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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

The Dome

Posted by Chiara Vitetta - dicembre 14th, 2009

The domeBuongiorno uomini e donne della rete,
oggi voglio parlarvi dell’ultimo libro di Stephen King, pubblicato in Italia nell’ottobre di quest’anno, quindi davvero recente.

Io non rientro nella tipologia dei lettori impazienti, quindi non avevo fretta di leggerlo, ma mi è capitato di averlo tra le mani poco dopo la sua uscita. Naturalmente l’ho divorato. Ho voluto aspettare del tempo prima di scrivere un post per parlarne; un po’ per metabolizzarlo, un po’ perché volevo acquisire maggiore obiettività, cosa più difficile da ottenere nei giorni successivi alla fine della lettura del libro.

S. King è sempre un narratore eccezionale, capace di raccontare, come in questo caso, le vicende di un’intera cittadina senza annoiare, confondere o risultare megalomane. Si vede che c’è molto lavoro dietro questo libro, perché come minimo è ovvio che la storia obblighi a gestire mille cose contemporaneamente.

Quel che accade in The Dome si può riassumere dicendo che all’improvviso e senza apparente motivo una piccola città americana si trova sotto un’invisibile cupola di vetro. Se state pensando al film dei Simpson, cambiate rotta: l’idea di Stephen King è ben più vecchia ed è inoltre strutturata in modo particolare.
Il progetto di questo romanzo è stato abbandonato molti anni fa perché pare che agli occhi dello scrittore l’impresa di gestire una tale trama apparisse titanica. Caspita, lo è. Lo Stephen King di oggi (62 anni) ha certamente più esperienza per gestire questa difficile storia, e lo fa come si deve, non c’è che dire. In questo libro si possono vedere tante cose, ma il punto centrale mi sembra si possa riassumere in una domanda: come si comportano delle persone all’improvviso isolate dal mondo? King toccherà quasi tutti i tasti possibili, darà una spiegazione ad ogni vostro dubbio e probabilmente vi convincerà come ha convinto me.

Certo, non è lo Stephen King degli anni ottanta e novanta, ma smettiamola di pretendere che le persone siano sempre precisamente uguali a se stesse e che quindi anche i prodotti della loro mente mantengano sempre lo stesso identico stile. Si tratta comunque di ottimi libri, ma come per tutte le cose, volendo essere precisi, ognuno sta su un gradino diverso di una scala con molti gradini.

Ho trovato qualche difetto qua e là, come il ritmo un po’ lento nella prima metà del libro e qualche soluzione che mi è sembrata troppo semplice, ma nel complesso mi è piaciuto molto.

Se siete appassionati di Stephen King non c’è un suo libro che vale la pena perdersi, e quindi vi consiglio di procurarvi The Dome; se vi avvicinate per la prima volta ai suoi libri, invece, forse è meglio che cominciate da altri e arriviate a questo per vie diverse. Invece, se avete già letto qualche suo libro e amate il suo stile, leggete anche questa recente fatica.

In ogni caso, gusti a parte, auguro ad ogni aspirante scrittore di svegliarsi una mattina anche solo con la metà del talento del Re del brivido.

Per concludere vi lascio un link con la recensione dello stesso libro scritta da un lettore avido, curioso e appassionato, frequentatore assiduo di questo sito.

http://ilpruppo.wordpress.com/2009/10/27/the-dome/

Buona lettura!

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Dello stesso autore:

Gli orrori del nucleare (estratto da “Tommycnockers – Le creature del buio”)
Ossessione (breve recensione ed estratti)
La metà oscura (recensione ed estratti)
Fantasmi (estratto da: “La sfera del buio”)
Buick 8 (estratti)
La casa del buio (estratti)
Incubo (estratto da: “Mucchio d’ossa”)
A volte ritornano (recensione ed estratti)

One Response to “The Dome”

  1. thedog Says:

    beh, credo di avere letto quasi tutto di stephen king,
    lo ritengo uno dei miei “padri” artisticamente parlando (mamma mia che paroloni)
    negli ultimi anni l’ho un po’ mollato perchè da “Mucchio D’ossa” in poi l’ho trovato eccessivamente prolisso e logorroico.
    non dico di scrivere come Lovecraft, ma preferisco uno stile più asciutto e che tenga il pallino della storia un po’ più sott’occhio, diciamo, perchè di leggere pagine e pagine sulla pesca alla mosca o i ricordi del liceo di un personaggio secondario tende ad annoiarmi.
    poi per carità, sa immergerti in una storia come pochi altri.
    il libro lo leggerò se me lo regaleranno, altrimenti nisba, almeno finchè non esce in edizione economica.

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