Edizioni Il filo

libri_11L’Italia, io lo so bene, è un paese in cui le case editrici non mancano di certo. Tra questo dato di fatto e la realtà del difficile traguardo della pubblicazione SENZA CONTRIBUTO, non posso non avvertire tutti gli aspiranti scrittori della verità su una certa casa editrice. Se amate scrivere (ma anche se semplicemente frequentate siti di case editrici o siti letterari), prima o poi sarete incappati in un annuncio del genere:

Proponi la tua opera alla casa editrice pià premiata d’Italia
www.ilfiloonline.it

La casa editrice “Il filo” ha proposto anche a me più volte la pubblicazione. Credendo di partecipare ad una sorta di concorso letterario, ho inviato del materiale che è stato valutato positivamente. Solo sfogliando il contratto mi sono accorta di aver perso tempo: quello che sembrava un annuncio per un concorso letterario era in realtà un modo per trovare nuovi polli da spennare.

“Il Filo” è una casa editrice a pagamento, e non ci piove. Se telefonate, contratto alla mano, per chiedere: “Ma perché mi chiedete di contribuire?” vi si risponderà che è politica della casa editrice e che TUTTI i loro contratti sono a pagamento. Al di là della mia opinione, io non credo che il problema sia la scelta di chiedere contributi, quanto la poca chiarezza e la continua e massiccia pubblicità  tendenziosa (per approfondire, leggete qui). Insomma, perché negli annunci non è specificata la natura dell’azienda? Questo post ha lo scopo di avvertirvi di non perdere tempo: se trovate annunci delle edizioni “Il filo” che pubblicizzano dei concorsi per autori esordienti, sappiate che vi chiederanno soldi.

Vi consiglio anche di dare un’occhiata qui, troverete un post interessante e l’ordinanza di un giudice della magistratura di Bologna che ha respinto il ricorso della casa editrice, la quale accusava il blog su cui vi ho appena indirizzato, di esprimere concetti falsi e lesivi dell’immagine e degli interessi de “Il filo”.

Querele a destra e a manca, ordinanze e diffide; la rete è piena di editori che non hanno nulla di meglio da fare se non limitare la libertà di bloggers e utenti che vogliono solo dire la verità. Non vogliamo la luna, non chiediamo che tutti gli editori investano sugli autori esordienti, non pretendiamo nemmeno che prendano a cuore la cultura italiana e amino i libri, sappiamo che questo sarebbe davvero chiedere troppo. In realtà chiediamo solo una cosa: ONESTÀ.

Vi sembra troppo?

P.S. Aggiornamento del 17-12-2009: La casa editrice “Il filo” è ora nota come “Gruppo Albatros”.

Aggiornamento del 31 maggio 2010, nel post 1° giornata nazionale contro l’editoria a pagamento interessanti informazioni su come il Gruppo Albatros selezioni le opere letterarie da pubblicare.

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77 Responses to Edizioni Il filo

  1. Alfredo says:

    Bene Chiara, bene…
    Qui scatta l’applauso. Io sono stufo di tutti quei blog, siti, giornali, ecc..in cui gli autori,specie se giovani, sono paludati e timorosi come budini e non dicono mai le cose nette per paura di scontentare qualcuno o di farsi nemici perché “poi non si sa mai”.
    Brava, una bella randellata netta e precisa. Parole chiare senza infingimenti e ipocrisie. Parlare come un essere libero, e non come l’eterno giovane paraculo che fa mille giri di parole per non scontenatare nessuno, per avere amici tutti, perché “chi me lo fa fare”..
    Quanto al merito del tuo post è evidente che condivido totalmente.. ma il mio commento era per dirti, avanti con questi post chiari e netti. Sono stufo di giovani che sono già più servi degli adulti..

  2. bluestraneo says:

    Bene, un chiaro ed esplicito avvertimento per coloro i quali non hanno ancora sufficiente esperienza nel campo!
    Purtroppo il mondo (editoriale e non) è pieno di queste pubblicità (e persone) ingannevoli, e non fanno altro che far leva sull’entusiasmo e sulle speranze di chi persegue una propria ambizione.
    C’è chi come te si è resa conto del tranello e chi invece, cade in queste speculazioni pur di veder (ad es.) pubblicato il proprio lavoro.
    E’ una giungla, è solo chi non s’arrende può far sopravvivere i propri sogni..

    N.

    • patrizio says:

      all’anima degli scrittori in erba e parolieri. scagazzate pure su queste case editrici ma fatelo con cognizione di causa. quando si trova scritto che :”i più meritevoli riceveranno un proposta editoriale”
      è già esplicito che ti chiederanno dei soldi. l’ho capito anch’io che non sono un genio… non credo ci sia disonesta se uno ti mette nero su bianco le proprie intenzioni.piuttosto bisogna capire se conviene pubblicare con loro. se ti offrono la promozione adeguata. io non pubblicherò perchè appunto il filo non ti offre la distribuzione adeguata. vogliono vendere il tuo libro grazie al loro sito ed alla loro libreria e ciò non mi basta… ad onor del vero devo dire però che le opere le leggono. ho avuto un incontro telef. con il sign scorsi(perchè la cosa mi puzzava) e mi ha dimostrato se non altro d’aver letto le mie poesie. poi pensate quel che volete

  3. Chiara says:

    @ Alfredo
    Purtroppo molti ignorano la situazione, ma sopratutto non hanno voglia di combattere, specie se devono sbattersi in prima persona e faticare. Credo che l’educazione al lavoro (nel senso di faticare per ottenere qualcosa) sia molto importante, ma pare che non sia molto diffusa. Io sono dell’idea che per cambiare le cose ci si debba lamentare ad alta voce, e che se uno scrittore non si preoccupa delle problematiche che ho tirato fuori io in questo post, sia un tantino sprovveduto e non ami molto il suo mestiere. Bisogna mettere le persone a conoscenza della realtà, e io voglio farlo, ma sopratutto voglio cambiare le cose.

    @ Bluestraneo
    Gli sprovveduti sono tanti, però ad un certo punto mi dico: “Ma che diamine, allora volete la via più facile! Allora non volete faticare!”. Se ci si ferma alle prime difficoltà o si accetta la prima proposta, allora interessa solo arrivare alla pubblicazione, e gli occhi sono tappati, foderati di false speranze. Ad un certo punto se ci si fa truffare così facilmente si è davvero tonti! Meritare la truffa no, ma nemmeno sciorinare tanti “poverino”. Questo non è un mondo per fessi; bisogna essere informati e avere gli occhi anche dietro la testa.

  4. Alfredo says:

    D’accordo con te Chiara, come scrissi nel commento precedente.. ma non posso stroncare tutti quelli che alla fine sborsano pure per vedere pubblicato qualcosa di loro.. non dico che facciano bene.. la strada maestra resta il farsi pubblicare a spese della casa editrice.. ma se una persona è così smaniosa di vedere pubblicato un suo testo, o se è molto grande e non vuole aspettare anni di tentativi, o se è semplicemente stanca, dovrebbe essere vista con comprensione più che con fustigature..:-)

  5. Chiara says:

    Beh, potrei anche essere d’accordo, però è un po’ come chi chiede raccomandazioni: ha la colpa del non funzionamento del sistema. Non la colpa esclusiva, ma gran parte di essa. Posso giustificare chi, in fin di vita, chiede una raccomandazione da un medico per salvarsi, ma chi per un prelievo di sangue vuole saltare la fila, no! Va bene se qualcuno dopo anni di tentativi paga per pubblicare, ma è grazie a lui e a chi al primo tentativo accetta certe cose che il sistema è quello che è. L’esistenza di centinaia di case editrici a pagamento mi dice che il sistema non va, e non va in gran parte perché tutti sono disposti a pagare. Una posizione forse un po’ rigida, ma di cui sono convinta.
    A presto! 🙂

  6. Alfredo says:

    Non è questione di rigidità la tua, ma di legittima convinzione.. Tra le righe aggiungo che sono completamente d’accordo con te contro la pratica delle raccomandazioni. Il paragone non mi convince. Io non lo farei, ma non è illegale pagare per farsi pubblicare un libro. Ne è immorale, o meglio non lo è sempre. Ci sono ad esempio persone che sanno che hanno scritto qualcosa che loro stessi non considerano esaltante, tanto al punto che qualcuno la possa pubblicare, però vogliono togliersi questo piacere. O donne (o uomini di 60 e passa anni) che hanno qualcosa da dire, e non hanno il tempo di fare una lunga trafila. E pagando magari io becco il loro libro in un mercatino dell’usato e una frase a me, anche solo a me, fossi il loro unico lettore, magari mi ilumina. Intendiamoci,il tuo discorso di “sistema” va bene.. ma comprendiamo anche i sogni degli altri,che spesso ci sembrano così contestabili..
    Un caro saluto..

