Memorie di una geisha

memorie di una geishaMemorie di una geisha, romanzo di Arthur Golden del 1997 è, appunto, un romanzo. Se ci si distrae solo un momento durante la lettura delle prime pagine del libro, si rischia di cadere nell’errore di credere che la storia sia vera, cosa che è molto lontana dalla verità.

Una Nota del curatore apre il libro, e in due o tre pagine viene spiegato che Sayuri Nitta è esistita davvero e che ha deciso di raccontare la sua straordinaria (nel senso di “fuori dall’ordinario”) vita ad un amico studioso di storia giapponese. Ci dice che Sayuri ha acconsentito a raccontare ogni cosa purché la storia venisse pubblicata dopo la sua morte e quella di tutti i personaggi nominati nel libro. Molto affascinante tutto quello che leggiamo in questa nota, tanto da darci una visione particolare della storia. In realtà anche questa parte è inventata, però non risulta affatto chiaro. Visto che non sono l’unica ad essere incappata in questo errore e visto anche che leggo ogni libro con molta attenzione, presumo che l’errore ci sia, e che un po’ di chiarezza in più avrebbe fatto solo bene. Questo difetto è la prima cosa che mi viene in mente pensando a questo libro, il che non è bello.

Proseguendo con i difetti, c’è da dire che i personaggi sono poco realistici, spesso troppo cattivi o troppo buoni, troppo fortunati o troppo sfortunati; insomma, risultano finti. Mi sono trovata davvero tante volte ad aggrottare la fronte e lottare contro la perplessità. Mi dicevo: “Ma dai, sul serio è andata così? Mah…!”. Tutto questo a maggior ragione se considerate che credevo che la storia fosse vera. Arrivata a fine libro, leggendo i ringraziamenti tutto è stato più chiaro.

Pare che Arthur Golden sia stato aiutato da una geisha nella ricostruzione di molti aspetti del libro, ma che si sia preso anche notevoli libertà nella costruzione del romanzo. La caratterizzazione dei personaggi per me è molto importante in una storia, perciò è un difetto non da poco, ma nonostante questo il libro mi è piaciuto. L’affascinante mondo delle geishe e le diversità del mondo orientale rispetto a quello occidentale hanno reso la lettura piacevole, anche se lenta nella prima metà del libro.

La storia è molto interessante e ricca di avvenimenti, ma spesso poco realistica nell’intreccio degli eventi. Spesso si ha proprio la sensazione che un certo fatto sia accaduto solo perché così serviva allo scrittore, e sopratutto che certe coincidenze nel mondo reale non si verifichino quasi mai. Non così tante tutte in una vita, comunque.

In conclusione ritengo che questo non sia un gran libro, ma un libro buono, sì. Certo è anche uno dei rari casi in cui il film tratto dal romanzo è migliore del libro, e di molto. Un bellissimo film, di cui avrò occasione di parlare, un giorno o l’altro. Nel frattempo non vi consiglio né vi sconsiglio il libro: resto al centro, come faccio davvero di rado. Posso sempre consigliarvi di leggere, però, tutto quello che vi capita tra le mani… Beh, quasi tutto, dai! Magari lasciate perdere Moccia e preferite, ad esempio, il libro di un’esordiente! 😉

Buona lettura!

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Leggi degli estratti da Memorie di una geisha cliccando QUI.

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10 Responses to Memorie di una geisha

  1. Questo libro l’ho letto parecchio tempo fà, e in inglese per giunta quindi forse non ho potuto apprezzare bene il modo di scrivere, però devo dire che non sono d’accordo con tutto. Tranne per il fatto che neanche io avevo capito che era una storia inventata, sono stato ingannato anche io dalla nota del curatore… comunque lo consiglierei, a me è piaciuto molto leggerlo!!

    “Magari lasciate perdere Moccia e preferite, ad esempio, il libro di un’esordiente!”….. ogni riferimento a libri e scrittrici è puramente voluto! 😉

  2. Chiara says:

    Eh eh eh… sì, puramente voluto, dici bene! 🙂

  3. Non ho letto questo libro, ma ne ho sentito parlare bene, non tanto sugli aspetti di verità, menzogna o realisticità dei personaggi, ma per il fatto che ti apre un mondo nuovo, molto lontano dalla nostra cultura. Su Moccia sono d’accordo. Ho storto veramente il naso andando in libreria e… dopo “scusa ma ti chiamo amore” vedere un mega cartellone con foto e piedistallo con scritto “scusa ma ti voglio sposare”. Direi che la sòla è intrinseca nel titolo… Ma forse gli ho già fatto troppa pubblicità. Però mi sento di dire che meglio leggere un libro di Moccia che vedere trasmissioni sceme alla TV. Ciao

  4. federica says:

    Non ho letto il libro, ma ho visto il film tempo fa e, come te, mi è piaciuto molto. Va bhe…io sono stata in parte influenzata dalla cultura giapponese, che da sempre mi ha attratto!
    Per Daniele: sinceramente tra i due, credo sia meglio evitarli entrambi o___O!

