Into the wild

into the wildInto the wild, film di Sean Penn del 2007, è basato sulla storia vera di Christopher McCandless, narrata nel libro di Jon Krakauer, Nelle terre estreme.

Christopher, un benestante giovane di circa vent’anni, stufo della sua vita scandita da regole, denaro e consuetudini della normale esistenza di ognuno di noi, molla tutto e parte da solo per un lungo viaggio. Nel suo cammino incontrerà personaggi interessanti e strani, che anziché lasciare un segno in lui, saranno segnati da lui.

Christopher si rivelerà un uomo fuori dal comune, pronto a rinunciare a tutto pur di vivere libero da ogni regola e lontano da ogni forma di civiltà. Vivrà nelle terre selvagge, dove la natura lo ingloberà rendendolo parte integrante di essa.

Questo film, molto curato e ben girato, ha in sé la forza della passione del regista, il quale ha aspettato dieci anni pur di ottenere i diritti sulla storia. L’ottima interpretazione dell’attore protagonista (Emile Hirsch) aggiunge del buono a questa pellicola che di negativo ha solo un finale che amareggia, specie considerando la veridicità della storia narrata.

Ve lo consiglio!

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9 Responses to Into the wild

  1. Alfredo says:

    E io che non volevo scrivere, avevo già scritto troppo negli ultimi giorni..
    Ma tu mi provochi Chiara.
    Questo film è Epocale. L’ho visto circa tre volte. Tutto rientra in una sinfonia impeccabile, la fotografia, la musica in gran parte di Edd Weder.. e la storia naturalmente. Una storia vera. Una storia disperata e pazza. Una storia estrema. Una storia di urla contro il cielo. Un film per anime ribelli, eternamente sulla strada, che la notte morivano di amore, e ogni giorno guardavano il cielo con quella eccitazione che quasi tutti hanno ormai perso. Un film per quelli che dicevano “non ci prenderanno mai”, perché il mondo è ancora un posto troppo grande nonostante tutte le trappole di cemento e campi di concentramento e camere a gas.
    Ma c’è un passaggio del film che non dimenticherò mai. Quando il protagonista dice:
    ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA TI DEVI CIMENTARE…
    Sì, almeno una volta dobbiamo farlo. Almeno una volta dobbiamo sfidare il cielo.
    Se siamo Uomini almeno una volta nella vita dobbiamo giocarci tutta la posta, partire senza certezze. Almeno una volta cieli sconfinati e lunghe corse nella notte. Almeno una volta tentare l’impresa. Almeno una volta dovremo andare NELLE TERRE SELVAGGE – IN TO THE WILD.
    Il nostro spirito ha bisogno di tornare nudo e puro, crudo e selvaggio. Corri, corri bambino selvaggio, e urla zingaro bastardo, falla uscire tutta quella maledetta vita dalla gola. Chi ha detto che staremo sempre dietro una scrivania, o a dare fiato ai denti, o a celebrare funerali?
    Chi lo ha detto che devi sempre proteggerti?
    Chi te lo ha dato il libretto di istruzioni?
    La senti come ti chiama la voglia di avventura.. ti chiama ogni notte, e in quei giorni grigi e plumbei come metallo. Per una volta morire, per una volta bruciare tutto, per una volta perderti. Blasfema seduzione come desiderio che tutti hanno, ma pochi hanno il coraggio di vivere…
    Gran bel film comunque, e grazie per il post.
    Già che ci siamo allego il video della più bella canzone del film con relativa traduzione (anche questa non perderla, è un testo splendido)
    http://it.youtube.com/watch?v=UDorNilxPUY
    Quando cammino accanto a lei
    Sono l’uomo migliore
    Quando cerco di lasciarla
    Torno sempre indietro vacillando
    Una volta ho costruito una torre d’avorio
    Per poterla adorare dall’alto
    E quando sono sceso per essere lasciato libero
    Mi ha preso dentro di nuovo

    C’è un grande
    Un grande sole duro
    Che batte sulla grande gente
    Nel mondo grande e durod

    Quando viene a salutarmi
    Lei è la grazia ai miei piedi
    Quando vedo il suo fascino amaro
    Lei me lo getta indietro di nuovo
    Una volta ho scavato una tomba in anticipo
    Per trovare una terra migliore
    Lei mi ha sorriso e ha riso di me
    E ha ripreso di nuovo il suo blues

    C’è un grande
    Un grande sole duro
    Che batte sulla grande gente
    Nel mondo grande e duro

    C’è un grande
    Un grande sole duro
    Che batte sulla grande gente
    Nel mondo grande e duro

    Quando vado ad attraversare quel fiume
    Lei è il conforto al mio fianco
    Quando cerco di comprendere
    Lei apre le sue mani

    C’è un grande
    Un grande sole duro
    Che batte sulla grande gente
    Nel mondo grande e duro

