Gruppo Albatros

Gruppo Albatros

Buongiorno visitatori,

oggi mi rivolgo agli aspiranti scrittori, agli esordienti e a chiunque scriva a sia in cerca di un editore.

Di sicuro conoscete la casa editrice “Il filo”, di cui io stessa ho parlato qui. A voler essere malpensanti (e forse è il caso di esserlo), direi che tutto il parlare male di questa casa editrice ha spinto chi di dovere a cambiarne il nome, probabilmente per scrollarsi di dosso la brutta (diciamo pure pessima) nominata.

Se leggete un annuncio simile a quello qui sopra e l’editore è Gruppo Albatros, state attenti: è l’editore Il filo solo con un altro nome. Ad onor del vero va detto che questa volta su sito della casa editrice c’è scritto abbastanza chiaramente che i contratti possono essere con contributo, e qui mi ritengo già parzialmente soddisfatta. Quello che continua a non piacermi è questo modo di cercare nuove opere da pubblicare, questa pubblicità che sembra proprio quella di un concorso letterario. Ingannevole, direi.

Comunque, pagare per pubblicare un libro non è reato, né lo è chiedere soldi ad un autore per la realizzazione del libro… posso aggiungere purtroppo?

Il mio consiglio è sempre il solito: non pagate, ma soprattutto informatevi bene prima di firmare qualunque cosa. Internet offre moltissime possibilità, sia per informarsi che per diffondere i propri scritti. Metteteci l’anima, insistete e un giorno non avrete bisogno di mettere mano al portafogli per vedere impresse su carta le emozioni riversate nei vostri libri.

Buona fortuna!

P.S. Aggiornamento del 31-05-2010: cliccate qui per leggere un post che svela molto sulla selezione delle opere letterarie da parte del Gruppo Albatros.

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396 Responses to Gruppo Albatros

  1. A proposito di concorsi letterari mascherati o maschere di concorsi letterari. Che ne pensate del concorso letterario che ha indetto la Giulio Perrone? http://giulioperroneditore.it/node/39 Al momento, a quanto pare, è l’unico modo per poter inviare manoscritti alla casa editrice. Qualcuno ha avuto esperienza con questo editore? E tu, Chiara, la conosci? Ciao

    • simone lino says:

      Ciao a tutti, ho trovato questo link in un altro blog in cui si parlava del gruppo albatros, in cui ha partecipato anche Chiara, ma mi sembra più giusto proseguire qui la discussione (visto che la discussione su quel blog è nata dal link a questo).
      Secondo me è sbagliato parlare di concorsi mascherati per il gruppo albatros, perché a mio avviso non è così.

      Premetto che ho già partecipato alle selezioni del gruppo albatros e, per informarmi, ho conosciuto, in una serata di presentazione nella loro libreria di Roma, due loro autori che mi hanno parlato molto bene della casa editrice. Per questo mi sono stupito quando ho letto la testimonianza così agguerrita di Chiara.

      Credo che ogni autore dovrebbe parlare soprattutto della propria esperienza di pubblicazione, non di quelle di altri, perché soltanto così si possono aiutare altri autori a scegliere sulla base di informazioni certe.

      Ho visitato uno dei siti più credibili del settore (forse l’unico) “Il Rifugio degli esordienti” e Il filo è quello che, sulla base delle testimonianze dirette degli autori, ha in assoluto più autori soddisfatti.
      Va precisato che Il Rifugio, per evitare che qualcuno parli di argomenti che non conosce, permette di giudicare una casa editrice soltanto da coloro che hanno avuto un’esperienza di pubblicazione con la stessa (che è il metodo che reputo più serio e attendibile). Le faccine gialle indicano gli autori soddisfatti, quelle rosse gli insoddisfatti. Il filo ha 15 autori soddisfatti contro 1 insoddisfatto!!! Nemmeno grandi editori come fazi o altri possono contare su questo risultato…
      Ecco il link: http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=il+filo&tipo_pubblicazione=&provincia=TUTTE&inediti=TUTTI&contributo=TUTTI&NOME_TABELLA=CaseEditrici&submit=Avvia+la+ricerca

      Va detto anche che, nello stesso sito, nella pagina de il filo, è indicato che i contratti possono essere con contributo, quindi non mi sembra che lo nascondessero così tanto, mentre nella pagina delle edizioni del poggio (l’editore di chiara) è indicato che sono tutti gratuiti, ma come sappiamo non è affatto così.
      Contemporaneamente, chiara dice che tutti i contratti de il filo sono a pagamento quando nel sito dell’editore è specificato che non è così e in rete ci sono altre testimonianze che confermano.

      Circa gli annunci poco chiari, nel sito del gruppo albatros è specificato perfettamente (e in ogni annuncio è riportato il loro sito), quindi non capisco la polemica. Addirittura nella pubblicità in tv che fanno indicano solo il loro sito senza fornire altre indicazioni, se lo volessero nascondere non lo diffonderebbero a milioni di persone!!!… A me sembra normale che negli spazi più piccoli dei giornali non si possano inserire le domande frequenti….
      Inoltre, come scrive paolo, nel loro sito specificano chiaramente che non si tratta di un concorso, come si può dire che sono ingannevoli perchè vogliono far passare la loro selezione per un concorso???

      Poi secondo me è del tutto fuorviante , far credere che il filo abbia creato un gruppo per chissà quale motivo, perché nel loro sito è specificato perfettamente. Non in una parte nascosta, ma nel chi siamo del loro sito ufficiale (che tra l’altro è il filo on line)!!!
      In questa pagina si precisa chiaramente che il nuovo gruppo è l’evoluzione della casa editrice Il Filo!!!
      ecco il link: http://www.ilfiloonline.it/?page_id=3
      Dire che l’hanno fatto perchè se ne parla male mi sembra davvero esagerato. Su internet, del resto, si parla male di tutto, provate a mettere, mac donald’s, coca cola, mercedes, e tutti i marchi più famosi, o qualsiasi banca, sono tutti ladri o assassini (io non capisco questo vedere sempre complotti ovunque)…

      Naturalmente non voglio polemizzare, ma solo provare a fare un po’ di chiarezza, perchè messa come la mette chiara sembra tutto scontato e non è così. Se dei proprietari del gruppo albatros non mi frega nulla, penso sempre che degli scrittori emergenti come noi, che magari stanno promuovendo ora i loro testi come i ragazzi che ho conosciuto a Roma, possono essere danneggiati da chi dice che pubblicare con questo editore non vale nulla.

      Un saluto a tutti, alla prossima!!!

      • Ciao Simone,
        ti rimando ad un post in cui spiego la mia posizione e le mie ragioni.
        http://www.chiaravitetta.it/2010/01/08/qualche-chiarimento/

      • Paolo says:

        Ciao Chiara,
        ho visitato il link sopraindicato, in cui pubblichi la tua risposta. Ti rispondo qui, per non disperdere troppo i miei commenti.
        Ti ringrazio inanzitutto per avermi citato e sono contento che tu abbia trovato utili le mie precisazioni tecniche.
        Premetto anche che mi sei molto simpatica, sicuramente credi in quello che fai, ma continuo a non essere d’accordo con te e a trovare incoerente questa polemica.

        Tu precisi, quindi mi sento in dovere di precisare anch’io.
        La storia dell’annuncio che hai scannerizzato mi sembra poco condivisibile.
        Io ho visto la pubblicità in tv, e come me milioni di italiani. Dicono chiaramente: per tutte le informazioni visita http://www.gruppoalbatros.it e li è riportato tutto, nel dettaglio.
        Anche io, come Simone, credo che nei quotidiani ci siano evidenti problemi di spazio. Ma che dovrebbero fare secondo te, comprare una pagina di giornale per pubblicare le faq anche lì?

        Se richiedi questa precisione, perché allora tu non sei altrettanto precisa quando ricostruisci i fatti?
        Perché non dici che Il Gruppo Albatros ha vinto numerosi premi letterari, alcuni davvero molto prestigiosi? http://www.ilfiloonline.it/?page_id=71
        Perché non dici che i loro autori sono stati recensiti o intervistati in tutti i tg nazionali? http://www.ilfiloonline.it/?page_id=93
        Perché non dici che alcuni libri di autori emergenti da loro pubblicati riportano prefatori come Andrea Camilleri, Carlo Verdone, Maurizio Costanzo, Vittorio Sgarbi, Ennio Morricone e tanti altri (sono tutti omonimi???) http://www.ilfiloonline.it/?p=103

        Queste cose sono documentate, basta visitare il loro sito, se tu non le citi nemmeno, quando crei i tuoi post, come puoi pensare di dare una visione obiettiva della casa editrice di cui parli.

        Poi un’ultima cosa e chiudo.

        Tu mi scrivi che dovrei cambiare idea su di loro perchè hanno pubblicizzato l’opera di un autore emergente che si chiama Fabio Fazio e sei certa che lo abbiano fatto per speculare sull’omonimia.

        Ti spiego la mia posizione.
        La casa editrice in questione, pubblica nella home page del proprio sito la scheda di opere da loro pubblicate di autori come: Luciano De Crescenzo, Alberto Bevilacqua, Alda Merini, Stefano Zecchi, Andrea G. Pinketts ecc. addirittura un inedito mondiale di Pessoa (che io adoro)! tutti con foto degli autori; io stesso ho acquistato in libreria il loro ultimo libro della Merini (che tra l’altro era il loro presidente onorario), non mi puoi voler far credere che hanno pubblicizzato un libro di un loro autore che si chiama Fabio Fazio solo per giocare sull’omonimia. Non hanno certo bisono di nomi!
        Non riesco a credere che tu pensi davvero questo…

        Ti ripeto, non condivido la tua posizione, tuttavia ti auguro i migliori successi per la tua carriera di scrittrice.
        Però un po’ Simone ha ragione, se puoi rispetta anche gli scrittori che come te stanno lavorando alla diffusione del loro progetto, solo che con un altro editore (tra qualche mese spero di essere anch’io uno di questi!)
        Non te la puoi cavare dicendo che quando pubblichi i post sei obiettiva e nelle risposte no, perchè questo atteggiamento non è del tutto rispettoso di chi passa tempo qui a leggere le tue opinioni. E’ comunque significativo e corretto che tu lo ammetta…

        buonanotte a tutti, si è fatto tardi!

      • Ciao Paolo,
        il riferimento a “Fabio Fazio” era non tanto per l’omonimia, quanto per la sua esperienza. Hai letto che non è contento dell’editore con cui ha pubblicato? E che addirittura consiglia ai colleghi di pubblicare da soli? Beh, lui ha pubblicato con “Il Filo”! E hai letto questo commento?
        http://www.chiaravitetta.it/2009/03/03/edizioni-il-filo/#comment-469
        Anche lei ha pubblicato con “Il Filo” e dice di aver dovuto fare tutto da sola. tant’è che per il suo secondo libro si è rivolta ad altri.
        Neanche questo conta? Dove sono finite tutte le presentazioni e la promozione di cui tanto si parla?
        Detto ciò, onestamente, io non so perché tanta gente famosa del campo (Luciano de Crescndo e la Meirni finché era in vita, ad esempio) gli sia stata dietro e continui a farlo, potrebbe essere solo una questione di soldi! E i concorsi? Mai detto che alcuni loro libri non siano di qualità! Ne ho letto solo uno e anche se non mi è piaciuto, era meritevole di pubblicazione, a mio parere. Sulla qualità delle opere non mi permetto di dire niente: pagare non significa non essere capaci. Perché non dico tutto questo? Perché per come la vedo io non è importante. Per chi la pensa come me, basta la parte negativa a soppiantare tutto, per chi la pensa come te, basta quella positiva.

        Per me il messaggio pubblicitario della casa editrice “Il Filo” resta poco chiaro visto che tra le molte cose scritte (e non parliamo di mancanza di spazio, perché si potrebbe omettere qualcosa di davvero non necessario come la lunghezza delle opere da poroporre).
        Infine, non ho esattamente detto che nei post sono obiettiva e nei commenti no, ma solo che a volte, nei commenti, vengo travolta dalla foga del discorso. Il che, comunque, di rado mi fa dire fesserie.

      • Antonio says:

        Sono anch’io un esordiente. Ho inviato, per cominciare, la sinossi del mio romanzo al gruppo albatros, pensando che se fossero stati interessati mi avrebbero chiesto tutto il testo. Dopo appena una ventina di giorni ho già ricevuto il contratto (senza inviargli il romanzo) dove mi dicono che sono rimasti “molto impressionati dalla mia opera”. Dovrei comprare appena 220 copie del libro, per un totale di 3278 euro. Naturalmente con quei soldi mi farò una bella vacanza e il mio libro lo pubblicherò, nella peggiore delle ipotesi, in quei siti on line, dove non si paga (quasi) nulla e che stampano un libro alla volta.

      • Sono veramente sfacciati!
        Tieni duro Antonio, ti assicuro che gli editori seri esistono. Se credi che possa aiutarti in qualche modo, non esitare a scrivermi.
        In ogni caso, in bocca al lupo!

      • maria grazia tosi says:

        ho pubblicato anche io un romanzo con il gruppo Albatros. Sconsiglio caldamente gli scrittori emergenti a commettere lo stesso sbaglio. Una volta uscito il romanzo e pagata l’ultima rata come da contratto,ti ritrovi con circa 200 copie (cioè quasi tutte) a casa che finisci per regalare..ma del tuo libro in libreria non c’è nemmeno l’ombra. Diverse persone mie conoscenti sono andate nelle più svariate librerie (dalla più piccola alla più grande) in diverse città d’italia (Roma,TOrino,Casale Monferrato,Brescia..) e non solo non l’hanno trovato ma non gli veniva nemmeno ordinato..!! Fa riflettere il fatto che questa casa editrice pubblichi davvero qualunque tipo di manoscritto gli capiti sotto mano… Io ho avuto una recensione su un quotidiano (ottenuta personalmente e non grazie a loro che non fanno nessun tipo di promozione) l’ho segnalata all’ufficio stampa per farla inserire nella pagina web ma non si sono minimamente sognati di farlo..io sono assolutamente pentita della scelta che ho fatto e voglio mettere in guardia altri malcapitati!!

  2. Ciao Daniele,
    la “Giulio Perrone editore” si presenta chiaramente come una casa editrice che non chiede contributo, però non mi piacciono i concorsi letterari con quota di partecipazione. Praticamente è come se i partecipanti non selezionati pagassero con la loro quota il premio al vincitore… e in più resterebbero soldi all’editore, almeno secondo un mio personale e ipotetico calcolo.
    Ho contattato questo editore anni fa per proporgli uno dei racconti che ora è nel mio libro, ma non mi ha mai fatto sapere niente, quindi suppongo che non abbia valutato positivamente l’opera. C’è da dire, però, che almeno ha risposto alla mia e-mail, il che è già un punto a favore.

  3. Otello Savara says:

    Ciao Chiara,
    sempre interessante il tuo blog (ah poi ho comprato “L’eleganza del riccio” ma ancora non l’ho aperto, non ho avuto tempo) ma non riesco a capire il senso di questo commento contro il Gruppo Albatros. Ho visto che è una casa editrice che richiede l’acquisto di una parte delle copie come contributo per la stampa e la promozione e addirittura alcuni autori hanno pubblicato in seguito con famose case editrici.
    Perchè dici che pagare per pubblicare un libro purtroppo non è reato? C’è qualcosa di male nel farlo? Ho visto <a href="http://www.edizionidelpoggio.it/it/52/&quot;qui che le Edizioni del Poggio fa lo stesso tipo di richiesta e tu hai pubblicato con loro, non mi sembra allora corretto quello che dici, anche se per ipotesi tu non avessi pagato. E in ogni caso non dovresti essere proprio tu a dirlo, sbaglio? Ti disturba il fatto che facciano molti concorsi o molta pubblicità? Io non vedo cosa ci sia di assurdo e, se a quel dato prezzo corrispondono buone pubblicazioni e promozioni, allora non ci sono problemi, l’importante è la correttezza.

    Chiara non vorrei sembrarti provocatore ma vorrei capire le ragioni che ti hanno spinto a scrivere più di un commento inviperito. Amare le classiche case editrici è un sentimento legittimo ma non vedo perchè debba essere condiviso per forza, quasi imposto. Dopotutto ne hai scelta una con contributo anche tu e io non penso tu abbia fatto male, specialmente perchè sei agli esordi come tanti di noi.

    Un caro saluto e auguri, Otello

  4. Ciao Otello,
    grazie di questo commento: penso che la discussione sia costruttiva. Mi è già capitato di rispondere a commenti del genere su altri siti, e le tue considerazioni ci stanno, sono legittime.

    Dunque, cominciato col dire che io NON ho pagato per pubblicare, e che all’epoca (un’anno fa) non sapevo che la “Edizioni del Poggio” chiedesse contributi (anche se non in tutti i casi). Ho parlato con l’editore al telefono e poi ho letto e firmato il contratto, e onestamente non ho visto il sito internet della casa editrice se non diverso tempo dopo, perché contattando 200 editori tu capirai bene che non avrei mai avuto il tempo di vedere il sito di tutti prima di contattarli.
    Non ti spiego qui le ragioni per cui sono contraria alla richiesta di contributo (ci vorrebbero ore), ma ti invito, se ne hai voglia, a leggere il post sulla casa editrice Il Filo. Lo trovi qui:
    http://www.chiaravitetta.it/2009/03/03/edizioni-il-filo/
    Tu hai ragione: l’importante è la correttezza… da questo post potrai capire perché ce l’ho tanto con questa casa editrice: non mi piace tutto ciò che è poco chiaro o ingannevole. la disonestà.

    Il “purtroppo non è reato” voleva essere solo una battuta, perché a volte penso (e non è un pensiero approfondito, quindi lascia il tempo che trova) che vietare agli editori di chiedere soldi agli autori potrebbe essere una soluzione per risolvere molti problemi.

    La mia esperienza è quella di sei anni tra tentativi di pubblicazione, contatti con centinaia di editori, fiere, contatti con librerie e biblioteche, con altri autori esordienti e non, con aspiranti scrittori e chi più ne ha, più ne metta.
    Ne ho viste di tutti i colori…
    Io non voglio dire che si debba per forza pensare che è giusto non pagare e sbagliato pagare, quello che desidero è che ci si informi e si capisca quello che si sta per fare.
    Mi interessa informare e basta, poi ognuno deciderà liberamente cosa fare del proprio denaro e dei propri sogni. Essere obiettiva, però, non mi interessa. Non in questa caso comunque. Io mi batto contro l’editoria a pagamento, e sono molto dispiaciuta che il mio editore chieda contributi, però i miei principi e le mie idee sono diversi dai suoi, e mi sento quasi in dovere di mettere gli utenti a conoscenza della situazione. Lo faccio in un sito che amo ogni giorno di più e che mi permette di comunicare quello che ritengo giusto a chi mi segue o capita qui per caso.
    Lo faccio con passione, come con passione scrivo. La stessa passione, poi, la metto nel dire “Attenzione, è pieno di editori truffaldini!” e l’astio che leggi tra le righe è per questa passione. Spero, anzi, di non smettere mai di indignarmi e arrabbiarmi quando sento o vedo qualcosa di sbagliato.
    Grazie ancora del tuo commento.
    Sono molto contenta che trovi questo sito interessante: per me è un’enorme soddisfazione. 🙂
    Buone feste, e non smettere di leggere i miei post!!! 😉

  5. Otello Savara says:

    Ciao Chiara,
    grazie a te per la cortese risposta.
    Capisco bene che eri distratta dalla ricerca però rimane il fatto che anche il tuo editore richiede contributi (anche se tu non li hai pagati), cosa che non lo differenzia in questo dal Gruppo Albatros o altri e, anche se un anno fa non eri ben informata, ora lo sai e bisognerebbe dichiararlo altrimenti è quasi uno sputare nel piatto in cui si mangia (ma anche un po’ guardare la pagliuzza nell’occhio altrui…).

    Ho letto la storia della querela ma non vedo come possa essere valida anche per questo tuo nuovo commento in quanto sul loro sito è indicato chiaramente che sono una casa editrice con contributo.
    Nella loro politica editoriale attuale cosa ci sarebbe di disonesto?
    Non è vero che hanno una radio e un canale Sky dove intervistano gli autori? Hanno costi nascosti? Da quello che ho letto non mi risulta che mentano su queste cose.

    Sono sicuro che nella tua lunga esperienza ne hai davvero viste di tutti i colori e proprio per questo bisognerebbe dare a Cesare ciò che è di Cesare, ovvero dire pregi e difetti oggettivi di ogni casa editrice (sia classica che con contributo, entrambe valide opzioni) che hai avuto modo di conoscere.
    Hai perfettamente ragione quando dici che la cosa principale è informarsi bene e poi decidere liberamente ed è proprio con questo spirito che sono anche io alla ricerca di una casa editrice e, sempre con lo stesso principio, mi è sembrato giusto far presente che la Edizioni Il Poggio con la quale pubblichi richiede anch’essa un contributo.
    E’ vero, passione e indignazione non devono essere mai perse e tu di queste belle qualità ne hai in abbondanza ma secondo me il metodo della ricerca oggettiva non dovrebbe mai essere abbandonato altrimenti si rischia di perdere parte del senso e di minare la credibilità, così preziosa in questo campo.

    Ti auguro un 2010 ricco di tante nuove soddisfazioni e
    ancora complimenti per il tuo blog,

    Otello

  6. Beh, non ho mai nascosto che la “Edizioni del Poggio” fosse una casa editrice con contributo, e non ho problemi a dirlo, anche se ribadisco il dispiacere di aver pubblicato con un editore che non ha esattamente le mie idee. La differenza tra la “Edizioni del Poggio” e l’editore “Il filo” è semplice: quest’ultima casa editrice manda un messaggio pubblicitario capzioso perché presenta come un concorso una normale ricerca di libri da pubblicare con contributo.
    Quando contattai “Il filo” per chiedere (per pura curiosità) come mai mi era stato chiesto un contributo, mi è stata data questa risposta: “Noi siamo una casa editrice che chiede contributi. Pubblichiamo solo in questa modalità.”
    Tutta la faccenda della querela e dell’ordinanza del giudice era proprio legata a questa pubblicità capziosa. Io voglio solo che chi è alla ricerca di un editore ma non vuole pagare eviti di perdere tempo pensando che si tratti di concorsi quando legge la pubblicità di questo editore.

    Dici bene, il “Gruppo Albatros” non mente, e lo scrivo nel post, quindi perché dici che non sono obiettiva? Se non lo fossi non avrei scritto “Ad onor del vero va detto che questa volta su sito della casa editrice c’è scritto abbastanza chiaramente che i contratti possono essere con contributo”.

    Infine una cosa importante: proprio perché cerco di essere obiettiva e di scrivere cose “dimostrabili”, pubblicamente ometto molte piccole informazioni che ho raccolto su questo editore. Ho parlato con molte persone che hanno avuto a che fare con “Il filo” sia pubblicando che non. So molte cosette… Non le dico perché non credo sia necessario e perché alcune sono esperienze altrui che mi sono state raccontate, e seppure credo siano vere, non posso esserne sicura come se fossero esperienze mie. Detto ciò, l’utilità di questo post è anche questa: dire a tutti quelli che sanno già abbastanza sulla casa editrice “Il filo” e che non vogliono averci a che fare, che il “Gruppo Albatros” la contiene. Insomma, vorrei far risparmiare a tutti loro del tempo.

    Tanti auguri anche a te per un 2010 meraviglioso e un bellissimo Natale. 🙂

  7. Chiara says:

    ciao!
    ho visto questo sito del ‘Gruppo Albatros’ e mi è sembrato interessante(alla prima occhiata).
    Un mio amico ha scritto un libro e da circa 2 anni non riesce a trovare qualcuno che possa anche solo un attimo interessarsi alla cosa.
    Il Gruppo Albatros per ora potrebbe essergli d’aiuto?
    Se non lo è, potresti darmi qualche informazione in più o qualche consiglio su come aiutare auesto mio conoscente?
    Ringraziandoti in anticipo
    Chiara, l’omonima

  8. Ciao omonima! 🙂
    Quanto il Gruppo Albatros sia adatto al tuo amico, dipende da quello che vuole ottenere ed è disposto a fare (a livello di impegno personale). Posso aiutarlo meglio se mi dici qualcosa di più e se mi fai domande più precise. Se per te è meglio, puoi scrivermi in privato qui:
    chiaravitetta1985@gmail.com
    o naturalmente può scrivermi direttamente lui. Se potrò essergli d’aiuto ne sarò felice. 🙂
    A presto!

  9. Paolo says:

    Ho trovato questo blog facendo delle ricerche sul gruppo albatros, di cui ho visto la pubblicità in questi giorni. Ho visitato tutti i link indicati da Chiara (mi stavo perdendo!!!), ma devo dire che mi trovo d’accordo con Otello.
    Non si può esagerare con la polemica per vicende passate e poi siamo sicuri che abbiano cambiato nome per i motivi indicati in questo post? Nel loro sito c’è scritto che hanno incorporato un’altra casa editrice, Vertigo, e una società di produzione cinematografica http://www.ilfiloonline.it/?page_id=3
    Io so che le case editrici cambiano spesso proprietà, si passano da gruppo a gruppo (Einaudi, per esempio, è di Mondadori), Rizzoli pubblica dei libri chiamandosi BUR (e non credo che abbiano avuto problemi d’immagine) e quindi non so nemmeno se i fatti che sono citati qui riguardano l’assetto attuale.

    Poi non è che un’azienda deve chiudere se non vince una causa per diffamazione perché, leggendo bene la sentenza, di quello si parla. Anzi, te lo dice uno che studia legge, visto che il giudice ha ordinato di dividere le spese tra le parti, tecnicamente non si può nemmeno parlare di causa persa. E’ stata respinta una denuncia per diffamazione, ma non è una novità, visto che in Italia queste cause vengono respinte nel 90% dei casi. Quanto alla pubblicità ingannevole, hai scritto tu stessa che quest’ultima non lo è.

    Naturalmente, e questo ci tengo a precisarlo, io sono sempre contrario a chi fa causa ai blog, mi sembra un atteggiamento arrogante e antidemocratico, ma non mi scandalizzo di certo. Molte volte si intentano delle cause sapendo già di perderle, solo per intimorire l’avversario, quindi non mi stupisco di niente.