  5. Chiara says:

    @ Daniele
    Beh, effettivamente come ho anche scritto nel post, il libro è affascinante per il mondo che svela, però ci sono state molte polemiche dopo la pubblicazione del libro. Non ne ho voluto parlare nel post perché queste cose lasciano il tempo che trovano, ma la geisha da cui Golden ha tratto le informazioni per scrivere il libro l’ha accusato di aver dato un’immagine per molti versi sbagliata della vita delle geishe. Il tutto si è poi concluso con un risarcimento di non so che entità che Golden ha accordato alla donna. Insomma, non so fino a che punto è vero il mondo che viene presentato nel libro. In ogni caso, è un libro piacevole e interessante. Su Moccia… In effetti teoricamente un libro è meglio della pessima tv che ci ritroviamo, tuttavia il problema grosso è che comprando libri scadenti si danneggiano i bravi scrittori sconosciuti. Poi sono dell’idea che come dice Federica sia meglio evitare sia i libri di Moccia che i programmi scemi alla tv. Perché preferire l’uno all’altro? Come disse qualcuno (e non ricordo chi) “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta”. ;-D

  6. Che c’entra, se i libri scadenti fanno successo, come anche la TV spazzarura, non è (in entrambi i casi) certo per merito mio, che cerco di prendere le distanze da tutto ciò che danneggia l’animo anziché elevarlo. E’ che molta molta molta gente non riesce nemmeno a rendersi conto di quanto dannose e demenziali siano alcune trasmissioni. Se poi, dopo la titanica impresa di far ragionare costoro sull’inutilità di stare ore di fronte allo schermo, si riuscisse anche a far scegliere loro libri di qualità… beh tanto di cappello. Ma come riuscirci? Bella domanda. Troppa gente non ha strumenti di comparazione e, non avendo mai conosciuto altro, crede di apprezzare i programmi come vero e “sano” intrattenimento. Dicono: “Beh… se tanto c’è solo questo, mi guardo questo” E non capiscono che potrebbero benissimo prendere in mano un buon libro in grado di farli crescere… Mi fermo altrimenti scriverei 10 pagine sul tema. Ciao

  7. Chiara says:

    Beh, io credo che la soluzione potrebbe essere l’informazione. Con questo sito e con un tot di altri mezzi cerco ogni giorno di informare le persone, di far capire loro che le cose stanno in un certo modo, di aprire le loro menti anche solo un pochino. Mi basta uno spiraglio per entrare, per far capire come funzionano certe cose. Anch’io ho letto libri davvero scadenti nella mia vita, e nei prima anni in cui ero appassionata alla lettura alcune volte li leggevo e poi li apprezzavo ben più di quanto meritassero. Non puoi capire quanto sono scadenti se non hai termine di paragone. Il termine di paragone, spesso, non puoi farlo se nessuno ti informa che esiste altra roba, e che quando non approfondisci in genere fai danni. L’appassionato approfondirà di sua spontanea volontà, senza bisogno di spinte, ma la gente comune… la gente comune ha bisogno di piccoli colpi, di qualcosa che la svegli, di informazioni che siano nell’aria e che si possano respirare e poi assimilare.
    Il discorso è molto vasto, ma concludo dicendo che anche solo far capire alle persone che esiste un’immensa quantità di generi di scrittura e di tipi di libri sarebbe un traguardo. Beh, anche il viaggio più lungo e difficile comincia con un piccolo passo, no? 😉

  8. Sono d’accordo. Del resto, anch’io sul mio sito cerco di fare altrettanto, sia con la poesia (che può piacere o meno ma è pur sempre un’alternativa) sia con i libri che ho letto e sto leggendo. Allora viva l’informazione “sana”. Auguriamoci dunque a vicenda di riuscire nell’intento! Ciao Chiara

  9. Marcello says:

    Non ho letto questo libro, diciamo che non è proprio nelle mie corde; però anche in passato ci sono stato autori – anche di alto livello – che hanno scritto libri facendo credere che fossero opere autentiche, l’escamotage della nota del curatore, in fondo, è lo stesso usato da Manzoni (Alessandro) ne I promessi sposi.
    Per quanto riguarda il discorso che si è sviluppato oltre, invece, vorrei spezzare una lancia in favore della TV, dei libri “commerciali” e dei film “di cassetta”. Io non credo che ci si debba scagliare troppo ‘violentemente’ contro questo tipo di prodotti culturali. Come ha scritto Chiara, una buona informazione può servire, ma, in fondo, bisogna sottolineare carenza strutturali a livello macro relativamente alla formazione culturale dei cittadini italiani.
    In Italia si legge poco, e non è certo colpa della TV, il problema nasce dal peso che nelle azioni dei governi nazionali e locali ha avuto la cultura negli ultimi 50 anni. Bisogna essere “educati” a leggere un certo tipo di letteratura o a guardare un determinato programma televisivo piuttosto che un altro.

  10. Chiara says:

    Sì Marcello, certo l’educazione conta, ma mi fa molta rabbia vedere che la televisione, che è un mezzo eccezionale, venga utilizzata in modo così poco proficuo culturalmente. Con la tv si potrebbe insegnare moltissimo, si può cambiare il mondo attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Riguardo i libri, non ce l’ho con Moccia e altri autori commerciali, e neanche con i lettori, che devono essere appunto educati, però le case editrici??? Un libro non è un prodotto come un altro, è cultura, spesso è specchio dell’epoca in cui viene scritto, è arte e libertà. Un libro è molte cose! Gli editori sono diventati imprenditori qualunque, venditori che hanno solo interesse a vendere un prodotto che il pubblico consumi. La principale casa editrice italiana pubblica roba che dovrebbe anche solo vergognarsi di proporre al pubblico. Cito solo il libro di Pietro Taricone e credo che basti e avanzi… Le colpe sono distribuite su molte teste, come sempre non c’è un unico responsabile, ma certo la tv non aiuta, e neanche Moccia.

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