    Una volta stavo per perderla
    Quando ho visto cosa avevo fatto
    Ero sceso e avevo fatto volare via le ore
    Del suo giardino e del suo sole
    Così ho provato ad avvertirla
    Mi sono voltato per vederla piangere
    40 giorni e 40 notti
    E ancora il pensiero mi tormenta

    {C’è un grande
    Un grande sole duro
    Che batte sulla grande gente
    Nel mondo grande e duro}

  2. Chiara says:

    Ciao Alfredo,
    noto con grande piacere che ormai ti ho catturato e sei assiduo frequentatore attivo di questo sito di recente creazione. Vedo che abbiamo tante cose in comune, che hai sempre molto da dire, come me, e che ami la vita e l’arte ed esprimerle con le parole.
    Di te so davvero poco, ma una cosa mi chiedo più di ogni altra: hai mai pubblicato qualcosa che hai scritto? Trovo che il tuo modo di esprimerti sia bello, e sarebbe un peccato perdere un tuo libro.
    Ti aspetto sempre qui, o da Bloise.
    A presto.

  3. Chiara says:

    Beh, che dire?
    L’invito mi lusinga, e ovviamente accetto! Puoi scrivermi a questo indirizzo:
    chiaravitetta1985@gmail.com
    A presto.

  4. Alfredo says:

    Ti sembrerà buffo se vuoi..ma solo adesso..solo negli ultimi anni..nell’ultimo per la precisione è scoppiata in me questa febbre..e ho intenzione in un tempo non molto lungo di pubblicare un libro vero e proprio.
    Ho sempre scritto, ma per anni ho vissuto come in una specie di .. letargo..
    Poi, alcune esperienze mi hanno risvegliato.. e tra gli amori che mi hanno avvolto.. uno dei più potenti è la scrittura. E’stata come una scossa tellurica. La scittura se vuoi è una manifestazione di un sommovimento che ha investito più alla radice il mio intero essere.
    L’antico Alfredo era immerso in bel altre cose che pensare di pubblicare libri.. il nuovo invece ha posto questo come un obiettivo che vuole presto concretizzare. Le cose da dire, e soprattutto la fiamma che mi divora l’anima.. non mi mancano. E qualcosa da parte ce l’ho.
    Senti, più di un anno fa ho fondato una comunità su internet che si regge su uno spirito di etica, libertà interiore, condivisione della conoscenza, coraggio di solcare la frontiere del limite. Ognuno dei soci può scrivere e ciò che scrivere arriva agli altri come una mailing list, oltre naturalmente ad esserci un “luogo” vero e prorprio con un archivio ormai colossale, la lista dei membri, i file e gli ebook coservati. Il materiale è vastissimo.. dalla disinformazione, alle medicine alternative, alla meditazione, al recupero della vista, alle sette, all’arte, al misticismo, alla poesia e ai video.. ci sono tantissimi testi di proprio pugno o articoli e documenti condivisi.
    Si chiama la Nuova Repubblica, nasce da un progetto ambizioso, e nei suoi architravi è retta da principi di Umanesimo, crescita integrale, resistenza alle potenze manipolatorie, conoscenza che liberi e che sia anche pratica, amore per la bellezza e la saggezza e tanto altro..
    Io ci avrò scritto una cateba di materiale.. anche molte poesie..
    Ma tutti i soci possono scrivere a pari diritto..
    La creai come un seme che diventerà qualcosa nel tempo..
    I soci piano a piano aumentano.. perché io sono molto selettivo nell’individuarli ed invitarli. Siamo arrivati a 46.. e molti di essi sono tra le persone migliori che ho conosciuto in tutta Italia..
    E’ un gruppo non rintracciabile..
    si può accedere solo ad invito..
    non esistono obblighi. Uno che si iscrive può anche solamente leggere.
    Sarei onorato di invitarti..
    Se l’idea ti garba, fammi avere il tuo indirizzo email per azionare la procedura di invito..
    Buona Vita

  5. federica says:

    Adoro questo film, per non parlare di Eddie Wedder e Hard sun, la colonna sonora!
    Uno dei miei film preferiti, uno dei miei pezzi musicali preferiti..lo ascolto senza mai stancarmene anche perché le parole della canzone penetrano proprio a fondo, così a fondo da fare quasi male, da scombussolarmi..

    Ma secondo voi, perché proprio l’Alaska?

  6. Chiara says:

    Bella domanda! Forse, in quella zona, sono le uniche “terre selvagge”!

  7. bluestraneo says:

    Visto lo slancio di entusiasmo di Alfredo e la tua bella descrizione della trama del film non posso far altro che vederlo anche io !

  8. Chiara says:

    Bravo, così si fa! Poi passa a dirmi cosa ne pensi, eh! 🙂

  9. ilgattonero says:

    Ciao!
    Io l’ho visto ieri sera e ne sono rimasta incantata.
    Qualche pezzetto me lo sono perso: quando si ha un bimbo piccolo i film li si vedono un po’ a rate 🙂
    Ma verso la metà s’è addormentato e mi sono goduta il resto in silenzio.

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