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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Buick 8

Posted by Chiara Vitetta - luglio 19th, 2009

buick8“Pensava che io avessi una responsabilità, che quello che stavamo dicendo là fuori non fosse un dono ma un debito che veniva ripagato, e questo mi rendeva ancora più furioso. E quello che mi mandava su tutte le furie più di ogni altra cosa era il fatto che aveva ragione. Avevo voglia di dargli una manata sul mento e sbatterlo giù dalla panca. Credeva di avere un diritto, e io avrei voluto fargliela pagare. In questo senso, suppongo, ciò che proviamo per i giovani non cambia mai molto. Quando non possiamo più compatirli, quando rifiutano la nostra pietà (non indignati bensì spazientiti), proviamo pietà per noi stessi. Vogliamo sapere dove sono andati i nostri affabili piccoletti, i nostri cucciolotti. Non gli abbiamo pagato le lezioni di piano e insegnato come si tirano le palle a effetto? Come osano guardarci negli occhi e fare le loro domande stupide e avventate? Come osano trarre conclusioni? Come osano volere più di quanto noi siamo disposti a dare?”.

“Pensai di dirgli che non sapevo nulla delle ragioni, ma soltanto delle catene… di come si formano, anello dopo anello, dal nulla; di come si intrecciano nel mondo. A volte puoi afferrare una catena e tirarti fuori da un luogo oscuro. Ma il più delle volte, credo, finisci per fartene avvolgere. Se hai fortuna, rimani semplicemente imprigionato. In caso contrario, ti strangolano”.

“Mi scrutò in volto per diversi secondi. In quel mentre l’interesse e la vivace curiosità abbandonarono la sua espressione, e ridiventò ancora una volta il ragazzo che avevo visto così spesso da quando avevo cominciato a venire alla stazione, quello che avevo visto con più chiarezza il giorno che era stato accettato alla Pitt. Il ragazzo seduto sulla panca dei fumatori con il volto rigato di lacrime, desideroso di sapere quello che ogni ragazzo vuole sapere quando qualcuno che ama viene fatto improvvisamente uscire di scena: perché succede, perché è successo a me, c’è una ragione o è tutto soltanto una folle roulette? E se c’è un senso, che cosa me ne faccio? E se non c’è, come lo sopporto?”.

“Non mi sono mai sposato, e quello che so sulla paternità lo si potrebbe trascrivere sulla capocchia di uno spillo lasciando anche lo spazio per il Padrenostro”.

(Stephen King)
(da: “Buick 8″)

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Dello stesso autore:

The Dome (recensione)
Ossessione (breve recensione ed estratti)
La metà oscura (recensione ed estratti)
Incubo (estratto da: “Mucchio d’ossa”)
La casa del buio (estratti)
Gli orrori del nucleare (estratti da: “Tommyknockers – Le creature del buio”)
– Fantasmi (estratto da: “La sfera del buio”)
A volte ritornano (recensione ed estratti)

8 Responses to “Buick 8”

  1. Matteo Says:

    Mi fa sempre un immenso piacere trovare qualcuno che ami il Re come lo amo io. King è il mio autore preferito, lo scrittore a cui devo di più per quanto riguarda il mio stile e la mia identità letteraria, però devo ammettere che negli ultimi anni anche il nostro caro amato Stephen non ci ha azzeccato sempre. Anzi..
    Chiara, secondo me Buick 8 è uno dei romanzi di King meno riusciti (anche se si tratta soltanto del mio parere), uno di quelli che mi ha lasciato di meno e che ho letto con più fatica. Non lo so, ha un qualcosa di incompiuto, come una strana debolezza nella trama e nello sviluppo della storia…
    Però il Re è sempre il Re…

  2. Chiara Says:

    Ciao Matteo. A me Buick 8 è piaciuto molto. Anche se è inferiore a molti altri libri di S.King, l’ho apprezzato tantissimo. Forse, più che negli altri libri, qui si è concentrato sulla psicologia dei personaggi, più che sulla storia. Scritto magistralmente, pieno di frasi splendide, mi è piaciuto anche per la poca prevedibilità (anzi, direi nulla) degli eventi che si verificano nella storia. Beh, sono gusti! 🙂
    Uno che non mi è piaciuto di S. King, invece, è “Cell”.

