

  41. Franco Says:

    Ciao Chiara 🙂 sono ripassato eheh
    Non volevo certo dire che una cosa e’ cosi’ per tutti (tu ne sei una prova vivente) volevo solo calcare un po’ la mano per sottolineare la cosa.

    Come ho detto a me non basta scrivere solo in famiglia ma devo accontentarmi perche’ pur avendo delle idee carine non sono abbastanza talentuoso per aspirare al grande pubblico. Forse in futuro, passando dal web, da qualche concorso e con tante critiche mi togliero’ la soddisfazione di scrivere qualcosa di rilegato e stampato … per quanto riguarda il discorso in generale auguro a tutti di vivere i vostri racconti, romanzi, ecc… come sembra fare Chiara. 🙂
    Ciao a tutti.

  42. Josè Orlando Says:

    Ciao a tutti, variegati frequentatori; cercando di farmi un idea su cosa significa pubblicare un romanzo, mi sono imbattuto in questa pagina, e le cose che sono state dette mi spingono a commentare 🙂

    @alessandra:
    Ti ringrazio innanzitutto per avermi dato un punto di vista dell’editore ed era il primo che leggevo.
    A sentir te però vorresti che in italia nessuno più provasse a scrivere cosi che non ci sarebbero tanti testi da esaminare. Ogni mestiere credo abbia le sue seccature, ma si dovrebbe essere contenti che in italia tanti ci provino, perchè se è vero che spesso si è mossi molto dal desiderio forse utopico della fama, è anche vero che scrivere un libro non sarà mai spruzzare vernice rossa su tela bianca, e richiederà sempre uno sforzo conoscitivo sia per il talentuoso che per lo scarso :X
    Io comprendo il tuo ragionamento ma vorrei dire una cosa che forse qui è passata inosservata come lo era il calcare sui rubinetti.
    Non si scrive senza la speranza che qualcuno legga, non esiste parola che non ambisca a sedurre gli occhi di un lettore, o ad essere ascoltata da orecchie attente…..anche le congiunzioni ci provano talvolta, sebbene con scarsa efficacia….
    e quindi direi che a nessuno dovrebbe essere fatta vergogna di una qualche ambizione forse non fondata.
    @Franco: credo tu abbia già il pubblico migliore che tu possa desiderare 😉

    un saluto, ed un imbocca al lupo a chiara e a tutti noi.

    ps volevo sapere se secondo voi è fruttuoso contattare anche editori esteri nonostante il testo non abbia traduzione. Grazie

  43. Chiara Vitetta Says:

    Grazie José! 🙂
    Non so molto dell’argomento, ma so che a volte è conveniente rivolgersi ad agenti letterari che rappresentino l’opera all’estero ed abbiano quindi rapporti con editori stranieri.
    In genere, per fare questo, bisogna far tradurre una decina di pagine del libro più una sinossi. L’agente, se trova un editore interessato, viene pagato in percentuale (un tot a copia, se non ricordo male)
    In bocca al lupo e torna pure quando vuoi. 🙂