  7. Ciao a tutti… io sono d’accordo con Chiara, anche col paragone con i raccomandati. Quello dell’editoria infatti, è un mondo molto importante secondo me, tutto quello che viene pubblicato oggi, è quello che resterà della nostra cultura nel futuro, tra cento anni nelle scuole quando gli studenti studieranno la letteratura italiana dei primi anni del 2000, prenderanno come punto di riferimento, testi pubblicati adesso, e sotto questo punto di vista il lavoro che dovrebbe svolgere una casa editrice è molto delicato e importante, tutelare questa cultura, non è possibile che chiunque scriva qualcosa, pagando possa vederla pubblicata, anche se magari non merita, perchè magari tra qualche anno si arriverà al paradosso che se sei bravo, ma non hai soldi, non potrai pubblicare… quasi come sta diventato con la sanità attualmente, soprattutto al sud, per avere un pò di speranza in più di beccare un medico bravo, devi rivolgerti ad uno privato e pagare o farti raccomandare, la pubblicazione di libri, è una cosa che dovrebbe essere garantita a tutti quelli bravi, non solo a chi ha soldi, certe case editrici, come del resto è capitato di vedere anche a te Chiara, neanche leggono quello che gli mandi, ma ti chiedono solo i soldi, se glieli dai, ti pubblicano… yahoo! questo secondo me è inaccettabile!
    Chiedo scusa a tutti per la lunghezza di questo commento, mi sono dovuto dare un schiaffo per fermarmi 😉 Non succederà più!
    Maurizio

  8. Alfredo says:

    Ma in realtà io non è che sono in disaccordo profondo con voi, dico solo che ci sono casi complessi e che non tutti possono essere omologati..
    E poi, Blackjack ti faccio una provocazione? E se il pagare, fosse anche una garanzia per alcuni testi, che magari nessuno si vuole prendere la responsabilità di pubblicare? Ci furono testi che denunciavano il potere occulti di certi gruppi potenti che in una nazione europea NESSUNA CASA EDITRICE SI SOGNAVA DI PUBBLICARE. Allora quello se l’è finanziato da sé..
    Se vivessimo in un mondo in cui tutta l’industria culturale fosse omologata, poter fare uscire un proprio libro comunque,pagando di tasca propria,sarebbe una possibilità di libero pensiero.O magari fai finta di essere un filantropo che scopri un piccolo ragazzo genio della scrittura,che nessuno vuole pubblicare,magari perché è bambino ed è (tanto per dirne una) arabo.Tu vuoi che il mondo vede la sua opera e la finanzi.E il mondo potrebbe ringraziarti.Una cosa è dire che la maggior parte dei libri devono essere pubblicati a spese della casa editrice.Sacrosanto..un’altra cosa è voler abolire anche l’idea stessa di libro autoprodotto.Bisogna distinguere i casi.. e se per esempio,andando oltre,io vedo una donna di 60-70anni che si paga il libro da sé,perché quasi tutte le case editrici le dicono che è fuoritarget,io posso solo applaudirla,perché anche a settanta anni ha voluto dire la sua,a costo di pagare..
    Nel nucleo ci intendiamo, ma poi vanno fatte delle distinzioni tra caso e caso, tra persona e persona…

  9. Chiara says:

    Blackjack ha ragione, quello che oggi viene pubblicato così alla leggera, un giorno sarà parte della cultura di questi tempi, e voglio sperare che non saremo additati come “quelli che leggevano Moccia”. 😉
    D’altra parte, chi ha un sogno e vuole pubblicare un libro lo faccia, ma che resti tra le mura di casa sua! Per intenderci: se scrivo della roba orrenda con la convinzione che sia un capolavoro e pubblico a mie spese, questa opera grandiosa non deve figurare tra i libri veri e propri. Magari la trovo in un mercatino, ma non deve essere rintracciabile come libro.
    L’illegalità delle raccomandazioni si può in qualche modo accostare alla distruzione della cultura. Non è illegale, ma a suo modo è un crimine! Certo è un paragone leggermente esagerato, ma secondo il mio parere si adatta. E poi il 60enne che non ha voglia di faticare e vuole pubblicare un libro è un’eccezione, e le eccezioni non costituiscono un problema e non modificano il sistema. Il problema grosso sono tutti questi individui convinti di avere capacità che in realtà non hanno, e di essere talenti incompresi; così incompresi da dover necessariamente pagare per vedere il proprio libro pubblicato. Forse un po’ di autocritica o qualche stroncatura in più cambierebbero la situazione, ma dubito che basterebbe! Sono le case editrici, responsabili di gran parte della cultura di un popolo, che dovrebbero invertire la tendenza attuale!
    A presto ragazzi, e grazie di essere intervenuti dando vita a questa piacevole conversazione! 🙂

  10. Si, Alfredo, hai senz’altro ragione, mi è piaciuto soprattutto l’esempio dei testi che denunciavano i poteri occulti di alcuni potenti, o ancora, per rimanere ai giorni nostri, libri di giornalisti coraggiosi che hanno il coraggio di denunciare le “melefatte” della casta… tuttavia rimango contrario alle case editrici a pagamento, perchè sono idealista, e mi piace pensare che in un mondo perfetto, le case editrici sono indipendenti, come dovrebbe essere la stampa, e quindi il problema non esisterebbe, si pubblicherebbe tutto… purchè valido!
    Nel mondo reale bisogna fare queste eccezioni che, comunque, come dice Chiara, in quanto eccezioni, se sono buone, confermano la regola!

  11. Io poi, non è che pretendo molto da un libro per reputarlo pubblicabile, non voglio assolutamente dire che devono pubblicare solo libri di qualità eccelsa… ma almeno eliminiamo cose che, oggettivamente sono cacate! 😉

  12. Chiara says:

    Concordo con Blackjack: basterebbe che i libri fossero accettabili sotto alcuni punti di vista. Insomma, non devono essere capolavori, però un minimo di qualità devono averla.

  13. Alfredo says:

    Ma certo…le case editrici dovrebbero saper scegliere bene i libri e pagare invece che farsi pagare..Ma abbiamo finito con i condizionali..in un mondo un pò più sano di questo..tanti gioielli sarebbero pubblicate..tante boiate alla Vespa non sarebbero neanche prese in considerazione..scrittrici e scrittori giovani non dovrebbero sudare anni per pubblicare il loro primo libro. Bene, si lotti contro questo sistema sempre e comunque.. non si faccino sconti alle case editrici.. e si capisca pure un pò qualcuno che non vuole arrendersi a non pubblicare un libro anche se le case editrici magari non lo considerano “commerciale” o non lo “capiscono”,e piuttosto dice “Me lo pubblico da me allora..”..:-)
    Sicuramente poi, e qui mi trovo con Chiara e Blackjack troppa gente si accontenta.. troppa gente si arrende troppo presto.. troppa gente non è abituata a lottare, non sa stringere i denti e lottare.. e troppe di queste “rese” danneggiano tutti..anche quelli che invece vogliono combatterli..
    Bella discussione comunque..

  14. Giuseppina says:

    buonasera,
    non ho letto tutte le risposte, mi è bastato leggere le prime. Anche io ho ricevuto la richiesta del contratto editoriale. Dopo qualche minuto sono stata tempestata da terribili pensieri. Leggere alcuni commenti su internet mi ha tolto la felicità e l’illusione che mi ero costruita… già mi immaginavo tra televisioni e fiere internazionali…
    Tutto quello che viene promesso ( la pubblicità, le fiere, i convegni) dal filo non avviene?non viene mantenuto?
    A chi potrei rivolgermi per essere designata come “la Rowling italiana”?? XD
    dovrei trovare un agente o qualcosa del genere???

  15. Chiara says:

    Ciao Giuseppina,
    menomale che non sei cascata nella rete! Non ho notizie negative sull’applicazione delle regole contrattuali della casa editrice Il filo, suppongo che mantengano quello che promettono (o avrebbero molti problemi sul piano legale). Quello che la rende una casa editrice da cui (secondo me) bisogna fuggire, è che pubblica indiscriminatamente. Pubblica di tutto, e così anche il più bravo dei suoi autori perde credito. Questa casa editrice utilizza anche delle sottigliezze pubblicitarie che sono al limite della truffa. Trovi nomi di personaggi famosi che hanno pubblicato con Il filo, ma non c’è chiarezza: ti fanno credere che sia il personaggio che credi, non un suo omonimo sconosciuto!!!
    A chi rivolgerti per diventare la J.K.Rowling italiana? Purtroppo non è così semplice.
    La strada che uno scrittore esordiente deve percorrere per arrivare ad essere un tantino affermato, è lunga e ha molti tratti in salita. C’è lavoro da fare, tanto! E porte da prendere in piena faccia. Il discorso è molto lungo e complesso.
    Contattami pure su chiaravitetta1985@gmail.com e se vorrai approfondiremo il discorso.
    Nel frattempo, buona scrittura! 🙂

  16. paola says:

    Ho pubblicato con il Filo nel 2007 un romanzo. Era da dieci anni che l’avevo scritto e dopo averlo mandato ad un paio di case editrici mi ero rassegnata. Poi l’ho mandato al Filo. E’ vero ho dovuto pagare circa 2000 euro ma ho voluto tentare. Il romanzo è andato bene. Sono state fatte dieci ristampe e il libro è piaciuto molto. Chi l’ha comprato poi lo ha ricercato e le poche librerie che lo hanno acquistato lo hanno venduto.Sono sicura che se avesse avuto una distribuzione decorosa sarebbe stato un successo!! In pratica ad ora non ci ho rimesso niente, forse nel complesso ho fatto anche un piccolissimo guadagno anche se quello più grosso l’ha fatto certamente Il Filo.Che dire? Ho fatto tutto da sola (all’incirca 50 presentazioni in tutta Italia)loro si sono limitati a stampare gli inviti:non hanno mai organizzato niente! In tutto ciò comunque ci ho visto qualcosa di buono: un’opportunità, l’essermi fatta conoscere ed apprezzare. Ho vinto quattro premi letterari e, al di là della soddisfazione, è stato soprattutto vedere le buone recenzioni ed il giudizio positivo dei lettori che mi ha dato la carica per andare avanti, per scrivere ancora. Nel complesso per me è stata un’esperienza positiva, non mi aspettavo niente di più di quello che mi è stato dato..E poi ragazzi non dimenticate una cosa: poche persone hanno la fortuna di passare subito dalla porta principale!!! Le grosse case editrici, se non hai gli agganci giusti, nemmeno te lo leggono il tuo romanzo!!!