    Ma, e lo dico senza polemica, queste riportate qui mi sembrano accuse strumentali, come se si volesse dimostrare per forza una tesi, anche se in buona fede. Infatti Chiara scrive: “Quello che continua a non piacermi è questo modo di cercare nuove opere da pubblicare, questa pubblicità che sembra proprio quella di un concorso letterario. Ingannevole, direi”.
    Boh, mi sembra assurdo sostenere questo, visto che nel loro sito è addirittura specificato l’opposto:
    “Si tratta di un concorso? Ci saranno vincitori? Quante opere verranno selezionate?
    No, non si tratta di un concorso e non sono previsti vincitori. Non esiste un numero minimo o massimo di opere selezionate. Sarà inviata una proposta editoriale agli autori delle opere che i nostri comitati di lettura riterranno idonee per la pubblicazione.”

    Se io non fossi tornato a leggere bene sul loro sito mi sarei formato un’idea sbagliata su questo punto. Comunque credo che non siano queste le cose importanti.
    Per quanto mi riguarda il catalogo di questa casa editrice mi ha stupito, visto che di solito chi pubblica emergenti non ha collane così importanti. Quindi credo che parteciperò.

    Comunque complimenti per i contenuti del sito e in bocca al lupo per il tuo libro!

    Paolo

  10. betta says:

    Ciao, ho letto con interesse la discussione e vorrei solo porre una domanda su questo fantomatico Gruppo Albatros: dati i costo ESORBITANTI della pubblicità in tv, qualcuno è davvero convinto che questi signori pubblichino libri con contributi degli autori e stop, o piuttosto cerchino SOLO polli da spennare, illudendoli che con un “aiutino” (le copie pagate) la loro opera verrà riconosciuta come capolavoro?

    I libri che possono funzionare sul mercato non hanno bisogno di contributi, sono un prodotto che gli editori riconoscono e sul quela investono. All’autore due cose: scrivere e incassare i diritti.
    Non è che tutti possono fare gli scrittori…
    grazie

  11. Ciao Betta,
    purtroppo non posso dire che cerchino solo polli da spennare, perché non ne ho le prove, ma la mia opinione è che sia così.

    Ad ognuno, poi, la scelta.
    Di sicuro è vero che allo scrittore dovrebbe essere richiesto come contributo solo la propria opera e dovrebbe poi incassare i diritti derivanti dalle vendite.

    • simone lino says:

      Per la cronaca:
      Il Gruppo Albatros come casa editrice ha vinto un importante riconoscimento, il Premio Careas 2009, che è il proseguimento dell’importante Premio Europeo Massimo Troisi. La motivazione è in evidente controtendenza con quanto riportato in questo sito.
      Si parla, tra le altre cose, del sostegno che offrono agli autori emergenti! (leggete la motivazione)

      ecco la motivazione (copiata e incollata da internet):

      “Un Gruppo che in pochi anni si è distinto nel panorama culturale, per l’impegno il prestigio l’originalità e la molteplicità delle iniziative, per il contributo prezioso al mantenimento del significato e del valore della comunicazione e alla diffusione della storia e della cultura, offerto da nomi di grande prestigio appartenenti al mondo del Cinema e della Cultura che convergono operano e partecipano all’interno del Gruppo, per il sostegno e la promozione al mondo degli autori emergenti”

      Questo premio in passato è stato riconosciuto a Giancarlo Giannini, Barbara De Rossi, Arnoldo Foà, Teddy Reno, Ottavia Piccolo, Leo Gullotta e molti altri esponenti del cinema, della musica e della letteratura.

      Ma tanto direte che anche i giurati del premio sono impazziti, corrotti o incapaci.

  12. Grazie del contributo Simone,
    sono certa che questi prestigiosi premi hanno poca importanza per chi poi deve, se vuole pubblicare con “Il filo”, sborsare migliaia di euro. Alla faccia del sostegno degli autori emergenti!

  13. simone lino says:

    Beh, secondo me questi premi contano, sono riconoscimenti ufficiali… e probabilmente contano ancora di più per gli autori della casa editrice!

  14. Sebastiano Neri says:

    Leggo molti blog e forum sull’editoria, in particolare su quella a pagamento e spesso sono:
    – gestiti da chi ha uno scopo critico preciso (a volte estremamente ideologico, altre addirittura per interessi economici)
    – fatti per radunare solo sostenitori alla causa critica e darsi ragione a vicenda
    – fatti per fare muro contro i contestatori ignorando le critiche vere
    – fatti per rispondere a chi domanda fornendo solo dati negativi e minimizzando (o negando) quelli positivi

    Così non c’è davvero alcuna differenza con i blog/forum sul calcio o sulla politica, stessa inconsistente utilità per chi vuol farsi un’opinione informata.
    C’è bisogno di più chiarezza, di più ragionamento e di meno attacchi e critiche non bilanciati.

    Un augurio anche per questo sito.

  15. Grazie dell’augurio Sebastiano!

  16. Massimo Baralis says:

    Ho seguito con attenzione queste discussioni sul Gruppo Albatros. Ma mi domando, esiste un editore serio a cui uno scrittore (o meglio, presunto tale!!) possa inviare fiduciosamente un proprio libro per valutarne la possibilità di pubblicarlo?
    Grazie e ciao a tutti
    Massimo

    • Ciao Massimo,
      gli editori seri esistono, ma sono pochi. Contattami pure in privato e ti invierò qualche link utile per fare delle piccole ricerche. Le mie esperienze sono state quasi tutte negative e purtroppo non posso pubblicizzare in positivo nessuno, ma posso magari indirizzarti altrove.
      Grazie di essere pasato e in bocca al lupo! 🙂

  17. delusa says:

    Il mio commento lo lascio solo per far sapere a tutti che sono rimasta scioccata quando ho saputo che, una volta scaduto il contratto, il mio libro è stato RITIRATO dal mercato.
    Se voglio posso rinnovare il contratto (no grazie, “fregami una volta colpa tua.. fregami due volte.. colpa mia!!”)
    Proprio così.
    Se una persona oggi lo vuol comprare, non lo trova più nemmeno su ordinazione. Nemmeno sul loro stesso sito.
    E le copie invendute? Al macero! Ma grazie..
    Devo controllare onestamente ma non credo proprio che questo particolare fosse presente nel contratto.
    I migliori auguri (in senso molto sarcastico) al neonato Gruppo Albatros.. come in politica pure qui basta cambiar nome per ripulirsi completamente.

  18. Ciao Delusa,
    devo dire che già il nome che hai utilizzato per lasciare il commento dice molto…
    Spero proprio che passino di qui a vedere il tuo commento quelle persone che difendono a spada tratta Il filo e il Gruppo Albatros senza tenere conto di esperienza come la tua.

    Che razza di editore fa una cosa del genere? Fammi capire: dovresti pagare di nuovo per rinnovare il contratto? E quanto vorrebbero, stavolta, per “investire” (…) sul tuo libro??? E le copie invendute al macero??? Ma è una cosa assurda!!!

    Se ne hai voglia contattami in privato, così facciamo una chiacchierata che potrebbe essere utile ad entrambe, e magari riusciamo anche a dare una mano alle prossime probabili prede di questo editore.

    Buona fortuna e grazie di essere passata da qui a dire la tua.

    • paolo says:

      Ho ricevuto via e-mail la notifica di questo scambio ed intervengo perchè mi sembra che si stia facendo nuovamente un po’ di confusione…

      a) l’autrice scrive di essere scioccata perché l’editore, una volta scaduto il contratto, ha RITIRATO le copie dal mercato, che in questo modo il libro non è più ordinabile ecc. ecc.
      Mi sembra scontato, ma preciso una logica evidente: PER LEGGE quando scade un contratto l’editore è OBBLIGATO a interrompere l’immissione dell’opera sul mercato ed a toglierlo dal proprio catalogo, questo per TUTELA dei diritti dell’autore. L’editore è sfavorito dal togliere le copie dal mercato, non certo avvantaggiato.
      Naturalmente questa non è un’opinione, ma un dato di fatto.

      b) Vorrei capire se davvero sono stati chiesti altri soldi all’autrice per rinnovare il contratto, perché non ho capito da cosa l’abbia dedotto Chiara. Siamo sicuri che non si stia facendo confusione come al solito?
      Chiedere il rinnovo del contratto è l’unico modo che ha un editore per continuare a tenere il libro sul mercato: non si può criticare l’editore perchè ritira il libro dal mercato e, contemporaneamente, farlo perchè ci propone il rinnovo!

      c) Per quanto riguarda l’autrice delusa ed il fatto che secondo chiara questi interventi dovrebbero convincere chi la pensa diversamente da lei, preciso che non ho mai pensato che non ci fossero autori insoddisfatti di albatros.
      Ho solo preso atto che nei siti dove gli autori per esprimere la propria opinione devono identificarsi chiaramente e postare per intero la propria esperienza, per ogni autore insoddisfatto ce ne sono almeno 10 soddisfatti.
      Credo che in siti come questo di Chiara, invece, sia più naturale (ma non c’è nulla di male) che postino messaggi gli autori delusi e non gli altri…
      Per giudicare un editore, inoltre, io mi baso su dati concreti: catalogo, nome del distributore, risultati ottenuti ecc. e albatros mi ha fatto un’ottima impressione.

      d) Credo che chi parla per esperienza diretta di un suo rapporto con un editore, dovrebbe sempre indicare Nome cognome e titolo del libro, questo per correttezza. Se dell’editore si fa il nome, lo si dovrebbe fare anche dell’autore. Con questo non dubito minimamente dell’indentità di Delusa, parlo solo di correttezza in generale.

      Un ultima richiesta a Chiara: ma perchè continui ad invitare gli utenti a scriverti in privato? Non sarebbe più corretto discutere tutto sul blog? Alla luce del sole, così da rendere partecipi anche noi?

      Infine, spero che i miei interventi siano graditi, altrimenti se scocciano ditemelo e tolgo il disturbo…

      Un saluto a tutti e buonanotte,
      Paolo.

      • Figurati se potrei chiederti di non commentare più! La libertà di parola è per me sacrosanta, anche se non ti nascondo che non vedo l’utilità di questi tuoi commenti.
        La pensiamo in modo diverso, tutto qui! Sono libera di farmi un’idea su qualcosa credendo che i dati in mio possesso siano abbastanza anche se tu li vedi inconsistenti, non credi?

        Chiedo a molti di scrivermi in privato perché alcuni utenti non vogliono rendere pubblico il loro nome e gli altri loro dati in un commento, ma lo fanno tranquillamente nelle e-mail, a tu per tu. Non vedo cosa ci sia di male!

        Comunque adesso mi sorge il dubbio (posso essere malpensante anch’io, sai?) che tu abbia qualche interesse da difendere… cos’è, lavori per il Gruppo Albatros???
        Tranquillo, la mia è solo una provocazione…
        Qualunque cosa tu faccia, cancellerò i commenti o ti chiederò di smettere, solo se supererai la soglia dell’educazione, cosa che finora non hai mai fatto.

      • Delusa says:

        Caro Paolo,

        a) Chiedo scusa a questo punto per la mia l’ignoranza ma ti assicuro che non è così scontato, da parte soprattutto di uno scrittore alle prime armi, pensare che una volta scaduto il contratto il suo libro non sia più in vendita tramite alcun canale e che le copie invendute vadano al macero.
        Per una riga in più, pensavo non costasse nulla all’editore chiarire questo punto sul contratto stesso.

        b) No, non mi è stato chiesto 1 solo euro per il rinnovo del contratto, e chiedo scusa a Chiara per aver permesso l’equivoco. Nonostante questo, IO pensavo che una volta firmato un contratto per una prima edizione di un lavoro, quello stesso lavoro rimanesse reperibile ed ordinabile con la stessa casa editrice, per lo meno fino all’esaurimento effettivo delle copie prodotte in prima edizione.

        c/d) L’anonimato non credo sia un reato, laddove concesso. A maggior ragione perchè io non lamentavo alcun illecito, solo una DELUSIONE per un omissis, magari in buona fede, ma che mi ha comunque lasciata amareggiata.

        Ci sono aspetti positivi e aspetti “meno positivi” di come è andata l’intera vicenda per quanto mi riguarda.
        Certamente non potrò mai dire di essere stata truffata/frodata/ingannata.
        La mia relatrice nella serata di presentazione per esempio, persona squisita, così come chi mi ha assistito in fase di revisione del testo.
        Tutto lo staff è stato con me sempre gentile cortese e disponibile ad ogni mia richiesta.

        Saluti

      • Paolo says:

        Ciao Chiara, accetto la provocazione, visto che sono stato io il primo a farla su di te, quindi non posso obiettare: uno a uno. Ma ribadisco, come ho sempre fatto, che sono in disaccordo con te ma credo nella tua assoluta buona fede.

        Ciò che mi dispiace, invece, è che mi dici che i miei interventi siano inutili (non direi mai lo stesso dei tuoi!), pensavo che portare dati oggettivi potesse aiutare la discussione e spero almeno che l’autrice abbia ritenuto utile il mio intervento.

        Ti assicuro che non vedo inconsistenti i tuoi dati, intervengo solo quando penso di poter apportare dei dati oggettivi che possano fare chiarezza su punti inesatti.

        Secondo me, dire che se un contratto scade l’editore non può più commercializzare l’opera non è favorire qualcuno, ma esprimere un concetto inequivocabile. Così come riportare eventuali risultati positivi in una discussione da cui vengono omessi.
        Per l’anonimato va da sé che è un diritto, così come parlare in privato, quindi non ho nulla da obiettare.

        Per concludere, resto della mia idea, non condivido il modo di Chiara di “orientare” le discussioni, perché a mio avviso le informazioni vanno date correttamente, poi si può, anzi si deve se ne si è convinti, criticare duramente una realtà. Ma bisogna partire sempre dalla conoscenza e dalla correttezza delle informazioni divulgate.

        Detto questo, devo dire che questo blog resta comunque stimolante, apprezzo il fatto che Chiara risponda ad ogni intervento e trovo molto comodo il servizio di notifica via e-mail delle risposte.

        buon fine settimana a tutti
        Paolo

  19. Paolo Ciapetti says:

    Chiara,
    ho letto tutti i post ed ancor prima ho visionato le poche info sul gruppo albatros e ti dico che non sono riuscito a farmi un’idea.
    Sono molto tentato di inviare loro qualcosa ma non ho ben chiara la tua posizione che gradirei recepire prima di muovermi.
    In seconda battuta mi piacerebbe molto avere tuoi consigli circa la possibilità che hai accennato sulla possibilità di pubblicare su internet.
    Grazie davvero.

    Saluto

    Paolo

  20. Ciao Paolo, la mia posizione è ben delineata qui:
    http://www.chiaravitetta.it/2010/01/21/limpresa-eccezionale/
    Ma un interessante articolo che nomina anche il Gruppo Albatros lo puoi leggere sul corriere.it, qui:
    http://www.corriere.it/cultura/09_agosto_03/distefano_poeti_scrittori_editori_8199eef2-7ff3-11de-bb07-00144f02aabc.shtml

    Riguardo le pubblicazioni in internet (per la poesia soprattutto), ci sono molti bei siti che permettono di inserire le proprie opere e avere poi il giudizio degli utenti. Uno è “Isola della poesia”. Ecco il link:
    http://www.isoladellapoesia.com/
    Non c’è nessun “contributo” da versare, le poesie sono ben selezionate in base al merito, il sito è ben fatto e ha molte visite.
    Se posso aiutarti in qualche altro modo, scrivimi pure. Se preferisci, puoi farlo anche in privato, qui.
    chiaravitetta1985@gmail.com

  21. Riccardo says:

    Ciao a tutti…

    Mi è arrivato fresco fresco questa mattina il “paccone” del Gruppo Albatros dove si dicono interessati al mio manoscritto.

    Disponibilissimi alla pubblicazione, previo acquisto di 182 copie al costo di 2400 euro.

    Ora… Sono un ragazzo di 29 anni, disoccupato in mobilità. Come potrei mai permettermi di spendere 2400 euro quando non ho quasi i soldi per mangiare?

    Purtroppo credo che il discorso sia generale e più ampiamente applicabile a centinaia di scrittori emergenti, non credo siano molti i titolari di “moneta” in questo periodo che possono permettersi di pubblicare un libro. Ne consegue una mia piccola considerazione; sono convinto che in Italia, esistano moltissimi bravi scrittori, come esistono bravi musicisti e artisti in generale, che potrebbero alzare di parecchio il livello artistico e culturale del paese, ma che nessuno conoscerà mai per questi ostacoli di pubblicazione e casting.

    Mi pare ovvio credere che in Italia il “bello” che si trova in libreria è solo quanto pubblicato da chi sta bene economicamente, mentre gli scrittori in cassa integrazione o mobilità o senza paparino a sganciare i milioni resteranno nel loro angolino a leggere le “opere dei ricchi”.

    Peccato davvero, credo che nel nostro paese c’è un sacco di gente in gamba, che non può aspirare a nulla, per colpa di un editore che per non perdere tempo chiede a lei di rischiare di non mangiare…

    Infinite sadness…

    • Nadia says:

      Salve a tutti. Ricevuto oggi il pacco Albatros. 2400 euro circa per la pubblicazione (beh in effetti si dice “compera” e non pubblicazione) di 185 volumi.
      Ci sono due copie del contratto e indicazioni precise su dove pagare. Io ancora non mi sono fatta un’opinione…il fatto è che non capisco percheè Albatros non mi abbia lasciato qualche commento sul libro…nulla. Nel pacco solo il contratto e un libricino con in copertina gli scrittori famosi. A me sa di balla…

      • Cristiano Parenti says:

        Ciao Nadia,
        ho letto su vari blog diversi commenti di autori che hanno pubblicato con Albatros (oltre al mio amico)e questo credo possa esserti utile (scritto da Alessandra Santini, autrice di “Piccole tracce”): “l’emozione più grande, che credo non dimenticherò, è stata quella di ascoltare le parole di apprezzamento del consulente letterario che aveva letto il mio libro. Perchè non l’aveva soltanto letto: l’aveva “studiato”, capito e interpretato esattamente come speravo che fosse”.
        Quindi credo che per un commento sul tuo lavoro tu debba parlare con un loro consulente letterario.

  22. Ciao Riccardo,
    penso anch’io che in Italia ci siano persone in gamba (in tutti i settori) che non vengono fuori per varie ragioni.

    Ho letto libri belli di gente che ha pagato e altri ancora più belli di persone che non hanno trovato un editore… è molto triste tutto questo.

    Credo comunque che chi non abbia soldi possa emergere lo stesso, ma con quanta fatica? Si deve essere forti, testardi e fiduciosi nel proprio talento, ma tutto ciò non dovrebbe essere necessario.
    Dovrebbe bastare il talento, no?

    • Riccardo says:

      Ciao Chiara

      No, non credo che oggi basti il talento. Nel nostro presente l’immagine è tutto e se puoi permettertela vendi anche ciabatte usate, se non sei nel giro troverai sempre qualcuno che getterà fango addosso all’immagine che a fatica ti sei costruito senza l’aiuto di nessuno.

      Sono molto pessimista, non si direbbe di un autore che fa libri umoristici, ma purtroppo è cosi, se non hai amicizie giuste o soldi per comprartele puoi davvero solo affidarti alla buona sorte…

      Adesso ho trovato questa “Sogno edizioni” che mi pare seria, anche se molto piccola. Vi farò sapere, a meno che già la conosciate!

      Ciao a tutti.

  23. Che non basta il talento lo credo anch’io, dico solo che invece dovrebbe…
    Io sto tentando di emergere senza i soldi e le conoscenze, e sono convinta che sia possibile, ma comunque di certo è difficilissimo.
    “Sogno edizioni” non la conosco… fammi sapere!

    Buona fortuna!

  24. Sergio says:

    Salve .

    In merito al Gruppo Albatros, sul quale verte gran parte di questa interessante discussione ,vorrei porre l’attenzione su questo passaggio,credo utile per molti esordienti che spediscono a questo le loro opere :

    ” Sarà inviata una proposta editoriale agli autori delle opere che i nostri comitati di lettura riterranno idonee per la pubblicazione.”

    Dal momento che Chiara lascia chiaramente intendere che detto Gruppo pubblicherebbe autori emergenti soltanto a fronte di un loro contributo all’iniziativa ,
    vorrei capire , se possibile, l’attendibilità/autonomia del giudizio di questi comitati di lettura .

    Nel senso che , se comitati interni o dipendenti dal Gruppo stesso, e quindi parte integrante di un presunto “sistema” ,
    la loro eventuale valutazione positiva dell’opera proposta
    in che percentuale può essere di sprone e di conferma delle proprie capacità da parte dell’autore che si propone ??

    In buona sostanza , quanto un autore può sentirsi autorizzato a credere nelle proprie possibilità avendo superato questa che viene ,in ogni caso, presentata come una prima selezione della propria opera ?

    Spero di essere stato sufficientemente chiaro e in attesa di vostre risposte , vi saluto cordialmente .

    Sergio

  25. Cristiano Parenti says:

    Sergio un mio caro amico ha pubblicato qualche tempo fa con il Gruppo Albatros e gli è stato confermato dallo stesso staff che il comitato di lettura è composto da personale interno dedicato alla lettura e alla selezione delle opere.
    Secondo me è meglio una situazione di questo tipo, molto realistica, rispetto a quelle case editrici che ci vogliono far credere che i manoscritti vengono letti da una cerchia di “saggi prescelti dal fato” che analizzeranno ogni nostra parola scritta in 10 passaggi distinti… =)))

    • Nadia says:

      Ciao Cristiano,
      Io ho ricevuto una risposta sulla mia opera meno di un mese dopo averla inviata…considera che c’era anche Natale di mezzo. La mia domande è: come hanno trovato il tempo di leggere la mia opera e selezionarla tra le 999999999 che nel frattempo gli saranno arrivate (avendo pubblicizzato su canale 5).
      Che dice il tuo amico? Quanto hja dovuto pagare? E’ contento?

      • Cristiano Parenti says:

        Ciao Nadia,
        il fatto è che hanno diversi consulenti letterari e quindi riescono a leggere i lavori buoni che gli arrivano (immagino che quelli scadenti li cestinino giustamente dopo le prime 10 pagine).
        Il mio amico è ancora soddisfatto della pubblicazione soprattutto perchè gli sono stati sempre vicini sia per le presentazioni che per l’editing di alcuni passaggi del suo libro. Mi pare che abbia pagato qualcosa di meno rispetto a te credo perchè il suo libro aveva un prezzo di copertina abbastanza basso.

  26. Sergio says:

    Grazie Cristiano.
    Difficile a questo punto stabilire quanto lo scoglio superato
    della valutazione positiva,sia totale merito dell’opera sottoposta.
    Ricollegandomi a tutto quanto letto in questa discussione ,
    anche su questo aspetto i punti di vista e le valutazioni potrebbero risultare diametralmente opposti.
    E forse entrambe valide .

  27. Ciao ragazzi,
    non mi sono preoccupata di questo aspetto perché credo che chiunque possa pubblicare con questo editore. Ciò significa che non leggono quello che gli arriva o hanno strani criteri… credo comunque che quando si paga non si possa mai essere convinti del valore dell’opera. Perlomeno l’editore non ci ha creduto granché se ha chiesto soldi all’autore, non credete?

  28. fabio says:

    esattamente, conoscevo già Il Filo. non voglio commentare.
    il gruppo albatros è una tipografia a pagamento, non un editore.

  29. Cinzia says:

    Ciao a tutti,
    per quanto riguarda la visione, lettura dell’opera, vi posso confermare che viene fatta per intero.
    Ho voluto personalmente constatare questo rivolgendo domande precise su particolari del romanzo inviato, proprio per capire se era stato esaminato o letto a tratti.
    Per quanto mi riguarda è stato letto con attenzione.
    Non sono riuscita però a capire se le offerte sono fatte “a pioggia” o veramente in base al merito.
    Altri commenti sono sotto chiarimento (2).
    Grazie a Chiara per l’opportunità di questa discussione.

  30. Grazie a te di essere intervenuta!:-)
    Bene, almeno pare che qualche libro lo leggano davvero! Sulle offerte a pioggia… io credo che si tratti non di pioggia, ma di un acquazzone!

  31. Cristiano Parenti says:

    Non posso parlare per tutti ma posso portare ad esempio sempre il caro amico che nominavo a Sergio e che sarà contento di avere conferma della lettura integrale dei manoscritti ma che non è stato selezionato dal gruppo Albatros per la pubblicazione.
    Su un altro blog ho letto di un altro rifiuto di pubblicazione per una poetessa.

  32. Sergio says:

    Ciao Cristiano.
    Non capisco chi non è stato selezionato dal Gruppo Albatros .
    Forse io ?
    Se intendevi questo, io sono stato selezinato, ma volevo capire realmente su quali basi,se solo commerciali ( per loro) o di merito effettivo .

    Ciao

  33. Cristiano Parenti says:

    Ciao Sergio,
    penso che il criterio di selezione non sia uno solo ma dipenda dalle caratteristiche del lavoro spedito.
    Sono andato sul loro sito e credo che la selezione che fanno al Gruppo Albatros, sia nei casi di opportunità commerciale che in quelli per meriti letterari, sia comunque azzeccata vista la notevole pagina con il lungo elenco dei premi vinti.

    • adolfo says:

      ciao cristiano,
      scusa la stranezza delle domande ..ma sono proprio l’ultimo arrivato…mi chiedevo se fanno pagare un contributo diverso per ciascuno degli “eletti” a seconda della “preziosita” …da loro giudicata…cioe’ se a quello che vedono meno “promettente” chiedono piu’ soldi per garantirsi maggiormente e viceversa invece col meglio apprezzato…
      (a me hanno chiesto quasi 3000 euri per 185 copie da comprare…)
      o invece questo non centra niente..
      un’altra cosa …all’estero funziona come qua’ oppure …se l’opera e’ ritenuta valida, si parte con la pubblicazione ..tanto il “ritorno” economico e’ garantito…?
      ..se ad es. un pirandello non fosse mai esistito, e domani arrivasse sul tavolo di albatros una sua opera ….gli farebbero pagare il contributo o ,per la contentezza , non farebbero pagare niente neanche agli altri…?
      ovvero..(e qui ha ragione chiara )…non si capisce dove finisce l’amore per la letteratura..e inizia quello pel bussines…
      e’ cosi’ che funziona …?
      .