  44. Roberto Vindigni Says:

    Ciao Chiara, come va?
    Torno per riversare nel tuo sito un pò del mio squallore esistenziale, he he… spero non ti dispiaccia.
    Sono stato finalista di un concorso letterario ed ho trovato pure un editore per il mio libro, ma soddisfazione meno di zero.
    Anzitutto vorrei parlare della politica stupida di molte piccole case editrici indipendenti che non si preoccupano affatto di proporre un alternativa in termini di contenuto rispetto alle grandi case editrici e che anzi, nella fattispecie fanno proprio il contrario.
    Le librerie sono monopolizzate dalle grandi industrie del libro, dunque come sperano le piccole case editrici di tirare avanti senza dare al lettore una sola ragione valida per comprare il libro di un esordiente sconosciuto che nella maggioranza dei casi è pure uno scribacchino?
    Le case editrici indipendenti dovrebbero proporre letteratura indipendente scritta secondo uno stile indipendente anzichè ragionare con la stessa logica commerciale dei grandi editori, solo facendo le cose in piccolo.
    Gli editori sono quasi tutti accomunati dall’appropriarsi di quello che crei per strumentalizzarlo commercialmente, spesso senza alcun riguardo né interesse per il senso artistico dell’opera, e certi libri vengono proprio stuprati in favore della “scorrevolezza,” dell’immediatezza, il tutto seguendo la regola: qualsiasi idiota deve poterlo comprendere, assieme alla seconda regola: cerchiamo di renderlo piacevole al maggior numero di persone possibile.
    Gli editori hanno una mentalità così schifosamente plebea che non voglio più avere niente a che fare con loro.
    Lo dico perchè il mio libro sta subendo dei “ritocchi” totalmente contrari al mio gusto.
    Mi viene voglia di rinnegare il mestiere di scrittore come professione cessando anche di considerarmi tale, perché scrittore ormai ci può diventare qualsiasi bambino scemo che al limite si fa pubblicare con i soldi di papà ed è contento. Un tempo questo era un lavoro serio, adesso è solo una professione squallida il più delle volte nemmeno considerata tale, con una retribuzione così misera che se non hai un impiego o qualcuno che ti mantiene finisci in mezzo a una strada.

  45. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Roberto,
    io sto bene, grazie.
    Puoi venire qui a riversare ogni cosa in qualunque momento tu voglia: il mio sito serve anche per questo.
    Mi dispiace che la tua esperienza con una casa editrice non sia buona. Intanto complimenti per essere arrivato finalista ad un concorso e per aver trovato un editore.
    Purtroppo hai ragione: spesso i piccoli editori cercano di pubblicare libri commerciali per venderne molti e badano poco al contenuto. Questo è molto triste. L’editing poi, a me fa venire i brividi… più ne so, meno mi piace. Posso chiederti una cosa? I “ritocchi” di cui parli, non devi approvarli tu? E non puoi rifiutarli? Cosa dice il contratto?
    Capisco la tua amarezza, ma essere scrittori non è quello che sembra. Non sono quelli che vendono molto ad essere scrittori. Uno scrittore è altro. Può vendere molto, certo, ma non sono le copie vendute a renderlo degno del titolo di “scrittore”. Il sistema è quello che è, ma bisogna ricordare quale sia la vera essenza dello scrittore e andare avanti, se si ha abbastanza forza, senza badare a cosa non va. So che è difficile… chi meglio di me può capirlo?

    In bocca al lupo in ogni caso, e scrivimi quando vuoi.

  46. Roberto Vindigni Says:

    Grazie chiara, sei sempre buona e gentile.
    Ti rispondo in merito alla fase di editing (che è un vero scoglionamento): alcuni passaggi andavano giustamente ricontrollati e con l’editrice ho un minimo di rapporto umano sebbene la sua ignoranza letteraria e il suo bassissimo livello di comprensione della mia opera è sconcertante.
    Non ti annoio con i dettagli tecnici delle frasi invertite, degli ottimi vocaboli pregnanti sostituiti con termini vuoti e piatti, delle belle espressioni tagliate di netto per il solo fatto che non arrivava a capirle, ecc…

    Ormai mi trovo in condizioni finanziare a dir poco precarie, tantè che un domani rischio di finire in mezzo ad una strada e potrei non avere abbastanza tempo per trovare un altro editore interessato (ci potrebbero volere anni)…
    Così mi son detto che scendere a compromessi è sempre meglio di niente; comunque nei limiti del possibile ho fatto opposizione affinchè il significato dell’opera rimanesse inalterato malgrado l’impoverimento stilistico.

    Io sono una persona realista e ho la piena consapevolezza che il mio libro una volta dato alle stampe venderà quattro copie precise, inoltre posso pubblicare su internet i miei racconti a titolo gratuito in versione “Director’s cut” come mi piace dire ironicamente. L’Underground nella buona e nella cattiva sorte è per me una fonte inalienabile di ispirazione e di onestà creativa.