  17. Chiara says:

    Ciao Paola,
    il discorso non è “avere un’opportunità” né “entrare dalla porta principale”, ma NON DOVER PAGARE per vedere il proprio libro pubblicato. Ti sei fatta in quattro, il libro è andato bene (complimenti, eh! :-))
    e hai fatto tutto tu… bene, immagina se non li avessi spesi quei 2000 euro! Insomma, tu hai fatto un favore ad Edizioni il Filo, loro hanno guadagnato ben più di te; ti sembra giusto? Io sono contraria per molti motivi alle pubblicazioni a pagamento, e di conseguenza alle case editrici che chiedono contributi, ma principalmente sono contro chi vuole farti credere che ti sta facendo un favore mentre specula sul tuo talento e sulla tua fatica. Comunque sono contenta che la tua sia stata un’ esperienza positiva, e ti auguro buona fortuna per il futuro! 🙂

  18. paola says:

    Cara Chiara, condivido pienamente il tuo punto di vista e capisco benissimo quello che vuoi dire. Anche io mi sono fatta tante domande, ma su una cosa ero sicurissima. Il mio lavoro era pregevole. Credevo in quello che avevo fatto, mi piaceva, ed ero sicura che sarebbe piaciuto anche agli altri. Volevo a tutti i costi avere un responso oggettivo: quello te lo può dare soltanto il lettore e se non riesce a far leggere quello che scrivi non lo saprai mai. Sono i lettori, la gente comune come noi che poi decide…Non avevo altra alternativa che provare con loro se non volevo vedere il mio romanzo ammuffire in un cassetto. Non ho mai creuto che Il Filo mi facesse un piacere, anzi…Ed anche ora che ho già pronto un altro romanzo sto facendo di tutto per trovare una casa editrice più grande, con una distribuzione vera. Ma ce la farò? Credo di no, sarà difficilissimo. Ti ringrazio comunque per gli auguri che mi hai fatto e spero di annoverarti fra coloro che hanno letto o leggeranno i miei scritti. Buona fortuna anche a te!

  19. Chiara says:

    Beh, io credo che sia possibile trovare un editore che non pubblichi a pagamento, per cui dubito che Il filo sia stata la tua UNICA chance. Io ho impiegato anni, ma alla fine ho pubblicato senza pagare! In ogni caso certo che è importante arrivare ai lettori, ma a mio parere NON andando contro certe regole. Inutile pagare se poi arrivi allo stesso numero di lettori a cui probabilmente arriverò io con una casa editrice sì più piccola delle Edizioni il Filo, ma che non mi ha chiesto contributi.
    Potrai certamente annoverarmi tra i tuoi lettori magari per la prossima pubblicazione. Credo che la coerenza sia un valore da non rinnegare, e non intendo acquistare libri pubblicati a pagamento dopo aver combattuto per anni contro certi editori. Inoltre la mia crociata personale riguardo i libri (mi riferisco all’acquisto) è non alimentare le vendite di queste pubblicazioni, specie se la casa editrice è Il filo, editore che tra l’altro ha proposto anche a me più volte di pubblicare in cambio dei 2000 euro circa di cui parlavi nel commento scorso.
    In ogni caso dammi qualche notizia in più di te: nome e cognome, il titolo del libro, cose così. Puoi mandarmele qui:
    chiaravitetta1985@gmail.com
    Ripassa quando vuoi! 🙂

  20. Luca says:

    Io non avrei niente in contrario se una casa editrice avesse l’onestà di dire “Guarda, a noi il libro non è piaciuto, non vediamo all’orizzonte un successo commerciale, ma se vuoi pubblicarlo possiamo farlo chiedendoti un contributo per la stampa delle copie”. Allora la persona diventerebbe forse un po’ più consapevole delle sue capacità. Poi chissà, magari una casa editrice potrebbe non apprezzare un lavoro ed una altra invece sì. Ma il problema è che molte case editrici, ti rispondono dicendoti che il tuo libro ha tutte le potenzialità per essere un best-seller,oppure ti fanno credere che stai partecipando un concorso, però ti dicono che per pubblicare ci vuole un contributo anche da parte dell’autore. Sinceramente, tutte le persone che conosco sono convinte che per pubblicare un libro ci vuole per forza un contributo da parte dell’autore. Sono convinte che questa sia la prassi. Certo, in questi ultimi anni c’è internet, ed uno può farsi una idea ben precisa di come funzionano le cose, ma in giro c’è comunque la convinzione che per pubblicare bisogna per forza pagare. Io vivo in un paese piccolo, e tutte le case editrici locali chiedono un contributo agli autori, a meno che l’autore non sia un nome abbastanza importante e per vari motivi (e non è detto che siano editoriali) conosciuto.Ma molti non si stupiscono del fatto che una casa editrice chiede all’autore di partecipare alle spese di pubblicazione, e si preoccupano solo di scegliere quella che fa spendere di meno.

  21. Hai ragione Luca, purtroppo la maggior parte delle persone è convinta che la via normale per pubblicare un libro sia pagare. Proprio contro questa disinformazione mi batto, perché vedere occhi sgranati e bocche aperte quando si dice “Io non ho pagato” è alquanto deprimente. Mi ricordo un libraio, un giorno… Gli ho detto: “Ho pubblicato senza contributo, eh!”. Ecco gli occhi sgranati e la bocca aperta di cui parlavo… Poi la scioccante risposta: “Davvero? E come si fa???”
    … Roba da pazzi.
    Un giorno, comunque, tutto questo cambierà.
    Grazie del commento e torna a trovarmi! 😀

  22. Luca says:

    Cara Chiara, visto che mi hai chiesto di tornare a visitarti, lo faccio un po’ sfacciatamente facendo pubblicità al mio blog che ho creato da qualche giorno:
    http://www.bedo.it/lucafavaro69, oppure basta digitare su google “Scrivere con il cuore-il sole in una lacrima”, ho scritto un paio di articoli se vuoi lasciare un commentino ti ringrazio. Nel frattempo sto’ aspettando l’arrivo del tuo libro che ho ordinato alla casa editrice, quando l’avrò letto ti dirò. Grazie per l’ospitalità e buona fortuna…e a presto! Luca.

  23. Ciao Luca,
    sono contenta che tu abbia deciso di comprare il mio libro, e spero proprio che mi farai avere il tuo parere quando avrai finito di leggerlo! :-)Ah, se dovessi avere qualunque tipo di problema nel riceverlo (ritardo eccessivo, ad esempio) contatta me che risolvo tutto in un batter d’occhio! 😀

    Ho dato un’occhiata al tuo blog, ma non sono riuscita a lasciare un commento. Ripasserò per riprovarci.
    Buona fortuna anche a te, e torna quando vuoi: qui la porta è sempre aperta!

  24. Luca says:

    Ciao Chiara, scusa se ti disturbo, ma ho ordinato il tuo libro ancora due settimane fa (anzi il 26 Novembre per l’esattezza) e non mi è ancora arrivato. Dici che devo cominciare a preoccuparmi?