      • Ciao Adolfo,
        da quello che ne so nel resto d’Europa non c’è tanta gente che scrive e tanti editori a pagamento, ma non mi sono scontrata direttamente con quelle realtà, quindi non posso sbilanciarmi.
        Credo che il “Gruppo Albatros” non sia interessato in alcun modo al talento dell’autore e all’amore per la letteratura. Se gli capitasse un Pirandello tra le mani, gli proporrebbero un contratto con contributo soldi come a tutti gli altri.
        Credo poi che chiedano più o meno in base alla commerciabilità dell’opera, non certo al valore.
        Queste restano comunque solo miei opinioni.

      • Nadia says:

        Ciao Adolfo, tu che hai fatto? A me hanno chiesto 2386,5 con tanto di virgola. a me era una raccolta di racconti. Forse dipende dal numero di pagine?
        Io sono scettica…

  34. Cristiano Parenti says:

    Sergio si vede che avevo capito male, mi sembrava di ricordare che dicevi di non essere stato selezionato.
    Comunque penso che al giorno d’oggi l’essere stati letti è qualcosa di fondamentale ma che sta diventando davvero una rarità.
    A volte neanche aprono la copertina e i manoscritti finiscono dritti al macero.

  35. Sergio says:

    Ricevuto il “Contratto di edizione”

    2.000€ richiesti come contributo alle spese di edizione,
    e 40 copie “omaggio” ….

    cosa ne pensate ?

  36. Sergio says:

    Ricevuto il “Contratto di edizione”

    2.000€ richiesti come contributo alle spese di edizione,
    e 40 copie “omaggio” ….

    Il contributo richiesto mi sembra in linea con quanto richiesto ad altri, le copie “omaggio” invece molte meno .

    Come mai secondo voi??

  37. Onestamente, Sergio, credo che non sia importante. Mi sono già espressa più volte sul “Gruppo Albatros”, ormai conoscete bene la mia opinione. Non aggiungo altro.

  38. Cinzia says:

    Ciao a tutti,
    in particolare un grosso bacio a chi ci ha dato l’opportunità di essere qui a discutere.
    Personalmente l’offerta ricevuta non discosta molto dalle altre lette qui: 2756,5 euro da pagare anche a rate per l’acquisto a prezzo pieno di 185 copie.
    Chiaramente le copie verranno consegnate e messe in libreria a pagamento ultimato…massimo 10 mesi per un contratto che vale 2 anni.
    Non è questo il problema secondo me.
    Sinceramente, se non avessi già pubblicato 500 copie privatamente, non sarebbe stato un dramma vendere 185 copie al prezzo di 14,90.
    Il problema, secondo me, è quello che sta scritto nello stesso contratto, e qui vorrei tanto intervenisse Paolo, che mi sembra obiettivo e preparato.
    Loro stampano 360 copie. Di queste 185 le acquista l’autore a prezzo pieno. Le altre 175 verranno regalate a loro discrezione e poste in due librerie: una a Roma, l’altra a Firenze.
    Delle copie effettivamente vendute l’autore otterrà il 10% del prezzo esclusa iva!!!
    Ricapitolando…
    Su 360 copie 185 me le compro, mettiamo che 35 le regalano, 150 le vendono, a te sai quanto viene in tasca? 150 euro!
    Questi sono i diritti d’autore???
    Ti fanno partecipare ad alcuni programmi televisivi ok.
    Ti mettono il tuo libro nei banchi delle fiere, ok
    Ti fanno partecipare a un programma radiofonico, ok.
    Forse ti aiutano a crearti un nome, ok.
    Ma tu che hai prodotto quello che sarà proposto ti devi vendere più della metà delle copie che hai pagato a prezzo pieno, inclusa l’iva, e guadagni un’inezia sul loro venduto. Giusto?
    Allora mi domando: cosa serve tutto questo?
    Dipende solo da ciò che vuoi.
    Dipende dagli obiettivi che hai.
    Vuoi la fama? vuoi comparire alla tv? Allora firma e considera che ti sei pagato la pubblicità e, quando tra due anni sarà scaduto il contratto, magari cambierai editore!
    Vuoi che il tuo libro venga davvero letto?
    Allora rimboccati le maniche pubblica il tuo libro e dallo alle librerie, organizzati presentazioni, parlane, regala le copie a chi vuoi tu…e se il libro vale forse troverai gli apprezzamenti giusti.
    Se vuoi guadagnare su quello che hai prodotto devi avere solo la fortuna di imbattere sulle persone giuste.
    Altrimenti accontentati dei commenti di chi l’ha letto e che aspetta con ansia il tuo secondo lavoro!
    Grazie a tutti.
    Grazie a Chiara.
    Vorrei avere la possibilità di parlare con Paolo se fosse possibile.
    Un saluto

  39. Sergio says:

    A me hanno proposto un atiratura di 800 copie ,
    di cui 40 per me “gratis” ,che forse è peggio ancora, perchè se me ne davano 200 almeno potevo provare a venderle da solo al prezzo di copertina e rientrare un po’ meglio dell’investimento.

    Invece me ne darebberro 40 ,e il resto ” in differenti edizioni ,in base agli ordini e all’effettiva richiesta del libro”

    Quindi, non è nemmeno sicuro che le stampino tutte .

    Inoltre , la maggior parte dei “servizi” forniti , sembrano essere normali fasi di editing ,che qualunue tipografia, magari con nomi meno altisonanti, fornirebbe in ogni.

    Mah , sono molto perplesso ……

  40. Cristiano Parenti says:

    Ciao Cinzia,
    io ho vissuto marginalmente l’esperienza editoriale del mio amico con il Gruppo Albatros ma quello che so dirti è che lui ha venduto la metà, della sua metà delle copie della prima tiratura, nelle serate di presentazione che ha fatto.
    L’altra metà delle sue copie l’ha venduta in pochi giorni tra gli amici (compreso io, ovviamente) e i conoscienti e quindi è già rientrato nelle spese.
    Ora ha richiesto alla casa editrice una seconda tiratura (perchè sulle nuove copie dei libri ha il 50% di sconto, non so quante ne abbia ordinate) per guadagnare molto di più dei semplici diritti d’autore.
    Ciao

    • Cinzia says:

      Ciao Cristiano,
      come ho già scritto avrei accettato subito se non avessi già pubblicato 500 copie. Questo per dire che forse l’offerta non è poi così svantaggiosa.
      Personalmente non mi ha colpito la richiesta del primo investimento su se stessi, ma ciò che ti offrono dopo.
      In un mese io ho venduto da sola 350 copie!
      Il 50% di sconto sarebbe un ottimo affare per entrambi, ma non è previsto dal contratto.
      Grazie Cristiano.
      Io ho tempo fino al 10 di febbraio per decidere e sinceramente sono MOLTO COMBATTUTA.
      Buona serata a tutti, in particolare a Chiara che ha dato inizio a questa discussione.
      Paolo non è reperibile?

      • Cristiano Parenti says:

        Ciao Cinzia,
        più sotto ho risposto a Sergio ma anche a te per la domanda sul 50% di sconto sulle altre copie.

        La mia risposta

        Spero di essere stato utile.
        Ciao

  41. Sergio says:

    Sulla mia proposta ci sono 40 copie omaggio e il 20% di sconto
    per riordini successivi.

    Quel 50% mi sembra molto strano: sicuro ???

    Inoltre , esiste un modo certo per controllare che tutto quanto promesso come ” promozione del libro” venga poi effettivamente fatto ??

    Sono solo domande per capire meglio. 😉

  42. Sergio says:

    Peraltro , la mia proposta di contratto , non riporta neanche l’enventuale prezzo di copertina …..

  43. Sergio says:

    *eventuale , sorry

  44. Lirit says:

    Ciao a tutti!
    Sono capitata qui cercando delle opinionni sul gruppo albatros.
    Volevo capire se qualcuno era mai stato rifiutato.
    Quando ho inviato al gruppo albatros la mia opera, ancora non sapevo che avrebbero potuto chiedermi qualcosa; successivamente ne sono venuta a consocenza e 3 giorni fa mi è arrivato il contratto.
    3.300 euro per comprare 185 copie.
    Devo ammettere che fra fiere, concorsi ed altro, fa gola.
    Nonostante tutto lo trovo ingiusto e sbagliato.
    Non è come se mi stessero dicendo: “Va a pagarti la tassa SIAE(Faccio un esempio stupido)!”
    Sono moltissimi soldi e io non credo proprio che riuscirò a venire a patti con la mia coscenza, coscenza che mi dice che mi stanno usando, che vogliono spennarmi e che nmon c’è nessuna valutazione al merito.
    Ora vi lancio un appello.
    Per favore, consigliatemi voi delle case editrici se avete qualche minuto di tempo.
    Come tutti, sto solocercando di far avverare un sogno, non hanno il diritto di speculare sulle mie speranze.

  45. Barbara Nido. says:

    Certo, grazie mille!

  46. Figurati! Accertati che siano davvero editori che non chiedono contributo, perché i dati di quella lista non sono sempre aggiornati da quello che ho potuto notare.

  47. Cristiano Parenti says:

    Ciao Sergio,
    effettivamente la cosa dello sconto del 50% gli è stata detta a voce ma è sicura e per tutti, non gli hanno fatto un trattamento particolare.
    E’ strano che non sia presente sul contratto però è stata la ragione principale che ha convinto il mio amico a pubblicare con il Gruppo Albatros anche se prima aveva delle remore dal punto di vista economico.
    Il prezzo di copertina invece c’è sul contratto, me ne ha fatto una copia per dargli la mia opinione e cell’ho ora sotto gli occhi: il prezzo è riportato due volte.

  48. fabry says:

    mandai qualche poesia…stamani mi arriva la lettera che e’ secondo loro un libro interessante da publicare mi mandano un contratto che dopo 5 minuti ho buttato nel cestino (della albatros)r perche’ dovrei comprarmi 170 copie io a 1900 euro..se la mia era una opera interessante non dovevano chiedermi questi soldi che non ho…quindi me ne frego e non do un euro a nessuno rimarro’ nell’ombra ma preferisco cosi’ anzi avrei preferito che dicessero che le mie poiesie non valessero nulla e lasciassi perdere..per quale motivo un autore deve pagare ?? se sono bravo la garanzia sono le mie poesie..

    ciao a tutti

  49. Ciao Fabry,
    ecco una lista di editori che pubblicano poesie e non chiedono contributo:
    http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=&tipo_pubblicazione=poesia&provincia=TUTTE&inediti=1&contributo=0&NOME_TABELLA=CaseEditrici&submit=Avvia+la+ricerca
    Hai fatto bene a rifiutare la proposta del Gruppo Albatros.
    Grazie di essere passato a dire la tua.

  50. Sergio says:

    Ciao Chiarae garzie anche a nome mio per l’elenco che hai postato.

    Una domanda ancora , solo per capire ancora meglio come gira questo mondo : ammesso che si trovi un editore diposto a pubblicarti
    “senza contributo” , verosilmente un “piccolo” , ho letto che poi il problema potrebbe divenatre la distribuzione dell’opera.
    Mi spiego meglio : un “piccolo” editore potrebbe non avvere la forza di penetrazione per far conoscere , proporre e infine distribuire in modocapillare la tua opera , cosicchè, alla fine ,
    è vero che non hai “contibuito” economicamente alla stampa , ma rischi di ritrovarti in ogni caso l’opera parcheggiata o relegata in un àmbito molto ristretto.
    Questo è quanto ho potuto capire documentandomi e cercando di focalizzare meglio il problema …..che ancora sono lontano dal risolvere . 🙂

    Ciao

  51. Ciao Sergio,
    sì, la distribuzione è un problema, in effetti. Pochi piccoli editori hanno distribuzioni davvero buone, ma da qualche parte bisogna pur cominciare, no? L’autore deve darsi da fare se vuole che il libro giri. Pubblicare non è un punto di arrivo, ma di partenza. C’è molto lavoro dietro l’avanzamento di uno scrittore che non ha santi in paradiso né soldi a palate.

  52. Sergio says:

    Allora ti propongo il quesito inverso : ammesso che al Gruppo Albatross non gliene freghi una cippa di quello che scrivi,
    che nemmeno lo legge o lo fa leggere/valutare ,
    MA che poi sia forte nella comunicazione , organizzazione, pubblicità , distribuzione della tua opera , mi domando ,
    quelli “del contributo” sarebbero soldi solo spesi o investiti?
    Dal momento che come dici tu affidandoti a un “piccolo” poi dovresti comunque pedalare parecchio di tuo ( quindi spese )

    Ovvio che se invece “dietro” il Gruppo A. non ci fosse nemmeno questa potenzialità ,soltanto millantata e venduta bene sulle reti Mediaset e sui loro contratti , il discorso muorirebbe qui.

    Ciao

    • Cristiano Parenti says:

      Ciao Sergio,
      io ho fatto il tuo stesso ragionamento molte volte e mi sono risposto in parte come Chiara (la pubblicazione è solo il punto di partenza) e poi capendo che i soldi spesi in promozione sono un investimento.
      Se Albatros promuove a dovere i suoi scrittori con tutte le potenzialità descritte nel contratto (radio, tv, serate, interviste, ecc), allora è sicuramente un investimento e sono contento che il mio amico finora abbia avuto le sue soddisfazioni.

  53. Sergio says:

    Aggiungo un P.S.

    Parlando col libraio qui a fianco, 40 anni di attività, mi parla di miriadi di piccoli editori che poi non sono in grado di fornirgli un libro nemmeno su richiesta …..:-(

    Ciaoo

  54. Fabio says:

    Per rispondere a Cristiano Parenti e a chi la pensa come lui, dire che i manoscritti non vengano letti è falso. Le case editrici leggono e selezionano in base ovviamente al potenziale di vendita di un romanzo (dico romanzo perché le poesie e i racconti vanno poco). Calcola anche che farsi pubblicare è durissima, ma è giusto che sia così… tanto uno scrittore bravo scrive per indole, no? Stendiamo un velo pietoso sulle case editrici che chiedono soldi o di portare i libri nelle librerie di fiducia o roba del genere… sono solo tipografie mascherate e secondo me guadagnano anche un sacco sulle spalle di ingenui aspiranti scrittori, che ovviamente rimarranno sconosciuti perché hanno affidato il loro lavoro (spesso scadente) a persone disinteressate. Quindi prima di tutto bisogna contattare solo ed esclusivamente editori seri, e sta sicuro che a venir letto vieni letto, ma in questo campo conta la perseveranza e la bravura… e sarebbe troppo semplice giustificare altrimenti il proprio fallimento.

    Rispondo al volo anche a Sergio: secondo me è l’opposto di quello che dici tu, ti spiego. L’editore che ti chiede soldi usa questa tattica: stampa centinaia di romanzi al mese, poi non li distribuisce ma li tiene in magazzino, ti fa pagare, dopo un tot. di mesi ti manda una letterina a casa dove ti chiede di scegliere: o compri i tuoi libri a metà prezzo (per dire) o li macerano… quindi fatti due conti, ci hanno guadagnato un sacco di soldi senza fare NIENTE. Il tuo libro verrà presto dimenticato e tu spenderai migliaia di euro. Mentre il piccolo editore-imprenditore ci metterà la propria faccia e i propri soldi, e sarà quindi spronato a promuovere il tuo libro. Io non pubblicherei mai niente a pagamento, è chiaramente fallimentare come scelta!

  55. Sergio says:

    Ummmm …mi sembra un cane che si mordela coda ….

    L’unica cosa certa , è che la coda siamo noi ! 🙁

  56. Vi faccio io una domanda, ora. Se il “Gruppo Albatros” è tanto bravo nella promozione, come mai non ho mai visto un suo libro nelle varie librerie che ho visitato e non ho mai sentito parlare di un autore pubblicato da loro???

  57. Sergio says:

    Chiara , tanto per “chiarire” 🙂

    Non è assolutamente mia intenzione difendere o promuovere l’operato del G.A. ; grazie al vs.aiuto sto cercando esclusivamente di considerare il problema da ottiche diverse
    in modo da potermi fare , alla fine, un’idea più completa e precisa della situazione .

    Lo ritengo un modus operandi buono per ogni decisione
    importante da prendere.

    Ciao e grazie .

    • Non preoccuparti Sergio,
      puoi difendere chi ti pare, se credi sia il caso. Io cerco soltanto di far capire a chi legge questi interventi che non è bene lasciarsi ingannare da una pubblicità solo perché passa in tv.

  58. Cristiano Parenti says:

    Ciao Chiara,
    se mi posso permettere la tua è una domanda retorica e un po’ ingenua: anche chi non è un esperto del mondo editoriale come me capisce benissimo che sullo scaffale delle librerie ci sono (e ci saranno sempre) solo pochissime case editrici famose e dominatrici del mercato.
    La promozione che possono fare tutte le altre può portare alla vendita delle copie durante le serate, durante le fiere, sui book-shop su internet, sui siti stessi delle case editrici e alla richiesta di copie direttamente al libraio.
    Pretendere di entrare in una qualsiasi libreria (magari una grande Feltrinelli…) cercando in bella mostra il libro di qualche esordiente è qualcosa che travalica l’utopia.

    • Bene, questa era proprio la risposta che aspettavo.
      Tutto quello che hai detto sulle case editrici che non dominano il mercato lo riesce a fare benissimo anche un editore che non chiede soldi. Non è una supposizione, ma un dato di fatto. Domanda conclusiva: che fa il “Gruppo Albatros” che giustifichi il denaro chiesto all’autore?

  59. Cristiano Parenti says:

    Il modus operandi di Sergio lo ritengo decisamente valido, a prescindere dall’argomento in discussione.
    Seguendo questa predisposizione mentale mi sono informato sugli scrittori che hanno pubblicato con il Gruppo Albatros e ho trovato in pochi minuti un paio di casi interessanti (tolte le firme famose), soprattutto quello della signora Amilca Ismael che ha scritto il libro “La casa dei ricordi”, molto apprezzato e promosso anche da Licia Colò nella sua trasmissione.
    Avendo un po’ più di tempo a disposizione penso che di nomi ne potremmo trovare sicuramente altri.
    Detto questo non voglio diventare un promotore della casa editrice ma mi fa piacere se si chiariscono le idee utilizzando tutti i punti di vista e cercandone di nuovi.

    La promozione è importantissima per tutti gli scrittori ma non dobbiamo confonderla con le possibilità che offre il monopolista del mercato editoriale (es. Mondadori) o quelle offerte dal monopolista della distribuzione (es. Feltrinelli).

    Ciao, Cristiano

  60. GIUXZUCCHELLI says:

    SCUSATE SE VI DISTURBO. IO SONO NUOVO DI QUI E NON ME NE INTENDO DI QUESTE VALUTAZIONI. ANCH’IO HO RICEVUTO IL “PACCO” DOPO AVER SPEDITO UN QUALCOSA DI ESTREMAMENTE MIO. NON SO SE CHIARA HA RAGIONE IN ASSOLUTO O SE ALTRI POSSONO SEMBRARE AFFATTO DISINTERESSATI NEL DIFENDERE A SPADA TRATTA, L’ENTITA’ SEPPURE AMBIGUA, DI QUESTI “GOLIA” EDITORIALI.
    NON SO DAVVERO CON CHI SCHIERARMI MA ….L’UNICA COSA, MI AUGURO POSSIBILE ED AUSPICABILE, E’ LA SEGUENTE.
    SE C’E’ UN FATTO CHE IL GRANDE MACCHIAVELLI CI HA INSEGNATO…PALESANDOLO, E’ CHE A VOLTE IL CINISMO PIU’ SCHIETTO, PUO’ SUPERARE LA REALTA’ ANCHE CONTRO L’INGIUSTIZIA PIU’ BIECA, E VA FORSE GIUSTIFICATO IL FATTO CHE QUEL PUR DISCUTIBILE INTENTO, SIA PERPETRATO SOLO ED UNICAMENTE PER IL FATTO DI RIUSCIRE IN QUALSIASI MODO, A FABBRICARE LIMPIDE EMOZIONI CHE PUR NASCENDO DA UNA SORGENTE VIZIATA E NON INGENUA, POSSANO ARRIVARE ALLE BOCCHE ASSETATE DELLA GENTE, COME GORGHI IMBIZZARRITI. CAPACI DI DISORIENTARE AL MEGLIO MENTI UN PO’ ASSOPITE, MA PUR SEMPRE BISOGNOSE DI SOGNARE, SCONTRANDOSI A VOLTE CON LA REALTA’ DEI SOGNI!!!
    VOGLIO SEMPLICEMENTE AFFERMARE CHE PAGARE QUALCOSA O QUALCUNO PER DIVULGARE UN’IDEA, UN CONCETTO, UN SENTIMENTO O QUANT’ALTRO SI POSSA IMMAGINARE, PUO’ SEMBRARE SBAGLIATO MA PER IL RISPETTO DI CHI POSSA TROVARE UNA QUALSIASI VOCE AL POSTO DI UN IMMERITATO SILENZIO, EBBENE …E’ BENE CHE CIO’ SI DIPANI ANCHE AL PREZZO DI QUESTA DISONESTA TRANSAZIONE PURCHE’ IN UN MONDO QUASI PERFETTO, NON SOLO LA CONTROPARTE ADEMPIA A TUTTI GLI ONERI TRASCRITTI MA ANCHE CHE TUTTI GLI ALTRI (MENO PAGANTI O AFFATTO), POSSANO UN GIORNO AVERE LE STESSE POSSIBILITA’ DI PAROLA E DI EMOZIONE.

  61. Mi pare che la mia posizione sia stata ampiamente spiegata, ma magari può esserti utile leggere anche qui:
    http://www.chiaravitetta.it/2010/01/21/limpresa-eccezionale/

  62. Sergio says:

    x GIUXZUCCHELLI

    In parole povere pensi di accettare o no ?

  63. Elisa Patrizia Sanacore says:

    Ho appena pubblicato il mio primo racconto con il Gruppo Albatros Il Filo.
    Vorrei lasciare qui il mio parere sul pubblicare con un contributo.
    Siamo nel 2010, non nell’800 o nel ‘900, i tempi cambiano e io credo dovremmo liberarci da una visione romantica della scrittura e dell’editore. E’ passato il tempo in cui l’icona dello scrittore era il topo di biblioteca, smunto, occhialuto, un po’ misantropo, che nel silenzio e nella solitudine del suo scriptorium, scriveva e attendava solo di presentarsi di persona a un editore (ai tempi pochissimi). E gli editori di un tempo, con il gilet, la barba, magari la pipa, con un fare da intellettual-borghese-capitalista che quasi con fare paternalistico osavano puntare sul nuovo talento, senza chiedere soldi allo squattrinato scrittore sconosciuto.
    Questa mi sembra una visione romantica e anacronistica.
    Siamo nel 2010 ed è il mercato a fare da padrone e che ci piaccia o no è con questo che dobbiamo fare i conti. Pagare un contributo per uno che non è nessuno, ma che aspira a fare conoscere le cose che scrive, non mi sembra così scandaloso o insensato. Alla fine ciò che conta per un editore, grande o piccolo, gratuito o a pagamento, sono solo le vendite! E le vendite sono ciò di cui si deve interessare anche un esordiente. Quanto vendo? Le cose che scrivo sono abbastanza interessanti da far si che la gente le acquisti? Il lettore che acquista un libro di un esordiente non si chiede se l’autore ha pagato o meno per pubblicare il libro, lo acquista se ne ha sentito parlare, se ha letto qualcosa in giro, se sfogliandolo lo incuriosisce.
    Ecco, questo dovremmo tutti tenere a mente, il contenuto del testo e la capacità promozionale dell’autore. Nel momento in cui un esordiente sarà abbastanza conosciuto da garantire un numero di vendite allettante, allora i grandi editori non a pagamento saranno disposti a puntare su di lui. In ogni lavoro c’è la gavetta da fare o no?
    Auguro buona fortuna a tutte quelle persone che iniziano questa bellissima avventura, che è prima di tutto quella di riuscire a mettere nero su bianco i propri pensieri e le proprie emozione e metterle giù così bene da far sì che a chi capita di avere tra le mani il nostro testo venga la voglia di comprarlo. Poi, nel silenzio vivere quel magico rapporto tra autore e lettore.

  64. Ma cosa c’entra la visione romantica dell’editoria??? Fatti due conti Elisa, qui la questione non è solo di principio! Economicamente conviene una tipografia.

  65. Elisa Patrizia Sanacore says:

    Una tipografia non mi offre assolutamente ciò che mi offre il Gruppo Albatros.
    Se avessi dovuto pagare un agente per fare il lavoro pubblictario che fa Albatros quanto mi sarebbe costato? E una tipografia partecipa a fiere del libro, mi fa parcepiare e mi fornisce supporto informativo per concorsi, mi stampa i volantini per le 7 presentazioni che posso organizzare io? A me non risulta. Questo lavoro pubblicitario si paga. Se uno vuole solo vedere solo il testo stampato per far bella mostra con gli amici, allora sì gli conviene una tipografia.
    I miei obbiettivi sono altri e Albatros mi dà un’opportunità, una semplice opportunità, poi sta a me giocarmi bene la carta che ho in mano.

  66. Elisa Patrizia Sanacore says:

    ah più ovviamene le interviste su tv, radio… e stampa gratuita dei volantini.
    Non è al semplice costo di stampa del libro che si contribuisce, ma anche al costo pubblicitario, che se lo facessi fare da un agente letterario sarebbe molto salato.

