Anteprime a grande richiesta

retro copertina l'oblio della ragione edpDa oggi una novità che farà piacere a molti: nella sezione “L’oblio della ragione” di questo sito, potrete leggere o scaricare un’anteprima del libro, costituita dalla prime pagine dei due racconti che lo compongono.

Siccome il mio intento è la divulgazione del libro, mi aiuterete molto se spargerete la voce, specie se vi piacerà quello che avrete letto. Allora via con il passaparola, e  naturalmente, se ne avete voglia, lasciate in quella stessa sezione il vostro parere.

Buona navigazione a tutti!

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2 Responses to Anteprime a grande richiesta

  1. Alfredo says:

    Beh, io li ho letti Chiara, approfittando di una nottata tranquilla
    come poche e riuscendomi a ritagliare un momento di assoluta
    concentrazione da poterti dedicare..
    Sono entrambi coinvolgenti..
    Ma il mio preferito è “Blackout”…
    Naturalmente un conto è un’anteprima, un conto la lettura completa..
    Ma, leggendo solo le anteprime, Blackout mi ha preso di più..
    Di “Giustizia” comunque mi è rimasto in presso quell’allucinante
    “bianco” iniziale.. lo sguardo di Matt e un passaggio che può sembrare
    “minore” rispetto alla concitazione successiva ma che per me non lo è:
    “Lei é alta e bruttina, però doveva essere stata bella
    prima del matrimonio, prima che smettesse di curarsi
    perché aveva ormai accalappiato un uomo, prima di
    perdere interesse nelle attenzioni del marito.”
    C’è qualcosa qua, in questa quasi scarna banalità del “lasciarsi
    andare”, in questo esprimere molte atmosfere con un passaggio che
    sembra solo di “dettaglio”, in questo “alludere” che dimostra stile,
    classe..
    Ma è Blackout che mi ha piacevolmente sorpreso..
    E non voglio farla troppo lunga, anche per evitare di influenzare
    “inconsciamente” gli altri soci “lettori”.. anche se hanno una bella
    “testolina” e non sono tipi da lasciarsi facilmente influenzare..
    comunque adesso non sono opportune troppe parole..
    Ma, lasciati dire che hai descritto a meraviglia.. e sottolineo, a
    meraviglia.. l’incarnazione di un uomo spaesato, confuso, senza alcuna
    bussola, direzione.. un uomo che non vive ma si lascia vivere.. e che
    vede passare il tempo come un rullo compressore, come uno spettatore
    impotente e inconsapevole.. e che sente sente che la vita cammina, ma
    lui è la senza bussola, senza capirci poi troppo, ma con una divorante
    inquietudine, con il presentimento che gli scorre sulla pelle che, la
    vita, non la sta mordendo.. non l’azzanna.. non urla.. non ama.. non
    sogna.. figretta di plastica, routine che ti intrappola, angoscia
    negli angoli, subitanee domande, e lui.. galleggia..
    Hai rappresentato un tipo umano, rendendolo però persona “concreta”
    che lo tocchi con mano tanto è reso realisticamente.. se vuoi la
    nostra comunità nasce come antitesi a tutto ciò che è una vita vissuta
    in quel modo, a questo sperpero, a questa desolazione ma non orrida,
    ma lenta e confortevole, e ancora più straniante. Ma questa è un’altra
    storia..
    Sei stata grande. Perché il personaggio ce lo avevo lì davanti al
    viso. Hai adottato uno stile molto cinematografico, nel senso buono
    del termine, arriverei a trovarci pure un pizzichino di cinema
    d’autore, alla Truffaut.. Ed è talmente “davanti” questo tipo, che
    quasi ti irrita, quasi ti angoscia, e vorresti davvero prenderlo per
    il colletto e scuoterlo, prenderlo a pugni, innaffiarlo di acqua
    ghiacciata con una pompa.. come per dirgli “Svegli, sveglia.. che la
    vita corre.. esci da questo sonno”.. sempre se fosse possibile
    svegliarlo..
    E poi.. non sappiamo ancora dove tu lo porterai, o dove il testo lo
    porterà attraverso di te. Perché la scrittura è una Dea balzana e
    seducente che sembra di essere al nostro servizio, ma a volte ci
    possiede e si impadronisce delle nostre menti e delle nostre mani..
    Sicuramente ora sono curioso. Che succederà del nostro amico?..
    Cadrà sempre di più nella palude?…
    Oppure accadrà qualche evento che provocherà un tale contraccolpo
    nella sua vita da rimettere nuovamente tutte le carte in tavola… e
    da spingerlo a una ricerca dolorosa.. forse anche un viaggio.. che lo
    riporti in qualche modo, a riprendere i pezzi di anima che si è
    perso?..
    E sarà un romanzo “on the road”?.. una parabola del riscatto?.. la
    tagliente e sconsolata immagine di una generazione smarrita?..
    O forse nulla di tutto ciò?..
    Se dovessi spararne una, mi sentire di dire che “immagino” qualche
    evento scardinatore che diventa l’inizio di una qualche forma di
    ricerca…
    Ma, qualunque sia ciò che accadrà.. dovrò aspettare la lettura
    integrale per saperlo..
    Ho voglia di citare i punti che più mi hanno colpito:

    “Per i capelli che già si stavano diradando
    doveva dire grazie a suo padre, che come accadeva a lui
    ora, aveva cominciato a perderli a trent’anni, ma per gli
    occhi neri che conservavano ancora la lucidità e la
    bellezza di dieci anni prima, doveva di certo ringraziare
    sua madre, morta a settantatre anni guardando il mondo
    per l’ultima volta con gli stessi splendidi occhi che si
    scorgevano nelle foto in bianco e nero dei suoi sedici
    anni.”
    Bello come descrivi gli occhi…

    “non si sarebbe mai azzardato a parlare con qualcuno di
    quello che gli rumoreggiava in testa. Gli mancava il
    coraggio, o semplicemente nessuna delle persone che
    conosceva lo faceva sentire sicuro di poter esternare
    pensieri così intimi e considerazioni che gli davano l’idea
    di essere dei segreti da non svelare. Allora teneva la
    testa chiusa con un lucchetto di solitudine, quella che
    scopriva di avere attorno tutte le volte che desiderava
    confidarsi e scopriva di non trovare orecchie e menti
    adatte allo scopo.”
    Qui dai vita alla disperata solitudine che divora innumerevoli
    persone, a quel sentirsi soli nel mondo.. radicalmente soli.. con una
    voglia matta di poter sputare fuori tutti quei ghirigori e immagini e
    storie e pensieri che gli ruotano dentro, ma vedono solo uomini-
    macchinetta, indaffarati, superficiali, “distanti”.. e immaginano che
    nessuno potrà capirli.. e si rintanano in porte a tripla mandata (tu
    utilizzi l’immagine del “lucchetto”). Hai reso bene tutto ciò.

    “Si chiedeva spesso se avesse mai
    davvero vissuto, e questo quesito gli portava sconforto,
    rabbia e sgomento, in quest’ordine. Aveva avuto un
    figlio, e questa era stata la cosa più bella della sua vita;
    migliore dell’aver conosciuto la donna che sarebbe
    diventata sua moglie. Mike non si era mai soffermato a
    pensare se la amava ancora oppure no; dedicava la vita a
    suo figlio, nel modo speciale che aveva scelto, un modo
    che escludeva grandi contatti con il bambino”
    ….”Mike non si era mai soffermato a pensare se l’amava oppure no”.
    Qui sei state notevole.. questo è un punto “illuminante”.. questo è
    “Letteratura”.

    E alla fine forse il passaggio che più resta impresso:
    “non riusciva a stare
    dietro alla vita e non sapeva, né avrebbe saputo mai,
    come viverla appieno. Sapeva tirare a campare, come
    molti fanno, e non conosceva il significato di tante
    parole, parole che usava, ma che gli risultavano vacue:
    parole come “passione”, per esempio. Che passioni aveva
    lui? Mike lavorava, non voleva pensare, tornava a casa,
    continuava a non voler pensare, vedeva suo figlio e non
    sapeva come amarlo, anche se lo faceva. La vita era per
    lui un percorso ad ostacoli, ma non era un buon cavallo,
    e non saltava alto. Per la verità non tentava neanche di
    saltare: era pavido.”
    Qua scatta l’applauso.. sincero.. c’è poco da aggiungere. Dici tutto
    tu..
    Neanche saperlo il significato di una parola come.. passione..
    E come cantano i Nomadi.. “Che cosa resta di una vita senza sogni e
    senza amore?”.
    Che drammatica e tagliente rappresentazione della morte dell’anima..
    che “superbo” quadro del tradimento di tutto ciò per cui la vita è
    degna di essere vissuta..
    Non c’è che dire.. se queste sono solo l’anteprima.. ci sarà da
    divertirsi..

  2. Chiara says:

    Grazie Alfredo, devo dire che hai notato tutte le mie parti preferite, che poi sono quelle che credo caratterizzino di più il mio modo di scrivere.
    🙂 Sono molto contenta che ti siano piaciute le anteprime, aspetto di sapere il giudizio completo!
    A presto!

    🙂

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