  25. Ciao Luca,
    non mi disturbi! Non ti preoccupare, c’è stata la fiera del libro a Roma e la casa editrice la settimana prima è stata impegnatissima per via della pubblicazione di un libro da portare proprio alla fiera. Vedrai che arriverà presto.
    Grazie per la pazienza… ti prometto che ne vale la pena! 😉

  26. Sabrina says:

    ciao Chiara! Innanzitutto complimenti per essere riuscita a pubblicare e a realizzare il sogno di vedere la tua creatura stampata. Anche io scrivo e mi piacerebbe tanto arrivare alla pubblicazione seria delle mie fatiche…. insomma, mi piacerebbe diventare famosa ma so bene che non è semplice e che, se non hai gli agganci giusti, è tutto molto arduo e complicato… ma io non demordo e, per ora, mi accontento di suscitare emozioni e regalare pezzettini della mia anima ad amici e conoscenti grazie alle poche stampe del mio libro (tramite ilmiolibro.it)che sono mi sono fatta arrivare.
    Qualche tempo fa, colta dall’entusiasmo, ho inviato la mia opera a Il Filo e oggi… tadàààà è arrivata la risposta, ovviamente positiva. Ero euforica ed emozionata all’inizio ma poi, leggendo il papiro ricevuto, una smorfia alla Pierrot si è disegnata sul mio viso …. 2790 Euro !!!! Naaaaaaaa…. i dubbi mi hanno assalito. Ma l’avranno veramente letto? Avranno capito quello che volevo esprimere??? O mandano questa lettera a tutti? Ho spulciato internet e sei venuta fuori tu. Dici delle sacrosante verità. Condivido tutto ma soprattutto non mi arrendo. Hai qualche dritta da darmi? Tu come hai fatto? Grazie per la risposta e per avermi chiarito i 1000 dubbi che avevo….

  27. Ciao Sabrina!
    Scrivere quel post e portare avanti questa battaglia contro l’editoria a pagamento è utile anche solo per aver aiutato te a decidere di non accettare quella proposta. 🙂 Felice di esserci stata utile, e grazie dei complimenti! 🙂
    Gira voce (e c’è qualche piccola prova che questo sia vero) che “Il filo” non legga il materiale che gli arriva, ma proponga la pubblicazione a chiunque, tant’è che non si è ancora trovata (nonostante i numerosi appelli in rete) una persona a cui questa casa editrice abbia detto: “NO, non ci interessa la tua opera”.
    Quando ho telefonato per chiedere la ragione della richiesta di contributo (visto che la pubblicità sembrava riferirsi ad un concorso), mi è stato detto con stupore (evidentemente nessuno gliel’aveva mai chiesto…): “Ma noi siamo una casa editrice a pagamento! Non pubblichiamo in altre modalità.”
    Io potrei anche essere d’accordo con chi chiede soldi per pubblicare (anche se la vedo davvero difficile), ma dovrei perlomeno trovarmi di fronte a chiarezza, sincerità, trasparenza. Queste cose non le ho viste tra questi pessimi tipografi travestiti da editori.
    In via generica posso consigliarti di contattare molti editori sperando di beccarne uno o due interessati e che non ti chiedano soldi, ma se hai tempo, l’ideale sarebbe non contattarli a caso, ma informarsi prima sul genere che pubblicano, sui tipi di contratti che propongono, sulla distribuzione, sulla pubblicità.
    Io stessa non avevo idea di tutte queste cose quando sei anni fa ho cominciato a contattare case editrici, ma ora che so molto di più, sono contenta di essere utile a te e a chiunque voglia chiedermi consigli.
    Quello che ti chiedo è di farmi qualche domanda più precisa, perché il discorso è vasto e vorrei risponderti al meglio.
    Se preferisci, puoi scrivermi in privato, qui: chiaravitetta1985@gmail.com
    Mi chiedi come ho fatto io… beh, ho insistito per 5 anni contattando circa 200 editori, ricevendo in piena faccia molte porte, arrabbiandomi e continuando ad insistere. Alla fine, ce l’ho fatta, il primo traguardo l’ho raggiunto un anno fa con la pubblicazione senza contributo del mio primo libro.
    Poi ci sono state le fiere (4) e tante altre occasioni per farmi conoscere, spargere il libro e acquisire contatti importanti.
    C’è molto da dire…
    Scrivimi pure.
    A presto! 😀

  28. thedog says:

    ciao Chiara,
    grazie per aver pubblicato questa tua esperienza sul blog.
    anche io sono un autore esordiente e ovviamente appena visto un annuncio della suddetta casa editrice ho spedito il mio lavoro.
    a questo punto so già che rifiuterò l’offerta, e tenterò per altre vie
    grazie ancora.

  29. Di niente, è un piacere per me poter essere d’aiuto a qualche collega. Se hai bisogno di qualche piccolo consiglio, scrivimi pure in privato. 🙂 Buona fortuna!

  30. thedog says:

    lo scrivo qui perchè possa essere utile anche agli altri:
    hai mai pensato di affidarti ad un agente letterario?

    • Beh, diciamo che so poco sugli agenti e sulle agenzie letterarie. Mi muovo in molte direzioni, ma in questa per ora ritengo non sia il caso. Potrebbe essere un’ottima idea, però, se volessi provare a pubblicare all’estero. Bisognerebbe far tradurre qualche pagina del libro e poi farla proporre da un’agente letterario ad editori del paese con cui ha contatti. Mi è stato spiegato di recente come funziona, ma mi sono fatta un’idea solo a grandi linee. Non fidatevi troppo di me su questo, insomma! 🙂
      Tu che fai questa interessante domanda Thedog, hai qualche dritta da darmi? 😉

      • thedog says:

        no, magari
        io sono un po’ più grandicello di te.
        ho scritto una manciata di racconti e poesie, ma nulla di serio,
        ma ho desiderato scrivere fin da ragazzino.
        lo scorso aprile ho letto “on writing” per l’ennesima volta e mi sono deciso a cominciare, e ora ho un romanzo finito, il che già non mi pare vero.
        sono nuovissimo dell’ambiente quindi ho tutto da imparare.
        quella dell’agente mi pare una buona idea se si ha a che fare con persone oneste.
        certo costa un po’ ma forse meno che inviare decine di copie a caso e fare anni di tentativi…bisognerebbe sperimentare.

  31. Per comodità cito qui sotto un commento lasciato poco fa da Patrizio. L’ha lasciato come replica, ma trovo più pratico citarlo qui e poi sempre qui rispondere. Eccolo:

    “all’anima degli scrittori in erba e parolieri. scagazzate pure su queste case editrici ma fatelo con cognizione di causa. quando si trova scritto che :”i più meritevoli riceveranno un proposta editoriale”
    è già esplicito che ti chiederanno dei soldi. l’ho capito anch’io che non sono un genio… non credo ci sia disonesta se uno ti mette nero su bianco le proprie intenzioni.piuttosto bisogna capire se conviene pubblicare con loro. se ti offrono la promozione adeguata. io non pubblicherò perchè appunto il filo non ti offre la distribuzione adeguata. vogliono vendere il tuo libro grazie al loro sito ed alla loro libreria e ciò non mi basta… ad onor del vero devo dire però che le opere le leggono. ho avuto un incontro telef. con il sign scorsi(perchè la cosa mi puzzava) e mi ha dimostrato se non altro d’aver letto le mie poesie. poi pensate quel che volete”

    Intanto, Patrizio, a me non piace questo linguaggio… comunque siamo adulti, passi pure.
    Io non “scagazzo” su nessuno, piuttosto parlo di fatti e poi di quello che penso. Non è scritto da nessuna parte, da quello che risulta a me, che “Il filo” sia un editore a pagamento; insomma non dà chiarezza di informazioni e promuove la sua ricerca di opere letterarie come se fosse un concorso, il che è ingannevole, tant’è che il post che ha appena commentato parla della sentenza di un tribunale; lo ha letto bene??? O forse crede che anche chi era in tribunale a condannare “Il filo” sia uno “scrittore in erba e paroliere”? Forse qui siamo tutti poveri ingenui e ciechi? No, qui cerchiamo chiarezza, poi chi vuole pagare paghi, nessuno lo proibisce.

  32. Pingback: Gruppo Albatros « Chiara Vitetta

  33. Paolo says:

    Ciao Chiara,
    scusa se intervengo nuovamente, ma non mi ero soffermato anche sulle risposte presenti su questo post.
    Guarda che stai commettendo un grosso errore di valutazione, soprattutto quando scrivi frasi come: “tant’è che il post che ha appena commentato parla della sentenza di un tribunale; lo ha letto bene??? O forse crede che anche chi era in tribunale a condannare “Il filo” sia uno “scrittore in erba e paroliere”?”.
    A me della discussione sul filo non importa molto (mi limiterò ad inviargli quello che scrivo e valuterò); ma, se lo accetti, ti do un parere, chiamiamolo tecnico, sull’aspetto giuridico della vicenda (che invece mi appassiona): dalla sentenza pubblicata, il filo non è stato condannato da nessuno, assolutamente. E’ il filo che ha fatto causa per diffamazione e non l’ha vinta. Per capire questo non serve un legale.
    Non è stato assolutamente condannato nemmeno per pubblicità ingannevole, basta leggere la sentenza,(a meno che non ci sia un’altra sentenza che non hai linkato). Ma a questo punto per dovere di correttezza dovresti pubblicarla per intero.

    Tu, secondo me, confondi il principio di veridicità ed il diritto di critica, ossia valutare se chi critica un altro soggetto sia mosso da questo principio e tutelare i suoi diritti, con la condanna di chi è stato criticato.
    A me sembra che, giustamente, il blog che citi esulti per non essere stato reputato diffamante, ma da qui a dire che il filo è stato condannato ce ne passa.
    Guarda, che se confondi questi concetti e dici che qualcuno è stato condannato senza che lo sia stato, rischi davvero di cadere nel reato di diffamazione. Pensa a quelli che leggono i tuoi commenti e non la sentenza, si fanno un’idea sbagliata dell’accaduto.