    • Dalila says:

      Ciao a tutti… Stavo documentandomi sul Gruppo Albatros in quanto il 5 marzo si dovrebbe inviare la propria opera e questi commenti mi sono stati utilissimi. Ora sono molto combattuta tra il non inviare il mio libro di poesie e l’inviarlo e tentare la fortuna… Anche io penso che chiedere dei soldi per le prime stampe non sia un rwato o uno scandalo. Sinceramente leggedno questi commenti mi è tornata in mente Jo, personaggio del libro “Piccole Donne”, aspiarante scrittrice che un bel giorno entra nella casa editrice e consegna a mano il suo romanzo all’editore, il quale le invierà in seguito 100 dollari per pubblicare il suo romanzoa puntate sul giornale. Bene,come Elisa credo che i tempi siano cambiati,e che ci sia da fare la gavetta per arrivare in alto. Ormai i soldi servono per qualunque obiettivo credo… Io preferirei pagare per avere libri stampati, pubblicità, volantini, interviste, occasioni per farmi conoscere e promuovere il mio libro e quindi per far incuriosire la gente e spronarla all’acquisto, piuttosto che non pagare nulla per stampare i libri ma poi trovarli nell’angolo polveroso della più sconosciuta libreria di paese dovendo inoltre pagare di tasca mia la pubblicità e tutto quello che comprta. Sarei grata a chiunque mi rispondesse, mi pare di capire che in fondo siamo tutti nella stessa barca e io voglio avere le idee chiare, dato che sarebbe la prima volta che invio le mie poesie ad una casa editrice. Vi ringrazio anticipatamente.

      • alexia says:

        un saluto a tutti voi.
        non abbiate fretta di vedere i vostri lavori pubblicati!
        se avete talento prima o poi qualcuno crederà in voi senza chiedervi soldi in cambio!
        anche io , come tanti, ho ricevuto proposte a pagamento, albatros compreso, di cui non mi fido affatto!
        intendiamoci…se hai tanto tempo da perdere dietro alla tua autopromozione allora va bene, ma non pensiate che loro oltre a mandarvi le copie, stamparvi i volantini e farvi fare una presentazione facciano altro perchè così non è.
        tra i miei contatti ho tre loro scrittrici e la realtà è proprio questa….l’euforia iniziale di vedere il proprio libro stampato finisce quando dopo tanta fatica nell’aver venduto le 100 e più copie che ti hanno inviato ti richiedono soldi per la ristampa……….assurdo!
        comunque se uno è un single libero da impegni si può anche dedicare anima e corpo alla sua autopromozione!
        io, per quel che mi riguarda sono una mamma di tre bambini e il mio tempo “libero” lo passo scrivendo…sono al mio quarto romanzo fantasy e facendomi passare la smania di veder pubblicato il mio lavoro ho rifiutato le offerte a pagamento e sono andata avanti a inviare i miei lavori usando le liste dei “buoni”.
        la pazienza ti appaga e infatti sono stata contattata…si sono dichiarati interessati ai miei lavori.
        vi faccio a tutti i miei + sentiti auguri, ma ricordatevi di avere pazienza…

  67. Beh Elisa, che dire? Io vedo le cose di cui parli in modo completamente diverso da te!
    Buona fortuna!

  68. Sergio says:

    Il punto è capire proprio quanto sia “proprio così” questo:

    Io preferirei pagare per avere libri stampati, pubblicità, volantini, interviste, occasioni per farmi conoscere e promuovere il mio libro.

    Se fosse veramente così,condividerei,ma a leggere chi ci è già passato, non sembrerebbe proprio così.

    • Dalila says:

      Non so cosa pensare perchè i soldi da spendere son tanti ma a quanto pare ben investiti. Stampare libri e non sapere come venderli non mi sembra conveniente..

  69. alexia says:

    un saluto a tutti voi.
    non abbiate fretta di vedere i vostri lavori pubblicati!
    se avete talento prima o poi qualcuno crederà in voi senza chiedervi soldi in cambio!
    anche io , come tanti, ho ricevuto proposte a pagamento, albatros compreso, di cui non mi fido affatto!
    intendiamoci…se hai tanto tempo da perdere dietro alla tua autopromozione allora va bene, ma non pensiate che loro oltre a mandarvi le copie, stamparvi i volantini e farvi fare una presentazione facciano altro perchè così non è.
    tra i miei contatti ho tre loro scrittrici e la realtà è proprio questa….l’euforia iniziale di vedere il proprio libro stampato finisce quando dopo tanta fatica nell’aver venduto le 100 e più copie che ti hanno inviato ti richiedono soldi per la ristampa……….assurdo!
    comunque se uno è un single libero da impegni si può anche dedicare anima e corpo alla sua autopromozione!
    io, per quel che mi riguarda sono una mamma di tre bambini e il mio tempo “libero” lo passo scrivendo…sono al mio quarto romanzo fantasy e facendomi passare la smania di veder pubblicato il mio lavoro ho rifiutato le offerte a pagamento e sono andata avanti a inviare i miei lavori usando le liste dei “buoni”.
    la pazienza ti appaga e infatti sono stata contattata…si sono dichiarati interessati ai miei lavori.
    vi faccio a tutti i miei + sentiti auguri, ma ricordatevi di avere pazienza…

  70. alexia says:

    cara chiara,
    probabilmente sarai a conoscienza pure tu di questa lista. comunque la lascio qui per tutti…
    lista dei “buoni” editori, grandi e piccoli, che NON chiedono contributi:

    Accademia Vis Vitalis – Sito
    Adelphi – Sito
    Ad est dell’equatore – Sito
    Agebook – Sito
    Aliberti – Sito
    Aisara – Sito
    Asengard – Sito
    Aurea – Sito
    Azimut – Sito
    Bel-ami edizioni – Sito
    Bohumil – Sito
    Cavinato – Sito
    Con-fine – Sito
    Coniglio Editore – Sito
    Dario Flaccovio – Sito
    Delos Book – Sito
    Discanti Editori – Sito
    Eclissi Editrice – Sito
    Editrice effequ – Sito
    Edizioni E/O – Sito
    Edizioni della Vigna – Sito
    Età dell’Aquario – Sito
    Elliot edizioni – Sito
    Freaks edizioni – Sito
    Fanucci – Sito
    Fazi editore – Sito
    Fernandel – Sito
    Foschi editore – Sito
    Galaad – Sito
    Gingko Edizioni – Sito
    Fratelli Frilli Editori – Sito
    Gargoyle Books – Sito
    Giulio Perrone Editore – Sito
    Historica web – Sito
    I Sognatori – Sito
    Il Maestrale – Sito
    Il Sirente – Sito
    Intermezzi – Sito
    Instar Libri – Sito
    Kowalski – Sito
    La penna blu edizioni – Sito
    Las Vegas – Sito
    Lavieri – Sito
    Leone editore – Sito
    Livello 4 – Sito
    Mangrovie edizioni – Sito
    Marsilio – Sito
    Meridiano Zero – Sito
    Michele di Salvo editore – Sito
    Minimum Fax – Sito
    Morganti – Sito
    Mursia – Sito
    Name Edizioni – Sito
    Negretto Editore – Sito
    Nemo Editrice – Sito
    Neo Edizioni – Sito
    Newton Compton – Sito
    Nord edizioni – Sito
    PeQuod – Sito
    Perdisa editore – Sito
    Rem Edizioni – Sito
    Round Robin Editrice – Sito
    Salani – Sito
    Scipioni Editore – Sito
    Scrittura & Scritture – Sito
    Sironi Editore – Sito
    Spartaco Edizioni – Sito
    Stampa Alternativa – Sito
    Tanit – Sito
    Tom Tom – Sito
    Villaggio maori edizioni – Sito
    Voland – Sito
    Voras Edizioni – Sito
    XII Edizioni – Sito
    Zandegu’ – Sito
    Zero91 – Sito

    • Dalila says:

      non chiedono contributo e poi si occupano di pubblicizzare il libro o lo stampano e basta? come funziona? help me 🙁

      • Dalila says:

        Consigliami tu se non ad albatros a quali di queste case mi devo rivolgere? Ci sono scadenze per inviare i lavori? Si devono inviare tramite mail?

      • alexia says:

        ciao dalila…
        io le ho chiamate direttamente o tramite e-mail per verificare in primis se fossero interessati al genere che scrivo.
        fatto questo ho inviato il mio manoscritto via e-mail o via posta a seconda delle loro richieste.
        queste case editrici non chiedono contributo e si occupano in prima persona di pubblicizzare il libro.
        vorrei fare una riflessione in generale su questo argomento:
        se una casa editrice non ti chiede contributo ma ci mette i SUOI soldi, vuol dire che crede in te come scrittore e che sicuramente sarà suo interesse che il libro prenda il volo nel mercato….
        se invece paghiamo 2000/3000 euro… mi dite cosa rischiano loro??????

        se hai bisogno contattami pure su fb

      • alexia says:

        ciao dalila,
        su fb ho l’immagine in verde di un occhio….

  71. Elisa Patrizia Sanacore says:

    Certo, tutto dipende dalle ambizioni che si hanno e dalle possibilità che si hanno.
    Se uno pensa di scrivere solo nei momenti liberi è un conto, se invece si vuol far diventare la scrittura una professione è un altro.
    D’altronde al lavoro non si dedicano di solito 8 ore?

    • Dalila says:

      Se la scrittura divenisse il mio mesteire ne sarei felicissima. Ora il punto è trovare a chi rivolgermi!

    • alexia says:

      non condivido completamente:
      prima di tutto non si diventa scrittori, ma sono gli altri che ti decretano tale.
      poi non sono le otto ore giornaliere che ti fanno scrivere bene ma l’intensità, la passione e le idee che ti accompagnano.
      io scrivo la notte…ho poco tempo a disposizione perchè sono mamma di tre bimbi, eppure secondo gli editori con cui sono in contatto scrivo molto veloce, e non parlo di poesie, di cui comunque riempio i miei libri, ma di romanzi.

      bisogna lavorare per scrivere non scrivere per lavorare…
      uno scrittore dei nostri giorni non ci campa con la sola scrittura a meno di sfondare…

      io sono convinta che queste case editrici a pagamento, che anche a me hanno adulato all’inizio di questo mio viaggio, siano molto furbe a sfruttare la situazione…
      l’euforia che ci prende quando terminiamo un lavoro…
      la smania che qualcuno lo legga e commenta…
      il bisogno di sapere che quelle sensazioni che abbiamo scritto siano capite dagli altri…

      personalmente le lettere che mi sono arivate contenevano adulazioni fuori luogo. chi paragonava il mio libro all’odissea di omero, chi mi elogiava per la mia fantasia.
      certo che mi sono gasata! certo che ci ho creduto!
      eppure sapete cosa vi dico… sono rimasta molto + contenta quando una mondadori, una castoldi e una editrice nord mi hanno detto no, ma mi hanno confermato che scrivo bene e il mio libro è bello…però… il budget per gli emergenti è ridotto, il calendario è pieno per due anni, ecc
      ma mi hanno detto di NON accettare le proposte a pagamento perchè propio perchè secondo loro sono brava devo avere pazienza e cercare…

      infatti stò per raccoglierne i frutti….spero!

  72. Elisa Patrizia Sanacore says:

    Io penso che sia una questione di prospettiva. Voglio dire, la professione dello scrittore è un’attività artistica, quindi non ha un Centro per l’impiego, non ha un Albo, è una attività libera, è territorio di conquista, è un’attività democratica, dove bene o male, “tutti” hanno la possibilità di emergere. Ma per emergere occorre impegno, moltissimo impegno. Questa fatica non ce la toglie nessuno, dobbiamo assumercela in prima persona.
    Detto questo, ognuno deve fare prima di tutto una valutazione di se stesso, una specie di “esame di talento” e di “esame di volontà”. Al di là dello slancio spontaneo che abbiamo in molti di scrivere per esempio il diario personale, un blog, poesie intrise dei nostri patemi, ecc., al di là di questa spontaneità dobbiamo chiederci e poi chiedere ad altri se abbiamo un minimo di talento letterario. Una volta appurato che questo c’è, la seconda fase è chiederci se abbiamo la volontà di diventare scrittori/trici, non solo uno/a che scrive e basta. Scrittore non è solo chi scrive, è qualcosa di più, è una persona che ambisce a far diventare la scrittura la sua professione. Se la risposta è positiva, cioè se rispondiamo a noi stesse, sì voglio diventare una scrittrice, allora inizia il lavoro vero e proprio, che è quello di scrivere qualcosa che possa interessare anche agli altri e scriverlo il meglio possibile.
    Una volta che il nostro “prodotto” è finito e rifinito dobbiamo cercare una vetrina per esporlo. Alcuni si rivolgono ai concorsi, altri alle case editrici. Se si scelgono le case editrici si fa una selezione, in primis ci si rivolgerà a editori che pubblicano esordienti (un nn non si sognerà di presentarsi alla Mondadori, ovviamente) e si verificherà prima che l’editore al quale ci rivolgiamo abbia collane che potrebbero ospitare il nostro testo. Per la questione contributo alla pubblicazione/promozione è a discrezione personale, non sono una sostenitrice sfegata degli editori a pagamento, ma nemmeno li demonizzo. Ognuno faccia le proprie valutazioni e in base a queste scelga. Di solito se paghi hai dei servizi in più, se non li hai vuol dire che ti stanno truffando.
    Una volta editato il nostro libro, inizia un intenso lavoro di promozione, che sarebbe sciocco pensare di metterla in mano unicamente all’editore. La promozione, soprattutto per un esordiente, è strettamente personale. L’obbiettivo è quello di farci conoscere, perché solo se il nostro testo è conosciuto può sperare di vendere e vendere significa guadagnare. Per farsi conoscere ci sono infiniti modi: presentazioni del libro, blog personale, recensioni, inserzioni pubblicitarie, mailing list, distribuzione copie a circoli che si interessano al nostro genere, gruppi su facebook, ecc. Insomma, ovunque si può parlarne, scriverne, farsi conoscere. Bisogna arrivare a far si che il nostro nome dica qualcosa a un maggior numero di persone. Credo che condividiate il mio discorso e se lo condividete, vi chiedo: pensate che questo lavoro lo possa fare un editore, soprattutto per un autore che non è ancora nessuno?
    Insomma, amici e amiche, vorrei che ci spronassimo a vicenda e ci tirassimo su le maniche… il lavoro è molto e occupa molto tempo e molte energie, ma questo è ciò che vogliamo fare nella vita, o no?

  73. Elisa Patrizia Sanacore says:

    Che dire… la mia opinione mi sembra di averla espressa abbastanza chiaramente, poi ognuna faccia come meglio crede per se stessa. Non vuoi pagare? E non pagare, ma perché devi dire a me che non va bene pagare se posso?
    In base a quale principio un testo pubblicato con contributo vale meno di uno pubblicato senza? Perché si pensa, senza prove concrete, che gli editori a pagamento pubblichino cani e porci, ma è proprio vero?
    Ma alla fin della fiera, ciò che conta, per un autore come per una casa editrice sono le vendite. E l’incremento delle vendite dipende da tanti motivi. In primis dalla promozione che fai del tuo libro. Quanti autori anche scarsi hanno scalato le classifiche solo perché hanno avuto un battage enorme?
    Scrivere cose di un certo valore e farsi conoscere. Questo serve per vendere e quindi per guadagnare e quindi per poter un giorno vivere di scrittura.
    Auguro buona fortuna a tutte.

    • alexia says:

      ciao eli,
      figurati se io ti dico quello che devi fare…assolutamente!
      sono solo riflessioni di una che qualche mese fa era più che convinta di pubblicare con albatros…
      però poi mi sono informata sia con le loro scrittrici esordienti(cercate su fb) sia tramite i forum.
      non so quanti anni tu abbia ma sicuramente invidio la tua smania di emergere…io sono una persona insicura e diffidente ma che ha il pregio di avere pazienza e aspettando aspettando ho potuto constatare che le case editrici serie anche se piccole ci sono.
      ho molti contatti che come noi sono all’inizio e che dopo rifiuti o finti elogi hanno pubblicato il loro lavoro gratis.
      penso solo che se un editore non ti fa pagare vuol dire che crede realmente in te e che ci mette tutto l’impegno possibile per vendere il tuo libro.
      ho un amica, molto in gamba a mio avviso, che ha pubblicato con albatros (che poi è il vecchio ilfilo che aveva perso credibilità) ma a parte l’inizio poi ha dovuto fare tutto da sola e quando anche trovava librerie disposte a prendere il suo libro doveva ripagare l’albatros per la ristampa….ti sembra normale questo?
      la cosa + importante di una casa editrice è la DISTRIBUZIONE e questo mi è stato detto da chiunque, anche da amici che hanno librerie.
      albatros manda solo la brochure del tuo libro e basta.il tuo libro non sarà presente in nessuna libreria su territorio nazionale(a parte la loro).
      non ti dico queste cose per contraddirti, assolutamente, ma solo per mettere luce su alcuni punti importanti…

      te lo dico con il cuore…credimi!

  74. alexia says:

    PER DALILA…..ALEXIA BIANCHINI (FOTO DI UN OCCHIO VERDE)

  75. gabriele sapori says:

    Mi do il benvenuto da solo, in qualità di pollo numero 100000000…
    Perché ho mandato il libro dopo tanti incitamenti da parte di amici e conoscenti…
    Perché leggendo le prime righe della loro risposta ho sinceramente creduto che quando ti approcci all’arte conta il talento e quello che esprimi (sono pure musicista, cerco di dare voce a ciò che ho dentro in tutti i modi che mi sono concessi)…
    Perché leggendo i commenti relativi a questo post mi sono sentito un po’ meno solo nella delusione…
    Perché se basta prendere un romanzo di successo e scopiazzarlo per apparire scrittori agli occhi del mondo, allora forse dovrei parlare di complotti storico religiosi o di maghetti under 14…
    Grazie a tutti quelli che hanno postato prima di me, perché mi hanno aperto bene gli occhi…

    • alexia says:

      ciao gabriele………..non sentirti pollo!
      io ho desistito alle loro adulazioni solo perchè in molti me l’hanno sconsigliato ma non hai idea di quanti amici mi hanno chiamato per dirmi della pubblicità in televisione!!!!!!!
      se vuoi un consiglio non demordere e continua a scrivere!
      sfrutta l’attesa per creare…

  76. Ciao Gabriele,
    la delusione che si sente nelle tue parole è qualcosa che capisco. Anch’io rimanevo sempre male di fronte a contratti con richiesta di contributo (e rimango male tutt’ora, eh!) e all’inizio credevo che bastasse il talento… purtroppo non è così, ma ti assicuro che si può pubblicare senza contributo, che ci sono editori onesti, che è possibile emergere anche se non si è personaggi famosi o non si ha una barca di soldi.
    Passa oltre le delusione, e se credi davvero nelle cose che scrivi, fatti forza e insisti. Non ti arrendere.
    Se mi fossi arresa, a quest’ora non sarei qui a dirti queste cose, non avrei pubblicato un libro senza pagare, non avrei tanti lettori sparsi per l’Italia, non avrei conosciuto tante persone interessanti e piacevoli…. Credici, fatica e vedrai che le soddisfazioni, quelle vere, arriveranno.
    Buona fortuna!

  77. Cristiano Parenti says:

    Ancora io =)

    @Alexia:

    Non per sminuire il tuo entusiasmo o il tuo valore ma, al di là dei complimenti che sono sempre gratis, quella del budget e del calendario pieno è la classica scusa per rifiutare un lavoro altrui con garbo.

    Sul pagare le ristampe le cose non stanno precisamente così (è una delle cose che ho chiarito anche io per telefono proprio con la redazione del Gruppo Albatros): se la prima tiratura va esaurita (la metà delle copie che Albatros distribuisce) allora la seconda tiratura è a carico totale della casa editrice; se invece vuoi altri libri oltre alla tua metà della prima tiratura, allora hai il 50% di sconto su queste nuove copie in modo da guadagnarci molto di più rispetto alla prima.

    Il libro poi è ordinabile da ogni libreria italiana, logicamente non verrà acquistato a priori un libro di un perfetto sconosciuto ma la sua presenza sullo scaffale dipenderà dalla richiesta che ne verrà fatta dopo la promozione.

    Alexia io ho un mio lavoro nel cassetto (spinto anche dall’esempio del mio amico) che pensavo di pubblicare e queste precisazioni spero siano utili a tutti per andare oltre sia al primo facile slancio di ogni aspirante scrittore che alle informazioni fuorvianti di certi siti.

    @Elisa:

    Condivido in pieno le tue parole. Io, oltre alla tua domanda sui presunti “cani e porci” pubblicati dalle case editrici a pagamento, ci metterei anche un altro dubbio: siamo così sicuri che le case editrici classiche non richiedano un sostanzioso contributo ai pochi scrittori sconosciuti che pubblicano?
    Ho letto di personaggi molto noti che hanno dato decine di migliaia di euro alle più grandi casi editrici per pubblicare con loro ma risultano agli occhi di tutti come emergenti non paganti…

    Cristiano

  78. Elisa Patrizia Sanacore says:

    Alexia… nulla di personale in questo scambio di idee, voglio solo ragionare.
    Okay… allora vediamo un po’. Mi chiedo: cosa ti offrono le case editrici che non chiedono contributi? Ti offrono una distribuzione capillare? Ti promettono che il tuo libro tappezzerà le vetrine? Ti organizzeranno presentazioni nelle più importanti città di Italia? Ti ristamperanno il libro gratuitamente? Mah! Io credo comunque che il grosso del lavoro lo dovrai sempre fare tu (l’autore inteso). Potrai andare pure in varie librei, ma lo sappiamo dove finiscono i libri degli esordienti delle case editrici minori, in qualche angolo della libreria e lo trovi solo se lo chiedi esplitamente al libraio e questo nemmeno lo sa a memoria, deve controllare in archivio per vedere in quale luogo è stato messo. E poi, secondo me, le presentazioni sono importanti perché è un modo per parlare direttamente con i lettori, perché sono questi i potenziali acquirenti e i potenziali megafoni, perché il passaparola è lo strumento di vendita più efficace. Non so se tu gradisci fare presentazioni, io sì e molto, perché non solo è una promozione, ma è anche un contatto diretto con le persone che io trovo sempre molto arricchente.
    Per tornare ad Albatros, come già detto, è una questione di valutazione. Tu ritieni che chiedono troppo per i servizi che ti offrono? Bene, sei libera di rifiutare. Ma il tuo discorso, come quello di tanti altri, mi sembra più una presa di posizione: le case editrici a contributo non sono vere case editrici. Ma chi lo ha detto? E in base a quali principi? In base solo al principio che se paghi ti pubblicano anche se sei scarso, mentre un editore non a contributo ti pubblica se vali? Non mi sembra che una tale equazione sia sempre valida. Ci sono autori scarsi pubblicati sia da editori a contributo che da editori non a contributo, così come ci sono autori validissimi pubblicati sia da editori a contributo che da editori non a contributo. Alla fine ciò che conta è il testo e questo lo valuta il lettore, che è poi quello che acquista il libro e fa aumentare le vendite e di conseguenza i guadagni. Perché, non so tu, la tua condizione di vita, le tue aspirazioni, i tuoi mezzi e tempi, ma io ho 44 anni, sono single e altro che se ho voglia di emergere, mi sembra anche ora e scrivere non è per me una attività che faccio nei ritagli di tempo, è una attività alla quale dedico tutta la mia giornata e i miei mezzi, anche economici, con tutta la fatica e i sacrifici che comporta, perché non pensare che c’è chi paga per me. Ho puntato tutto ciò che ho e ovviamente mi auguro di vincere.
    Con Albatros le vendite avvengono soprattutto tramite internet e internet è il luogo privilegiato per la promozione, oltre agli incontri dal vivo di cui parlavo. Probabilmente ho una concezione diversa dell’editoria attuale… d’altronde nel contratto Albatros scrive esplicitamente che la propria scommessa editoriale è in stretta collaborazione con gli autori, non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista di “darsi da fare” per far conoscere il libro.
    Dei grandi editori non voglio qui parlare, che ce ne sarebbe da dire… dei piccoli, quelli che hanno scommesso su di te, mi chiedo cosa facciano per far emergere il tuo libro. Perché sai, oggi il mercato è molto competitivo, escono centinaia di novità al mese… per vendere non basta il libro stampato (seppur gratuitamente) e diffuso in varie librerie (che poi non saranno mai tutte). Un emergente per emergere tra tanti emergenti (non parliamo nemmeno di quelli già affermati) ne deve fare di promozione, e quante energie e soldi deve investire, se non vuole accontentarsi di vendere solo qualche centaia di copie e vedere il proprio nome dimenticato dopo qualche mese, perché sommerso da centinaia di altri titoli.

  79. Cristiano Parenti says:

    Una piccola riflessione. Ripensavo alle parole di Elisa e mi chiedevo: quanto peso ha un autore Albatros che pubblica una buona recensione, una testimonianza positiva della casa editrice in un forum che si pone in modo molto critico verso l’editoria con contributo?

    Il grado di soddisfazione credo sia davvero alto per avere la voglia di confrontarsi con persone che spesso bersagliano di critiche feroci verso chi non concorda con le loro opinioni.
    Quello che è possibile leggere sono solo critiche insistenti verso l’editoria a pagamento o riferimenti generici ma non esperienze realmente negative scritte direttamente dagli autori che hanno pubblicato.

