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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Gomorra

Posted by Chiara Vitetta - gennaio 18th, 2009

gomorraBuongiorno uomini e donne della rete,
da mesi sento parlare di questo libro, e alla fine ho trovato il tempo di leggerlo, forse perché risento della curiosità da: “ma che sarà mai?” o perché semplicemente mi piace poter dire la mia su un argomento così discusso.

Gomorra, di Roberto Saviano, è un libro che ho faticato molto a leggere, cosa che mi capita di rado e non è mai un buon segno. Spesso mi sembrava di leggere un trattato, a volte sul mercato clandestino delle stoffe che transitano dal porto di Napoli, altre sullo smaltimento dei rifiuti d’Italia.

Pochi momenti in queste pagine mi hanno coinvolta, e sono durati davvero poco, non abbastanza da equilibrare la noia delle pagine restanti. Il difetto maggiore di questo libro è l’assenza di un filo logico, la totale disorganizzazione delle varie storie. Sembra che Saviano sia passato da una parte all’altra come saltellando qua e là, e che più che raccontare una storia, avesse voglia di sfogarsi liberamente, non badando alle logiche della struttura di un libro. Spesso mi chiedevo: “e questo che c’entra ora?” e la domanda è rimasta nell’aria. C’entra tutto e non c’entra niente: la bravura di far diventare i propri sfoghi un buon prodotto artistico è dote di pochi.

Di buono Gomorra ha alcuni passaggi riflessivi dell’autore, come questo:

“Nascere in certi luoghi significa essere come il cucciolo del cane da caccia che nasce già con l’odore di lepre al naso. Contro ogni volontà, dietro la lepre ci corri lo stesso: anche se poi dopo averla raggiunta, puoi lasciarla scappare serrando i canini. E io riuscivo a capire i tracciati, le strade, i sentieri, con ossessione inconsapevole, con una capacità maledetta di capire sino in fondo i territori di conquista.”

Ho apprezzato l’amarezza e il dolore che si percepivano nella narrazione, ma il mio parere è che non sia abbastanza per fare di Gomorra un libro che consiglierei. Lascia qualcosa, come quasi ogni libro, e tocca ognuno in modo diverso, quindi non sta a me dire se valesse o meno la pena di essere pubblicato, ma non ve lo consiglio.

Altra nota negativa, la copertina, secondo me davvero brutta.

E voi, miei cari naviganti, cosa pensate di questo libro?

10 Responses to “Gomorra”

  1. Alpha Scorpii Says:

    Io non l’ho letto e c’è una forte resistenza in me a leggerlo, penso per la mia consueta intolleranza alle mode (non ricercata, proprio fisica, fattiva) e per l’intolleranza che nutro per le false rivelazioni. Così come non ho mai letto Il Codice Da Vinci, ad esempio. Anzi, mi sono stupito che abbiano minacciato Saviano di morte. Cos’è, un regalo? Tanto valeva che per fare “pandan” la Chiesa si metta a minacciare Dan Brown. Davvero, pensavo che ormai l’avessero capito che minacciare uno che già è fregiato dell’aura dello scrittore-coraggio, è una mossa banale. Comunque non avendo letto il libro, non posso giudicarlo realmente.

