Editoria a pagamento? No, grazie!

Chi frequenta questo sito ormai sa bene come e perché sono contro l’editoria a pagamento. Per chi non fosse un frequentatore abituale c’è da dire, in sintesi, che credo non si debba MAI pagare per pubblicare un libro, e che mi batto affinché gli aspiranti scrittori non alimentino i guadagni di editori furbi e poco professionali. Gli editori disonesti si nascondono dietro un dito adducendo innumerevoli stupide scuse per giustificare la richiesta del cosiddetto “contributo”. Non finirò mai di dire che la via NORMALE per pubblicare NON è pagare, ma NON pagare! A questo proposito consiglio a chiunque volesse saperne di più di guardare questo video. Sopratutto consiglio a tutti gli aspiranti scrittori di guardarlo: è utile e ben fatto. Condivido in pieno le idee espresse al suo interno, e mi complimento pubblicamente con il creatore, il webmaster del sito Isola della poesia, di cui ho avuto modo di parlare  qualche tempo fa in questo post.

Guardate, leggete e fate tesoro dei consigli e delle informazioni contenute in questo video.  Buona visione!

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22 Responses to Editoria a pagamento? No, grazie!

  1. MrBungle says:

    Pagare per pubblicare è un controsenso. Nel momento in cui finiamo la stesura di un libro abbiamo un nostro prodotto da VENDERE alle case editrici, che (se vedono nel nostro scritto qualcosa di buono) si rifaranno ampiamente delle spese sostenute.
    I grandi editori COMPRANO i libri che secondo i loro agenti potranno vendere ed avere successo. E’ il loro mestiere!
    Nel caso dell’editoria a pagamento siamo noi che dobbiamo PAGARE per VENDERE il nostro prodotto. E’ un nonsense! O_o
    Però facendo così alle volte si mette tutti d’accordo – l’editore che si arricchisce sul contributo dell’autore (piccolo gruzzolo, ma che sommato a tutti gli altri diventa una somma cospicua), e l’autore che può vedere soddisfatto il suo spirito egocentrico (in realtà certa gente scrive per avere il libro con il suo nome stampato sopra, che tristezza…)

  2. federica says:

    Certo che la citazione: “L’autore deve collaborare con l’editore, quindi è giusto che paghi qualcosa anche lui per sostenere le spese di stampa” è davvero assurda!
    Allora a che serve essere editori? Non dovrebbe proprio essere il suo mestiere quello di preoccuparsi della divulgazione e della gestione economica dei propri “prodotti”? Come si può pretendere che un autore ci rimetta anche economicamente!
    A questo punto un autore potrebbe benissimo trasformarsi in editore e tentare di preoccuparsi personalmente di ogni aspetto che riguarda la diffusione delle proprie opere, risparmiandosi ansie e nevrosi dovute a queste richieste inaccettabili..!
    ..Sono senza parole, ma continuando a dire la tua pian piano potrebbero cambiare le cose. Non si sa mai, è sempre meglio continuare a sperare e tener testa a determinate cose, anche se ci dovesse volere il doppio del tempo.
    Dico bene?

    • Mamma mia quante ne inventano per giustificare il “contributo” da parte dell’autore…

      Con quale faccia certe case editrici chiedono anche 5 mila euro per fare pubblicare un libro? queste non sono case editrici, ma semplici tipografie col servizio aggiuntivo di distribuzione, e neanche molto convenienti, che ad andare in tipografia e poi distribuire il libro da se si risparmiava pure!!

      PS… mi sa che ti conviene davvero pubblicarlo online il tuo contratto… 😉

    • Chiara says:

      Dici bene Federica, sì! Non bisogna mai smettere di parlare di questa faccenda del contribuire, perché è attraverso l’informazione che si può evitare a qualche aspirante scrittore di spendere inutilmente dei soldi con editori imbroglioni o approfittatori. E quando un giorno la mia voce sarà ascoltata da un numero maggiore di persone, allora griderò forte tutto quello che ora non servirebbe gridare.

  3. MrBungle says:

    Però c’è una cosa che non capisco, Chiara. Tu pubblichi per una casa editrice che chiede contributi agli esordienti.

    http://www.edizionidelpoggio.it/it/52/

    Un contributo piccolo. Ma io ritengo la somma iniqua ancora più offensiva per l’autore. Come a dire “Sappiamo che il tuo libro non venderà nemmeno le copie necessarie a coprire le spese editoriali, quindi metticele tu”. 😐

  4. PPS ho messo il mio commento come replica a federica, ma ho sbagliato… voleva essere solo un semplice commento..

    pardon!