  80. Jotty says:

    Mah,
    io non pubblicherei mai a pagamento. Che faccio, dico agli amici: “che bello, mi hanno pubblicato un libro…..devo pagare solo 300 copie”. Mi riderebbero in faccia :D. Questo però è un discorso personale.
    All’inizio pensavo che Albatros valutasse le opere e poi scegliesse quali pubblicare, non pensavo fosse a pagamento (ma è sempre a pagamento?), l’ho scoperto leggendo le faq.
    Innanzitutto va detto che se pubblicano a pagamento, pubblicano tutto, perchè più pubblicano più guadagnano, anche se dovessero farsi anticipare (cosa che francamente non credo) solo i costi.
    Certo, un minimo di selezione c’è sempre. Ma vuoi mettere con la piccola o grande casa editrice non a pagamento che ti pubblica? Che punta tutto su di te rischiando in proprio? Questo si che è pubblicare un libro. E’ questa una soddisfazione enorme.
    La casa editrice piccola non promuoverebbe abbastanza il libro come quella a pagamento? Ma scherziamo? La piccola casa editrice ha più interesse di te a vendere il tuo libro. Se non lo vende ci perde.
    Ma il cuore del “problema” è un altro.
    Non concordo con chi va contro le grosse case editrici (il perchè l’ho spiegato nel post “qualche chiarimento”, ma mi ripeto): le grandi case editrici valutano gli esordienti, ma li pubblicano solo quando trovano (a loro giudizio) un manoscritto che farà vendere moltissime copie, insomma un quasi capolavoro.
    Questo è normale, perchè le grandi casi editrici, essendosi affermate sul mercato, hanno modo di contattare autori sicuri che già permettono di ottenere grandi guadagni, non hanno intenzione di rischiare quasi nulla (quindi se il tuo libro vale 6,5 quasi 7 non lo pubblicheranno mai).
    E qui tocca allo scrittore dimostrare di valere quell’8 che lo porterebbe alla pubblicazione. Certo, entrano in gioco anche la FORTUNA da un lato e l’IMPEGNO dall’altro.
    Se mandi un manoscritto ad una grossa casa ma te lo rifiutano, ma tu smetti di provarci, allora è finita. Ma se te lo bocciano non devi avercela con la casa editrice che ti ha detto che per ora non pubblica esordienti: semplicemente il tuo manoscritto non era un capolavoro.
    Lo era? Ed allora riprova con altre grandi case editrici e vedrai che alla fine, se è un capolavoro, sarà pubblicato. (c’è anche da dire che le grandi case editrici hanno spesso una capacità maggiore di scovare nuovi talenti, perchè investono qualcosa, mentre certe piccole case editrici si affidano a volte a gente poco esperta)
    Poi si può pubblicare pure con le piccole case editrici che in un mercato regolare avrebbero proprio la necessità di puntare sui giovani scrittori emergenti. Qui se il tuo libro vale 6,5, quasi 7, te lo pubblicano. E già è una grande soddisfazione.
    Se poi, magari, il tuo libro vale 8, puo’ anche essere che una grossa casa editrice lo vede e decide di comprarsi i diritti (quello che non si scopre si compra :D). Se non sbaglio Grisham è diventato quello che è diventato proprio così. (rifiutano “il socio” – lo pubblica una piccola casa editrice – infine una grande casa editrice si compra i diritti e lo pubblica)
    Infine il discorso delle pubblicazioni a pagamento. E’ legittimo e non credo si possa farne al riguardo un problema etico.
    In fondo chi pubblica in quel modo sa di stipulare un contratto con il quale acquista determinati servizi per promuovere il libro su cui LUI ha puntato, rischiando in proprio.
    Tuttavia la cosa non mi convince affatto.
    Innanzitutto il discorso di promuovere il libro personalmente, attraverso presentazioni, recensioni, manifestazioni, blog, forum e via dicendo, per quanto giusto, logico ed importante, può fare degradare la persona da “scrittore” a “rappresentante”.
    Alla fine hai 300 copie da vendere e fai di tutto per venderle, perchè se no ci rimetti di tasca tua. Hai quindi il fiato sul collo, perchè sai di aver rischiato tu, addirittura sai che se non vendi tutte le copie, la ristampa non ci sarà, o non sarà gratuita.
    Insomma si passa da quella promozione “spensierata” di chi ha pubblicato perchè qualcun altro ha creduto in lui, a quella promozione forzata di chi, intanto, ha 300 copie da vendere per rientrare nelle spese e, poi, altrettante copie da vendere per sperare nella ristampa.
    Ma sarà sempre il passa parola a decretare il successo o l’insuccesso di un libro. La casa editrice deve essere abile a scegliere un bel titolo (assieme all’autore ovviamente) e una copertina accattivante, ma poi saranno i contenuti a determinare il successo o l’insuccesso dell’opera.
    Si vendono 10 copie. Ebbene, se il libro è bello, potrà piacere a 8 persone. Di queste 8, 6 ne parleranno bene ad altre 50 persone, e magari 5 decideranno di comprarlo. Se il libro è brutto, invece, puoi fare tutta la promozione che vuoi, ma si venderà a stento.
    Per la promozione, poi, sempre bene mandarlo alle redazioni dei giornali che (se il libro piace) si esprimeranno come persone terze nei confronti del pubblico.
    Penso si possa arrivare al successo sia pubblicando con piccole case editrici, sia pubblicando con grosse case editrici, sia con i servizi a pagamento. Perchè se l’opera vale, il passa parola decreterà il suo successo e, a quel punto, l’autore saprà ben regolarsi per il futuro (e magari anche l’editore).
    Ma l’impegno non basta per pretendere e sperare di farne una professione. Se uno non scrive romanzi da 7 o da 8, non può sperare di campare con questa professione, fra l’altro in un Paese dove si legge poco. Insomma, un sacco di persone si sentono bravi scrittori, ma se dopo molti anni non riescono a pubblicare nulla, a mio parere non è solo questione di FORTUNA O IMPEGNO.

  81. alexia says:

    jotty…condivido appieno.

    non sono contro l’editoria a pagamento ma non credo si possano paragonare le due possibilità…

    per elisa…io ne ho 36 e con tre figli piccoli, un cane e due tartarughe non posso pensare di lavorare per scrivere…
    io scrivo e basta…in due anni sono al mio quarto romanzo e mi appaga molto, mi rende spensierata e felice, mi riempie i sogni di fantasia…

    per cristiano…
    partendo dal presupposto che io sono difficile all’entusiasmo e sono molto insicura, i rifiuti sono stati accompagnati da un e-mail informale dove mi hanno detto che “per i loro lettori” il mio lavoro era buono e mi incitavano a continuare a scrivere. inoltre questo responsabile mi ha contattato altre volte richiedendomi tutti i miei lavori e attualmente sta leggendo anche il libro piaciuto alla “piccola” casa editrice.

    scusate se non mi dilungo, avrei altro da dire, ma sono qui con il piccolo ammalato in braccio …
    un saluto a tutti

  82. Elisa Patrizia Sanacore says:

    Jotty, concordo con la seconda parte della tua mail. Appunto, la gente compra il libro se vale (anche se non sempre la gente compra libri che valgono).
    Riguardo invece alla prima parte della mail mi trovo in disaccordo. Albatros non mi ha dato un punteggio come a scuola, non so se per loro valgo 6, 7, o 8 e nemmeno mi interessa saperlo. Ciò che mi interessa è che l’abbiano valutato sufficiente valido per essere inserito nel loro catalogo… che poi dico, con tutta la pubblicità che si stanno facendo vuoi che siano così cretini da creare un catalogo pattumiera? No, perché dico… se sono così avidi di soldi ci sono modi diversi per farli e senza nemmeno dare nulla in cambio). Quindi per me è una opportunità, come ho già detto, che ho valutato in ogni aspetto, economico, editoriale, personale. Ora sta a me fare il resto, senza per questo passare da scrittrice a rappresentante. Ora vorrei solo che mi portiate un esempio di un emergente pubblicato non a pagamento e che mi diciate cosa ha fatto la casa editrice per lui, per promuoverlo, per farlo emergere visto che lo ha ritenuto così valido. Un solo esempio, dettagliato, non solo parole.

    Alexia, ognuna ha la propria storia e la propria vita ed è con queste che si deve sempre fare i conti. Se una casa editrice non a contributo ti sta facendo la corte sono veramente contenta per te, non fartela scappare! E fammi sapere quando uscirà il tuo libro, che una copia la acquisto di sicuro.

    Cristiano, è una questione di intelligenza, orgoglio personale e dignità. Io faccio delle scelte e me ne assumo sempre le conseguenze, in primis quella di sostenere la validità di esse.
    Potrei andarmene scuotendo la polvere dai mie piedi, tanto la testa delle persone non si cambia. A me non interessa cambiare la testa delle persone, io dò semplicemente il mio contributo e siccome so che questo sito viene letto da molte più persone di quante abbiano scritto qui, mi auguro che queste possano trovare utili anche i miei commenti.
    E poi, sono io la prima a credere nel mio valore e spero che anche altri, editori e lettori, lo riconoscano. Non sarà così? Pazienza, rivedrò la situazione, ma fino a prova contraria non voglio farmi fermare da questioni di principio.

  83. alexia says:

    questo scontro di idee mi piace molto…
    contattatemi pure su fb se volete…alexia bianchini (foto con occhio)

    eli…non sai quanto sono stata tentata nell’accettare la proposta di albatros vedendoci un opportunità per farmi conoscere, ma ho voluto aspettare e vedere cosa ne pensassero altre case editrici…

    vorrei chiacchierare con voi ma l'”infetto” mi reclama…hahahahah
    sono tre settimane che faccio la reclusa con qualche figlio impestato da virus…. e meno male che scrivo!!!! altrimenti diventerei matta…

    un saluto a tutti

  84. Dalila says:

    Il 5 marzo dovrei inviare il mio libro di poesie ad albatros mami sa tanto che non lo farò più… A nzi lo invierò perchè mi piacerebbe avere un parere, ma di sicuro se dovessi essere selezionata non pagherei nulla.. Io di anni ne ho 20, scrivo da quando ne avevo 6 e 2000 o 3000 euro chi me li dà? Vediamo che succede, prima o poi i miei romanzi e libri di poesie spero che vengano fuori.. Grazie a tutti per avermi illuminata su albatros che mi sembrava molto diverso. Boh… Alexia io sono più insicura di te, avevo finalmente trovato il coraggio per far leggere ciò che scrivo ed ecco 300000000000000000 dubbi.. Bh, speriamo bene, prima o poi forse avrò fortuna anch’io! 🙂

  85. Elisa Patrizia Sanacore says:

    Alexia ti cercherò su fb così continuiamo il confronto, non scontro dai..

    Dalila, se vuoi puoi rivolgerti a Il rifugio degli esordienti, un sito al quale puoi inviare il tuo testo gratuitamente e ti verrà fornito un parere gratuitamente.

  86. Mattia says:

    Un saluto a tutti.
    Complimenti per il dibattito molto interessante.
    Anche mia moglie ha avuto la proposta dal Gruppo Albatros, la sua per la precisione è di 185 copie a 14,90 quindi parliamo di 27oo e passa eurini.
    Visti i tempi di magra e visto che sembra proprio che la promozione sia davvero a livello locale (quindi Roma, e noi che siamo di Bergamo difficilmente ne beneficeremmo visto che non abbiamo amici o conoscenti da quelle parti) sarebbe propensa a non accettare.
    I programmi televisivi dove apparirebbe l’intervista sono su un canale di nome Viva l’Italia Channel e quello radiofonico è su Nuova Spazio Radio che non mi sembrano proprio dei nomi di risalto nazionale.
    La mia non vuole essere assolutamente una critica nei confronti ne di chi porta avanti questi programmi e ne di chi li segue.
    Solo credo che le connotazioni del contratto risultino spropositate in proporzione all’offerta.
    A questa stregua tanto vale farsi 50 copie a 400 euro e promuoversele localmente.
    Io ho avuto la “stessa” offerta in ambito musicale da una pseudo casa discografica, la JetSpeed Records, da Hollywood, California, con le medesime caratteristiche.
    Acquisto di molte copie a prezzo pieno, promozione via internet, fantomatici contatti con grosse produzioni ecc ecc.
    Insomma c’è di che stare attenti in questi ambienti.
    Poi è anche vero che ogni persona deve fare delle considerazioni soggettive oltre che oggettive.
    A presto e complimenti a Chiara per la perseveranza.
    Mattia

  87. Elisa Patrizia Sanacore says:

    Per quanto riguarda il darsi da fare per autopromuoversi riporto questo articolo dal sito http://www.kultunderground.org/archivio.asp?art=7007:
    “Premesso che se siate stati così fortunati da ottenere l’attenzione di un editore disposto a pubblicarvi, io vi auguro a priori che si tratti della Mondadori, o della Einaudi.
    Ma alla luce delle statistiche è assai più probabile che la prima casa editrice ad appoggiarvi sia una casa editrice per così dire minore.
    Niente di sconveniente per carità. Anzi. Sono proprio le piccole case editrici che spesso hanno il coraggio di rischiare e sono maggiormente disposte a scommettere e ad investire su un esimio sconosciuto.
    Proprio per questo è estremamente importante che un autore non si adagi, e non creda che dalla pubblicazione in poi tutta la strada sia in discesa.
    L’importante è rompere il ghiaccio, uscire col primo romanzo. Questo è vero. Ma se non lo sa nessuno oltre ai nostri parenti ed amici, e alla casa editrice in questione, a che è servito?
    Occorre che se ne parli il più possibile, che siano inviate copie in visione a tutti i siti e riviste che si occupano di letteratura allo scopo di far recensire ovunque sia possibile il vostro libro.
    E’ necessario che tutte le autorità considerate competenti in materia se ne occupino, o almeno che vengano interessate e informate.
    Così bisogna che i critici ricevano copie del nostro libro e che lo recensiscano. Non aspettate l’ufficio stampa della casa editrice. Perfino alla Mondadori potrebbero non occuparsene così bene come potreste fare voi stessi.
    Rifacciamoci all’esperienza di Luca Masali, il fortunato autore de I Biplani di D’Annunzio.
    “Quando uscirono I biplani di D’Annunzio, non rimasi certo ad aspettare l’ufficio stampa Mondadori: non sono così ingenuo da pensare che il colosso di Segrate si sarebbe mosso per me. Così ho preparato un pacco per i giornalisti contenenti le sinossi, una copia del libro, un articolino già scritto in formato Word per fare il copia-e-incolla, i file della copertina del libro in formato TIF, a 300 punti per pollice, in modo che fosse già pronto per la pubblicazione e le fotocopie delle recensioni già uscite. Ho fatto una letterina d’accompagnamento un po’ spiritosa e ho inviato il tutto a tutte le redazioni possibili e immaginabili. Chi ha mai frequentato una redazione sa bene che razza di casino sia il lavoro del redattore. Trovarsi la pappa fatta, le immagini già a posto, e un pizzico di ruffianaggine ha fatto miracoli: il mio romanzo è stato recensito da decine e decine di riviste. Una massa critica che ha fatto sì che del mio lavoro si interessassero anche i grandi quotidiani e le riviste di critica letteraria. Ho fatto un ottimo lavoro, tutto sommato. Un lavoro che mi è costato soldi e fatica, ma ne è valsa la pena. Come disse Kim a proposito del mestiere del mendicante “Chi in silenzio chiede, in silenzio muore”.

  88. Dalila says:

    La penso come Mattia e la moglie ormai che ha fatto bene a non accettare. Pagando è sempre tutto non dico più semplice ma quasi.. Tanto vale affidarsi a case minori senza dover spendere capitali

  89. roberta says:

    Come avrete notato, il gruppo ALBATROS sta letteralmente dappertutto, radio e TV soprattutto. E’ assolutamente legale, non c’è niente di male, il punto sta altrove… e cioè NELLA DISTRIBUZIONE. Non sto qui a discutere sul fatto che pubblicare a pagamento sia assolutamente inutile, bensì vorrei, molto umilmente, consigliare ai giovani scrittori esordienti come me, di non cadere (da subito almeno!) nella trappola degli editori tipografi. Prima di firmare “contratti” con editori che pubblicano a pagamento, vi consiglio di dare una bella occhiata ai commenti di chi ci è “cascato”. Il libro viene pubblicato, ok, magnifico, ma dopo??? Secondo voi, se un editore “intasca” del denaro prima ancora di cominciare a fare l’editore, che senso ha chiamarlo editore? Che senso avrebbe per un editore, preoccuparsi di distribuire il libro se ha già intascato i soldi [dall’autore stesso poi!!!!] TAUTOLOGICO,COMICO e VANO SISTEMA!!!! Questo resta un mio parere, può essere sbagliato, ma è sempre un parere.Consiglio dunque ai fantastici abitanti del pianeta esordiente (anch’io lo sono) di spendere tutti quei soldi in altro modo. Il rifugio degli esordienti, come sapete offre mille altre possibilità…quindi non demordete, ma soprattutto, non alimentate il circuito di quei libri che, intasando il mercato, costringono giovani di talento squattrinati all’anonimato. In bocca al lupo a tutti!

    • Cristiano Parenti says:

      Ciao Roberta, se ti informi meglio sulla casa editrice vedrai che distribuisce a livello nazionale, ovviamente non vedi i loro libri in primo piano sullo scaffale della Feltrinelli ma questo è pure utopia per il 90% delle case editrici e credo tu lo sappia. Puoi indicarmi i commenti negativi, non anonimi, di chi “c’è cascato”?
      Tra le opinioni, firmate, che ho letto in giro penso possa esserti utile questa per vedere meglio la situazione: “A differenza delle altre case editrici con cui ho pubblicato, ha rispettato gli accordi in ogni parte e non ha proposto e venduto fumo” (Pasquale Totaro Ziella, autore di “Isabella Isabella”).
      Un saluto,
      Cristiano

      • roberta says:

        Gentile Cristiano non ho MAI conosciuto una persona, e dico UNA a cui il gruppo Albatros abbia dato un parere negativo. Questo, scusami, ma mi dice molto sull’ onestà “intellettuale” della suddetta casa editrice. Come spieghi questo fatto? E’ possibile che su 50 persone che hanno inviato il loro testo al gruppo Albatros, tutti e 50 abbiano ricevuto, dopo appena qualche settimana, un parere positivo?
        Riguardo i commenti di chi ci è “cascato” la rete è davvero straripante di esperienze deludenti. Comunque io mi riferivo agli editori a pagamento in toto
        infatti ho scritto: “Prima di firmare “contratti” con editori che pubblicano a pagamento, vi consiglio di dare una bella occhiata ai commenti di chi ci è “cascato”. Anche su questo sito, se leggi bene, potrai trovare molte esperienze deludenti, vissute da chi è caduto, purtroppo, nella trappola degli editori/tipografi. Ripeto, questo è un mio parere, non voglio convincere nessuno.

  90. Sergio says:

    Ricevuto contratto,pensato,alla fine non risposto.

    Mi hanno richiamato loro, per convincermi.

    E pensare che Kafka ha dovuto penare tantissimo.

    Ovvio che abbia confermato il mio non-interesse.

    Se poi uno/a vuole vedere “a ogni costo” vedere pubblicato il suo nome su un libro ……libero/a di farlo.

    Mio consiglio: eccitatevi pure liberamente del fatto di aver ricevuto una “proposta/riscontro” alla vostra opera, poi tirate un respiro lungo, dormiteci sopra, e decidete soltanto a mente lucida. Vedrete che non sarà così difficile.

    Se poi uno/a vuole “ad ogni costo” vedere pubblicato il suo nome su un libro ……ovviamente libero/a di farlo.

  91. Sergio says:

    per Cristiano Parenti:

    Domenica 28 Marzo sono stato l’intera giornata alla Fiera del Libro a Roma e fho partecipato a tanti lavori e presentazioni.

    Bene, sia tutti gli autori che tutti gli editori presenti,hanno convenuto che l’editoria a pagamento non c’entri nulla con la vera editoria, ma sia qualcosa di completamente diverso.

    Le hanno definite semplici “stamperie industriali”
    Perfettamente legale, per carità, ma non editoria.

    Poi ognuno è libero di farsi stampare il suo libro nei modi e alle condizioni che meglio crede.

  92. Dona says:

    ciao a tutti, sono Donatella e da anni sto cercando di pubblicare il mio libro. Ho ricevuto anch’io la proposta editoriale sia da “IlFilo, che dal Gruppo Albatros-IlFilo.
    Prima di loro mi ha contattata una casa editrice di Milano abbastanza affidabile da quel che mi risulta, ma tutte chiedono il contributo dell’autore, che a sentir loro è solo un contributo spese, ma chi se ne intende sa che in verità “il contributo” copre l’intera spesa di stampa della prima edizione(e oltre).
    Ogni casa editrice si vuole tutelare da eventuali pubblicazioni fallimentari, ma nei contratti ci sono precise clausole da rispettare da entrambe le parti, se decidi di pubblicare con il contributo richiesto, alla fine anche l’editore è tenuto a rispettare quelle regole che stabiliscono come, quando e attraverso quali canali ti spetta lo spazio pubblicitario-promozionale.
    Nel contratto con il Gruppo Albatros-il Filo compaiono molte più voci interessanti che solo con “Il Filo”, più pubblicità, miglior distribuzione, ma la storia è simile.
    10% di diritti d’autore e un vincolo di soli 2 anni, che è molto meglio del 7% di diritti, con 20 anni(!)di vincolo come mi è capitato con una precedente offerta di pubblicazione.
    Sono molto indecisa, per me la somma è alta (mi devo accollare 185 copie del mio libro a 13,90 euro l’una)ma il libro è divertente e lo sto trascinando da anni con la mia indecisione e insicurezza.
    Magari si tratta solo di trovare l’offerta migliore e buttarsi, credo che nessuno in verità crederà in me se non lo farò io per prima, per il resto è solo come un qualsiasi contratto di lavoro!
    dovrò dar loro una risposta entro i prossimi giorni, se fra qualche mese vedrete pubblicizzato un libro dal titolo “smamma”, beh, è il mio!
    ah, da contratto devono pubblicare entro 4 mesi dal saldo del contributo(che può essere versato anche a rate..)

    Ognuno investa su se stesso!
    ciao a tutti!

    • Cristiano Parenti says:

      Salve Donatella,
      anche io penso che si debba investire su noi stessi come prima cosa, ovviamente non solo sul piano economico ma anche su quello delle energie personali.
      Buona parte di esse sono da spendere nel momento della promozione e della diffusione del nostro libro e che, come ho potuto vedere con i miei occhi, è supportata al massimo dal Gruppo Albatros oltre alla parte promozionale che compete loro, ma serve anche l’iniziativa dell’autore.
      Mille auguri per “Smamma” che spero di leggere tra 4 mesi, giusto in tempo per rilassarmi durante le (brevi) vacanze estive =)

  93. Dona says:

    LA VERITA’ DI “UNA MOSCA BIANCA”:

    Gentile Donatella,
    rispondo alla sua richiesta sperando di non essere troppo franco. Le rispondo perchè ho apprezzato molto il suo sito internet e le idee da lei espresse e che vuole divulgare. Trasgredendo una regola che per noi è vitale, le rispondo perchè voglio metterla in guardia su questi pseudo editori che giocano sul desiderio degli autori esordienti di pubblicare i propri lavori. Non è detto che sia il suo caso ma non credo di sbagliarimi di molto. Questi “Editori” spesso rispondono con un parere positivo salvo poi richiedere cifre assurde per la pubblicazione.  Ricordo che Giovanna Bartolini mi fece vedere il suo manoscritto che, tra le centinaia che riceviamo ogni mese, si distingueva certamente. Certo è improbabile avere qualche possibilità di emergere in un mercato (così purtroppo è) che mediamente sforna 7.000 nuovi libri in libreria ogni mese con una vita media di poche settimane. Dopo di che i libri invenduti tornano all’Editore e buona parte vanno al macero.  E’ un dato di fatto, non è certo il suo caso, che in Italia si legga poco e si scirva molto ed è molto triste, sopratutto per la lettura così come è un dato di fatto la scadente qualità della maggioranza di ciò che oggi va per la maggiore. Tornando al suo lavoro non mi è possibile pubblicarlo e mi spiace che la nostra segreteria le abbia risposto in modo così formale ma non ci è materalmente possibile rispondere alle centinaia di autori con le nostre poche forze. I piccoli editori, tanto più se editori veri, sono “mosche bianche” destinate all’estinzione perchè non traggono reddito dalla loro attività. Il mercato librario e le librerie sono in mano a tre grandi gruppi editoriali che occupano il 75% degli scaffali con le loro varie sigle. Il rimanente 25% è destinato a molte migliaia di piccoli e medi editori, presenti a seconda non tanto della qualità delle proprie pubblicazioni ma della forza del proprio distributore nazionale. Ci sono poi editori, se così vogliamo chiamarli,  che pubblicano solo se l’autore paga per intero la tiratura e che hanno ancora più scarsa visibilità in libreria. Si può dire che questi “Editori” siano ai margini del sistema ma il loro scopo non è quello di vendere i libri.Il loro scopo è di guadagnare subito  praticando ai poveri autori prezzi più che triplicati rispetto ai costi di stampa. Tenga conto che un libro come il suo non può costare più di 2,5-3 euro a copia. Non conosco la cifra che le hanno richiesto ma dubito che sia quella giusta, cioè non più di 1.000 euro in totale per 350 copie. Non voglio scoraggiarla ma sarei molto dispiaciuto che qualcuno approfittasse della sua buona fede. Sappia anche che è singolare e sospetto che le abbiano garantito una distribuzione natalizia del libro. Le librerie prenotano le novità che escono sotto Natale entro metà di settembre… Siamo ora in prenotazione per le novità di gennaio-febbraio e tra due settimane gli editori presenteranno le schede dei libri in prenotazione per marzo-aprile. Con questa premessa, tenga inoltre conto che il periodo natalazio vede migliaia di novità editoriali in libreria e non è proprio quello giusto per un autore esordiente pubblicato da un piccolo editore. Certo che costituisce un ottima scusa per una mancata distribuzione o una mancata vendita. Spero di esserle stato utile e mi scusi ancora per la franchezza che spero la aiuti nella sua trattativa con l’editore o comunque a prendere le decisioni più giuste.
    Cordiali saluti e auguri.
     
    Alberto Perdisa 

    • Cristiano Parenti says:

      La grande distribuzione fa dominare il mercato alle poche grandi case editrici che controlla. Stessa cosa per gli alimenti nei supermercati.
      Eppure qualcuno ancora sopravvive in questi mondi, spesso creandosi una nicchia di mercato o facendo alla perfezione il proprio mestiere.

      Purtroppo in Italia le lamentele sui meccanismi del mercato vengono spesso portate avanti da quei soggetti che, in tempo di crisi, non hanno saputo rinnovarsi e che, non potendosela prendere contro il sistema stesso o i giganti della concorrenza, indirizzano allora le proprie critiche verso chi non sta affondando con loro.
      Con questo non voglio dire che il sig.Perdisa non sia un editore più che valido, anzi, ma che il “mettere in guardia da i cattivi” noi scrittori non farà migliorare i libri che si pubblicano nella nostra nazione nè farà vendere di più quelli pubblicati dalle case editrici “classiche”.
      Il libro oggi non è un’opera d’arte ma un prodotto editoriale, ma questo sembra che non si riesca a capire e si continua a brancolare nel buio della crisi con la stessa lanterna di un tempo.

      Data questa situazione allora io penso che gli scrittori facciano bene a fidarsi di chi ascolta e segue un autore, poco importa se viene richiesto un contributo economico (ammortizzabile ovviamente).
      Le piccole case editrici non hanno voce, le grandi non ascoltano ma uno scrittore non smetterà di raccontare nè smetterà di voler vedere vivere quelle storie negli occhi di più persone possibili.