  2. Alfredo Says:

    Se vuoi c’è un filo rosso tra il tuo post su Bertolucci e questo..
    Opere che godono di colossale fama, ma al concreto riscontro in qualche modo deludono.. pur essendo diversissimi i due casi naturalmente.
    Io non l’ho letto completamente perché poi lo passai a mio fratello e nel frattemo mi scaraventai su altri libri. La mia valutazione non potrà che essere parziale allora, nel senso che la mia lettura è stata parziale. Ma per quello che ho letto mi trovo anche in questo caso a concordare sostanzialmente con quanto scrivi.
    Il libro ha il suo fascino, e spezzoni e passaggi anche interessanti e avvincenti, ma manca di una intima struttura, di una coerenza, di un filo logico, di quel “nesso” che può rendere uno scritto anche interessante, un’ “opera”.
    Questo testo rimarrà celebre non tanto per la sua qualità, ma per quello che ha significato e quello che ha generato. Certe opere hanno questa parabola Chiara.. accade coi film, con la pittura, con la musica.. e con i libri appunto. Certe opere lasciano traccia di sé perché diventano un “simbolo” e scatenano qualcosa.. riflessione, domande, indigrazione, e quant’altro.
    In questo senso potrebbe pure avere senso leggerlo. Per capire quale è stato il primo atto (cioè questo libro) che ha portato in pochi anni a far sì che tutta Italia conoscesse i più bestiali rituali camorristi, il clan dei casalesi, l’assoldamento fin da giovani, capibastione da romanzo grottesco come Sandokan.. e che ha portato tra l’altro alla perenne scorta per Saviano, e poi al film di Garrone, ormai conosciuto anche il altri paesi europei. In quest’ottica una sua lettura potrebbe avere un suo senso.. come a chiedersi.. “ma da dove è scaturito tutto questo?..” (le polemiche su Saviano, i casalesi, il film, ecc.)
    Ma dall’ottica che giustamente tu adotti, di chi legge un’opera ai fini di valutarne la sua effettiva qualità e i suoi meriti intrinseci.. quest’opera vista in sé stessa non raggiunge grandi livelli e manca di una sua armonia interna….
    (ripeto che parlo sempre in base a una lettura parziale)

  3. Chiara Says:

    Beh, devo dire che concordo con entrambi,
    infatti le mode mi allontanano anzichè avvicinarmi, e pur di non alimentarle, leggo un libro famoso solo pescandolo in biblioteca o facendomelo prestare da un amico. E in effetti sì, ha senso leggere questo libro come “primo evento” che scatena una serie di conseguenze, solo che come Alfredo giustamente diceva, come libro in sè, al di là del contorno, resta ciò che è.
    🙂 Tornate presto!

  4. blackjack1985 Says:

    Scegliere di leggere solo libri che non vanno di moda, è la stessa cosa che scegliere di leggere quelli che vanno di moda, in entrambi i casi ci si priva di qualcosa solo per partito preso! Io invece credo che sia molto intelligente leggere i libri che si vuole leggere, senza badare che siano o meno di moda, i principi sono una bella cosa, ma non bisogna diventarne schiavi!
    a presto!
    Maurizio

  5. Chiara Says:

    Certo, sono d’accordo, infatti leggo anche libri “di moda”, ma non li compro alimentandone la fortuna se prima non appuro la loro validità. Questa è una posizione presa per dire che non è giusto che chi gode di tanta pubblicità vada avanti, e chi
    è bravo davvero, ma ha poche possibilità, resti nell’ombra.