    Ti faccio un esempio, Berlusconi ha denunciato Luttazzi per diffamazione e ha perso la causa. Non per questo possiamo dire che Berlusconi sia stato condannato per ciò di cui Luttazzi lo accusava, sono due cose completamente diverse!!! Se un giornale scrivesse questo succederebbe un casino…
    Vincere una causa per diffamazione per pareri espressi sulla rete, tra l’altro, è quasi impossibile, perchè nessun giudice si prenderebbe l’onere di essere il primo a limitare la libertà di pensiero. Ma, nonostante questo, molte aziende trovano comunque utile (a mio avviso sbagliando) seguire questa via.

    E poi, ti ripeto, in questo caso è stato addirittura previsto che le spese siano divise tra le parti, quindi è vero che il ricorso è stato respinto, ma il giudice non ha condannato il filo nemmeno al pagamento delle spese legali.
    Pensaci bene, in casi come questi, doversi pagare qualche migliaia di euro di avvocati e non vederseli rimborsati non è proprio il massimo della vita. Magari l’obiettivo dei legali del filo era proprio questo, far esporre economicamente chi a loro avviso li ha calunniati…
    Rigira questo discorso sull’esempio che ti facevo prima, di luttazzi, pensa se il giudice avesse preso la stessa posizione e il comico si fosse dovuto pagare da solo le spese legali, quanto gli sarebbe costato, vista la caratura degli avvocati coinvolti?
    Va precisato che in quel caso il giudice ha fatto pagare le spese legali a chi ha intentato la causa, in questo no. E’ una differenza significativa.

    E’ stato semplicemente respinto un ricorso, non è stato condannato nessuno, fattelo confermare da un qualsiasi legale.
    Ma perché ce l’hai così tanto con il filo?

    Spero di essere stato utile alla discussione…
    Alla prossima

  34. Ciao Paolo,
    e grazie dei tanti aspetti tecnici evidenziati. Siccome hai lasciato due commenti a post diversi e voglio risponderti con cognizione di causa e per intero, ti invito a ripassare da qui nelle prossime ore o magari domani: risponderò al tuo commento sul “Gruppo Albatros” sul post dedicato, e a questo tuo intervento qui in un nuovo post. Mi sembra ora di chiarire alcune cosette.

    Ti ringrazio per essere passato, aver detto la tua e anche per la pazienza che credo avrai nell’aspettare le mie risposte. 🙂

    A presto!

  35. Pingback: Qualche chiarimento « Chiara Vitetta

  36. Mauro says:

    Ciao Chiara. Un anno fa ho pubblicato un libro con la CSA editrice di Crotone. Ho sempre pensato che la loro proposta sia stata tutto sommato abbastanza onesta (rispetto almeno a tante altre storie che ho sentito). Praticamente ho acquistato 110 copie al prezzo di copertina di dieci euro, ricevendone però altre 40 in più gratis su cui poter guadagnare qualcosa, per una stampa totale di circa 400 copie (su quelle rimaste a loro dovevano impegnarsi a fare promozione.) Non saprei dire se tra i manoscritti che ricevono ve ne siano parecchi che scartano. Mi pare però che calcolando il lavoro fatto, tra grafica, Editing, stampa etc, i 1100 euro che hanno ricevuto siano davvero poca cosa per 400 copie stampate. La mia impressione anzi è che certamente non ci abbiano guadagnato su quello. Riguardo me ho recuperato le spese. Per il resto non so quante copie abbiano venduto a parte quelle da me distribuite (ma credo poche). Ho ricevuto parecchi apprezzamenti, anche da persone sconosciute, (qualcuno addirittura mi ha chiesto più volte notizie su eventuali pubblicazioni future) ma confesso di non sentirmi comunque soddisfatto. Il libro è presente sui motori di ricerca, e sui cataloghi online, ma è ovvio che se uno non mi conosce difficilmente mi trova. Pochissime le librerie in cui è presente materialmente (soprattutto nella mia zona).
    Forse mi sono anche impegnato poco (niente presentazioni, poca propaganda etc.) perché, principalmente causa lavoro e famiglia, non ho tempo. Rimane però il fatto che ho la netta impressione che il libro avrebbe potuto ottenere molto, ma molto di più. Continuo sempre a scrivere (anzi ho già alcuni manoscritti pronti) ma ora è mia intenzione provare con qualche casa editrice di un certo rilievo pur conscio delle enormi difficoltà. Il fatto è che credo che se pure non avessi anticipato un euro (perché in fin dei conti di questo si è trattato), nella sostanza sarebbe cambiato poco. Se non hai alle spalle una casa editrice che ti stampa almeno 5000 copie, che le distribuisce in almeno due o trecento librerie tanto per cominciare, e che fa adeguata promozione (potendosela permettere) sia davvero molto difficile ottenere qualcosa. E credo che pagamento o no, solo una grossa casa editrice possa permettersi di fare questo.

    Ciao

  37. Mauro says:

    Precisazione: La CSA pubblica una media di trenta titoli l’anno. è pertanto chiaro che certamente fanno una selezione rigorosa sui manoscritti che ricevono. Ripeto che calcolando il lavoro che svolgono( tra l’altro nemmeno stampano le copie visto che si occupano solo dell’attività prettamente editoriale) è quasi certo che nulla guadagnino dall’acquisto delle copie da parte dello scrittore. Con quei soldi possono al massimo ammortizzare le spese.

  38. Ciao Mauro.
    ho avuto modo di chiedere a qualche editore che conosco quali siano i costi della pubblicazione di un libro. Ti posso assicurare che chi chiede contributi ci guadagna, eccome! La stampa di un libro con le tecniche digitali attuali è molto economica e spesso per l’editing, la correzione di bozze e altri servizi si servono di studenti che lo fanno gratuitamente. Questo è parte di ciò che ho imparato quest’anno.
    Pensa poi, se fosse davvero come dici tu (che non ci guadagnano, ma magari a malapena ammortizzano le spese), perché mai allora esisterebbero editori piccoli che non chiedono contributi? Non credo che vogliano fare beneficenza! Allora come fanno? Beh, credo solo che siano più bravi, si diano da fare di più e siano più consapevoli di come dovrebbe davvero funzionare questo mestiere.

    Capisco che la mancanza di tempo sia un grosso problema, perché purtroppo sono gli autori stessi a dover fare quasi tutto il lavoro nella maggior parte dei casi. Attualmente, purtroppo, non basta il talento, ci vuole il coraggio di rischiare, la voglia di faticare tanto e la capacità di non arrendersi finché non si è arrivati dove si voleva. Questo non è giusto, ad uno scrittore non dovrebbe essere richiesto niente a parte la capacità di scrivere bei libri. Oggi la situazione è questa, però. C’è solo da rimboccarsi le maniche e stringere i denti.
    Buona fortuna!

  39. paolo says:

    ma chiara come fai a dire – scusami la brutalità – che non hai pagato quando sul sito del tuo editore c’é scritto pubblica con noi e ti danno direttamente le tariffe per pubblicare sul sito:
    http://www.edizionidelpoggio.it/it/52/
    ma per favore.

  40. Ciao Paolo,
    per te e per tutti coloro che nutrissero il tuo stesso dubbio, ecco la risposta:
    http://www.chiaravitetta.it/2010/01/24/qualche-chiarimento-2-2/
    Grazie di essere passato e torna pure quando vuoi.

  41. Divina says:

    Signori
    Dopo aver letto tutti i vostri commenti
    Vi chiedo….
    Potreste scrivere un elenco
    Delle Case editrici a voi famigliari
    e possibilmente gratuite
    che possano servire a tutti gli scrittori EMERGENTI
    Io personalmente sono una poetessa emergente
    Stò partecipando al GRUPPO ALBATROS
    e spero nella fortuna…..
    Ringrazio Chiara
    e tutti coloro che parteciperanno a questo elenco

  42. Ciao Divina,
    ecco un elenco di editori che pubblicano poesie e che dovrebbero essere senza contributo:
    http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=&tipo_pubblicazione=poesia&provincia=TUTTE&inediti=1&contributo=0&NOME_TABELLA=CaseEditrici&submit=Avvia+la+ricerca
    Buona ricerca!
    Se posso aiutarti in altro modo, sono sempre disponibile, sia qui che in privato. 🙂

    • Simona says:

      Ciao a tutti. Dopo aver letto quasi tutti i commenti, mi sento di scrivere due righe anche io. Prima di tutto concordo con il fatto che pubblicare qualcosa in maniera gratuita sia comodo per tutti ma, forse per fare un po’ l’avvocato del diavolo, se io fossi un editore, difficilmente mi prenderei la briga di investire il mio denaro sull’opera di un perfetto sconosciuto, soprattutto se fossi un piccolo editore; ma non perchè non credo nella riuscita di un’opera, semplicemente perchè so che il solo fatto che sia un nome sconosciuto non invoglia il lettore a comprare. Anche io ho ricevuto una proposta editoriale del gruppo Albatros e diciamo che ci sto pensando su, valutando i pro e i contro. Quello che mi chiedo è: ci sono delle prove reali che tutto ciò che c’è scritto sulla proposta editoriale non venga mantenuto (dalla pubblicazione alla pubblicità)?
      Grazie