  94. Sergio says:

    Mahh…sarà una mia impressione ma il Sig.Cristiano Parenti,da come e cosa scrive, più che uno scrittore a me sembra un “portavoce” del gruppo Albatros.
    Mi sbaglierò sicuramente, ma l’impressione che arriva è questa.

    Visitate le varie Fiere del Libro,chiedete ai veri scrittori, informatevi,parlate con i veri editori,e fatevi una vostra idea molto più reale di cosa sia l’editoria.

    • Cristiano Parenti says:

      Ciao Sergio,
      se per “portavoce” intendi dire che sono un sostenitore hai perfettamente ragione in quanto penso sia di pubblicare con loro che di fidarmi della parola di un mio caro amico che ci si è trovato bene.

      Inoltre mi piace seguire tutto ciò che gira intorno ai libri e quindi mi sono “avventurato” in un’umile analisi personale della situazione editoriale sicuramente da discutere e da integrare con tanti altri punti di vista.
      Io ho lasciato il mio, spero sia utile.

  95. Silver says:

    Carissimi,

    ho ricevuto oggi il contratto del Gruppo Albatros, e mi chiedo se essendo un’emergente posso provare a contrattare la percentuale d’incasso. Il Romanzo credo abbia alte probabilità di vendita e un 10% è veramente una percentuale misera.
    Cosa mi consigliate?
    Mercoledì ho un incontro con l’avvocato per farmi spiegare per bene il contratto.
    Ovviamente ho l’obbligo delle 185 copie da comprarmi. Ma è una spesa ragionevole che sono pronta a fare dato che mi offrono come già detto da voi molta pubblicità che da sola o con altre case editrici non avrei mai.
    Quindi la domanda ricade sulla percentuale.

    Gentilissimi

    un saluto

  96. Ciao Silver,
    da quello che so, il 10% per gli esordienti è anche alto, se paragonato al 4% o simili che molti offrono. In Italia, per quanto ne so, il massimo è il 15%. A me, da contratto (per una pubblicazione senza contributo) spetta il 12%.

  97. roberta says:

    Gentile Silver, mi permetto, molto umilmente, di consigliarti di sondare bene il campo prima di firmare il contratto con il G.A.; soprattutto perché hai detto che il tuo scritto avrebbe ottime probabilità di avere successo. Posso chiederti a quanti editori hai spedito il libro, prima di rivolgerti al G.A.? Ti ringrazio, a presto.

  98. Silver says:

    Grazie ragazze,

    Roberta ho contattato 5 editori e tutti che mi hanno mandato a casa un bel contratto bello bello da stracciare. ehehehe sinceramente la migliore offerta pare quella del G.A, dato che almeno offrono un minimo di pubblicità. Non è il numero di editori che riesci a contattare ma il livello qualitativo dello scritto, e questo giudizio lo avrai solo facendo leggere i tuoi scritti alle persone che ordinariamente leggono per piacere, la maggior parte degli editori truffano, perché ti raggirano chiedendoti quote di partecipazione o in contribuzione alla compravendita di alcune copie, in realtà pagherai tutto a tue spese superando anche la quota di tiratura. mi da veramente fastidio e trovo ingiusto che il guadagno se lo prendano quasi per intero l’oro (10% vuol dire che ti arriva 1.50 a libro). sarò anche un emergente ma come ben sapete è un attimo a far diventare qualcuno uno sconosciuto se l’opera vale (basta un buon libro e una studiata pubblicità). come personaggi valiamo data la nostra giovane età e talento. abbiamo una vita davanti per far vivere i nostri scritti, basta non avere fretta, quindi come ha fatto Chiara andrò alla ricerca di qualcuno che mi proponga qualcosa senza pagare in denaro visto che di mio ci ho pagato la vita e mesi di dedizione. (oltretutto sono un grafico calcografico e me lo sto illustrando da sola). Mi sa che se entro 6 mesi non trovo niente incomincerò a pubblicarmelo da sola e a venderlo personalmente in mezzo alla strada. se non trovo una casa editrice onesta non è di certo colpa mia, quindi troverò il modo di dare all’opera il pubblico anche senza di loro. Invito tutti a far così, se il libro piace presto qualcuno ti proporrà un contratto come si deve dove le percentuali entreranno nella norma e non nella ladrada editoriale.

    Un abbraccio.

    • roberta says:

      Gentile Silver, fai benissimo! Avevo capito che intendevi pubblicare con il G.A., ma, leggendo le altre cose che hai scritto, mi sono resa conto che hai le idee ben chiare. Mi permetto di consigliarti questo libro: “La guida agli editori che ti pubblicano 2010” della delos book. Lì troverai un elenco dettagliato delle case editrici, piccole e medie (ma anche grandi) che pubblicano SENZA contributo da parte dell’autore, sono moltissime, naturalmente ci sono anche quelle che pubblicano con contributo! Tanto per avere un’idea e una panoramica generale… Ogni editore ha la sua scheda e ci sono notizie sui contatti, su cosa pubblicano, ecc. In bocca al lupo!

      • Silver says:

        Cara Roberta,

        navigando e informandomi ben bene ho scoperto che è meglio editarsi il libro da soli, essendo un’artista pubblicherò come riproduzione del mio libro d’artista (compreso di illustrazione calcografiche) di tasca mia e andrò a venderli personalmente. non ho voglia di farmi fregare tutti i soldi da nessuna “casa editoriale” perché sono semplicemente dei tipografi camuffati, a sto punto consiglio a tutti di fare come sto per fare io, ovvero rimetterci di tasca propria e andare direttamente da un tipografo (come questo http://www.libritalia.net/home), per poi rimboccarsi le maniche e vendere la propria opera porta a porta 😀 qui i prezzi variano in base al tipo di libro e ai materiali e al numero di copie ma sono sicuramente prezzi onesti che guarda caso sono ben inferiori ai soliti 2.500€ e più che propongono le altre case editrici. investendo la stessa somma ipotetica di 2.500€ in una tiratura di 1000 copie circa (dati a caso) la cui singola copia verrà a costare poco più che 1.50€ vendi il libro al modico prezzo di 10€… 😀 tutto andrà a finire nelle proprie tasche. addio percentuali e addio editori succhia emergenti! l’unico sbattimento è che lo stesso autore avrà un bel da fare, ma se non si ha un principale lavoro, finalmente avrai un occupazione seria, se nn si ha tempo puoi sempre chiedere ad un amico disoccupato! Qui è dove mi sono documentata http://www.danaelibri.it/rifugio/soccorso/tipografia.asp, ma ripeto credo che la soluzione migliore stia in quest sito http://www.libritalia.net/home), o comunque come dice il sito precedente un tipografo vicino casa per poterlo controllare. Comunque è opportuno (per chi li ha) sentire pareri ovunque ma sopratutto di persone già inserite nel campo editoriale (contatti) e NON AVERE FRETTA! (me lo sto ripetendo anche io perché sono la prima a non vedere l’ora di avere il mio bimbo tra le mani.

        Chiara fai girare anche la possibilità della tipografia 😉 è sempre una strada da percorrere sicuramente c’è tanto lavoro da fare in più, ma a quanto pare le “case editrici” a pagamento (fottute) non credo si sbattano più di tanto, a sto punto meglio la vendita porta a porta. vendi meno copie ma sicuro l’incasso è sicuro. anche perche se riesci a vendere 500 copie l’incasso è circa 6.000€ tutti soldi che ti rientrano e che potrai reinvestire in una seconda tiratura, è un pò come spacciare droga ahahaha, ricordo che la somma richiesta dalle case editrici a pagamento dall’autore supera nettamente le intere spese di produzione della tiratura.

        Con questo me ne vado a letto!

        Saluti a tutti!

  99. Silver says:

    (si nota un mondo che siamo tutti scrittori qua dentro XD, scriviamo tutti un sacco e correttamente l’italiano ehehehehe, che gioia infinita vedere che siamo tanti e capaci ma sopratutto unicamente italiani -ho sempre fatto schifo in italiano, come mi piacerebbe ora regalare una copia del libro alle mie care prof delle medie e superiori <3)

    • Roberta says:

      Cara Silver fammi sapere perché vorrei acquistare il tuo libro. IO AMO GLI ESORDIENTI!!!!!!!! Nella mia libreria ho una sezione speciale dedicata a loro (a noi!)e vorrei ampliarla! A volte, i libri degli “sconosciuti”, sono migliori di moltissimi altri di autori “famosi”. Un saluto a tutti!

  100. Mattia says:

    Sono pienamente in accordo con Silver e le faccio i complimenti per la scelta.
    Di tipografie ce ne sono tante e ormai attrezzate anche per un buon lavoro di prestampa.
    Da non trascurare sono anche le copie stampate in digitale che non hanno costi di avviamento e prestampa ma vanno direttamente da coputer a macchina da stampa che non è altro che una grande stampante evoluta. Dove lavoro io ce ne sono a cinque colori che stampano in fronte e retro. Sono pazzesche, veloci e precise. Comunque, tornando al discorso principale, continuo a sostenere che ci possono essere tutti i buoni propositi del mondo ma se la promozione non è a livello nazionale del tuo libro (e chi te la fa se sei emergente? e soprattutto se non sei figlio di… nipote di…. o amico di…..) e solo a livello locale e questa avviene a 600 km da dove vivi, e dove vivono poi i tuoi potenziali clienti, è solo uno spreco di energie e di danari che penso nessuno trovi sugli alberi.
    Come dice appunto Silver, in mano il libro finito fatto pubblicare dal tipografo più vicino, ci si rimbocca le maniche e si pensa a come “vendersi”. Per esempio chiedete al vostro comune ed ai limitrofi, tutte le feste et similia che verranno fatte nei prossimi mesi. Vedete se è possibile e a quali costi metter giù un banchetto col proprio libro. Oppure speditelo ai giornali o alle tv/radio locali chiedendo se hanno degli spazi dove trattano libri ecc. ecc.
    Senza contare poi che c’è Internet con i vari Facebook, Blogger ecc ecc.
    Per quanto riguarda mia moglie poi non ha accettato il contratto del G.A. e io ho appena acquistato la guida consigliata da Roberta.
    Vediamo cosa ne viene fuori.
    Complimenti ancora per questo spazio molto importante per voi scittori (io non lo sono, son solo un lettore e un sostenitore della scrittrice che è mia moglie 🙂 )
    Buona onda a tutti.
    Mattia

    • Roberta says:

      Caro Mattia, sono felice che tu abbia acquistato la guida per tua moglie. A me è stata molto utile! Ci sono molte case editrici oneste che pubblicano senza spillare denaro agli autori esordienti, basta avere il tempo di cercarle. Dobbiamo tentare(anche se è molto difficile)di sconfiggere quel “circuito malsano” creato dagli “acchiappapolli”. Sarebbe bello poter usufruire di un sistema editoriale che pubblica i meritevoli e li “sostiene” sotto ogni punto di vista, invece che farsi pagare per pubblicare. E’ come se un pittore pagasse le persone per acquistare i suoi quadri! E’ impensabile! Considerato che questo avviene soprattutto in Italia e, considerato che noi siamo italiani, dobbiamo essere NOI a bloccare questo sistema “nefasto” e ingiusto. Quindi coraggio! Io consiglio anche di informarsi sulle agenzie letterarie. Anche qui, stesso discorso: ce ne sono di oneste (poche) e di disoneste (moltissime). Bisogna informarsi bene e incappare nel giusto agente. Questa è una delle strade possibili…In bocca al lupo a tutti!

      • Silver says:

        Ragazuoli, per ora proverò con il mio e se funziona sarò lieta di aiutare altri emergenti evolvendo “la cosa” in una casa editrice per emergenti talentuosi…tenetemi d’occhio che sento che le cose cambieranno!

  101. Cristiano Parenti says:

    Ciao Silver,
    penso che la soluzione della stampa in proprio, nel tuo caso, sia l’unica praticabile visto che vuoi pubblicare un libro d’artista con illustrazioni calcografiche.
    Nei restanti casi dipende. Dipende dai calcoli non a caso che si devono fare per vedere quanto costa la singola copia e se il potenziale risparmio ottenuto vale la candela dello sbattimento nel seguire il lavoro del tipografo (se si ha il tempo e l’occhio per seguirlo).
    Inoltre c’è da considerare l’editing che tu magari cercherai di fare da solo ma che io credo dia risultati di un altro livello se fatto fare da qualcuno con la mente più fresca rispetto alla nostra che si è persa nelle revisioni, qualcuno che ha esperienza e una visione editoriale che probabilmente a noi sfugge.
    Nel fare questi conti bisogna tenere presente “l’oste” ovvero chi comprerà il libro e che può essere calcolato solo se abbiamo dei canali già stabiliti, dai parenti ad alcune librerie amiche o altro tenendo bene a mente che non abbiamo una distribuzione, tantomeno nazionale.
    L’ultima voce è quella della promozione che si è liberi di fare per conto proprio ma per la quale alcuni potrebbero preferire la guida e il supporto di una casa editrice.

    Sono tutte cose a cui dare poco o tanto peso e, nel secondo caso, non mi sembra assolutamente da accantonare l’idea di essere pubblicati da una casa editrice a pagamento se questa è seria perchè, oltre a darti in mano l’agognato libro, toglie molti pensieri e permette alcuni tipi di promozione non accessibili a tutti.

    Ognuno poi fa le sue valutazioni in base al suo caso e alle sue esigenze e mi sembra giusto vedere tutto il panorama senza pregiudizi, nè favorevoli nè contrari a priori.

    Buonanotte a tutti,
    Cristiano

  102. Silver says:

    Caro Cristiano l’intento è un romanzo vestito da libro d’artista 😀 è per attizzare la curiosità nei lettori verso il mondo dell’arte antica che ha ora la possibilità di evolversi nel contemporaneo grazie all’accostamento con il romanzo (nel mio caso). per chi intende promuovere solo lo scritto la tipografia va bene uguale, ma se volete ho un sacco di gente pronta ad illustrare (me compresa) dei libri. l’intento principale è appunto l’accostamento dello scritto con l’arte, unendo gli elementi il prodotto è molto più interessante dal mio punto di vista. in tipografia come ho già detto i costi della singola copia variano in base alla tiratura (es. 1000 copie>1.50 a singolo pezzo, il resto è guadagnato). l’editing è fattibile da un qualsiasi lettore accanito che ama la letteratura e che sappia la grammatica (un professore, un vicino di casa, un amante, la puttana dietro l’angolo….), nel mio caso mi stanno aiutando il mio ex e la mia vicina, poi ho avuto la fortuna di ottenere venerdì un colloquio con uno scrittore/critico e vedremo come va…L’EDITING FINALE è OBBLIGO FARLO FARE A QUALCUN’ALTRO, L’AUTORE PUO’ NON VEDERE MOLTI ERRORI.

    se il libro vale fidati che lo vendi e una casa editrice ricordo che al massimo ti fornisce un 12% d’incasso -.- e sinceramente preferisco venderlo a porta a porta o con banchetti nei mercati + tosto che dare l’intero ricavato a loro che fanno finta di avere a cuore l’autore (se è a pagamento). ripeto se il libro vale la gente ne parlerà e le chiamate dai media pèù alti arriveranno, senò vuol dire che lo scritto non è poi tutto questo granché ed è meglio che ci si ritiri a coltivare patate e a scrivere solo per puro piacere personale. c’è da sottolineare che non tutti gli scrittori dovrebbero scrivere per il pubblico, un prodotto di qualsiasi genere deve essere principalmente commerciale per essere venduto. un percorso come quello che sto per fare mi permetterà di capirlo, dato che proporrò di persona il mio lavoro a persone del mio paese e della mia rete personale, se funziona continuerò a pubblicare accordando con le librerie, ma per ora lo sottopongo a poche persone per volta che mi diranno il loro parere, è inutile estenderlo in scala nazionale se poi il prodotto fa schifo e non piace, o sbaglio? un editore a pagamento punta esclusivamente al denaro che l’autore è disposto a pagare per farsi pubblicare (denaro che supera nettamente la produzione della tiratura), non li stai a cuore veramente, vogliono solo i tuoi soldi!
    nel mio caso decido di vendermelo da sola perché non accetto un 10/12% di incasso all’autore perché so che il prodotto vale il candelabro 😉 preferisco una strada più lunga ma sicuramente con l’incasso maggiore difatti per quanto riguarda le percentuali è inverso, il 10/12% lo userò per far pubblicare (1.50), vendi il libro al modico prezzo di 10/12 euro…fatti i conti da solo adesso 😀 vendi meno copie ma l’incasso è assicurato ehehehehe (investi 1.500 e ne ricavi 6.000, poi ne rivesti in una seconda ristampa dando 1 un lavoro e 2 soldiiiiiiiiiiii, ripeto nel mio caso perché ho ideato e rivoluzionato il mondo della letteratura visto obbiettivamente eheheheh

    poi chiunque può creare un libro d’artista facendosi aiutare dai bravissimi emergenti d’arte che saranno felici di partecipare (io faccio da sola, ma è un caso raro), in fondo potremmo rivoluzionare il mondo della letteratura in questo modo abbattendo i paletti che ci sono da troppo tempo!

    • Silver says:

      aggiungo che in tipografia far riprodurre immagini (non sono stampe o disegni o dipinti… originali ma riproduzioni) non costa tanto di più di una pagina scritta!

    • Cristiano Parenti says:

      Ciao Silver,
      di entusiasmo ne hai da vendere e ti auguro fortuna per il tuo libro. Personalmente io non me la sento di essere così eccessivamente ottimista sul successo di una scelta editoriale “fai da te” perchè preferisco puntare su volumi di vendita molto realistici (300 copie circa) senza illudermi di essere uno scrittore già conosciuto, di aver prodotto l’opera del secolo o di avere canali personali che possano sostituire una promozione professionale.
      Sul panorama editoriale in genere coltivo un po’ di sano cinismo e quindi non credo ci sia una via perfetta nè che ci sia un metodo buono per tutti. Come dicevo prima, la migliore pubblicazione dipende dalla situazione e dalle esigenze personali (c’è, ad esempio, chi preferisce vendere anche solo 3 copie a città ma essere diffuso in tutta Italia), così alcuni incontreranno le case editrici e altri non ne avranno voglia.

      Certamente non voglio dissuaderti dal pubblicare con i tuoi metodi nè, al contrario, riuscirei ora a convincerti della bontà della mia scelta di pubblicare con il Gruppo Albatros ma sono sicuro che non sia tutto bianco o nero e che importi solo il risultato che ci si prefigge, il mezzo per raggiungerlo può essere differente.

      Per le illustrazioni ti contatterò se decidessi di inserirle, per ora un saluto, Cristiano

      • Silver says:

        Dimentichi una cosa importante 😀 TROVARE LA GENTE GIUSTA A CUI DARE IN MANO IL TUO INEDITO (lì è karma) e parto con 500 copie perchè in un modo o nell’altro voglio darlo al pubblico che lo desidera, voglio che lo acquistino SOLO le persone che hanno voglia di ascoltare. non punto sulla quantità dei lettori ma sulla qualità.
        Se l’autore vuole regalare la sua opera ad editori che si limiteranno a stuprarlo, che faccia pure è una scelta democratica la libertà di agire per la strada che meglio crede (casa editoriale 10% percento e come ci mangi? se credi in te racimola un 1.500 e pubblica, ne ricaverà il triplo ;)).

        Non mi fido di nessuno che non sia mio amico e che non guardo in faccia se permetti, un contratto ad occhi chiusi non lo firmo manco sotto tortura, piuttosto lo regalo a spese mie la mia opera, dato che è MIA!!! poi ovvio sempre liberi da farsi cullare dai vambireditori 😀

      • Silver says:

        Un saluto Cristiano 😀

  103. Roberta says:

    Butto una domanda là, nel pozzo degli interrogativi irrisolti… Secondo voi, per un esordiente sconosciuto, cosa vuol dire avere avuto successo con la sua opera prima? Significa aver venduto quanto? 500? 1000? 2000? (qui rasentiamo l’impossibile)copie? Aspetto vostre con ansia, miei cari amici scrittori;-)

    • Silver says:

      cmq 2000 copie è una bella cosa, nel senso che 2000 persone hanno letto le tue parole!! Sperando che sia piaciuto ovviamente!

  104. Silver says:

    ripeto io guarderei la qualità, cmq secondo il mio cervello: 500 i tuoi amici lo hanno comprato, 1000 il tuo paese quando vai in giro ti riconosce e 2000 speriamo che incominciamo ad intascare qualcosa 😀 (con aditore, da solista ci intaschi anche nelle prime 500), se vendi 2000 copie dipende poi dall’editoria dove vuole promuoverti e dipenderà dal successo della qualità del testo e in che modo la gente delle altre regioni possa importare, ma qui allora si vuole diventar famosi (da solista il culo te lo vai a fare da solo in giro per strada con qualche tuo amico disoccupato a cui darai un lavoro). Incominci con la tua città e fai agire il passaparola della novità guadagnandoci direttamente, senò dovrai intraprendere la via nazionale dove dovrai sbatterti in giro per l’italia a presentare il tuo libro se la casa editoriale svolgerà un buon lavoro, ma spesso editano e lasciano l’autore fare le sue cose da solo senza appoggio. c’è da pensare all’obiettivo e la motivazione del perchè vuoi fare leggere il libro alla gente!

  105. Intervengo per dire solo una cosa: Silver, io ti auguro davvero di vendere tante copie, specie se il tuo lavoro è valido, però in tutta onestà, non è così semplice.
    Avrei venduto molte copie nella mia città… se le cose fossero state diverse! Ho avuto la possibilità di parlare del libro in tv locali e in presentazioni varie, con sindaco, assessore alla cultura e chi più ne ha, più ne metta. Conosco anche gente che gestisce associazioni culturali, ma, ahimé, anzi, ahinoi, per ogni cosa bisognava “pagare”. Non parlo di soldi, ma di favori da chiedere, di regali da fare, di preghiere da rivolgere. Nessuno è profeta in patria, si dice. E poi il sud è un ambiente particolare… non so dove tu viva, ma so che ognuno ha le sue croci. Alle fiere del libro è stato diverso, lì sì che i libri, se si è capaci di proporsi, si vendono. Ad un certo punto, però, si pone un altro problema: bisogna lavorare per pagare le bollette. E allora, quando per sopravvivere si deve fare altro, dove si trova il tempo per girare l’Italia partecipando alle fiere (il che, comunque, ha notevoli costi), o andando a vendere porta a porta i propri libri?

    • Silver says:

      quello che dico investi una somma e vendendo ne ricaverai il triplo, mangi con quelli perchè il 10% che ti aspetterà come autore lo investirai ella produzione, non dovrai girare l’italia ma solo la tua città.
      le occasioni ce ne sono, oggi ho avuto il sacro santo culo di incontrare e parlare con il favoloso Gabriele Salvadores, e di fatto ho fatto un regalo (il mio inedito) 😀 sono loro che ci devono pagare le NOSTRE IDEE mettitelo in testa XD è rischioso ma è giuso così sei tu la madre dei tuoi scritti non la casa editoriale che ti rappresenta, poi sempre dipende da cosa scrivi e cmq come faccio ad avere una tua copia?

      Un grosso bacio e W DIO

      c’è solo una differenza tra te e me, io abito in provincia di Milano e studio presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (centro città) e lì si che ne gira di gente ehehehh compreso Salvadores (socio onorario dell’accademia da ieri:) poi se mi cagano ottimo se no vado avanti e senza dare soldi a nessuno, testa alta, tette i fuori!! ripeto il mio libro me lo vado a vendere da sola (meno copie – molte persone potrebbero essere interessate al tuo libro solo che non lo conoscono così permetti loro di acquistarlo bussando alla porta o proponendolo direttamente, fuori dalle scuole, nel post spesa ecc. (volantino con introduzione, consegna a domicilio/posta + sito dedicato all’opera)ehehehe – più percentuale d’incasso se il testo vale, se non vale no è!
      Prega per me che qui posso andare in contro al suicidio hihihih 😛
      è semplicemente un’altra strada, cmq venerdì ho un incontro con uno scrittore e vedremo insomma che fare. Niente è definitivo tutto è relativamente improvviso. Bisogna saper comprendere il profondo concetto del Carpe Diem, e saltare coscientemente!

      Buona fortuna per tutto e grazie che hai creato questo spazio senza ti te vagherei ancora come una bella addormentata della società!

      Ma tu sei di Catania? effettivamente essendo a sud hai fatto la scelta migliore! Purtroppo siamo in uno stato regionale e le realtà cambiano! ed è questa la bellezza della nostra patria e a contempo la sua più grande disgrazia!

  106. Io sono calabrese, e in questo caso devo dire purtroppo. Sto pensando di spostarmi altrove, ma non è un buon momento lavorativamente parlando. Immagino che in città come Milano le cose vadano diversamente, me lo auguro davvero. Sono riuscita a guadagnare abbastanza dalla vendita dei libri, sia dai diritti d’autore (a me danno il 12%), sia dalle copie che ho venduto io. Non sono arrivata a mille ancora, ma ci sto lavorando. 🙂
    Puoi ordinare il mio libro da IBS o Webster o dal sito della Edizioni del Poggio, oppure visto che sappiamo quanto saltare gli intermediari sia conveniente, puoi comprarlo direttamente da me! 🙂
    Oppure, e questa è la prospettiva che più mi attrae, possiamo fare uno scambio: il mio libro per il tuo. Che ne dici? 🙂
    Comunque teniamoci in contatto, chissà, magari un giorno faremo qualcosa insieme!

    • Silver says:

      ahahah si che bello lo scambio mi alletta un casino!!!! Allora aspetto di pubblicare il mio così ce lo scambiamo!
      Sarebbe bello fare un antologia 🙂 per le scuole e per il commercio! insomma siamo scrittori e sarebbe bello lavorare con dei colleghi. potremmo fare un unica storia a 4/6/8/10 mani dove ogni scrittore continua il pezzo dell’altro! Si teniamoci in contatto 🙂 e non molliamoci più!!!

      si dovresti spostarti (vendo un trilocale (casa mia) o un bilocale (casa zio)se interessa ehehehe)ma ricorda di avere sempre a cuore la tua terra. quanto a me abito in un paese dimenticato da dio in prov di Milano, la cosa bella che a 20 min da qui c’è anche Pavia, insomma non è male ma è in netta depressione economia, al contrario degli altri paesi milanesi.