    Ti saluto perchè altrimenti rischio di diventare logorroico.

  47. Chiara Vitetta Says:

    Capisco… beh, qualche compromesso a volte bisogna farlo, anche se non so se io sarei mai riuscita a farmi snaturare il libro, perché di questo mi sembra si tratti.
    Posso chiederti chi è l’editore? Quindi si tratta di una pubblicazione senza contributo oppure no?
    Se vuoi concederti il lusso liberatorio di diventare logorroico, ma non vuoi farlo in pubblico, puoi sempre scrivermi qui:
    webmasteròchiaravitetta.it

  48. giovanna Says:

    probabilmente qui dentro sono quella che sa meno di tutti ma nessuno mi vieta di dire la mia 🙂
    le opinioni di tutti voi hanno attirato la mia attenzione, tanto da mettermi qui a scrivere quello che penso.e cosa penso?
    penso che siamo nel 2010.Questa è l’era di fabio volo,di quell’altro tizio (di cui adesso sinceramente mi sfugge il nome) che ha accroccato tanta di quella povertà intellettuale in un solo libro,tre metri sopra il cielo,di melissa p e di tanto altro repertorio ancora di cui c è da vergognarsi.
    e voi state ancora qui a domandarvi perchè il vostro libro non viene pubblicato??un conto è fare soldi, un conto è fare arte.o una o l’altra.a noi non resta altro che decidere da che parte stare.
    la mondadori,che ancora una volta,ricordiamo, ha a che fare con fininvest e berlusconi,fa la stessa parte di tanti programmi televisivi come il grande fratello o l’ isola dei famosi.noi italiani, e questo meritiamo, perchè gli permettiamo di farlo, stiamo diventando dei lesionati mentali.non solo ci vogliono spengere il cervello attraverso la tv o l’informazione,ma anche con i libri!ecco perchè non si parla piu di letteratura,per riprendere l’intervento dell’editrice:sarebbe follia definirla tale.
    diaciamoci la verità.se ci sono cosi tanti “scrittori” è perchè il mondo fa credere loro di esserlo o di poterlo diventare.il qualunquismo e la mediocrità di fabio volo ottengono successo?allora chiunque può scrivere.a forza di proporci queste cose hanno cambiato la percezione della nostra realtà:pensiamo che avere talento magari corrisponda a scrivere quello..

    in mezzo a questo caos c’ è chi sceglie di promuovere l’arte e il talento, e questi sono pochi,e chi invece vuole soldi e fama.
    se volete il successo dovrete abbassarvi a quel livello e avere comunque la fortuna di essere voi, tra tutti quelli che ci provano,(consapevoli o inconsapevoli della loro mediocrità)a raggiungerlo.e allora si può parlare di mestiere:io vengo pagato per dire boiate.
    personalmente cerco di “scrivere un libro” da anni.ho pensato che se ci riesce moccia(ecco come si chiama!),con un po’, anzi tanto culo, ci posso riuscire anche io a fare soldi..ma non nascondiamoci dietro l’ipocrisia.
    un conto, ripeto, è fare i soldi, un conto arte.l’arte, per come la penso io,si nutre di se stessa.ci sono delle volte che scrivo perchè non riesco a non farlo .non ho la pretesa di pensare che la mia sia arte!per carità!quello che voglio dire è che in quei momenti sono mossa dall’arte.ho letto qui che qualcuno diceva che non si scrive mai per se stessi.beh le parole più belle che lascio sulla carta sono in quei momenti,per cosi dire, mossi dallo spirito.La stessa cosa vale per la musica o la cinematografia.
    per questi motivi oggi è necessario distinguere il sentirsi mossi dallo spirito dal fare soldi,almeno in questo ambito.
    mi scuso se in qualche modo ho peccato di presunzione e ho detto una marea di stronzate.ho 21 anni e sono ancora molto inesperta.