  43. paola sqaw says:

    Come ho letto in altri post, ci sono dentro anch’io…oggi ho ricevuto il plico con la proposta ed il contratto dal ” gruppo albatro” e poichè, non sono avventata di natura , appena ho inserito nel motore di ricerca ” post gruppo albatros” mi siete apparsi tutti voi….oddiooooooo….è come aver sbattuto la faccia contro una vetrata così pulita da non averla vista….ahi che male!! e comunque grazie a voi mi son fatta un’idea piuttosto chiara sull’argomento “pubblicare un’opera propria”.
    Ma nessuno che abbia dato una valida alternativa…tutti gelosi??!!..:-))
    Grazie a tutti voi e spero di ricevere una dritta e non solo un “dritto” la prossima volta….bye byeee

  44. Ciao Paola,
    immagino che ti sarai spaventata per i troppi commenti e non li avrai letti tutti… beh, ti è sfuggito questo link:
    http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=&tipo_pubblicazione=&provincia=TUTTE&inediti=1&contributo=0&NOME_TABELLA=CaseEditrici&submit=Avvia+la+ricerca
    Si tratta di una lista di editori senza contributo.
    Buona fortuna!

    • paola sqaw says:

      In effetti rileggendo con più calma in seguito, ho notato il tuo link.
      Grazie ancora e buona fortuna anche a te!

  45. Enrico says:

    Salve a tutti.
    Fortunatamente sono arrivato a questi post e i dubbi che mi ero fatto sulla Albatros non hanno fatto altro che rafforzarsi.
    Anch’io ho terminato un romanzo, di genere fantasy, il primo di una trilogia a cui sto lavorando.
    Prima ancora di inviarlo a varie case editrici per una valutazione, mi sono informato presso una libreria di fiducia e già da subito mi è stato vivamente sconsigliato di “lasciarmi andare” alla pubblicazione dietro compenso, o partecipazione se preferite il termine.
    Che dire? Anch’io, sentendo parlare dell’albatros in televisione e da personaggi noti dello spettacolo, ho sperato (non creduto, beninteso) che, finalmente, qualcuno avrebbe potuto valutare positivamente la mia opera.
    Ho ricevuto il famigerato “plico” dell’Albatros oggi, un uovo di pasqua un pò amaro che non credo riuscirò a digerire…..
    Il primo grosso dubbio l’ho avuto quando ho notato che la risposta sarebbe stata data agli autori in un tempo compreso tra le tre settimane ed i tre mesi dal momento dell’invio dell’opera.
    Una delle case editrici che reputo serie, invece, una volta inviato il romanzo mi ha confermato di averlo assunto in protocollo e che, come minimo, per una risposta avrei dovuto attendere NON MENO DI NOVE MESI. La stessa risposta mi è stata data da altre case editrici serie, di quelle che NON CHIEDONO IN ALCUN MODO PARTECIPAZIONI da parte degli autori.
    Ora, senza fare commenti su quanto già scritto nei post, dato che credo sia superfluo,sono giunto ad una mia conclusione, molto soggettiva.
    Se devo pagare per vedere pubblicata una mia opera, sono IO che devo decidere come, in quante copie, con quale pubblicità etc. etc. e allora il contratto non lo deve fare la casa editrice a me. Il cliente sono io e la casa editrice diventa il mezzo con il quale voglio veder realizzato un mio sogno nel quale, comunque, DEVO CREDERE PROFONDAMENTE e sul quale non posso permettermi di avere dubbi.
    La speranza è l’ultima a morire ed io continuerò a “rompere le scatole” finchè qualcuno non leggerà ciò che ho scritto ed avrà la bontà di dirmi con serietà se la mia opera sia o no valida per una pubblicazione. Che poi ci vada a guadagnare poco o tanto non importa: non ho la pretesa di campare con ciò che scrivo, ma ho la speranza che il mio romanzo un giorno si trovi tra le mani di una qualunque persona che, sfogliando pagine anche solo di carta riciclata, leggendo ciò che io ho scritto, possa provare qualche buona emozione.
    Non credo di chiedere molto, ma sarà sicuramente difficile.
    Ancora un caldo saluto a tutti e in bocca al lupo!
    Un ringraziamento particolare a te Chiara, per aver aperto questa discussione.

    Enrico.

    • Silver says:

      Come scrivi bene mio caro <3 anche io ho avuto e sto avendo la tua stessa esperienza. prima o poi riusciremo a leggerci i romanzi a vicenda…maledetti editori succhia sangue!!!! XD essì che rompiamo le palle, consulto l'avvocato e provo a contrattare con albatros che come dici tu dovremmo decidere noi le cose non loro. ehehehe 10% di guadagno all'autore e in più la spesa delle 185 copie….ma ci prendono per coglioni? siamo scrittori un cervello ce lo abbiamo apposta per riflettere, farci domande e infiniti dubbi!!! 🙂 e grazie a persone come Chiara vediamo la luce! GRAZIE DI ESISTERE SCIURA CHIARA!!!

  46. Piacere di essere stata utile! 🙂 In bocca al lupo per la tua strada, qualunque essa sia.

  47. Pingback: Castel Oricalco » Mad Dog intervista Marco Varuzza

  48. Pingback: avrei bisogno del vostro aiuto

    • Enrico says:

      Se ancora non l’avete trovato in internet, vi consiglio di leggere ciò che troverete al seguente sito: http://www.galassiaarte.it.
      Troverete un elenco di case editrici con interviste ai vari responsabili, i quali rispondono sempre in maniera cristallina sulla “politica” di editing prevalentemente per gli scrittori esordienti.
      Ne troverete molti che NON RICHIEDONO IMPEGNI ECONOMICI DA PARTE DEGLI AUTORI, di nessun genere.
      Per ciò che ho scritto io, ho estratto ben nove case editrici, alle quali invierò il mio romanzo per una valutazione.
      Ancora in bocca al lupo a tutti.

  49. Grazie Enrico, suggerimento molto utile.

  50. Mary says:

    Io ho ricevuto ieri “la bella notizia” dal gruppo albatros che avrebbero avuto il piacere di pubblicare il mio libro, naturalmente mi hanno chiesto dei soldi e la cosa mi puzzava. Ho cercato su internet un riscontro positivo, negativo qualcosa che mi parlasse di questa casa editrice e ho trovato voi. Grazie a persone come voi riusciremo a combattere case editrice come loro.

    • Roberta says:

      Grande Mary! In bocca al lupo! Mi raccomando, dai un’occhiata alle liste degli editori onesti! Ne trovi ovunque: nel sito writer’s dream; qui nel sito di chiara, nel sito dei Rifugio degli Esordienti…coraggio! ;-D

  51. Sono sempre contentissima quando scopro di essere utile a tanti di voi. 🙂 In bocca al lupo Mary!

  52. roberta says:

    Ciao Chiara!!
    mi rigiravo fra le mani il plico del Gruppo Albatros, rimuginando impigliata fra narcisistiche illusioni e ragionevoli diffidenze…la lettura dei tuoi commenti e dell’ordinanza della mia collega di Bologna, mi ha fatto oscillare verso un approdo di realtà.
    Beh, la totale mancanza di considerazioni sull’opera avevano fatto un brutta immediata impressione anche a me..
    volevo aggiungere un’informazione che può essere utile a chi aspira ad una pubblicazione e non ha ancora avuto la fortuna ed il merito che hai conosciuto tu.
    Qualche mese fa ho deciso che volevo una “recensione” obiettiva, fuori dal coro degli affetti..così ho inviato il mio manoscritto (chiamarlo opera o libro mi pare un po’..impudico) alla Grandi, di Milano; per la modica cifra di 400 e passa euro, dopo qualche settimana, ho -come pattuito- ricevuto un commento critico molto dettagliato e tecnico sul mio lavoro, con una serie di considerazioni sui punti di forza e sugli aspetti da modificare. Mi è sembrata una chiosatura franca e competente, rigorosa e costruttiva. Mi è dispiaciuto che non fosse firmata (la Grandi ti precisa sin dall’inizio che sottoporrà il tuo lavoro ad un esperto editoriale quotato: professore universitario, editor, ecc, ma non ti dice chi sia, forse per evitare che tu possa stulkizzarlo successivamente) e mi ha affondato nell’acquitrino di una revisione sostanziale dell’impianto narrativo, però non mi sono pentita dei soldi (non pochi) spesi. Forse perchè ho avvertito seria attenzione e rispetto per quanto avevo scritto.
    La risposta dell’Albatros magnificava luccicanti comparsate televisive e meteorico presenzialismo da debutto: ho capito che non mi interessa. Non è per i soldi che chiedono: ho la fortuna di poterli tirare fuori senza un grosso sacrificio, nè per me nè per la mia famiglia, so di essere in questo senso ed in questo momento storico una privilegiata, posso permettermi il lusso di un “capriccio” costoso (sempre meglio di una borsetta..). Non è neppure per la poca chiarezza programmatica, non mi ha stupito, avevo letto altri commenti sui blog in ordine ad un’esperienza di un giovane esordiente che alla fine della breve e un po’ patetica avventura autopromozionale si era trovato il garage di casa pieno di copie invendute.
    Non aderirò alla proposta Albatros-Il Filo più per l’assoluta fungibilità che ho percepito nel loro approccio ai testi pubblicabili, per la “postura” seriale del commerciale, da contatto di promozione per un abbonamento telefonico.
    Penso che ciascuno di noi abbia in mente e nel cuore altro da questo. Ma rispetto i differenti modi e limiti che ciascuno si propone per provare ad arrivarci.
    Rimango dell’idea che il tiro a canestro che hai il 100% di probabilità di sbagliare è quello che non provi a fare, ma non tutti i campi da basket meritano la partita.
    Grazie della tua disponibilità e della tua gentilezza con tutti noi che scriviamo. E’ un prezioso volto in qeusta scatola senza volti.
    A presto
    Roberta