  107. roberta says:

    Non vi lamentate troppo, carissime amiche, io sono della Ciociaria 😉

  108. Silver says:

    abbiamo creato un gruppo di discussione sui più svariati temi, gradite persone con i controcazzi che sappiano usare, credere, capire ed ascoltare il vero significato delle parole italiane! http://www.facebook.com/group.php?gid=111247282241272 ANTI-VAMBIEDITOR Siete con noi o almeno iscrivetevi al gruppo per poter fare delle buone discussioni! 🙂 Benvenuti tutti quelli che hanno anche bisogno di un’amico a cui chiedere un consiglio! A Presto e seguiteci! Chiara membro onorario e amministratore se ti aggrada l’idea 😉

  109. Sergio says:

    discussione di gente che sapia scrivere l’italiano in maniera decente!

    Sapia???? :-))

  110. Roberta says:

    oddio…vanno bene anche quelli che fanno degli errori grammaticali, penso…e spero! ;-D

  111. Ma dai, sarà una svista! 🙂

  112. Sergio says:

    Sicuramente una svista, era solo una segnalazione amichevole.

    Ma se leggi : “gradite persone con i controcazzi che sappiano usare, credere, capire ed ascoltare il vero significato delle parole italiane ………

    le sviste saltano ancor più all’occhio. 🙂

    P.S. Non è questo il caso, ma secondo voi ci si può definire scrittori quando si commettono errori e a volte veri orrori grammaticali e di sintassi, come non è raro leggere in siti di scrittura?

    • Silver says:

      Amo il terrore di sbagliare, è così umano.
      L’errore ci rende quello che siamo.
      Io non ho paura di puzzare.
      Io puzzo, rutto e scoreggio.

      Chi decide ciò che siamo se noi noi stessi?

      Se hai paura e non ti piaci.

      Impara ad amare ogni tuo difetto e tormento.
      Quando ti sveglierai.
      Solo un sospetto.
      Ho preso coscienza.
      Era solo uno spettro.

      Non è la grammatica (o i probabili errori di battitura) che rendono una persona capace di esprimersi!
      Nel mio caso faccio mille errori perché scrivo di getto. Il mio pensiero corre veloce senza mai sbavare una sillaba e solo il mio corpo fisico che mi impedisce di scrivere nel giusto modo. Creo mentre parlo e mentre ragione, sempre. Quello che scrivo non è che un milionesimo di quello che produco all’interno del mio corpo inconscio.

      • Silver says:

        (spiegazione) quello che ho scritto nel precedente post l’ho scritto senza controllarlo. Gli errori escono perché si tratta di errori di battitura come hai potuto vedere 😉 Spesso quando si è stanchi fisicamente, non hai lo sbatti proprio di controllarlo. L’essenziale (SU UN BLOG) è passare i concetti!

      • Silver says:

        a me l’errore piace perchè una volta pubblicato mi ricorda che non sono una macchina e sorrido, a volte una lettera digitata in più o in meno può dar quel tocco d’arte che la letteratura corretta non è in grado di apprezzare. Punti di vista in ogni caso 🙂 Per chi vuole insegnare o ha studiato la lingua italiana come dio comanda fa bene ad essere così. Nel mio caso d’italiano ho solo letto. Non so i verbi, i predicati, la sintassi, l’analisi logica e grammaticale 🙂 So solo ragionare e parlare da meno di qualche mese la mia vita letteraria è iniziata nel Novembre 2009! Sono giovane e credo di continuare a studiare per imparare meglio l’italiano, ma da libri!

      • Silver says:

        aggiungo che non accetto le regole se non mi piacciono e la grammatica mi ha solo bloccato la vita!! Ho il trauma delle analisi e dei temi. Memoria brevissima da piccola e una gran pasticciona. Scrivevo mille pagine e non ce la facevo a ricopiare in bella per bene, quindi andava a finire che ne rifacevo uno nuovo. E ho incominciato così, la mia prima stampa del romanzo finito non ha niente a che fare con quella odierna. Gli scrittori correggono in continuazione i propri scritti!

  113. Io credo che la conoscenza della lingua in cui si scrive debba essere ottima, se si è scrittori. Penso anche che in un blog ci si possa rilassare, che parlando non sia necessario utilizzare un italiano perfetto e che le sviste capitino a tutti.
    In genere, comunque, non è difficile distinguere una svista da un erroraccio da ignoranza, una distrazione da una bestialità che uccide la lingua.

  114. roberta says:

    Brava Chiara! Se ci mettessimo a rileggere ogni frase che scriviamo, oppure leggiamo (scritta da altri) non si avrebbe un confronto tra persone con la stessa passione, ma una correzione di bozze universale! Quindi dai, un po’ di tolleranza è necessaria! Certo, conoscere bene la lingua è fondamentale, ma caspita, siamo tra amici, qualche “svistina” può capitare…non vogliamo far colpo su nessuno ma soltanto comunicare! ;-D
    Quanti errori ho fatto??? ;-D

  115. Silver says:

    esatto si tratta di un blog non di un manoscritto

  116. roxy says:

    scusami chiara mi sono trovata nel tuo blog cercando “gruppo albatros” su google.
    allora che editori consigli per gli scrittori emergenti?

  117. GAIA says:

    Ciao Chiara,
    scusa l’intrusione….sono finita qui come penso molti altri mentre cercavo informazioni sul gruppo albatros….magari mille altri ti avranno fatto la stessa domanda, ma il tuo blog è lunghissimo non sono riuscita a leggerlo tutto…
    …vorrei chiederti un parere visto che sono nuovissima di questo campo e ho dei dubbi su questa casa editrice…
    ..anche io,come molte altre persone , dopo aver visto la pubblicità e aver inviato il mio manoscritto a Gruppo Albatros ho ricevuto una loro risposta positiva…con un certo entusiasmo ho accolto la notizia ma poi mi sono detta perchè non guardare su un forum cosa si dice di questo gruppo?….insomma, mi sono trovata travolta da una serie di commenti negativi soprattutto per quel che riguarda il fatto di dover pagare per avere la pubblicazione…e ho tirato un paio di tristi conclusioni…
    quello che vorrei sapere è: secondo te,data la tua esperienza, quando mandano l responsi positivi è perchè un manoscritto vale o le mandano a random a tutti o a quasi tutti senza badare ai contenuti e al suo effettivo valore????(per un mero tentativo di spillare soldi?) ..perchè il mio entusiasmo iniziale era per essermi vista tra gli autori scelti più che per l’effettivo fatto d’esser pubblicata…essendo ancora la cosa che più mi preme vorrei trovare risposte per vedere se ho possibilità o se son stata scelta solo per essermi rivolta a loro (e non a chi davvero competente)….io scrivo da anni per puro piacere ho sempre tenuto per me i miei scritti ed è la prima volta che provo una simile esperienza…spero che tu possa aiutarmi a capire qualcosa di più..Grazie mille Gaia

    • Cristiano Parenti says:

      Ciao Gaia,
      dopo la risposta di Roberta io non verrò a dirti l’esatto contrario di ciò che ha detto lei per spirito di contraddizione ma voglio farti riflettere su alcuni punti che ti permettano di prendere decisioni non sull’onda del semplice entusiasmo nè seguendo la corrente di chi è contro indipendentemente dai fatti:

      1 – pubblicare con l’editoria a pagamento è un metodo legittimo, valido e efficace se a fronte del contributo viene stampato un ottimo prodotto editoriale e la sua distribuzione e promozione sono buone. Nello specifico il Gruppo Albatros queste cose le fa e anche bene nonostante si nominino famigerate orde di scontenti

      2 – su internet ci sono molti commenti positivi degli autori che già hanno pubblicato con loro, io ancora non l’ho fatto ma ho potuto vedere direttamente ciò che è stato fatto con professionalità per il libro di un mio amico scrittore, anch’egli rimasto soddisfatto e se cerchi informazioni su alcuni loro autori come, per esempio, Amilca Ismael o Monica Bartolini potrai vedere che tipo di pubblicazione (nomi, cognomi, opere, tipo di promozione… insomma dati) è davvero quella del Gruppo Albatros

      3 – su internet ci sono anche alcune testimonianze di persone che si sono viste rifiutare la pubblicazione dal Gruppo Albatros (a memoria ricordo una poetessa sul blog di “promesse d’autore”), ovviamente il loro numero non credo sarà altissimo visto che un rifiuto non fa mai piacere

      4 – nonostante ciò che viene detto da molti gli editori non guardano il cv dello scrittore compiacendosi delle passate pubblicazioni, a loro interessa il libro che stai proponendo in quel momento e la bontà di quello passato, insomma guardano cose concrete perchè non hanno tempo per oziosi particolari visto che vogliono vendere (e giustamente)

      5 – infine vuoi sapere se sei stata scelta per fare numero o se il tuo lavoro vale davvero? Chiama la casa editrice o mandale una mail così ti faranno parlare con chi ha letto il tuo libro e ti spiegherà perchè e dove è meritevole di pubblicazione. E’ facile, addirittura ancora più facile che sparare a zero solo per il gusto di avere un bersaglio

      C’è la pubblicità in tv di un qualche shampoo o roba simile che dice “Io guardo il risultato”, diciamo che in questi casi è proprio la sintesi di ciò che penso.

      Spero di esserti stato utile, quantomeno come voce dissonante e critica, poi ovviamente ognuno ha i suoi parametri personali da tenere in considerazione.
      Un saluto,
      Cristiano

      • Roberta says:

        Cristiano, ti ricordo che il pittore non paga il gallerista per esporre i suoi quadri; perchè dovrebbe farlo uno scrittore? Come giustifichi i migliaia di euro che ti chiedono?Per coprire cosa? Le spese di stampa? E’ assolutamente ridicolo! L’investimento di un editore sta propro nel “confezionamento” e nella distribuzione del libro che intende pubblicare. Allora, se non lo fanno, non chiamiamoli editori! Mi dici per favore che importanza ha se su 3000 pubblicazioni l’anno, due soli autori sono soddisfatti? Si vede che non hanno mai avuto una contropartita adeguata. E poi questo tuo amico scrittore, chi è? Sono mesi che ne parli sul blog. Credo, in tutta franchezza, che sia il tuo alter-ego fiabesco. Saluti.

  118. Roberta says:

    Ciao Gaia, benvenuta! Sarai felicissima di sapere che il fatto di esser approdata “casualmente” sul sito di Chiara, è la cosa più bella che ti potesse succedere (soprattutto dopo aver contattato il gruppo albatros!). Se il tuo sogno è pubblicare:

    1) non avere fretta

    2) evita di contattare gli editori che chiedono contributi per la pubblicazione, perchè intascano i tuoi soldi e non ti distribuiscono adeguatamente il libro. Leggi bene i commenti di chi si è fatto pubblicare da loro.
    Molto umilmente, ti assicuro che il gruppo Albatros pubblica chiunque (eh certo, se è l’autore stesso che paga, perché rifiutare migliaia di euro!) Non ho mai sentito o letto di proposte rifiutate dal gruppo Albatros, e tu? Non ti devi demoralizzare però! Gli editori onesti esistono, e anche se rifiutano i testi, lo fanno con onore. Ricordati che lo scrittore scrive, e l’editore fa l’editore e non il tipografo.

    2) entra anche tu nel malsano sistema editoriale italiano, informati bene e cerca gli editori onesti che non chiedono il contributo all’autore. Non è illegale far contribuire economicamente l’autore dell’opera ma è immorale e ingiusto. Se vorrai far “carriera”, il fatto che sul tuo curriculum ci sia scritto che hai pagato per farti pubblicare non è sicuramente un punto a tuo favore, se scriverai altre cose e vorrai trovarti un editore serio!

    3) non gli credere quando cercano di convincerti che anche i grandi scrittori, all’inizio, hanno pagato per farsi pubblicare. Erano altri tempi! Parliamo, soprattutto del secolo scorso!!!!!

    4)visita il sito del Rifugio degli esordienti, lì troverai molte notizie utilissime, c’è una lista con gli editori che non chiedono contributi; il modo giusto per presentarsi agli editori; come scrivere una sinossi e una lettera di presentazione; ecc.

    5) ti consiglio di leggere le risposte di Chiara in questo blog. Sono “dritte” utilissime.

    In bocca al lupo!!!!!!!!!

  119. Ciao Gaia,
    hai fatto bene a scrivermi. Spero di poterti essere d’aiuto.
    Roberta, che ringrazio per le cose carine che dice di me, (:-)) ha praticamente detto tutto ciò che serve.

    Da quando ho iniziato la battaglia contro l’editoria a pagamento ho avuto scambi di mail con decine e decine di persone a cui il Gruppo Albatros ha proposto la pubblicazione, e sono anche in contatto con qualcuno che ha accettato la proposta. A nessuno è stato detto di no, e chi ha detto sì non si è trovato bene, perché non ha ricevuto niente più di qualche presentazione e intervista, cose che fanno anche editori piccoli che non chiedono contributi.
    Tutti quei soldi non giustificano nessuna spesa già solo perché prima di vendere la prima copia del libro, loro hanno già guadagnato ampiamente.

    Pagando non saprai mai se è il merito che ti ha portata fin lì,se l’editore apprezza il tuo talento o piuttosto il tuo denaro; pagando otterrai meno di chi non lo fa, non di più!

    Il discorso è molto vasto e mi rendo conto di quanto tu possa sentirti spaesata, ma non demordere: se questa è la tua strada, saprai percorrerla al meglio.

    Per qualunque domanda, io sono qui. O se preferisci, puoi scrivermi in privato, qui:
    chiaravitetta1985@gmail.com

    In bocca al lupo! 🙂

  120. GAIA says:

    VI RINGRAZIO MOLTISSIMO
    ….mi avete risposto come è giusto….odio chi ti compiace solo per non farti rimanere male….non aiuta ne a crescere ne a migliorare ne a scegliere!!!
    ..amo L’ARTE E LA POESIA per la loro natura libera…..e stimo chi DIFENDE E PROTEGGE queste cose e i suoi autori da questo mondo che fa scendere qualsiasi cosa a compromessi e sporca tutto solo per lucro!!!
    Adesso provo a informarmi nel sito che mi avete indicato ho già scaricato gli indirizzi degli editori che lavorano senza contribut….se deve essere sarà nel modo più naturale e giusto….se no non sarà per niente!!!

    Se mi arriveranno riscontri positivi non mancherò d’aggiornarvi!!!

    Io sono con voi…Grazie per l’aiuto che date a tutti noi esordienti!!!!

    Gaia

    • Silver says:

      abbiamo creato un gruppo su facebook 🙂 prova a cercare ANTI-VAMPIEDITOR troverai una scimmia appesa, siamo noi 😀 un bacio Gaia!!!

      ps: lotto per far sì che l’arte ritorni tra le pagine degli scritti se può interessarti l’argomentazione!

  121. Prego Gaia, è un piacere essere d’aiuto. 🙂

  122. Roberta says:

    Grande Chiara, meno male che ci sei tu! Hai salvato decine e decine di esordienti dalle grinfie dei mostri cattivi! Alle prossime elezioni candidiamo Chiara alla presidenza del consiglio dei ministri! ;-D

  123. Sergio says:

    Una cosa a questo punto mi pare evidente, direi lapalissiana.

    Come avevo già detto, si rafforza sempre più l’impressione che Cristiano Parenti, con la sua ultima difesa “punto per punto”,non sia poi così estraneo o distante dal Gruppo Albatros come intende far credere. Chi si prenderebbe mai la briga di seguire questa discussione e di controbattere regolarmente “in difesa” del G.A. se non qualcuno interno o in qualche modo vicino allo stesso?
    Dai!!
    Intendiamoci, tutto perfettamente legittimo eh!, ma le motivazioni e le argomentazioni addotte a difesa non reggono davanti alla trasparente chiarezza di una linea editoriale volta più allo “stampaggio di libri conto terzi” che alla ricerca ,l’individuazione, la pubblicazione e la promozione di nuovi autori. Il tutto ovviamente a onere e onore dell’editore, che ne beneficierà nel presente e nel futuro in funzione della sua bravura e professionalità.

    Che poi tra tutto l’accettato,lo stampato e il rivenduto all’autore stesso, il G.A. si possa ritrovare per puro caso tra le mani l’Opera del secolo, o l’Autore Fenomeno che scalerà le vette delle classifiche, non dipenderà certo dalla scelta editoriale o dalle capacità di vaglio e di promozione del G.A.,ma da un puro e semplice, e freddo, calcolo delle probabilità.
    (tra tantissimo materiale ricevuto, magari ne spunterà fuori qualcuno veramente valido, ma mandato alla stampe con la stessa consapevolezza e “meritocrazia” dei numerosissimi altri immeritevoli)

    • Cristiano Parenti says:

      Ciao Sergio,
      questa “lapalissiana” scemenza che hai detto ora l’hai già detta e, se ricordi, io ti ho già risposto (noto che ogni volta che intervengo sei proprio tu uno quello che puntualmente controbatte…).
      Se proprio non hai voglia di ricordare allora te lo ripeto, magari stavolta resta: come scrittore io sono propenso a pubblicare con loro e, quando avrò terminato il libro per ragazzi che sto ultimando, lo manderò al Gruppo Albatros per essere pubblicato perchè, difficile a credersi per certe persone, ma mi sono informato per bene sull’editore al quale mi voglio rivolgere… è ovvio che mi senta vicino (questo è lapalissiano), il resto delle accuse è solo triste retorica alla Schopenhauer.

      Non so che cosa tu faccia per vivere, immagino non lo scrittore altrimenti non perderemmo tempo in queste stupidaggini ma staresti scrivendo; io ho un lavoro che mi permette di arrivare alla fine del mese e sono ben contento di investire una parte dei miei soldi se questo vuol dire essere seguito e promosso con costanza e tempi rapidi visto che ho anche altre cose da fare.
      Se tu, Roberta o altri potete permettervi economicamente di non lavorare e di impiegare tutte le vostre energie nella scrittura buon per voi ma poi, con le spalle coperte, non venite a criticare qualcuno proprio sui soldi.
      Se invece lavori allora vorrà dire che per te la scrittura è un hobby dai tempi molto lunghi e incerti che ti gratifica solo con il miraggio di una pubblicazione che forse non arriverà mai.
      Non conosco le intenzioni altrui ma io scrivo per essere letto, ognuno fa quel che vuole (è ancora possibile, vero?).

      • Sergio says:

        citaz. <>

        Ovvio che glielo pubblicheranno subito, Sig.Parenti, a prescindere dal valore o meno dello scritto.
        Il punto è tutto qui, se riesce a comprenderlo; ma
        evidentemente Lei è un tipo a cui “piace vincere facile”.:-)( altri no, preferiscono procedere per meriti)

        Resta sacrosanto il fatto che Lei “investa” come meglio crede il suo denaro, ma nel frattempo si preoccupi anche del fatto di quanti ragazzi riusciranno effettivamente a trovare il suo libro sugli scaffali delle librerie, pur cercandolo fortemente. Ovviamente esclusi quelli ai quali regalerà o rivenderà le sue copie molto ben pagate al G.A.

        in ogni caso, Le faccio i miei migliori auguri per i il suo libro.

        P.S. A proposito, ma Lei lo ha letto bene, punto per punto, il contratto che spediscono a chi è stato “valutato positivamente”? Io si, e pur non spaventandomi minimammente i 1800€ richiestimi, ho intrapreso la strada forse più lunga e faticosa dei “veri editori”: l’unica, a mio avviso, che possa gratificare realmente chi si sente, o aspira a diventare, un vero scrittore e non un qualunque scrivente.

  124. Roberta says:

    Bravissimo Sergio! Analisi puntualissima della linea editoriale albatrossiana: acritiche pubblicazioni a tappeto; guadagni da milioni di euro; qualche sporadica presentazione; distribuzione semi-fantasma; reclutamento esordienti sognanti poco informati ma con tanta voglia di pubblicare. Sto pensando a quello che ha scritto il Sig. Parenti nella sua risposta a Gaia, al punto 5 : –”infine vuoi sapere se sei stata scelta per fare numero o se il tuo lavoro vale davvero? Chiama la casa editrice o mandale una mail così ti faranno parlare con chi ha letto il tuo libro e ti spiegherà perchè e dove è meritevole di pubblicazione. E’ facile, addirittura ancora più facile che sparare a zero solo per il gusto di avere un bersaglio”. Beh, secondo voi, se io mi rivolgo direttamente a chi vuole spillarmi migliaia di euro, che cosa dovrebbero dirmi? Che il mio libro fa schifo? Dovrebbero essere così onesti da rifiutare il mio lavoro mediocre, e “perdere” l’occasione di intascarsi minimo 2000 euro, senza fare nessuno sforzo? Ne dubito fortemente! Aspetto con ansia che il Sig. Parenti risponda puntualmente anche a questo commento, argomentando, a spada tratta, la bontà della più volte citata tipografia. Non dobbiamo dimenticarci che il compito dell’EDITORE è INVESTIRE su un autore e non spillargli del denaro.

    • Cristiano Parenti says:

      Quando qualcuno alza un mano per dire la sua eccoti “con la spada tratta” a cercare di smontarlo, quanto zelo.

      “Mi dici per favore che importanza ha se su 3000 pubblicazioni l’anno, due soli autori sono soddisfatti?”
      …immaginavo questa risposta ma credevo fosse superfluo scrivere “COME ESEMPIO” accanto ai nomi delle due scrittrici.
      Se avessi tempo di fare una breve ricerca troveresti un numero ben maggiore di commenti positivi (cosa che io ho fatto), al contrario non ho riscontrato lo stesso per quelli negativi che vengono nominati di tanto in tanto come un mitologico spauracchio senza mai un elenco di questi nomi.

      Non ho alcun problema a dirti chi è il mio amico scrittore che ha pubblicato con il Gruppo Albatros e alla prima occasione gli chiederò se vuole che il suo nome sia tirato in mezzo. Nel frattempo ti invito a riflettere sul fatto che il telefonare alla casa editrice non è ovviamente per sapere se il romanzo è piaciuto (se hanno inviato una proposta di contratto la risposta è scontata…) ma per sapere le motivazioni che hanno portato alla scelta.

  125. Roberta says:

    Gentile Sig. Parenti se, come scrive, non è coinvolto con il gruppo Albatros, non vedo perchè Lei debba prendersela tanto se persone comuni non condividono la linea editoriale della casa editrice in questione. E poi, basta con questo tono polemico, deponiamo le armi, me compresa. Per rispondere alle sue supposizioni, Le dico che io lavoro fino alle 8 di sera in un contesto difficile. Tutto quello che guadagno (ben poco, glielo assicuro)mi serve per sopravvivere. Non mi resta niente “da investire”, come scrive Lei. L’unica cosa che mi resta è la passione per la scrittura, che cerco di alimentare anche quando sono così stanca da non riuscire nemmeno a parlare. Non creda che chi si batte contro l’editoria a pagamento ha “le spalle coperte” come dice Lei. Chi si batte contro la vanity press, crede in un sistema editoriale migliore e più meritocratico. Inoltre, secondo il mio modestissimo parere, chi ha troppa fretta di pubblicare non è un vero scrittore appassionato, è semplicemente un megalomane che scrive non per passione ma per vedere il suo nome stampato sulla copertina di un libro il prima possibile. Scelta liberissima, ma che io non rispetto, come molti altri. Che non vengano poi a lamentarsi, gli scrittori che hanno alimentato questo malsano sistema, perchè basta leggere per essere informati. Se io “investo” 3.000 euro per farmi pubblicare, quante copie si dovranno vendere per pareggiare il conto? Vediamo…se una copia del mio libro costa 10.00 euro, considerato che come autore del libro mi spetterebbe, bene che mi vada, il 10% (quindi 1 euro), solo per coprire la mia spesa iniziale dovrò vendere 3000 copie del libro!!! E’ davvero una previsione eccessivamente ottimistica per uno scrittore esordiente; considerato che vendere 1000 copie per un’opera prima (non pubblicizzata a tappeto) è un vero trionfo! Le auguro comunque di restare soddisfatto. Ci faccia sapere come si troverà, può essere che Lei rappresentarà l’eccezione. Saluti.

    • Cristiano Parenti says:

      Cara Roberta, sono completamente d’accordo con la sua idea del deporre le armi della dialettica; io, come lei, sono per un confronto ricco di punti di vista e rispettoso delle idee altrui, condivise o meno che siano.
      Per questo io non me la prendo con chi non ha le mie stesse idee e, anzi, comprendo i ragionamenti dietro ad altre posizioni come la sua. Mi dispiace solamente sentire con una certa frequenza la volontà di deligittimare le persone fisiche senza rimanere nel merito degli argomenti.

      Per tornare al discorso monetario volevo dirle che non pubblico un libro al mese, i soldi messi da parte per questa prima fatica hanno richiesto un certo periodo di tempo e diverse rinunce: il (mio) fine è quello di pubblicare in tempi brevi e assistito in modo da concentrarmi essenzialmente sulla parte di promozione alla quale, inevitabilmente, deve contribuire anche l’autore stesso cioè quella, oltre alla promozione della casa editrice, nella quale proporre ulteriori iniziative che, nero su bianco, verranno supportate con materiali, consigli e pubblicità.
      Forse altre persone come lei hanno più tempo a disposizione, sono affezionati a una determinata casa editrice o hanno più esperienza in questo campo da non avere le mie stesse necessità di scrittore (speriamo) emergente.

      Rimanendo sempre sul tema dei soldi (sul quale ovviamente mi sono informato bene visto non posso davvero permettermi di buttarli) mi permetta di dirle che i calcoli devono essere fatti in maniera più realistica sentendo i dati veri di qualcuno che abbia già pubblicato e tirando una media: mediamente infatti si rimane sui 2500 euro per circa 350 copie (al prezzo di 14-15 euro) di cui la metà vanno all’autore il quale, già solo rivendendo la sua parte (175 copie) tra amici e serate di promozione, si è rifatto della spesa (175 x 14 = 2450).
      C’è da aggiungere il 10% sulle copie vendute dalla casa editrice ma soprattutto la possibilità di prendere altre copie a metà del costo così da guadagnare molto di più.
      Quindi non vedo la necessità di arrivare ai picchi di vendita dei casi editoriali più famosi per tranquillizzarsi su questo aspetto economico, in quei casi più fortunati le entrate diventano davvero importanti e permetterebbero anche di mantenersi col solo lavoro di scrittore.