  49. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Giovanna,
    magari è davvero l’era di Fabio Volo, ma nella stessa era vengono stampati anche libri davvero belli. Certo, quelli “commerciali” vendono di più, e allora? Se la popolazione non viene educata alla lettura e a distinguere un libro buono da un libro pessimo, le case editrici possono fare ciò che preferiscono, e se certi grandi editori badano più al profitto che al valore delle opere, dovrei non lamentarmene? Dovrei stare qui a dire: “Beh, è normale, è l’epoca di Fabio Volo e Federico Moccia, cosa mi aspetto?”. No, bisogna smetterla di non stupirsi di niente e accettare le cose così come sono. Certe realtà devono cambiare, e se ci impegniamo abbastanza, tutto diventa possibile.

    Forse tu sei come quelle persone che credono che, visto l’andazzo attuale, se fai arte non potrai mai arrivare al successo? E che il successo lo raggiungi solo se ti uniformi alla tipologia di libri molto venduti scrivendo quindi delle fesserie commerciali? E che se si è bravi si arriva al successo solo per la proverbiale botta di fortuna? Spiacente, non sono affatto d’accordo.

    Tu scrivi un libro perché credi che se può farlo Federico Moccia può farlo chiunque, ma stai attenta, perché qualche riga dopo hai scritto che scrivi perché senti il bisogno di farlo. Poi hai scritto anche che con tanta fortuna puoi fare soldi anche tu… Allora sono i soldi la ragione? Scrivere è una cosa, e può essere un bisogno, ma pubblicare, cos’è? Un modo per fare soldi? Dire che “se è capace Moccia sono capace anch’io” è come dire: “Io non sono capace, ma se è capace Moccia, allora anch’io posso”. Quindi stai dicendo che vali poco più di lui? Mi sembra che le tue idee siano alquanto confuse.

    Ah, un’altra cosa. Tu scrivi: “non ho la pretesa di pensare che la mia sia arte!per carità!”, ma se non si crede tanto in se stessi, non si va da nessuna parte, specie in questo ambito.
    Oppure quella è una classica frase ad effetto che ha lo scopo di far sembrare umile chi la scrive?
    L’umiltà va bene, ma senza credere di essere più bravi degli altri (perlomeno di un tot di loro), inutile provarci, no?

  50. giovanna Says:

    la tua risposta dimostra che non hai capito nulla di quello che ho volute dire..
    io ho sottolineato più volte che c è differenza tra fare i soldi scrivendo e fare arte.e, forse non l’ho specificato,un conto è quando scrivo le pagine di un libro, altro conto è quandol scrivo su un pezzo di carta qualsiasi perchè in quel omento ne ho bisogno.
    per il resto ovviamente è lecito avere opinioni diverse:tu pensi che se ci si impegna “tutto è possibile”.io sono convinta praticamente dle contrario.come dice il biondo in Il buono,il brutto e il cattivo, “il mondo è diviso in due categorie:chi ha la pistola carica e chi scava, e tu scavi”.è cosi da secoli e la storia lo dimostra.quello di cui parli tu è un’utopia.come cambieresti le cose?in cosa consisterebbe il tuo impegno?”solo sul sangue viaggia la barca della rivoluzione”, non cert perchè noi stiamo qui a scrivere nei libri il senso che noi diamo alla vita, o cose del genere.
    in ultimo, e anche in questo caso non hai saputo cogliere il senso di wuello che ho scritto in odo chiaro,ripeto che non ho la pretesa di produrre arte.posso solo dire che quello che faccio(quando scrivo senza lo scopo di infilarlo in un libro,ma per caso, su un foglio che rimarra li e basta, come fosse un segreto) è mosso dall’arte.ma questo no nsignifica che il risultato sia positivo.
    Dire che “se è capace Moccia sono capace anch’io” è come dire: “Io non sono capace, ma se è capace Moccia, allora anch’io posso”.questo lo hai scritto tu, riportando a tua volta le mie parole.io intendevo proprio questo!!oggi tutti scrivono anche se non sono capaci perchè vedono moccia fare soldi scrivendo come un cane.si abbassato il livello culruale, quindi scrivono tutti.e io ho deciso consapevolmente di stare a questo gioco.la mia dignità èp intatta, la mia “arte” la posso esprimere benissimo per fatti miei.io provo a caricare la pistola,tu continuaa scavare.del resto no nfaccio male a nessuno:non ammazzo nessuno.sarò solamente un’altra idiota che scrive quelle cose magari.e comunque tengo a< dire che no nè facile scrivere male.. o__0
    oggi c' è la cultura dell'ignoranza.vuoi fare i soldi?si fanno cosi.vuoi scrivere scrivi.le due cose isnieme oggi secondo me sono inconciliabili.

