Definendo l’amore

definendo l'amoreÈ giaccio ardente, ed è gelido fuoco,
è ferita che duole e non si sente,
è un sognato bene, un mal presente,
è un breve riposo molto stanco.

È una leggerezza che dà pena,
un codardo con nome di valente,
un andare solitario tra la gente,
un amare solamente essere amato.

È una libertà incarcerata,
che conduce all’estremo parossismo,
infermità che cresce, se curata.

Questo è il fanciullo Amor, questo l’abisso:
quale amicizia potrà aver con nulla
chi in tutto è contrario di se stesso?

(Francisco di Quevedo Villegas)

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3 Responses to Definendo l’amore

  1. Alfredo says:

    Caeina.. insolita.. grazie per averla messa..
    giusto un pò troppe rime, è un pò troppo levigata, la spontaneità non fluisce del tutto liberamente..

  2. Alfredo says:

    la prima parola era “carina”.. chiedo venia..:-)

  3. Chiara says:

    In effetti questa è una poesia dell’età barocca, quando la spontaneità veniva messa da parte in favore di altro. Non è propriamente il mio genere e non sarà mai la mia poesia preferita, ma ha qualcosa che mi piace, anche se non so dire cosa. Capita spesso con le poesie: ti catturano e non sai dire precisamente perché. 🙂

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