  6. Alfredo Says:

    A proposito di libri di moda, fuori moda e “neutri”…
    Mi viene in mente una immagine, che è legata alla mia infanzia, ma che rappresenta un rito che è ancora a me caro..
    Avete presente quelle bancarelle con una caterba di libri usati? Specie quelle più incasinate, senza nessun ordine.. quelle totali bolgie in cui si passa dal codice della strada del 1973 a un libro di Nabokov mai più ristampato alle famigerate barzellette sui carabinieri, ai diari falsi di Hitler, alle ricette di Suor Matilde.. a best seller americani andati fuori moda già un’ora dopo essere stati pubblicati.. agli oroscoponi per tutto l’anno e a trementdi tomi sulla psicanalisi freudiana o i carteggi Freud-Jung e tanti tanti altri libri che sembrano appartenere a un passato remoto o da una realtà parallela.. o troppo spesso illeggibili.
    In genere in questo genere di bancarelle, le meno curate, gestite quasi mai da cultori dei libri, che mischiano rimasugli di magazzino, seconde mani e merce rubata.. la possibilità di trovare il Grande Libro è di una su 100000, a voler essere ottimisti. Ma quel Grande Libro, diventa un mito.. un gioco..
    Scartabelli per ore e ore sognando chissà quale chicca o gioiello spunterà fuori. E ti passi in rassegna titoli e autori improbabili, ti riempi di polvere, ti si staccano le copertine in mano, ti imbatti anche in opere finto-erotiche, amorazzi, biografie di politici democristiani… ma, il bello è che non ti annoii.
    E credeti, c’erano estati in cui ero capace di stare ore su quelle benedette bancarelle. E i miei amici, o le ragazze con cui ero fidanzato.. arrivavano ad odiarmi per questo…:-)..
    Quanti orrori ho visionato.. quanti libro ho comprato assolutamente abominevoli.. ma alcune volte… è uscito il capolavoro..
    Uno si chiamava “Alzati e cammina” (autore russo, non ricordo il nome)
    un altro era “Il testamento di un poeta ebreo assassinato” di Elie Weisel.. immortale.. o “Il profeta muto” di Roth.. o “Quarta fase”, libro che lascia un segno che non se ne andrà più..
    Quel tipo di bancarelle ormai sono sempre di meno. In genere li gestivano tipi non troppo amati da vigili e regolamenti di fiera, e sia sono diminuite le “fughe” di materiale dai magazzini, la prassi di vendere i libri in seconda mano. e anche i lettori..
    Però.. che spettacolo..
    Riguardo ai vostri ultimi interventi, di solito non erano libri alla moda quelli che uscivano.. ma nemmeno libri di avanguardia o “alternativi”… piuttosto libri-limbo, libri senza patria, alcuni dei quali bellissimi.. ma al di là dei libri, era il Gioco di scartabellare come matti per ore e ore che valeva la candela.
    Temo di esseremi dilungato un pò troppo… a presto..

  7. Shakib Says:

    Anch’io ho faticato molto a leggere questo libro. A livello di scrittura è a dir poco noiosa ed è inutilmente complessa. Però le situazioni che descrive sono inquietanti e per questo affascina. Sicuramente ha avuto più successo di quello che meritava. In una manifestazione del PD c’era uno striscione che diceva:”Siamo tutti Saviano”. Ecco io ad esempio, pur essendo da parte del PD, non mi sento Saviano. Per quanto riguarda la copertina invece non sono d’accordo con te e lo trovo graficamente bellissima ed efficace. Complimenti per il blog, credo che ci si rivede presto.

  8. Chiara Says:

    Ciao Shakib, e grazie di essere passato a dire la tua!
    Io nemmeno mi sento Saviano, eppure sono calabrese e molte cose posso capirle, più che altro quella sensazione di avere poca scelta essendo nati in certi luoghi, e di essere quasi condannati in modo inesorabile a fare una certa fine. Beh, poi certe cose effettivamente colpivano in “Gomorra”, per esempio la faccenda di come testino le droghe dopo averle tagliate con varia roba… Non dico altro, tu che l’hai letto mi hai capita.
    Torna presto, aspetti altri tuoi commenti! 🙂

  9. blackjack1985 Says:

    Ciao, finalmente l’ho letto pure io questo libro, e devo dire che mi trovo d’accordo con tutti quelli che sono i principali pregi e difetti che avete evidenziato fin qui… anche io trovo che è scritto in modo noioso ed esageratamente complicato, però tutto sommato mi è piaciuto molto leggere questo libro e entrare in una realtà che, per quanto uno possa usare la fantasia e immaginare le cose peggiori, la realtà è sempre molto peggio di quello che si immagina!
    Mi sono piaciute molto alcune frasi sparse qua e là nel libro, anche il finale, che non racconto per non anticipare nulla a chi non l’ha letto, mi è piaciuto: una bella immagine delirante ai confini della realtà, adatta alle incredibili realtà descritte nel libro.

  10. Chiara Says:

    Ciao Blackjack! Anche a me sono piaciute varie frasi sparse qua e là oltre quella che ho citato, però il finale mi ha lasciata male, non mi è piaciuto. La cosa peggiore è comunque che non dovrebbe essere definito romanzo, perché non credo lo sia. Chiamiamo le cose con il loro nome: credo sia più un saggio che un romanzo, anche se non si adatta nemmeno a quella definizione.

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