  51. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Giovanna,
    dici proprio bene: non ho capito nulla di quello che hai scritto, per questo la mia risposta era piena di domande. Comunque, ci sarebbe da parlare ore, per capirsi. Cos’è la pistola carica, in questo caso? Cos’è scavare?
    Ci sono molti modi per cambiare le cose, ma si inizia dal basso, come è giusto che sia. Il mondo non si cambia in un giorno. E il sangue deve essere versato, questo è vero. Tu come lo versi tu? Dicendo a chi si lamenta del sistema che la situazione non deve stupirlo?

  52. giovanna Says:

    o.0 io non ho mai detto di volerlo cambiare…anzi il mio intervento andava proprio dalla parte opposta!
    non ho intenzione di cambiarlo,perchè al mondo c’è chi ha potere(chi ha lapistola carica) e chi non lo ha(chi scava).e io non ne ho.sto qui a “parlare” con te non quindi per cmabiarlo ma per farti capire il mio punto di vista e per dirti che secondo me sogni troppo.non voglio che sia una critica ne un attacco.assolutamente,forse il mio è un consiglio, di cui ovviamente tu puoi fare quello che vuoi.
    io credo che il mondo non cambia perchè le persone agiscono affinchè cambi.o credo invece che il mondo cambia perchè a un certo punto della sua storia, si “accartoccia” dentro se stesso, ad un certo punto è talemtne evoluto che la sua evoluzione diventa involuzione.in questo paese poi l’evoluzione ha sempre corrisposto ad involuzione!l’uomo tende al male per istinto di sopravvivenza e non puoi andargli contro.non puoi distruggerlo e farne uno nuovo.si distruggerà da solo e tutto si rifarà da capo.
    il discorso è ampissimo, hai ragione, e le cose da dire sono tante.quello che ho voluto dire che tutte le forze che tu userai per cambiarlo non serviranno, che tutto l’impegno che ci metterai, non basterà.chiamami pessimista, cinica, come preferisci.a me piace considerarmi realista.
    ad ogni modo non hai risposto alla domanda:come cambieresti le cose?in cosa consisterebbe il tuo impegno?(ma non è una sfida che mi devi rispondere.voglio riflettere con te)attraverso quali atti pratici tu puoi cambiare il mondo?e non mi dire che bisogna essere in tanti.in tanti non lo saremo mai.
    in ogni caso in bocca al lupo per ogni tuo libro 🙂

  53. Chiara Vitetta Says:

    Intanto grazie per l’in bocca al lupo, anche se detto dopo un “tu sogni troppo” non suona molto bene.

    Sai, in realtà siamo già in tanti. Molte persone si impegnano come me nell’informare la gente sulla situazione. Ad esempio, vogliamo informare sull’editoria a pagamento e lo facciamo tramite blog, siti e varie iniziative. Ogni volta che partecipo ad una fiera del libro parlo con decine di persone e cerco di far capire loro com’è la situazione e quanto sia importante distinguere i libri pubblicati a pagamento da quelli pubblicati senza contributo. Spiego quanto sia importante dare un’opportunità agli esordienti acquistando i loro libri e quanto sarebbe utile se acquistassero più libri di piccole case editrici.
    Un’altra cosa che faccio è mettere il mio tempo e la mia esperienza a disposizione di chiunque volesse farmi delle domande. Do consigli, informazioni, pareri.
    Queste sono solo alcune delle cose che faccio per cambiare un pezzo di mondo; in realtà potrei andare avanti per ore.