    • Ciao Roberta,
      felice di esserti stata utile! 🙂 In questa “scatola senza volti”, spero davvero di fare la mia parte, che vorrei fosse quella di chi dà un punto di vista diverso, basato sì sulle opinioni, ma anche sull’esperienza vissuta in prima persona.
      Credo che la strada per arrivare alla pubblicazione sia difficile e faticosa e che non si possa pensare di scavalcare queste difficoltà mettendo mano al portafogli. Secondo me hai fatto bene a rifiutare la proposta del Gruppo Albatros.
      Per me è in gran parte una questione di principio: non è giusto pagare per pubblicare un libro! Credo che ci sia da investire, sì, ma in altri modi. La spesa vera e proprio è costituita dalla fatica, dal lavoro, dalla caparbietà, dai denti stretti e dal tempo dedicato. La contropartita non è la cifra esigua dei diritti d’autore, ma i lettori conquistati. Se ami tanto scrivere non arrenderti: non saranno gli editori a pagamento a fermarti! 🙂 buona fortuna, e se posso esserti utile, scrivimi senza esitare, qui o in privato.

  53. DIVINA says:

    Salve a tutti….. Vi seguo da un pò….Ho ricevuto da ALBATROS il contratto per l’acordo di edizione delle mie poesie….
    Il contratto è affascinante 18 voci con servizi letterari, diffusivi e promozionali.
    Ma devo investire una cifra che attualmente NON mi posso permettere
    arrivando a stento a fine mese.
    Sono disoccupata e mio marito che lavora solo guadagna 900 euro al mese.
    Non posso contare sull’aiuto di nessuno…..e quindi mi si spegne un sogno.
    Sono alla frutta……..
    Ora stò scrivendo una storia vera….. che porterò a termine credo entro 3 mesi.
    Forse non riuscirò mai a far pubblicare i miei scritti…..
    Forse ……. Ho sempre quel filo di speranza che mi aiuta ad annaspare nel caos della vita….
    e mi fa pensare…..che domani potrebbe essere un inizio di fortuna e di arcobaleni variopinti anche per la mia famiglia…chissà!
    Avete consigli per me????
    Buona continuazione Signori
    DIVINA

    • Roberta says:

      Cara Divina, non sai quanto ti capisco! Le logiche del mercato editoriale sono molto complicate da capire; un po’ meno se si frequenta il sito di Chiara, che ringrazierò tutta la vita! 😉
      Molto umilmente ti scrivo quello che ho imparato in questi anni:
      -gli editori che chiedono contributi per la pubblicazione non sono veri editori, ma tipografi;
      -invece di spendere migliaia di euro per “farsi pubblicare” è bene informarsi sugli editori “a pagamento”, molti dei quali pubblicano indiscriminatamente qualunque cosa pur di intascare i soldi dei poveri esordienti squattrinati e non;
      -ci sono tante strade da percorrere: ci sono piccole case editrici oneste che non chiedono contributi; ci sono gli agenti letterari ma, anche qui, stessa storia: ce ne sono di onesti (pochi) e di disonesti (moltissimi);
      -la strada è molto lunga e in salita
      -non bisogna avere fretta

      Se scrivere è la tua vita non demordere, ce la farai! Un in bocca al lupo speciale!

    • Ciao Divina,
      eh sì, le difficoltà sono tante… muoversi in questo ambito è molto ma molto complicato, e a volte sembra tutto così grande da far mancare l’aria. Sembra che quello di chi scrive e pubblica i libri sia un mondo distante, quasi da sogno, lontano dalla realtà dei nostri conti da pagare e dalle “conoscenze” che non abbiamo. Non credere che serva davvero avere un santo in paradiso o molti soldi per raggiungere certi traguardi: io non ho nessuna delle due cose, eppure ce l’ho fatta! Per creare un mondo in cui la meritocrazia regni, dobbiamo essere noi, nei nostri piccoli mondi, a rifiutare per primi certe cose. Il talento non basta, questo è vero, ma il talento accompagnato dalla caparbietà e dalla fatica, sì! La fortuna aiuta gli audaci, e può servire, ma viene dopo tanto lavoro, dopo aver seminato molto. Forse non è fortuna, ma solo un albero cresciuto lentamente, anno dopo anno, e che un giorno diventa più alto di noi.
      Non arrenderti, sii forte e scrivimi tutte le volte che vuoi; per consigli pratici, per essere incoraggiata, o per qualunque altra cosa.
      Un abbraccio! 🙂

  54. Dario says:

    Salve a tutti.
    Anch’io ho ricevuto oggi l’offerta dell’Albatros e la visione distratta del meccanismo della realtà editoriale (non pensavo chiedessero di acquisire delle copie) insieme ad un’innata curiosità e diffidenza mi hanno fatto scendere subito nella strada virtuale secondo uno schema di serialità reattiva che a quanto sembra tanti di noi hanno sperimentato.
    Prima di partire per il mio allenamento di corsa quotidiano penso di aver maturato delle idee
    che vorrei condividere perchè la discussione che ho letto a larghi stralci mi ha causato
    troppi sentimenti empatici di sensazioni condivise (poi avrei una richiesta interessata da fare per anime gentili e pratiche “sorriso”).
    Credo che quella dell’Albatros sia un’offerta pienamente contestualizzata nella società di oggi,
    un investimento per un mondo fatto di professionale precariato e di mediaticità linfatica.
    E’ certo anche che se hai 180 libri a casa tua qualche abilità in più oltre al “puro genio
    creatore” sia implicitamente richiesta in quest’offerta editoriale e soprattutto sia richiesto
    del tempo, per promuovere e vendere e muovere.
    Io scrivo poesie. Non scrivo a tempo perso e non scrivo per mangiare. Scrivo perchè mi viene
    naturale come correre o dialogare e continuerò sempre a farlo, con o senza una pubblicazione
    da sbandierare. Solo per questo ho deciso di non accettare ma come si può ben vedere e come
    credo sia giusto per tutti gli altri casi la scelta è solo personale e dipende dal rapporto
    che si vuole tessere tra la propria creazione e la sua comunicazione. Tempi e modi. Non credo sia una questione di principio, pagamento male investimento della casa editrice bene, a meno che non si voglia sindacare sulla meritocrazia della selezione.
    Detto questo avete qualche casa editrice versocentrica misconosciuta da consigliare per un poetastro venticinquenne affascinato dal mondo retrò dell’editoria eroica?

  55. piccola says:

    Ciao a tutti, ho appena 12 anni e ho scritto un romanzo.
    L’ho inviato al Gruppo Albatros il filo e dopo un po’di mesi ho ricevuto il contratto.
    Ho subito chiamato la casa editrice, e mi ha risposto una segretaria che mi ha detto che la persona che aveva visionato il mio libro mi avrebbe chiamato il giorno dopo alle 3.
    Alle 3 puntualmente ha chiamato.
    Ha subito detto che dovevamo sborsare una cifra per la pubblicazione e ha spiegato tutto nei minimi dettagli.
    A ogni domanda è sembrato preparatissimo e molto cordiale.
    Ho visionato il contratto da cima a fondo e tutto era ben specificato, anche il mio essere vincolata al Gruppo Albatros x ben 3 anni.
    Morale? Ho firmato il contratto con entusiasmo.
    Poco dopo mi è arrivata la loro mail di conferma.
    Al momento sto aspettando l’arrivo delle correzioni ortografiche della mia opera.
    Sinceramente, penso che ciò che è scritto nel contratto deve essere necessariamente mantenuto dalla casa editrice, ma questo è ovvio, anche perché potrebbe scattare una denuncia.
    E’ vero, è una casa editrice a pagamento, ma ho cercato con i miei genitori “Contratti editoriali standard” sul web e ho visto appunto che.. “La maggior parte delle case editrici, anche le più prestigiose, potrebbero chiedere un contributo che può variare da editoria a editoria, l’importante è che sia specificato nel contratto”.
    Ciò mi fa pensare che le dicerie sull’argomento “Albatros Truffa” siano le stesse dicerie come “McCdonald mette veleno nel cibo.. eccecc” (io da McCdonald c’ho mangiato parecchie volte e sono ancora qui.. che sorpresa!).
    Fino ad ora, anche se sono ancora agli inizi non mi sono trovata affatto male con il mio editore.
    Ah, e per le voci che dicono che Albatros pubblica schifezze.. ho letto una testimonianza di una ragazza che ha visto le sue poesie respinte dalla casa editrice perché ritenute troppo arcaiche.
    Tuttavia penso che il web sia qualcosa che può avviare un sogno come può distruggerlo.
    Io l’unico consiglio che do è quello di non dare retta per forza a tutto e a tutti, ma di pensare con la propria testa, perché con internet non si scovano malefatte e truffe, solo provando si può capire se si tratta di qualcosa di serio o di una truffa.
    Insomma, lo scopriremo solo vivendo.
    P.S. Se il Gruppo Albatros fosse stato così evidentemente terribile non sarebbe più in circolazione a quest’ora e sarebbe già partita qualche denuncia.
    Saluti. Piccola.