  5. Chiara says:

    Blackjack ha le sue ragioni quando dice che forse mi converrebbe pubblicare il contratto di edizione che ho firmato con la Edizioni del Poggio. Tutto questo, però, credo sarebbe controproducente. Secondo i malpensanti, potrei falsificarlo, portare acqua al mio mulino e modificare qualche cosetta qua e là. Insomma, sta a voi decidere se credere o no alle mie parole. Purtroppo l’unica casa editrice che mi ha dato una possibilità, è una che PUR NON AVENDOMI CHIESTO UN CENTESIMO, di norma chiede contributi. A me dispiace anche parlare male di chi ha creduto in me, cosa che implicitamente faccio tutte le volte che me la prendo con gli editori a pagamento. Questa è la situazione ragazzi: a volte si può solo sperare che le persone credano alle parole di una sconosciuta e che si fidino della sua coerenza. Sarei folle se facessi tutto questo rumore per poi pagare per pubblicare un libro.
    Anche perché, se avessi davvero pagato, di certo avrei preteso molto più di quello che ho avuto. Il problema, in realtà, non ci sarebbe stato: non avrei mai accettato di contribuire. Insomma, il mio contratto è SENZA CONTRIBUTO, quello che la Edizioni del Poggio propone agli altri autori o propone sul suo sito, mi interessa fino ad un certo punto. Oltre, vedo molte cose…

  6. Matteo says:

    L’editoria a pagamento deve finire punto e basta. Tutte le scuse che si inventano questi Editori che a mio parere il loro lavoro non lo sanno minimamente fare (in quanto vanno contro la natura stessa della loro natura di aziende che investiscono in un prodotto da vendere!!) sono prive di senso e false. Come evitare di pubblicare prodotti scadenti che non venderanno alcunché? Semplice, evitando di pubblicarli: in Italia di scrittori pietosi ce ne sono molti e si farebbe prima a non pubblicare quelli, piuttosto che guadagnarci comunque chiedendo un contributo e tirando così in mezzo anche chi lo scrittore sa farlo bene. Basta contributi! No all’editoria a pagamento! Impegnatevi tutti a non regalare più neanche un solo euro a questi furboni poco professionali e troppo meschini! Io stesso pochi giorni fa ho rifiutato un contratto a pagamento per la mia raccolta di poesie “Emozioni”, e non me ne pento affatto. Se volete saperne di più, leggete l’articolo a questo indirizzo:
    http://www.matteozapparelli.altervista.org/no-alleditoria-a-pagamento.html

  7. Caigo says:

    Lo stesso discorso vale anche in altre situazioni.
    Tanto per fare un esempio visibile a tutti possiamo parlare della discografia, un mondo dove questa situazione “pesa” ancor più che nel mondo dei libri.
    I discografici “seri” non chiedono mai un soldo, se vedono che hai delle qualità ti seguono, se non vedono in te possibilità di guadagno ti mandano a casa senza tanti giri di parole.
    Quindi (in ogni ambiente) diffidare di chi ti chiede dei soldi per “farti lavorare”…
    Meglio l’auto-produzione se proprio ce la sentiamo di metterci del nostro finanziariamente.

    • Chiara says:

      Sì, se proprio di vogliono spendere dei soldi, meglio autoprodursi! Io non sono del parere che non si debba spendere nulla per “arrivare”, però un conto è fare dei segnalibro pubblicitari, dei volantini o un sito internet, tutt’altra cosa è pagare una casa editrice per fare quello che una tipografia fa con molto meno! Anche la discografia ha i suoi problemi, indubbiamente. Penso che essenzialmente il problema sia l’ignoranza, in tutti i campi. Se si sapesse davvero come funzionano certi settori lavorativi, forse le cose andrebbero diversamente…

  8. Luca78 says:

    Ciao a tutti! Sono l’autore del video oggetto di questo post.
    Ringrazio Chiara per aver segnalato e mostrato qui il mio mini-documentario. Spero che possa servire a chiarire le idee a tutti quegli aspiranti scrittori che non sono al corrente della situazione editoriale italiana. Solo facendo informazione si può ridurre il numero delle persone che vedono i loro sogni infranti e a caro prezzo. A presto!

    Luca

    • Chiara says:

      Luca dice bene, come al solito! Speriamo che con questo video e altre piccole iniziative si possa un giorno vedere diminuito il numero delle persone che pagano per realizzare il proprio sogno.
      Ah, dimenticavo: i vostri sogni non hanno prezzo, ed è una bella cosa da dire… in realtà tutto ha un prezzo: è la vita che gira così, è inevitabile. Almeno, però, non svendete voi stessi e i vostri sogni, e credete in voi stessi, o avrete già perso prima di tentare.