  54. giovanna Says:

    non suona molto bene è vero ma mi fa piacere augurarti lo stesso buona fortuna perchè te la meriti e fondamentalmente vorrei avere anche io dentro di me la forza di sognare, di essere ottimista e di credrci.perciò beata te che ancora non ti sei persa d’ animo.in effetti no si puo dire cheio abbia ragione e tu torto o viceversa.sono solo scelte:reazioni che corrispondo ad azioni.
    in ogni caso combattere per una buona causa è sempre nobile.io proverò a prendere un’ altra strada.
    🙂 ti saluto

  55. Chiara Vitetta Says:

    Sì, è vero, sono opinioni diverse. Grazie per gli auguri. 🙂

  56. Massimo Says:

    Ciao a tutti,
    mi chiamo Massimo e assieme ad alcuni amici, appassionati di lettura, abbiamo deciso di dare una voce a tutti coloro che si sentono frustrati dal fatto di avere una opera di valore, e non poterla pubblicare per il fatto di non essere accettati dalle Case Editrici, a meno che non si è propensi a spendere uno sproposito per il lancio del libro.
    Da Gennaio 2010 apriremo una casa editrice, esclusivamente sul web, per pubblicizzare e vendere ebook.
    Le nostra “mission” sarà la seguente:
    – dare la possibilità a scrittori emergenti di essere pubblicati a costo zero.
    – proteggere il libro dalla diffusione illegale tramite internet, preservando il copyright dell’autore.
    – comprimere al massimo i costi di pubblicazione, in modo tale da uscire sul mercato ad un prezzo molto competitivo, prezzo che le Grandi Case Editoriali non possono raggiungere visti i loro immensi costi di struttura.
    – riservare all’autore una percentuale che supera il 50% del prezzo di vendita, anzichè un misero 10 – 20%
    – sfruttare l’enorme potenza della rete e il cambiamento culturale che avverrà da qui a 5 anni quando un buon 15% di tutti i libri venduti saranno Ebook, cioè libri elettronici.
    Dopo aver letto i vostri pensieri su questa pagina che inizia il 10 gennaio 2009, i pensieri degli autori che vorrebbero emergere ma non ne hanno la possibilità, sono sempre più convinto della bontà della nostra idea.
    Al momento non siamo ancora pronti, ma se volete saperne di più scrivetemi alla mia mail privata m.dazzan1@alice.it
    Ciao a Tutti

  57. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Massimo,
    se mi terrai aggiornata sui vostri progressi, magari potrò darvi una mano con un po’ di pubblicità qui sul mio sito.
    In ogni caso, buona fortuna! 🙂

  58. Massimo Says:

    Grazie Chiara,

    abbiamo sicuramente bisogno di una mano, perchè se da un lato la parte cliente/lettore è pronta, prima di uscire avremmo bisogno di qualche libro in più da mettere in catalogo, e pertanto contattare qualche altro autore. Noi non siamo una Casa Editrice che può convertire il suo catalogo di libri cartacei in ebook: siamo anche noi degli “esordienti”, come editori.

