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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Tutto il resto è…

Posted by Chiara Vitetta - marzo 5th, 2009

chiuso per sonnoSerata di presentazione di un libro.

Immaginate la scena: sala conferenze di una piccola biblioteca di una piccola città. Capienza: circa 100 posti. Posti occupati: 20, e solo  perché sono generosa! Età media dei presenti (che conta anche me che ho 23 anni): 60. Se poi aggiungete dei relatori prolissi e poco concentrati sul libro da relazionare e una discussione che scivola sulla politica creando uno spiacevole e ridicolo scambio di vedute tra i relatori, il gioco è fatto: la noia, signori, è assicurata! Noia, noia, noia. E tutto il resto? Tutto il resto è un “Te l’avevo detto” che ha avuto un suo perché.

Tempo fa qualcuno che sapeva il fatto suo mi diceva: “Guarda che qui le presentazioni dei libri vanno così: non viene un’anima!” E io rimanevo perplessa e mi dicevo: “Ma quando c’è il sindaco o altre personalità verrà molta gente!”… E invece no! Nel caso in questione c’erano anche le personalità, ma non c’era un’anima. Pensate che il mio accompagnatore ad un certo punto mi ha detto a bassa voce: “Ce la filiamo?”  Mi è venuto da ridere e mentre mi trattenevo (ero in prima fila), ho ricordato i tempi in cui andavo a scuola: le ore interminabili passate a sorbirsi le ramanzine di professori frustrati e dover al contempo mantenere un’espressione interessata. Poi mi sono detta: “Sai che c’è? Non ho più sedici anni, ora posso alzarmi e andarmene!”, ma prima che potessi mettere in atto questa vendetta trasversa, è finita!

Ah, la noia… devo dire che non mi mancava affatto; chi ha il tempo di annoiarsi oggigiorno? Poi sono anche giunta alla conclusione che non facendo presentazioni con i mezzi che avevo, non ho perso nulla! In conclusione, secondo me lo scrittore non ha venduto nemmeno una copia del libro, e a giudicare dalla sua faccia, si è annoiato pure lui!

6 Responses to “Tutto il resto è…”

  1. bluestraneo Says:

    Leggendo questo post drammaticamente esilarante, mi sono riecheggiate in testa le parole di una certa cugina che tempo fa mi spiegò che le presentazioni dei libri vanno proprio cosi 😉
    Poveri scrittori ! ! !

  2. Chiara Says:

    🙂 eh eh eh, vedi che sono meglio di Nostradamus? No, dai, il merito della previsione azzeccata è del mio amico giornalista, che conosce tutti e sa di tutto! 🙂

  3. Alfredo Says:

    Per un attimo mi ero intristito forte.. pensavo che eri tu quella che presentava il libro, ed eri tornata a casa amareggiata. Che spettacolo comune.. ci sono tutti gli ingredienti dell’opera..pochi spettatori,anziani e annoiati..oratori prolissi e monocordi..insulse frecciate politiche..:-)…ma, hai presente le conferenze in Calabria? Quelle che vediamo al telegiornale regionale.. con gli oratori che parlano per inerzia.. e il pubblico che si morde le labbra per non sbadigliare che prega Dio di poter scappare fuori al più presto.. E poi, ma perché quasi nessuno sa parlare,avvincere una platea e sono quasi sempre un branco di cadaveri ambulanti?
    Ma soprattutto.. perché non gli hai dato fuoco Chiara? A tutto il comune intendo, sindaco compreso..
    sarebbe stato un “primo passo”..:-)

  4. Chiara Says:

    Mannaggia, avevo lasciato il lanciafiamme a casa! 🙂
    Avrei voluto perlomeno gridare a tutti: “Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” e “Zittiiiiiii!!!”, ma il buonsenso ha avuto la meglio. Comunque ho promesso a me stessa che semmai organizzerò una presentazione, lo farò a modo mio: niente nonnini annoiati, niente “personalità” noiose, solo gente fresca e interessata, niente discorsi prolissi e digressioni politiche. Comunque, qualunque cosa farò, di certo avrà più successo della presentazione di cui parlo nel post!
    Certo non è difficile… 😉

  5. Jair78 Says:

    E poi dicono che gli scrittori non hanno voglia di darsi da fare…Se le situazioni sono queste ci credo! Come al solito, in Italia se vuoi qualcosa fatta bene, devi fartela da solo. Peccato che per cose come la promozione di un libro occorrano tanti ma tanti soldi e l’aiuto di persone competenti. E questo spiega tutto.

  6. Chiara Says:

    Eh sì Jair, purtroppo senza soldi si fa poco, e per compensare si deve faticare tanto, e finisce che diventa un lavoro a tempo pieno, ma senza paga… vita dura quella dello scrittore di questi tempi in Italia!!!

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