  9. Marcello says:

    Ciao Chiara,
    apprezzo molto il tuo blog, condivido molte delle tue posizioni riguardo la scrittura e l’editoria. Sono uno scrittore esordiente in cerca di Editore, ho raggiunto il tuo sito attraverso il portale “scrittori emergenti”. Ho anch’io un blog su wordpress e ho pensato di aggiungerti tra i miei link. Buon lavoro!
    Marcello

  10. Chiara says:

    Ciao Marcello,
    sono contenta che apprezzi il mio sito, e ti ringrazio tantissimo di averlo inserito tra i siti amici del tuo blog. Se vuoi, visto che sei un collega esordiente e per di più in cerca di editore, scrivimi una mail: magari potremo scambiarci opinioni e informazioni su molte cose. Inoltre mi piacerebbe sapere qual è il tuo blog, per farci un salto. 🙂
    Spero che mi scriverai. Questo è il mio indirizzo:
    chiaravitetta1985@gmail.com
    Torna a trovarmi presto, eh! 😉

  11. Rox says:

    Io penso che coloro che si buttano nell’editoria a pagamento siano propri quelli che non sentono di farcela da soli oppure,come dice Mr. Bungle, vogliono solo il loro nome stampato in bella evidenza in copertina. A me vengono in mente i nomi di gente famosa in altri campi(sport, cinema, musica) ma improponibile come scrittori.
    Complimenti a Luca 78 per il suo video che avevo già visto nel suo sito e a Matteo per il coraggio e la dignità nel rifiutare contratti di editoria a pagamento!
    Un caro saluto a Chiara.
    Ciao a tutti Rox

  12. Chiara says:

    Sì Rox, è vero, anche secondo me chi si butta nell’editoria a pagamento non crede in sé stesso. In più, magari, non vuole faticare, vorrebbe la pappa pronta… Molti dei problemi di quest’epoca, secondo me, dipendono proprio dal rifiuto per la fatica.

  13. Luca78 says:

    Chiara ha ragione. Perchè si desidera pubblicare un libro? Nel 90% dei casi lo si fa per diventare famosi, per manie di protagonismo. Peggio ancora, lo si vuole fare in brevissimo tempo e scavalcando il percorso difficile e duro che ogni VERO scrittore percorre nella sua carriera. Non si vuole partire dal basso, si pensa subito alla fama e ai soldi…che tristezza. Sono queste cose a far diffondere così tanto l’editoria a pagamento. Si paga per arrivare subito al traguardo, questa è il pensiero assurdo di tante persone. Poi si lamentano del trattamento ricevuto e della stroncatura dei loro libri… Poi queste persone, non paghe della fregatura presa, quasi sempre corrono a cercarsi un altro editore che gli spilla un sacco di soldi.

  14. Nella mia piccola esperienza di pubblicazione (ancora in corso) mi sono imbattuto in quattro case editrici truffa. La peggiore di tutte ha avuto il coraggio di chiedermi 4.600€, un’altra chiedeva 3.600€ e così via, senza neanche specificare se e quante copie sarebbero state “mie”. Inutile dire che ho rifiutato seduta stante. L’unica onesta voleva che acquistassi 100 copie dell’opera, copie che avrei poi potuto rivendere e qui il discorso poteva anche reggere, ma ho deciso di aspettare. Oggi sono in attesa di una pubblicazione senza richiesta di contributo e sembra che tutto stia andando bene, anche se i tempi sono molto lunghi. Invito anch’io tutti gli esordienti (come me) a stare alla larga da questi truffatori travestiti da case editrici.

  15. Chiara says:

    Questa è la prova che si può pubblicare senza contributo e che se si persevera si arriva! 🙂 Bravo Daniele, ti auguro tanto successo.

  16. Ilenia says:

    Ciao Chiara! Sono alle prime armi e vorrei pubblicare il mio manoscritto inedito, è un saggio. Potresti dirmi quali sono le case editrici senza richiesta di contributo da parte dell’autore a cui potrei rivolgermi? Grazie mille!!

  17. Ciao Ilenia,
    qui troverai una lista di editori che non chiedono contributo:
    http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=&tipo_pubblicazione=&provincia=TUTTE&inediti=1&contributo=0&NOME_TABELLA=CaseEditrici&submit=Avvia+la+ricerca
    In più puoi tenere in considerazione Leone Editore e Sogno Edizioni.
    Buona fortuna! 🙂

  18. Ilenia says:

    Grazie mille!!

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