    Ciao
    Massimo

  59. Max Says:

    Stupenda coincidenza,
    l’ultimo post di questo interessantissimo blog è di un mio omonimo e anche io avrei bisogno di aiuto.
    Mi sono divertito (e anche emozionato) tantissimo a raccontare una storia, essendo la prima volta non so esattamente se classificare il mio lavoro un romanzo oppure un racconto lungo.
    A furia di sbirciare su siti vari e blog ho scoperto una funzione che neanche sapevo esistesse, il contatore di parole. L’ho adoperato ed il risultato dice circa 197.000, spazi compresi.
    Poi mi sono imbattuto in spiegazioni di formati, cartelle… non ho capito più niente e ho ancora il dubbio di sapere se 110 fogli A4, belli pienotti, si possano considerare un romanzo.
    Ma questa è solo curiosità, l’aiuto di cui ho bisogno è altro.
    Sto cercando qualcuno che abbia la pazienza, la voglia e il tempo di leggerlo, che sia così gentile da darmi un giudizio, un’opinione.
    Chiara, prima di decidermi a scrivere qui ho letto con molta attenzione quasi tutto ciò che contiene questo tuo sito, mi sono convinto di essere capitato per caso (tramite un link del sito scrittori emergenti) nel posto giusto.
    C’è qualcuno disposto a dare una mano a un neofita quasi sessantenne e con ancora tanto entusiasmo? Se fossi tu ne sarei davvero felice.
    Potrei chiederlo a parenti o amici, certamente. Dopo alcune pagine troverebbero i primi riferimenti autobiografici e, a quel punto, credo che la componente emozionale, unita alla sorpresa di leggermi, renderebbe il loro giudizio troppo sbilanciato.
    Grazie in anticipo e mi scuso per avere usato il tu in assenza di personale conoscenza.
    Era un modo per esprimere simpatia e non mancanza di educazione.

  60. Massimo Says:

    Salve Max,

    hai già trovato qualcuno disposto a pubblicare il tuo libro ? Vai su http://www.cimaeditore.it siamo pronti con il sito completamente funzionante: guarda la nostra proposta e se ti interessa mandaci una bozza del tuo libro, saremo felici di pubblicarlo … a costo zero naturalmente, e garantendoti una buona percentuale di guadagno.

    Massimo di Cima Editore

  61. Max Says:

    Ciao Massimo,
    trovato qualcuno? Eccome!
    Squallidi tipografi mascherati da casa editrice un po’, mi sono anche stufato di dargli dei ladri, sono buono d’animo, a leggere che si offendono mi fanno star male… poverini. 🙂 🙂
    Le case editrici serie lo stanno valutando tutte, ci vuole pazienza e fortuna… vedremo.
    Grazie davvero per la tua offerta, l’e-book sarà sicuramente il futuro, ma è un futuro al momento troppo lontano da me e dalle persone che vorranno leggere il mio libro. Come potrei farlo leggere a decine di persone che conosco che non sanno nemmeno cos’è un e-book, che non hanno il pc o se ce l’hanno non si metterebbero di certo a leggerci un libro?
    Ho visto dal sito che siete ben orientati verso il fututo, vi auguro sinceramente grandi soddisfazioni.
    Ciao.

  62. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Max,
    innanzitutto grazie dei vari complimenti che spuntano qua e là nel tuo commento. 🙂

    Ho pazienza e voglia di leggere il tuo libro e darti un parere sincero. E il tempo? Il tempo per fare quello che si desidera fare, si trova sempre.

    Contattati qui:
    chiaravitetta1985@gmail.com
    e mandami quando vuoi il tuo libro.
    Lo aspetto!

    E continua pure a darmi del tu, lo preferisco sempre. Inoltre, mi sono permessa di fare altrettanto. Spero non ti dispiaccia.

  63. Massimo Says:

    Caro Max, sono Massimo, quello che ha scritto qui sopra. Noi possiamo darti la possibilità di pubblicare il tuo libro: vai all’indirizzo http://www.cimaeditore.it e scopri la nostra proposta. Saremo operativi a Gennaio; stiamo preparando la demo del libro che sarà pronta tra alcuni giorni. Nel frattempo, se vorrai contattarci, nel sito c’è il link per scriverci, e dato che ci vuole un po’ di tempo per preparare la pubblicazione di un libro, se iniziamo subito potremmo essere pronti per la partenza operativa di gennaio, dove sarai uno dei primi ad essere pubblicato.

