I 10 diritti del lettore

come un romanzo“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo. Esiste tutto un rituale della lettura. Leggere concede una tregua all’esistenza. La lettura è un regalo, è gratuita, deve perciò nascere dal piacere stesso del leggere e non può essere imposta.

La lettura è anche una necessità e un atto di resistenza contro ogni contingenza della vita. È un atto di condivisione selettiva e differita, crea un’intimità paradossale tra due solitudini, quella del lettore e quella dell’autore. A leggere, si impara leggendo. Il tempo per leggere si trova rubandolo.

La lettura è un modo di essere. Essere lettore è una gioia in sé e perciò i lettori hanno tutti i diritti”.

I 10 DIRITTI DEL LETTORE:

1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE

(…) la maggior parte dei lettori si concede quotidianamente il diritto di non leggere. (…) tra un buon libro e un brutto telefilm, il secondo ha, più spesso di quanto vorremmo confessare, la meglio sul primo. Inoltre, non leggiamo sempre. I nostri periodi di lettura si alternano sovente a lunghi digiuni (…)

2. IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE

Ho saltato delle pagine (…). E tutti i ragazzini dovrebbero fare altrettanto. In questo modo potrebbero buttarsi prestissimo su tutte le meraviglie ritenute inaccessibili per la loro età. (…) Un grave pericolo li minaccia se non decidono da soli quel che è alla loro portata saltando le pagine che vogliono: altri lo faranno al posto loro.

3. IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO

Ci sono mille ragioni per abbandonare un romanzo prima della fine: la sensazione del già letto, una storia che non ci prende, il nostro totale dissenso rispetto alle tesi dell’autore, uno stile che ci fa venire la pelle d’oca (…) Inutile enumerare le 995 altre ragioni, fra le quali si debbono tuttavia annoverare la carie dentale, le angherie del capoufficio o un terremoto del cuore che ci paralizza la mente. (…)

4. IL DIRITTO DI RILEGGERE

Rileggere quel che una prima volta ci aveva respinti, rileggere senza saltare nessun passaggio, rileggere da un’altra angolazione, rileggere per verificare (…). Ma rileggiamo soprattutto in modo gratuito, per piacere della ripetizione, la gioia di un nuovo incontro (…)

5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA

(…) ci sono “buoni” e “cattivi” romanzi. Molto spesso sono i secondi che incontriamo per primi sulla nostra strada. E, parola mia, quanto toccò a me, ricordo di averli trovati “belli un casino”. Ma sono stato fortunato: nessuno mi ha preso in giro… Qualcuno ha solo lasciato sul mio passaggio qualche “buon” romanzo guardandosi bene dal proibirmi gli altri.

6. IL DIRITTO AL BOVARISMO

E’ questo, a grandi linee, il “bovarismo”, la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazione: l’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza, l’identificazione che diventa totale (…)

7. IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE

(qui Pennac ci presenta un soldato un po’ particolare, che ama leggere Gogol durante l’esecuzione di un servizio, considerato dai più, poco onorevole: pulire le latrine. Il messaggio, consegnatoci dallo scrittore francese, è che qualunque luogo è buono per chi ami la lettura…. anche un comune gabinetto).

8. IL DIRITTO DI SPIZZICARE

E’ la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso della nostra biblioteca, di aprirlo dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’ istante disponiamo.

9. IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA

L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano. (…)

10. IL DIRITTO DI TACERE

L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. (…)
(…) le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere.

(Daniel Pennac)
(da: “Come un romanzo”)

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Dallo stesso libro:

Il tempo per leggere
I buoni e i cattivi romanzi

Ispirati da I 10 diritti del lettore di Daniel Pennac: I 10 diritti dello scrittore

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4 Responses to I 10 diritti del lettore

  1. andrea says:

    Direi che quelli che sento più “miei” sono il sacrosanto diritto a saltare le pagine (mi dispiace per qualche autore (Tolkien e Rowling per citarne due) ed il diritto di leggere ovunque… sopratutto nel “pensatoio” dove ogni tanto ci si ritira per, uhm, riflettere e leggere, senza voler mancare di rispetto alla bellezza dell’opera e alla bravura dell’autore.

  2. Marcello says:

    Mi paiono tutte cose molto sensate.

  3. Eh Andrea, lo so lo so… Spero non salterai mai le pagine dei miei libri! 😉 Sul luogo di lettura, concordo in pieno: ogni luogo è buono!
    Il saltare le pagine e non finire un libro in effetti è un sacrosanto diritto del lettore, però è così triste! Non ce la posso fare a godere di tutti questi diritti. Comunque ha ragione Marcello, sono tutte cose molto sensate.

  4. Roberta says:

    aggiungerei anche un undicesimo diritto: Il diritto di porsi delle domande. Ogni lettore infatti, leggendo un libro, si interroga…che poi solo il silenzio della sua mente lo ascolti, beh questo è un altro paio di maniche!!!;-D Leggere è un vero miracolo. Leggere somiglia a star distesi su un prato di spighe e cercare di decifrare le forme delle nuvole. Buona lettura a tutti, qualunque essa sia!!!!;-D

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