    • Ciao Piccola,
      mi stupisce sempre che chi pubblica con questo editore e lascia commenti su vari blog e siti non voglia dare il suo vero nome. In ogni caso, piacerebbe anche a me pensare che “se il Gruppo Albatros fosse stato così evidentemente terribile non sarebbe più in circolazione a quest’ora”… il mondo non funziona così, e i furbi sanno stare ai limiti della legalità ed essere longevi.
      Forse a proposito dell’onestà di questo editore, dovresti guardare il video in questo post:
      http://www.chiaravitetta.it/2010/05/31/1%C2%B0-giornata-nazionale-contro-leditoria-a-pagamento/
      Non mi resta che augurarti buona fortuna.

  56. Giulio says:

    Ciao a tutti, sono uno di quelli che ha proposto le poesie ed ha ricevuto il plico.
    Non ho intenzione di dare loro quel denaro, voglio provare altrimenti.
    Però voglio dire una cosa: di principio non sono del tutto contrario all’editoria a pagamento, l’importante è che sia chiaro.
    Si dice: “ma così viene pubblicata qualunque schifezza”. Sì, e rimane nel garage: quante copie ne circoleranno? Rimangono invenduti persino libri di grandi editori, figuriamoci quelli piccoli; non credo che rimarranno come “testimonianza della nostra cultura”.
    Purtroppo come testimonianza rimarranno le schifezze pubblicate dalle GRANDI case editrici, che ahimè vendono anche.
    Poi, non confondiamo qualità e vendite, che non è proprio il caso, e teniamo conto della NECESSITA’: se io scrivessi un libro sui Gun Club, un gruppo rock americano degli anni ’80-’90 molto stimato nell’ambito di chi ama il genere, 2-300 persone almeno lo leggerebbero volentieri ma nessun editore sano di mente lo pubblicherebbe, o quasi, viste le poche copie. Allora me lo stampo da solo per passione, pagose riesco a rientrare delle spese sono contento e amen.
    È un esempio per dire che ci sono cose che può avere senso pubblicare: magari in poche copie, ma può averlo, e allora vanno bene gli editori a pagamento.
    Ma che lo dicano: che spaccino il loro arraffare denaro indiscriminatamente per “selezione letteraria”, beh no, proprio no.

    • Ciao Giulio,
      ti informo che tutto quello che dici è fattibile con un editore che non chieda contributi, quindi non vedo proprio perché ci si dovrebbe rivolgere a chi chiede soldi. Stampartelo per passione e venderlo per conto tuo può andar bene, ma in tipografia!!!

      • Wells says:

        Sono in accordo con Giulio,: “Purtroppo come testimonianza rimarranno le schifezze pubblicate dalle GRANDI case editrici, che ahimè vendono anche.”

        Vorrei esprimere un pensiero modesto : non è importante se la casa editrice è a pagamento o no. Quello che è importante, è il contenuto del libro. Se un libro che non vale un caxxx., lo pubblica una grande casa editrice, sempre un libro del caxx, rimane. Se viene pubblicato da una casa editrice a pagamento è la stessa cosa. Quello che conta nei libri è il successo, e per avere successo hanno bisogno di idee bomba e di grandi innovazioni delle idee, le novità, l’eccezione, la straordinarietà del racconto. Non è importante se la casa editrice è a pagamento o no, quello che è importante come lo è sempre stato sono e saranno sempre le idee nuove e geniali.

  57. Roberto Vindigni says:

    Salve, ritengo inutile ripetermi su cosa penso del gruppo albatros.
    Ma ribadisco che ci sono troppe persone immature per fare gli scrittori: troppa gente scambia il gusto con il talento e confonde la sua ambizione con le sue capacità effettive.
    L’appello che da sempre lancio agli aspiranti scrittori è il seguente: isolatevi almeno una volta nella vita dal giudizio altrui e sottoponetevi ad una rigorosa autoanalisi. E’ importante per la vostra maturazione riflettere su quali siano le vostre capacità effettive.
    Io ho cominciato a scrivere a 13 anni, ma a quel tempo ero ancora un bambino con moltissima strada da fare, e non mi passava nemmeno per l’anticamera del cervello di proporre a un editore quello che mettevo su carta.
    Da allora fino ad oggi ho sempre scartato un sacco di materiale. Molte cose che ho fatto in passato mi è toccato revisionarle come si deve ecc… fare lo scrittore non è pizza e fichi!
    Spesso il talento ha origine da una serie di fallimenti di cui la persona deve prendere coscienza.
    Concludendo ripeto: non fidatevi troppo del giudizio degli altri che spesso non è soltanto superficiale, ma anche falso ed ipocrita.
    Se tra i grandi autori del passato alcuni hanno ricevuto credito solamente in un epoca successiva alla loro morte, un motivo c’è.
    Ovvero: in molti di arte non capiscono niente e un sacco di editori pubblicano quasi esclusivamente roba mediocre, scartanto opere eccellenti perchè poco commerciali come contenuto.

  58. lex says:

    Salve a tutti,
    sono l’ennesima persona ad aver ricevuto il malloppo con tanto “proposta editoriale” dal Gruppo Albatros. Stesso copione: dopo il giusto momento di esaltazione, mi sono scontrata con la seconda pagina…quella del contratto.
    Il momento-esaltazione è stato rapidamente sostituito dal momento-fregatura.
    Saltando a piè pari le ovvie considerazioni sul fatto che in nessuna delle occasioni in cui ho visto pubblicizzata questa iniziativa per scrittori emergenti ho notato il minimo accenno al contributo economico che avrebbe dovuto sostenere il fortunato prescelto (=pubblicità ingannevole), ritengo che una casa editrice che chiede soldi a chi intende pubblicare un testo – sia esso romanzo, raccolta poetica o saggio – non debba ritenersi tale. Una casa editrice che chiede soldi per pubblicare è una copisteria di lusso.
    Scusate ma devo dirlo: a chi si è fatto “recensire” il libro per la modica cifra di 400 euro…. sul serio? cito: “rimuginando impigliata fra narcisistiche illusioni e ragionevoli diffidenze”, ok, d’accordo, prosa suggestiva, ma a cosa ti serve scrivere così se poi ti fai sfilare 400 euro con una facilità imbarazzante?
    Alla dodicenne fan di mc donald’s: ormai hai fatto spendere ai tuoi genitori 2800 e passa euro e puoi fregiarti tra le tue amiche del titolo di enfant prodige della letteratura italiana, buon per te. Però sull’affidabilità dei prodotti mc donald’s fossi in te mi informerei meglio, perché in questo caso non ne va solo delle tue tasche, ma anche della tua salute.
    Grazie a te che hai scritto questo post contro l’editoria a pagamento, sperando che più gente possibile lo trovi.

  59. Ciao Lex,
    grazie di essere passata a dire la tua.
    Ripassa quando vuoi e buona fortuna per il tuo libro. Ti assicuro che gli editori seri esistono. 🙂

  60. antona says:

    anni fa anche a me è capitato di pubblicare un libro, 50% la casa editrice 50%io e avevo la possibilità di farne stampare quelli che volevo.Devo dire che per fortuna è stato subito un passa parola tra le donne che lo leggevano e ne sono stati venduti tanti, ma grazie agli amici non grazie alla casa edetrice, che ancora oggi dopo 5 ristampe mi chiede ancora il 50% del prezzo del libro

  61. Ciao Antona,
    certo il passaparola è molto importante, ma io credo che più di ogni cosa serva l’impegno dell’autore, almeno nella situazione in cui siamo attualmente in Italia.

  62. maria says:

    Salve a tutti
    Si sta valutando di effettuare una possibile azione legale nei confronti del Gruppo Albatros il Filo, chiunque avesse informazioni o fosse in possesso di materiale utile o volesse unirsi a tale azione può inviare una e-mail a savepaperbook@gmail.com con oggetto GRUPPO ALBATROS e lasciare il proprio indirizzo e-mail, sarà nostra cura ricontattarlo.

    Grazie

    Franco”

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