    Grazie anche a Chiara per il tuo apporto.

  64. Massimo Says:

    Scusa Chiara, avrei bisogno di un altro aiutino: sapresti indicarmi qualche sito di scrittori emergenti dove potrei pubblicizzare il nostro servizio ?

    Grazie

    Ciao

  65. Chiara Vitetta Says:

    Prova a contattare i gestori di questi siti:

    http://scrittoriemergenti.isoladellapoesia.com/
    http://www.studio83.info/
    http://www.riaprireilfuoco.org/blog/

    Adesso non me ne vengono in mente altri, ma se cerchi in rete, trovi sicuramente anche altro. Prova a mandare un’e-mail spiegando la tua iniziativa e vedrai che qualcuno ti aiuterà a pubblicizzarla.

    Comunque a che punto siete?

  66. Massimo Says:

    Abbiamo predisposto il sito http://www.cimaeditore.it nel quale spieghiamo l’offerta che vogliamo dare sia ai clienti/lettori sia agli autori. Nel frattempo la software house sta predisponendo tutta l’operatività; vale a dire, la demo del libro, le aree riservate per autori e lettori, il carrello acquisti con il collegamento alle carte di credito, il catalogo dei libri, e le funzionalità di lettura del libro (segnalibro, contaminuti, ecc. Saremo pronti per la fine di gennaio; nel frattempo stiamo contattando qualche autore per arriccchire il catalogo.

    Ciao e grazie

  67. Massimo Says:

    …. Chiara, se vuoi visitare il sito e lasciarci il tuo commento te ne saremo grati

    Ciao

    Massimo

  68. Chiara Vitetta Says:

    Grazie Massimo,
    passerò di certo a dare un’occhiata.

  69. Max Says:

    Ho scritto qui il giorno 5, cercavo e speravo in un aiuto.
    Dopo soli 10 giorni, poche ore fa, ho potuto toccare con mano cosa Chiara intenda per dare un parere sincero. E sono ancora emozionato e commosso.
    Sono un emerito sconosciuto che ha scritto due righe in un blog, sono stato trattato con i guanti di velluto.
    Non solo mi ha corretto (tanto, anche a causa del mio precoce rimbambimento che mi fatto inviare il file penultima versione anzichè l’ultima), mi ha riempito di consigli e suggerimenti, mi ha regalato inoltre una fantastica lezione di scrittura creativa.
    Mettendo al mio servizio cortesia, tempo, impegno e tanta professionalità.
    Il tutto solo per il piacere di farlo!
    Nonostante il mondo malato che ci circonda, finchè ci saranno giovani in gamba come Chiara, questo nostro tribolato Paese avrà sempre la possibilità di cavarsela.
    Grazie Chiara, di cuore.

    Max

  70. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Max,
    prego! Per me è stato un piacere.
    Ho sempre paura quando mi viene chiesto un parere sincero, perché tante volte chi lo chiede non si rende conto del rischio.
    Io faccio sempre del mio meglio per essere sincera e spiegare con chiarezza i pareri e i consigli dati. A quanto pare con te sono riuscita nel mio intento. Beh, sono sicura che il buon risultato dipenda anche da te. 😉 Spero ci terremo in contatto.

  71. Roberta Says:

    Confermo Max. Chiara legge per passione. Chiara aiuta gli esordienti per passione. Chiara è una gran donna. Ha aiutato tanto anche me a tentare di capirne qualcosa. All’inizio è dura davvero. Grazie Chiara, di tutto. Hai creato un mostro! 😀

  72. Chiara Vitetta Says:

    Una creazione di cui andare fiera! 🙂

  73. Massimo Says:

    Ciao Chiara, finalmente siamo giunti alla meta di pubblicare il sito con tutte le sue operatività. http://www.cimaeditore.it
    Vedi se puoi farci un po’ di pubblicità tra i tuoi amici scrittori emergenti.

    Grazie

    Massimo di Cima Editore

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