Narciso e Boccadoro

narciso e boccadoroHo letto Narciso e Boccadoro per la prima volta circa otto ani fa (a 16 anni) e mi è piaciuto tantissimo. L’ho riletto nei giorni scorsi, e mi è soltanto piaciuto. Questo dimostra come nel tempo, dopo i cambiamenti che avvengono in noi per la vita che viviamo e gli eventi che ci cascano addosso, il nostro giudizio sui libri cambi. Ci sono dei punti fermi anche in questo: i gusti su certe cose restano immutati, ma molti aspetti di un libro ci appaiono diversi e li comprendiamo in più modi in base al momento in cui leggiamo. Sono consapevole che il mio modo di giudicare un libro è cambiato molto anche per quanto riguarda l’aspetto tecnico. Noto molte cose e sono terribilmente esigente, sempre di più con il tempo che passa.

Narciso e Boccadoro è comunque un buon libro, anzi, anche qualcosa di più. Racconta la storia di due amici, Narciso e Boccadoro appunto. Mentre uno è un pensatore e un asceta e condurrà la sua vita in convento tra penitenze e meditazione, l’altro è un artista, intagliatore e disegnatore, ma sopra ogni cosa è bramoso di vita, di esperienze d’amore e di vita vagabonda. Tra Narciso e Boccadoro l’amicizia nasce nell’adolescenza e dura tutta la vita, e mentre Narciso aiuterà Boccadoro a trovare la sua strada, così Boccadoro porterà amore nella vita arida di sentimenti dell”amico.

Un libro colmo di interrogativi e dilemmi sulla vita e l’equilibrio, sull’essenza umana e su quella divina, un libro bello e di qualità, decisamente da leggere. Vi lascio consigliandovelo e offrendovene un assaggio.

Buona lettura!

“Lascia che te lo dica oggi quanto ti voglio bene, quanto tu sei stato sempre per me , come hai arricchito la mia vita. Per te non avrà molta importanza. Tu sei abituato all’amore, esso non è nulla di strano per te, sei stato amato e viziato da tante donne. Per e è un’altra cosa. La mia vita è stata povera d’amore, mi è mancato il meglio. Il nostro abate Daniele mi diceva un giorno ch’io gli sembravo orgoglioso: forse aveva ragione. Io non sono ingiusto verso gli uomini, mi sforzo di essere giusto e paziente con loro, ma non li ho mai amati. Di due eruditi che ci siano nel convento, il più erudito mi è più caro; a un debole scienziato non ho mai potuto voler bene, passando sopra alla sua debolezza. Se tuttavia so che cos’è l’amore, è per merito tuo. Te ho potuto amare, te solo fra gli uomini. Tu non puoi misurare ciò che significhi. Significa la sorgente in un deserto, l’albero fiorito in un terreno selvaggio. A te solo debbo che il mio cuore non sia inaridito, che sia rimasto in me un punto accessibile alla grazia”.

(Hermann Hesse)
(da: “Narciso e Boccadoro”)

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Dello stesso autore:

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Leggermente come le gondole (poesia)
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Senza di te (poesia illustrata da Federica Faggiano)
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