  3. Matteo Says:

    Ciao Chiara. Cell in effetti non è piaciuto nemmeno a me, anche se nesce da un’idea che poteva rivelarsi buona davvero. Purtroppo non da spessore ai personaggi e il finale è piuttosto deludente e misero. Tra le ultime opere Blaze (anche se è in realtà vecchio) non è una cattiva lettura, anche se molto grezzo nello stile. La soria di Lisey è a mio avviso magnifico, anche se non sembra scritto da King (e sull’esistenza di ghostwriter nella vita recente del Re non dico nulla)… Duma Key è stato grandioso e quasi al livello del King degli anni 80 e 90. Colorado Kid e l’acchiappasogni sono stati purtroppo anch’essi un poco deludenti… speriamo bene per il prossimo “Under the Dome”!

    Ti invito a legger eil mio nuovo racconto alla pagina: http://www.matteozapparelli.altervista.org/libri-dellautore/come-un-padre-racconto-ebook

    Ciao ciao!

  4. Chiara Says:

    Su “Cell” concordo in pieno. “Blaze” mi è piaciuto, anche se è un libro da Bachman più che da S.King. “La storia di Lisey” è davvero un ottimo libro, però qualcosa non mi ha convinta, non so, emozionalmente mi ha lasciato l’amaro in bocca. “Colorado Kid” non sembra neanche di Stephan King, e non mi è piaciuto granché, mentre “L’acchiappasogni mi è piaciuto molto. “Duma Key”…l’ho adorato! Bellissimo, davvero. Una delle sue opere migliori tra quelle degli ultimi anni, anche se nel finale perdeva un po’. Certo i libri scritti negli anni ottanta e novanta sono quelli migliori, almeno per i miei gusti.
    Tra le mie prossime letture c’è “Al crepuscolo”… ti farò sapere! 🙂 Tu l’hai letto?

  5. Matteo Says:

    Ciao Chiara, sì ho acquistato “Al Crepuscolo” non appena è uscito, come tutti i libri del Re (me ne mancano soltanto alcuni che si possono contare sulla punta delle dita di una mano…)
    L’ultima raccolta di racconti di King però è stata per me una grossa delusione, ma ti consiglio comunque di leggerla per fartene un’idea. Anche Tutto è fatidico non mi era piaciuto da morire, ma era meglio di Al Crepuscolo…

  6. Chiara Says:

    Detto, fatto! Ho letto “Al crepuscolo” questo week end, e in effetti è stato un po’ deludente. Beh, comunque è sempre S.King, il livello è molto alto.

  7. Tiziana Says:

    Al Crepuscolo brutto? Ma no, dai, ragazzi… ci sono dei racconti che mi hanno letteralmente riportata al King degli anni ottanta, l’ho divorato in mezza giornata.
    Appoggio l’apprezzamento per Duma Key, meno per L’acchiappasogni.
    Colorado Kid è stranissimo, ma dire che non mi è piaciuto sarebbe mentire.
    A me Cell non è dispiaciuto, ma chiaramente i livelli di un tempo sono lontani. Per dirla tutta, un altro It nella vita del Re non credo ci sarà. La stanchezza si avverte, in alcuni tratti si trascina. Poi ha i suoi guizzi. Duma Key è uno di questi. Ciao!

  8. Chiara Says:

    Ciao Tiziana,
    lungi da me dire che “Al crepuscolo” è brutto! 🙂
    Parliamo sempre di livelli molto alti, per cui sai, l’aspettativa… e naturalmente, i gusti. Preso da solo è un ottimo libro, paragonato agli altri, lo giudico meno buono. Comunque mi è piaciuto molto “Cyclette” e anche “N.” in questa raccolta. E a te? 🙂

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