Lo specchio nello specchio

lo specchio nello specchioLo specchio nello specchio è un libro di Michael Ende, lo stesso autore de: La storia infinita.

È stato scritto nell’arco di dieci anni ed è composto  da trenta racconti quasi completamente scollegati tra di loro. Per scriverli l’autore si è ispirato ai quadri surrealisti realizzati dal padre, creando delle storie ai limiti della realtà e anche oltre. Definirli “onirici” è voler essere generosi, poiché non solo risultano frammentari, ma addirittura incomprensibili. Alcuni sono basati su concetti matematici, altri sono semplicemente privi di spiegazioni di alcun genere.

La visione libera dello scrivere lascia spazio anche a racconti di questo tipo, ma certo non si può pretendere che il lettore non resti scontento o addirittura frustrato per non aver colto il senso di ciò che ha letto.

La narrazione risulta semplice, quasi scarna, i dialoghi poco realistici e le storie ermetiche ed enigmatiche fino all’eccesso. Tutto questo, contornato dall’assenza della spiegazione del filo conduttore dei racconti (cioè il collegamento con i quadri surrealisti del padre dell’autore) rende questo libro alquanto scadente.

In aggiunta, e non in positivo, la strana scelta di non dare un titolo né un numero ai racconti, identificandoli nel modo più assurdo che poteva esistere: con la prima frase di ognuno. Insomma  se volessi dirvi: “Io ho preferito il racconto x”, dovreste leggere l’inizio di tutti prima di trovarlo!

Se avete voglia di leggere e vi piace questo autore, vi consiglio La notte dei desideri, La storia infinita e Momo.

Buona lettura!

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Dello stesso autore:

La notte dei desideri (recensione ed estratti
Le passioni umane (estratto da La storia infinita)
Momo (estratto)

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16 Responses to Lo specchio nello specchio

  1. Oltre che “la storia infinita” di Ende è molto famoso “Momo”. Sono entrambi migliori di questa raccolta di racconti.
    Sono abbastanza d’accordo con te e la tua recensione su questo libro, tranne per il fatto che io non ho avuto nessuna difficoltà a seguire e comprendere i racconti, ma a parte questo, non mi sono piaciuti…
    a presto!

  2. andrea says:

    Allora non devo necessariamente sentirmi troppo stupido se non ho capito il senso e la “morale” della gran parte dei racconti…

  3. Alfredo says:

    Sono d’accordo con tutti voi ragazzi..
    Temo proprio che si tratti di “decadenza”. Quando si stiracchiano racconti alla bell’è meglio, per lo più scritti nel corso di anni,spesso vi è dietro un inaridimento creativo,una perdita dell’ispirazione.Come è avvenuto con l’ultimo Marquez.Credo che il favore più grande che possiamo fare a Michael Ende è andare a rileggere e a far leggere “La storia infinita” e “Momo”; due capolavori eterni non solo della letteratura per l’infanzia,ma per tutti,opere che sono un tributo ai sogni,al coraggio,alla bellezza..
    P.S.:secondo me la versione cinematografica de La storia infinita è superiore (caso molto raro) allo stesso libro.

  4. Chiara says:

    Credo che andrò proprio a cercare “La storia infinita” e “Momo” e li leggerò. Devo dire che comunque lo stile di Ende non mi è piaciuto, ma do sempre una seconda possibilità, anche una terza con i libri! Beato Blackjack che li ha capiti; io come Andrea mi sono sentita un po’ stupida non avendo colto il senso della gran parte dei trenta racconti.
    @ Alfredo, in effetti è raro che la versione cinematografica di una storia sia meglio del libro, a me finora è capitato di notarlo solo con “Alien”. Dopo aver letto il libro guarderò il film “La storia infinta” e saprò darti il mio parere.

  5. Helmut says:

    … e quando poi hai letto „La storia infinita“ e “Momo” ti posso consigliare un’ altra opera di Michael Ende: “La notte dei desideri”. Si tratta di un libro uscito nel 1989 e meno famoso che tutti gli altri. Però questo libro mi ha rubato una notte intera: cominciato una volta a leggerlo si non può smettere finché non è finito. È un libro tanto divertente quanto avvincente. Anche se il traduttore evidentemente ha avuto certi problemi di tradurre il titolo e alla fine si è arreso. Il titolo originale tedesco, infatti, recita: “Der satanarchäolügenialkohöllische Wunschpunsch”. Purtroppo anch’io non mi sento capace di tradurlo … 🙂
    Tuttavia, buon divertimento nella lettura!

  6. Chiara says:

    Grazie del consiglio Helmut, leggerò sicuramente anche “La notte dei desideri”. Mi hai incuriosita con il titolo originale del libro… cercherò di saperne di più! 😉 Ciao e torna presto a trovarmi!

  7. aldo says:

    Non trovo cosi brutto lo specchio nello specchio, forse è scarno e ai limiti dell’essenziale poiche in tal modo uno ci puo’ vedere quello che vuole, in base alle sue esperienze… in fondo anche certi quadri surrealisti sono cosi’…
    La Storia infinita è semplicemente uno dei libri più geniali che esistano al mondo; la trama sviluppata nel film non arriva nemmeno a metà libro, come puo’ essere migliore…?
    Anche Momo una favola meravigliosa…

  8. Chiara says:

    Beh, i gusti sono vari, mi fa piacere che a te sia piaciuto! 🙂
    “La storia infinita” non ho ancora avuto modo di leggerlo, ma provvederò, ne parlano tutti così bene! E poi ricordo con piacere varie parti del film, per cui sono curiosa di scoprire se, come sempre accade, anche questa volta il libro superi la trasposizione cinematografica. Leggerò anche Momo.
    A presto Aldo, e grazie di essere passato da queste parti.

