Memorie di una geisha (2)

memorie di una geisha 2“Fino a che punto gli umani siano civilizzati ce lo dice il fatto che una ragazza possa restare seduta a permettere a un adulto di incerarle i capelli senza protestare e limitandosi soltanto a gemere sottovoce. Se vi venisse in mente di sottoporre un cane ad un simile trattamento, vi morderebbe la mano in modo tale da perforarla da parte a parte”.

“Le speranze sono come gli ornamenti per capelli. Le ragazze vogliono mettersene troppi, ma quando diventano vecchie, anche uno solo le fa sembrare ridicole”.

“Di tanto in tanto il nipote degli Arashino, Juntaro, piangeva per la fame ed era allora che il signor Arashino decideva di vendere un kimono della sua collezione. Era quella che noi giapponesi chiamavamo «l’esistenza-cipolla»: pelare uno strato alla volta e continuare a piangere per tutto il tempo”.

“Le avversità possono essere superate solo immaginando come sarebbe il mondo se i nostri sogni finalmente si avverassero”.

(da: “Memorie di una geisha”, di Arthur Golden)

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