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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Funny games

Posted by Chiara Vitetta - agosto 9th, 2009

funny gamesBuongiorno naviganti,

mi è capitato di avere qualche ora da buttare (anche se credevo di “investirla”) e l’ho fatto guardando Funny games. Quasi due ore buttate via, sul serio. Il film è un remake “shot for shot” (scena per scena), vale a dire che il furbo regista che ha girato il primo Funny games nel 1997 ha avuto la fastidiosa pensata di girare il film allo stesso modo, scena per scena, solo con attori diversi. Siamo alle solite: si gira un film in un paese poco famoso per il cinema (nel caso specifico, l’Austria) e non cogliendone i frutti si pensa di rigirarlo in America, con un cast migliore e pubblicità di sensazione.

La tattica pubblicitaria di richiamare un film molto famoso come Arancia meccanica, di Stanley Kubrick, funziona. Purtroppo basta ingaggiare una sempre eccellente attrice come Naomi Watts, un ottimo Tim Roth e un altrettanto bravo Michael Pitt, fare una massiccia pubblicità sulla violenza presente nel film, e il gioco è fatto. Successo assicurato per un film che vi Sconsiglio caldamente.

Per chi ama i thriller e la sensazione di angoscia che certe situazioni inevitabilmente suscitano nello spettatore, forse questo film può avere qualcosa di buono, ma disgusta per l’assenza di un qualunque tipo di messaggio utile.

Per intenderci, stiamo parlando di un film che racconta (e in modo molto poco realistico per molti versi) il sequestro di una famiglia composta da tre persone da parte di due ragazzotti chiaramente molto disturbati. Insomma, lo psicopatico di buona famiglia e dalla faccia pulita vorrebbe forse essere una brutta ironia fatta dal regista (Michael Haneke) nei confronti del cinema violento e dello stupro dello spettatore. Tutto questo, se volete dare retta alle critiche e alle spiegazioni del film a posteriori. Insomma, si può dire qualsiasi cosa sul significato di un film, purché sia davvero percepibile dallo spettatore e non rimanga solo un parere buttato lì da chi vuole vendere la pellicola e fare soldi in modo intellettualmente poco onesto.

Tirando le somme: regia pessima, caratterizzata da brutte inquadrature e pessimi tempi, storia già vista e mal proposta, ricca di situazioni poco realistiche e inutilmente angoscianti, scene non comprensibili che fanno storcere il naso. Solo gli attori si salvano, ma come cerco sempre di sottolineare, non basta il cast a fare un buon film.

Se volete un consiglio, guardate un bel film, qualcosa come una pellicola di Chaplin o di Almodovar.

Quello che posso consigliare, in linea generale, è di non farsi ingannare dalla pubblicità, di non cadere nella trappola del buon cast scegliendo un film in base a quanti soldi sono stati spesi per pagare gli attori bravi sperando che con le loro capacità sopperiscano alla scarsità del film. Insomma, se una persona non vi colpisce per i contenuti dei suoi discorsi, non vi colpirà allo stesso modo se li esprimerà avendo addosso un vestito più bello e costoso. La confezione non influisce sul contenuto, o almeno così dovrebbe essere. Per me, comunque, è così. In ogni caso, se siete del club “devo vedere con i miei occhi e giudicare da solo”, vi capisco e vi consolo come consolo me stessa dopo aver visto film come Funny games. Mi dico: tutto quello che nella vita non mi piace, mi serve ad apprezzare di più quello che mi piace. I termini di paragone sono essenziali per farci vedere il mondo dalla giusta prospettiva.

Come sempre, qualunque film scegliate di vedere, buona visione! 🙂

2 Responses to “Funny games”

  1. Marcello Says:

    Io, da qualche anno, mi sono dato una regola molto semplice: guardo solo commedie (americane) e altamente certificate. Ogni tanto mi concedo un altro genere, ma soltanto quando attori e regista mi convincono fino in fondo. Una posizione ferma è quella che riguarda il film italiani che non valgono quasi mai il prezzo del biglietto.

  2. Chiara Says:

    Eh sì Marcello, è vero che i film italiani non valgono quasi mai il prezzo del biglietto. A me piace sperimentare e quindi non resisto: guardo film di quasi tutti i generi. 🙂 Qualche regola, però, bisogna darsela.

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