  9. Claudia says:

    Sono felice di non essere l’unica a non aver capito il senso del libro.
    Lo sto rileggendo una seconda volta per vedere se ho tralasciato delle sfumature, ma niente.
    Devo dire però che alcuni racconti mi sono piaciuti e che alcune frasi lasciano spazio a delle belle riflessioni, però il giudizio complessivo non è molto positivo.

  10. Chiara says:

    Ciao Claudia,
    eh sì, non sei proprio l’unica. Tra amici ci siamo scambiati questo libro proprio perrché il primo di noi che l’ha letto ha pensato: “Sarò il che non ci ho capito niente???”. Beh, pare di no. Qualch racconto era carino in effetti, ma troppo breve per rimanere in mente, secondo me. Non si ha tempo di metabolizzare qualcosa di così breve a meno che non colpisca davvero tanto. Mi sono procurata “Momo”, che è dello stesso scrittore e me l’hanno consigliato in tanti… lo leggerò presto.
    Torna quando vuoi e buona lettura!!! 🙂

  11. camilla says:

    Io invece lo trovo assolutamente strepitoso, è un libro che lascia ogni porta aperta, ti suggerisce visioni, personaggi, emozioni, e nel mondo delle emozioni non ci deve essere una morale. é evocativo, surreale, macabro e leggero allo stesso momento, è visionario. un libro ricco.

  12. Ciao Camilla,
    grazie di aver espresso il tuo parere su queste pagine. Avere più visioni dello stesso libro è sempre utile. 🙂

  13. Lorena says:

    Mi spiace che molti non abbiano compreso o amato “Lo specchio nello specchio”: di certo non è stato scritto con “mancanza di fantasia” (cito a caso: il cielo ghiacciato su cui si pattina a testa in giù, il deserto in una stanza, un uomo troppo astratto che si liquefa quando la sua compagna lo lascia, una festa di fiamme e cera). Dedicato al padre dell’autore, pittore surrealista, i racconti sono allegorici e visionari, onirici, a volte vere “parabole” (“Impara a cadere, piccolo amico”, si dice in un racconto: difficile non riconoscervi lo stesso Gesù, o la bomba fatta di denaro che fa esplodere la stazione). Insomma: libro ambizioso e difficile, ma certo non scritto con scarsa fantasia e ispirazione!

  14. Ciao Lorena, in effetti la fantasia non mancava (beh, c’è da dire che ormai sono passati sei anni da quando l’ho letto e non ricordo moltissimo).

    Ende mi piace, ma non ho particolare predilezione per i libri eccessivamente ermetici. Penso che un pizzico di ermetismo possa essere bello, ma quando si esagera secondo me è perché non sia ha troppa voglia di comunicare davvero, come se il vero intento della pubblicazione per alcuni autori sia “liberarsi” di qualcosa che hanno scritto (e scritto “solo” per sé), non comunicare al maggior numero di persone possibili un concetto, un’idea o raccontare una storia.

  15. Massimiliano says:

    Per Lo specchio nello specchio di dovrebbe scrivere una enciclopedia.
    E’ il capolavoro di Ende, la sua Monnalisa.
    Ende ha continuato a scriverlo e perfezionarlo per anni, affinando la tecnica di scrittura come si perfeziona la tecnica pittorica, per rendere straordinariamente efficace la serratura con la quale ne ha serrato il senso. Tanto ostico, quanto folgorante al momento in cui finalmente lo si riesce a cogliere.
    Chi ha la fortuna di non esserne attratto, di non specchiarvici dentro, può continuare a vedere il tessuto del’esistenza illuminato dalla luce che sempre gli è familiare, e troverà nello Specchio un libro forse mediocre nella forma che con spirito magnanimo potrà relegare sullo scaffale dei libri singolari.
    Ma se si ha la sfortuna, o la caparbietà, di entrare nel suo labirinto impossibile non rimanere turbati dal senso dei racconti, vero e proprio percorso iniziatico che invita ad abbandonare il panorama di certezze acquisite sulla vita, sulla morale, sul senso del dovere, sulla partenza ed il ritorno, sul perdono, sul coraggio di percorrere una strada che si allontana da micragnose routine, sull’ascoltare la parte più profonda dell’animo che sussurra pianissimo la sua vera natura, per perdersi nel dedalo di rimandi lessicali e simbolici che sapientemente Ende ha costruito, vagando alla ricerca dell’uscita, ovvero del senso generale di un opera che ad ogni rilettura vuole lasciarsi avvicinare dalla parte onirica della mente e sensibile del cuore, piuttosto che dagli strumenti della logica e dell’esegesi.
    Buona lettura, ci vediamo all’uscita.

  16. Ciao Massimiliano,
    grazie per il tuo commento. Penso che oltre al gusto, su cui non si discute, un libro si ami sulla base dell’affinità che lo scrittore sente verso le parole dell’autore. L’affinità dà non solo il grande piacere di continuare a leggere libri di quel preciso autore, ma anche una marcia in più per cogliere dettagli, messaggi nascosti ed altro sottotesto.
    Trovo che Ende sia un bravo scrittore e ho molto apprezzato alcuni suoi libri, ma non sarà mai uno dei miei scrittori preferiti. Forse è proprio questa la ragione per cui un libro di difficile comprensione come “Lo specchio nello specchio” non incontra il mio gusto.

    Grazie e torna pure a commentare quando vuoi!

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