Colla

collaSalvo rare eccezioni, pubblico sempre estratti di libri che mi sono piaciuti. Colla, di Irvine Welsh, rientra proprio tra le eccezioni. Welsh è un autore che non amo e che credo non amerò mai. Esprime qualcosa che io non provo, descrive una vita che non mi piace, racconta scelte che non condivido. Nonostante questo, in tutti i libri (beh, quasi in tutti!) trovo qualcosa di buono. Se quello che l’autore voleva esprime in Colla è la difficoltà di muoversi nel mondo e di gestire la vita per alcune generazioni, il messaggio mi è arrivato. Ho molto apprezzato, poi, la struttura del romanzo.

La vita di quattro persone viene narrata in quattro blocchi, quattro decenni durante i quasi l’autore ci fa vedere come questi personaggi crescono, mutano, arrancano e tentano di vivere alla meno peggio. Quattro ragazzi “incollati” per quarant’anni da un affetto strano, da rapporti a volte quasi malati, sporcati da scorrettezze travestite da amicizia. Restano comunque insieme, mantengono i rapporti per quarant’anni e quando si raggiungono le ultime pagine, viene da pensare che si frequenteranno ancora a nostra insaputa. Un libri interessante, anche se non adatto a me. Nota positiva, poi, la capacità di Welsh di raccontare con realismo e crudezza un certo tipo di vita.

Non mi sento di consigliarlo né di sconsigliarlo: dipende molto dai gusti personali. Vi lascio con due citazioni e vi auguro buona lettura, che sia di Welsh o di chiunque altro il libro sul vostro comodino.

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“Ho continuato a ripetermi che questo era solo un giorno in più e la notte sarebbe stata solo una notte in più, in una danza lunga e oscura di giorni e notti, che si allungava fin dentro all’ignoto, molto più in là di dove l’occhio può vedere. La mia vita continuerà, mi sono detto, e forse anche un bel po’. Al contrario che essere un pensiero consolante, il terrore di questo quasi ha stritolato quel poco che mi restava dentro. Forse sarebbe anche continuata, ma migliorata no di sicuro. Tu non lo sai che ancora è la speranza finché non capisci che se n’è proprio andata. Sei sventrato, sbudellato e ti sembra di non essere più di questo mondo. Come se non hai più una massa che ti tiene appoggiato alla terra. La realtà si disintegra, la tua visione diventa una panoramica spampanata, seguita da una concentrazione atroce su quello che è estremo e materiale. Ti attaccheresti a qualunque roba, per stupida che sia, che sembra ti dà una risposta: cercando a tutti i costi di trovare dentro del significato”.

“Se sei su di morale, o sei giù, ricorda che nessuna cosa bella o brutta dura in eterno, e oggi è l’inizio del resto della tua vita”.

(Irvine Welsh)
(da: “Colla”)

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