      Un saluto,
      Cristiano

      • Sergio says:

        Erri de Luca si vende a 7€, chi e perchè, esclusi amici e parenti, dovrebbe comprare il suo libro a 14/15€?

        Secondo Lei quel prezzo da dove, e come, salta fuori??

        Se lo è chiesto?

  126. Cristiano Parenti says:

    Sig. Sergio ha mai notato quale casa editrice pubblica Erri De Luca?
    L’ho notata io: la Feltrinelli.
    Basterebbe questo nome ma le espliciterò il fatto che una simile pubblicazione vuol dire essere all’interno di una serie di libri prima di tutto tascabili, vuol dire poi che sono prodotti in quantità inimmaginabili per il 90% del resto dell’editoria italiana e che, infine, il loro costo è abbattuto dal fatto che a distribuirli è la stessa grande casa editrice, addirittura proprietaria delle migliori librerie della nazione… a questo punto credo che il paragone cada in modo naturale.

    Lei può cercare di denigrare chi vuole pubblicare in maniera differente ma personalmente credo che i meriti emergano dalla qualità del libro, non dal presunto prestigio della casa editrice (con quale casa editrice classica punta a pubblicare?).
    La conferma o meno delle sue capacità può arrivare solo dai commenti diretti delle persone e dalle oggettive vendite, non dall’autostima per essere uno scrittore “puro”, sempre che una casa editrice classica si interessi mai a un esordiente (vero, non una persona già conosciuta che scrive per la prima volta).

    Lei ha declinato l’occasione di pubblicare con il Gruppo Albatros a un buon prezzo mentre persone come me invece percorreranno questa strada con altre convinzioni: il tempo e i risultati ci diranno chi ha ragione ma io non credo sia una gara, penso che siano percorsi differenti che portano alla metà solo se ben utilizzati e partendo da buone “materie prime”.

    • Sergio says:

      citaz.
      <>

      Alla metà di cosa, scusi?

      Comunque, libertà per libertà: Lei è libero di pubblicare con chi vuole, come io di leggere nei suoi interventi una padronanza e una difesa dell’argomento ben lungi da quella dall’esordiente che peraltro ancora nemmeno si propone al G.A.( mi sembra di aver capito che il suo libro non è ancora finito, giusto?)

      Buona fortuna. 🙂

      • Cristiano Parenti says:

        Rispondo ora perchè, fortunatamente, ho impegni più importanti del leggere aberrazioni della parola libertà. Lei, come me, pubblicherà con chi più gradisce, allo stesso modo sono “libero” di dubitare della sua completa buonafede quando insiste nei suoi tentativi di delegittimazione e credo non si accorga, o non voglia accorgersi, di poter confrontare opinioni in modo costruttivo nemmeno quando ci si trova in mezzo. Una bella occasione persa.

        Rimango comunque apertissimo a ogni confronto (pacato) sul mondo dell’editoria nel caso lei cambi predisposizione verso gli altri scrittori con opinioni differenti. In caso contrario ricambio fin da ora gli auguri di buona fortuna.

      • Cristiano Parenti says:

        sbaglio clamoroso… volevo scrivere “mèta” =)

  127. Silver says:

    Mi permetto di aggiungere una sola frase che è stata già menzionata.
    Il G. A. propone contatti praticamente a tutti, chiede denaro per l’intera pubblicazione promettendo pubblicità a destra e a manca. un dubbio mi sorge spontaneo: se promettono tutte queste cose a tutti gli editati, sareste comunque uno dei tanti, ameno che non hai prodotto una vera e propria figata (futuro best-seller), contando il fatto che la percentuale iniziale è del solo 10% sul prezzo di copertina, sottolineando il fatto che in Italia scrivono in mille mila e in futuro saranno sempre di più. non so quanto mercato ci possa essere nel campo editoriale contando il fatto che la popolazione media guarda solo la tv e al massimo va al cinema a vedere De Sica & com. (senza offesa).

    Quindi secondo il mio modesto parere, a meno che non si ha in mano “la futura Divina Commedia” non so quando possa sfondare un qualunque romanzo inedito di uno sconosciuto emergente 🙂
    Siamo tutti nella stessa Nave Pirata, si salvi chi può!!!!

    • Silver says:

      scusate gli errori ma non dormo da un pò e mi è appena arrivato un cucciolo e sembro drogata XD

    • Cristiano Parenti says:

      Ciao Silver,
      sono d’accordo con te quando parli della difficile situazione degli scrittori emergenti, specialmente in questo periodo di magra economica e soprattutto in questa nazione che legge sempre meno, dai quotidiani ai libri.
      Meno male che ci sono le varie saghe vampiresche a risollevare le vendite… 🙁
      Non ho capito però la connessione tra quantità di libri editi e la fortuna commerciale, io credo che i libri senza spessore vengano scremati in modo naturale dal mercato stesso lasciando i pochi validi (sia di esordienti che di famosi) a gareggiare per un po’ di visibilità e qualche euro. Non vedo così vicina la luce in fondo al tunnel quindi penso sarà meglio farci bastare la soddisfazione dello scrivere come necessità insita da placare inventando storie e personaggi.
      Un saluto,
      Cristiano

      ps: cucciolo di che?

  128. Roberta says:

    ops, ho sbagliato anch’io… “perché” ;-D

  129. Emi says:

    ciao, complimenti per il blog, stavo facendo una ricerca sul gruppo albatros perchè avevo visto la pubblicità e mi era venuto il sospetto che in realtà fosse simile a Il filo, a quanto pare sono molto intuitiva! 😉 Non ho potuto leggere tutti tutti i commenti ma a quanto ho capito alcune persone che si sono viste recapitare il famoso plico hanno provato indecisione sul da farsi… Non me lo sarei aspettato, quando è successo a me (parliamo di 3 anni fa) io mi sono solo sentita offesa… Ho anche telefonato per la curiosità di sapere se almeno il mio manoscritto era stato letto e la ragazza non solo lo aveva letto, compreso e studiato ma era addirittura esaltata dalla “bellezza e l’armonia” del mio scritto (parole sue.. quale onore!). Alla ragazza (che si presentava come “consulente editoriale”) non ho voluto dire nulla perchè faceva il suo lavoro (e molto bene: quante lusinghe!) e posso solo avere rispetto del lavoro altrui ma dentro di me ho pensato che forse non era vero il contrario: esaltando il mio lavoro (in maniera esagerata) e chiedendo non ricordo quanti soldi, il personale della casa editrice il mio lavoro lo rispetta? Non saprei dare una risposta oggettiva perchè non credo vi sia, sono opinioni; io so solo che non mi sono sentita rispettata anche perchè il mio lavoro era buono per l’età che avevo allora ma ora che sono passati anni posso dire che non era ottimo come loro dicevano nè molto commerciale. Un altro di voi ha scritto che non ha tutti quei soldi per pubblicare… ma perchè, se li avesse pagherebbe per vedere pubblicato il proprio libro presso una casa editrice non di primo piano? Ho sempre dato per scontato che pubblicare dietro la richiesta di denaro sia un insulto per l’autore, non un problema economico. Sono contenta di aver letto i vostri commenti pieni di esperienze e opinioni diverse ma io rimango della mia: non ho problemi economici e conosco centinaia di persone che comprerebbero volentieri un mio libro ma non pagherei mai per farlo nè pubblicherei con chi mi chiede un minimo numero di copie vendute. Conosco gente che ha pubblicato gratis anche con autori importanti (servono un bravo agente che ha le giuste conoscenze e molta, molta fortuna!) e forse, se tutto va bene, farò lo stesso anche io con un editore straniero ma non lo farei mai pagando (nè gratis presso un editore che adotta questa politica)… mi sentirei “sporca”. E’ solo una mia opinione ovviamente. Complimenti ancora.

  130. Ciao Emi,
    e grazie per i complimenti. Neanche io accetterei di pagare per pubblicare, ma pare che molte persone la pensino diversamente. Spero che i disinformati aprano gli occhi; anche per questo esiste questo sito.
    In bocca al lupo e non arrenderti! 🙂

  131. erika says:

    ..sono terribilmente sconcertata!! credo di essere la milionesima persona a cui sono state recapitate le due copie contrattuali dal famigerato G.A..Ero cosi emozionata quando ho letto :” il suo manoscritto ci ha BEN IMPRESSIONATO!”..ma è come dice il mio buon papà..non è sempre oro quello che luccica! Avrò pazienza..e GRAZIE..in queste discussioni non c’è ombra di maliziosa diffamazione; anzi qui leggo solo tanta sana e rara solidarietà sociale; sincere persone che hanno vissuto esperienze che le hanno ferite a tal punto da spingerle a prodigarsi affinchè altri non patiscano quello che hanno dovuto mandar giù a fatica loro!
    All’ inizio ero divisa a metà..poi piano piano che leggevo nella lettura mi sono convinta!
    E cortesemente, lancio un appello: qualcuno sostenga Cristiano..mi sembra il solo a lottare contro i mulini a vento!

  132. Ciao Erika,
    sono contenta che tu abbia deciso di non accettare la proposta del Gruppo Albatros; hai fatto la cosa giusta e cliccando sul link qui sotto ne avrai una prova lampante.
    http://www.chiaravitetta.it/2010/05/31/1%C2%B0-giornata-nazionale-contro-leditoria-a-pagamento/
    Se ami tanto scrivere, continua ad insistere, e vedrai che raggiungerai gli obiettivi desiderati. Se posso esserti d’aiuto, scrivimi senza esitare.
    Buona fortuna!:-)

    • erika says:

      certamente..e grazie ancora! volevo provare ad inviare il manoscritto a qualche editore senza contributo, ad esempio alla fazi editore..o alla newton compton..anche se ti dirò..parto già con la sensazione che sia davvero molto..molto..molto difficile anche solo che si soffermino a leggerne due righe..ahahah..ciao..

      • Paco says:

        Per favore, visto che scrivi, dimmi che sai bene che in italiano i punti di sospensione sono tre… con uno spazio successivo. E che dunque la tua, benché ripetuta, è una svista.

  133. Beh Erika, tentar non nuoce, no? 😉

    • erika says:

      no, no infatti…invio ugualmente..non demordo!! devo andare
      ti abbraccio.ciao

      • Roberto Vindigni says:

        Ciao Chiara, ci vorrebbero più blog come il tuo.
        Quest’argomento mi è piaciuto molto e vorrei dire cosa penso del gruppo Albatros in tutta schiettezza e sincerità. Mi si perdoni qualche tono aspro ma dopo tutti gli anni in cui il mio lavoro non mi viene riconosciuto sono diventato leggermente acido.
        Due giorni fa mi è arrivato un accordo di edizione da parte del gruppo Albatros il quale è disposto a pubblicare la mia opera solo a pagamento (vogliono 2400 euro).
        Ingenuamente non mi ero informato sufficientemente bene per capire sin da subito che l’Albatros fosse un editoria a pagamento la quale sembra pronta a pubblicare la roba di chiunque sia disposto a cacciare i quattrini.
        La collana riservata agli artisti esordienti mi ha dato l’impressione come se questo editoriale stesse reclutando un esercito di giovani marmotte le quali devono pagarsi il servizio di leva di tasca propria.
        Il rapporto tra autore ed editore deve essere il seguente: l’autore mette al servizio la sua arte e l’editore mette al servizio il suo capitale.
        Il fatto che chiedano dei soldi allo scrittore per poter pubblicare la sua opera vuol dire che non c’è nessuna considerazione sul valore di quest’ultima: l’editoria a pagamento è tra le più insulse denigrazioni delle opere d’arte in questo paese.
        L’editore è un imprenditore, ed ha il dovere di prendersi la piena responsabilità su chi o su cosa decide di investire risorse e denaro: non può utilizzare l’artista come paraculo.

  134. Roberta says:

    Ben detto Roberto! Mi prenoto per leggere il tuo libro! Che genere è? Un saluto!

  135. Capisco bene la tua amarezza Roberto, e sono con te. Se posso esserti utile in qualche altro modo, sono sempre qui. 🙂

  136. Sergio says:

    Salve, volevo segnalare quest’altro editore, che anche lui richiede una “collaborazione”(così la chiama),sotto foma di acquisto da parte di Terzi o dell’autore stesso di un certo numero di copie a prezzo di copertina.

    Penso di averlo selezionato da una lista di editori che non chiedevano contributo per la pubblicazione,invece……

    MEF – Maremmi Editori Firenze – dal 1958

    Ovviamente ho cestinato.:-)

  137. Ciao Sergio, grazie mille per la segnalazione, è utilissima. 🙂

  138. Roberto Vindigni says:

    Quando troverò il tempo e la giusta serenità anch’io cercherò di battermi per aiutare gli scrittori esordienti, condannando l’editoria a pagamento.
    Ci sono due cose che rovinano l’esistenza di uno scrittore pieno di talento: i filistei, e tutta quest’orda di scribbachini senz’anima che rendono il mercato dei libri un immondezzaio.
    @Roberta: entro la fine dell’anno dovrei riuscire a farmelo pubblicare, e quando verrà stampato ti prometto che sarai la prima a saperlo. Si tratta di una raccolta di racconti dark pieni di esistenzialismo: narrano della lotta contro le fatalità insite in noi e nel mondo che ci circonda, compresa la morte a piccole dosi, oltre alla condanna di un umanità che insegue costantemente desideri astratti e perde di vista la bellezza delle cose autentiche.
    Arrivederci cari colleghi.

  139. Roberta says:

    Caro Roberto, il tuo lavoro mi sembra davvero molto promettente! Aspetto con ansia di poterlo acquistare! Un in bocca al lupo speciale! ;-D

  140. Paco says:

    Sono abbastanza convinto che gli interventi a spada tratta a favore del gruppo “Albatros” qui sopra siano inseriti da qualcuno di Albatros. Se così non è, fatevi spennare per bene, se ne siete così lieti.

  141. Sergio says:

    Volevo chiedere se qualcuno di Voi ha ricevuto contatti/proposte dall’editore “Serarcangeli” di Roma, anche questo selezionato da una lista di editori che NON richiedono contributo.

    Lo chiedo perchè circa un mese fa l’editore in persona mi ha chiamato dicendomi che i suoi colaboratori gli avevano parlato molto bene del mio dattiloscritto, e che a breve si riservava di leggerlo e valutarlo di persona. Nel frattempo ha chiesto se e a quanti altri editori avevo inviato lo scritto e si è informato circa le mie “idee” di massima nell’ottica di una possibile collaborazione, anticipandomi il non facile momento attraversato dell’editoria e in special modo per gli autori esordienti.

    Tra le varie cose, ho chiarito che NON mi interessava un editore che pubblica chiedendo un contributo all’autore, giustificando il fatto con argomentazioni da lui stesso condivise.

  142. Sergio says:

    Salutatici cordialmente con la promessa di risentirci quanto prima, a tutt’oggi però ancora non mi ricontatta, per cui mi sorgono perlomeno tre dubbi:

    1)Leggendolo personalmente non gli è piaciuto o, per qualche ragione,lo ha ritenuto non idoneo ad una pubblicazione.

    2)30 gg. per ricevere una risposta,in questo settore,non sono poi così tanti, anche se nel frattempo, non avendo stabilito un termine certo per essere ricontattato, qualora ricevessi altre proposte serie, non starei certo ad aspettare una risposta “forse”. Per cui, un editore attento e veramente interessato ad un autore, probabilmente non farebbe passare tanto tempo.

    3)L’editore, selezionato da una lista di editori che NON richiedono contributo, appreso chiaramente che non mi sarebbe interessato eventualmente contribuire alle spese sotto nessuna forma, se l’è data a gambe levate, meritandosi così di fatto di essere inserito di diritto nella lista di quelli che invece il contributo lo RICHIEDONO eccome!

    Mi piacerebbe pertanto conoscere quanto chiedevo all’inizio e, eventualmente, altre vostre “ipotesi” in merito ai fatti.

    Grazie

  143. Ciao Sergio,
    non conosco questo editore, mi dispiace!
    Perché non lo contatti tu? Che sia sparito non significa necessariamente che ci sia dietro qualcosa di losco! Magari ha molti impegni, o come tanti piccoli editori, fa un secondo lavoro per sopravvivere. Un mese non è molto, te lo assicuro. Se nel frattempo ricevessi altre proposte, potresti valutarle comunque, quindi non preoccuparti, non perderai alcuna occasione.
    Buona fortuna! 🙂

  144. Sergio says:

    Chiamato io Chiara e chiarito.

    Era giusta la mia ipotesi numero 3.
    ” Nonostante la qualità dello scritto”, avrebbero dovuto comunque richiedermi un contributo… così non hanno neanche richiamato!

    Come diceva il saggio Andreotti:
    “A pensar male sarà pure peccato, ma spesso ci si azzecca”.

    Puoi inserire tranquillamente nella tua lista. 😉

  145. Che peccato Sergio, mi dispiace molto!
    Non arrenderti, vedrai che troverai presto un editore. Aggiungo Serarcangeli alla mia lunga, lunghissima lista. Grazie!

  146. Sergio says:

    Grazie Chiara, non demordo.

    Un’altra cosa “curiosa” di questo strano mondo: tempo fa chiamai la Mondadori, al n° che loro indicano per accettare eventualmente la ricezione del dattiloscritto.
    Bene, l’unica cosa che mi ha chiesto la Signora al tel., molto chic in verità, è stata:” Di quante cartelle è il romanzo?”
    Alla mia risposta mi liquidò con un: “Un po’troppo breve per noi, Grazie lo stesso”

    Domanda: da quando in qua un libro si misura in peso (di pagine) e non magari di parole??

    Mahhhhhhhhh………..

  147. La Mondadori è sempre un mistero per me… Strana questa cosa delle cartelle!

  148. Silvia says:

    ciao!
    vi scrivo per sfatare un mito…forse già sfatato da voi.
    Anche la Mondadori chiede un contributo…e molto più alto di quelli che ho letto qui…

  149. Ciao Silvia,
    posso chiederti come fai a saperlo?

  150. Sergio says:

    No, non puoi saperlo, devi fidarti!! :-))

  151. 🙂 Beh, per me è identico: non sono interessata alla Mondadori.

  152. Sergio says:

    Ciao Chiara: sai dirmi qualcosa(dibuono)in merito alla 0111 Edizioni?

    Intanto oggi nuovo plico della Albatross: visto che non ho risposto alla loro prima “offerta, mi propongono un’altra possibilità: 450€ di “investimento iniziale” uno stralcio del mio lavoro, impaginato e con tanto di copertina , in visione sul loro Internet shop.
    Se poi ne verranno ordinate almeno 111 copie ( centoundici… da dove uscirà fuori un numero così…mahh ), allora verrà dato alle stampe come da contratto già ricevuto (circa 1800€ x tot copie,non ricordo più nemmeno quante)

    Non so cosa pensare, però è bello sapere che c’è gente che si spreme così tanto per il mio successo!!

    Io comunque traccheggio ancora, li prendo per stanchezza: magari alla fine mi offriranno una proposta di “edizione last minute da non perdere assolutamente” a prezzi stracciati (speriamo che non straccino anche le pagine… 🙁 )

    :-)))

  153. Roberto Vindigni says:

    Salve Sergio, io della 0111 Edizioni posso parlartene solo male: il loro catalogo è pieno di libri mediocri e scadenti. Puntano solo su scritti commerciali.
    Per inviare un opera alla loro attenzione ti chiedono di compilare un modulo nel quale allegare la prime dieci pagine del tuo libro e poi ti faranno sapere se sono interessati a valutarlo integralmente o meno.
    A me mi hanno liquidato in 3 giorni.
    Il modulo menzionato ha uno spazio in cui bisogna scrivere una sinossi che non superi i 500 caratteri, spazi inclusi: ma come si possono riassumere 9 racconti assai complessi in 500 caratteri? Così ero indeciso se fare un riassunto oppure una filastrocca a tema.

  154. Sergio says:

    Bahhh… che dirti Roberto??
    Più vado avanti più mi rendo conto di quanta poca professionalità, e poco coraggio, ci sia anche in questo ambiente.
    Leggo delle interviste in Internet di un editore, leggo della sua passione vera per la scrittura, decido di inviargli il mio scritto.
    Dopo un mesetto mi chiama lui “in persona”, si congratula per il mio scritto segnalatogli dal suo comitato di lettura e dice di riproporsi a breve di leggerlo: intanto si informa se nel frattempo ho ricevute altre proposte, mi chiede cosa e come mi aspetto dal rapporto con l’editore.
    Dico chiaramente che non mi intessano quelli che chiedono contributi, per i motivi che tutti noi sappiamo: improvvisamente il tono cambia, il discorso diventa contorto, quasi farfugliante, fino all’epilogo in cui mi dice chiaramente che ” allora non ha senso nemmeno che lo legga tanto, anche se è un capolavoro, dovrei in ogni caso chiederle un contributo per darlo alle stampe”.

    Alla faccia della passione per la scrittura!!

    Ho risposto soltanto: “Ecco, bravo, non perda nemmeno tempo a leggerlo, avrà sicuramente cose più importanti da fare. Arrivederci” :-)… 🙁

    Questa è, purtroppo,la situazione, tranne forse qualche isola ancora felice ma che ancora non trovo.
    Alla fine non chiedo tanto, se non altro uno che ti dica chiaramente, “guardi il suo scritto non è pubblicabile per questo, questo e questo”, al limite anche “il suo scritto è una cagata”: sempre meglio della solita sequela, addotta a giustificazione, di svilenti cause e concause esclusivamente commerciali.

  155. Ciao Sergio,
    non ho avuto personalmente a che fare con la 0111 edizioni, ma ho letto in rete varie cosette che non mi sono piaciute. Per cominciare, pare che contributi ne chieda, e poi di recente ha promosso una campagna pubblicitaria di indubbio gusto dopo una scaramuccia con Linda Rando, del Writer’s Dream. Ti consiglio di informarti bene.
    A proposito di quello che dice Roberto, secondo me non è una cattiva idea quella di farsi inviare le prime dieci pagine del manoscritto e sulla base di quelle decidere se andare avanti o meno nella lettura. Oltretutto un editore serio come e/o edizioni (che pubblica, ad esempio, i libri di Muriel Barbery), ha proprio questo sistema per selezionare le opere. Certo è assurdo che la sinossi non debba superare quei pochi caratteri e se la qualità è dei libri è scarsa, c’è poco da avercela con i metodi di invio del materiale…
    Per concludere: Sergio, ti consiglio di specificare da subito, scrivendolo nella lettera o nella e-mail con cui ti presenti all’editore, che non vuoi contribuire. In questo modo eviti sia di perdere tempo, che di amareggiarti ancora di più incontrando in altre occasioni i classici tipi tutti parole e disonestà.
    Sulla proposta del Gruppo Albatros non dico nulla… credo che la mia posizione in proposito sia abbastanza chiara.

  156. Sergio says:

    Ciao Chiara e grazie della risposta.
    Ho specificato, e continuo a farlo, che non mi interessano proposte
    che prevedano un mio contributo: forse è per questo che le risposte latitano, o forse più semplicemente il mio scritto non merita una risposta. Può anche essere, per carità!
    Vedo che tu hai pubblicato con Edizioni del poggio, ma anche nella loro sottosezione in Home page leggo:

    PUBBLICA UN LIBRO- vuoi pubblicare i ltuo libro con noi…

    Per la stampa di 200 copie di un libro di 100 pagine circa, formato 14,5 x 21,00 circa con carta 80/115 grammi, copertina a colori rilegato in brossura, con un prezzo di copertina di € 7,00 chiediamo all’autore l’acquisto di un modesto numero copie del libro. (daltronte, come dice sempre il nostro direttore editoriale, se non crede nella propria opera l’autore, come potranno crederci i lettori?).

    A leggerlo così, non sembra molto diverso da altre proposte di pubblicazione dietro contributo … anche la frase tra parentesi…

    Mi spieghi, se vuoi, come sei riuscita a farti pubblicare senza contributo? Fanno delle eccezioni, se lo scritto secondo loro vale?

    Ciao e grazie

  157. Sergio says:

    Ciao Chiara, quando puoi, se vuoi, mi puoi chiarire quanto sopra?

    Solo per capire sempre meglio questo mondo… grazie.

  158. Ciao Sergio,
    hai fatto benissimo a sollecitare una mia risposta: stranamente mi ero persa questa commento. Sarà tutta l’attenzione dedicata al concorso! 🙂

    Dunque, purtroppo è vero, la Edizioni del Poggio a volte chiede contributi, ma non sempre. Non so quale sia il loro criterio, ma a me non hanno chiesto un centesimo. Anche per questo consiglio sempre di specificare da subito che non si vuole contribuire.

  159. Sergio says:

    O.K. grazie per la risposta Chiara.

    Di quale concorso ti stai occupando?

  160. Un piccolo concorso che ho indetto io: “Scrivi e vinci”
    Eccolo:
    http://www.chiaravitetta.it/2010/06/23/scrivi-e-vinci/
    Al momento è scaduto, infatti sto per proclamare il vincitore, ma ne farò un altro simile, quindi ti consiglio di tornare da queste parti a dare un’occhiata! 🙂 Vincere un libro è sempre bello, no?

  161. Domenico says:

    Salve a tutti i lettori del blog, sono finito (come molti altri commentatori, immagino) su questa pagina cercando informazioni su un editore (nello specifico, la succitata Giulio Perrone).

    La mia esperienza con questa casa editrice è quella che hanno riferito molti: ho inviato un mio racconto a un concorso qualche anno fa, il lavoro è stato selezionato e pubblicato su una loro antologia. Ovviamente gratis. E ovviamente le copie che acquisti te le fanno pagare una per una. Successivamente, sono stato di nuovo contattato dalla redazione che stava preparando una antologia tematica sulla città in cui vivo, chiedendomi un racconto sull’argomento. Racconto inviato, pubblicato, pubblicizzato, ma soldini non ne sono girati. Nè in un senso, nè nell’altro. Eppure so che almeno a livello locale l’antologia sulla città è stata un discreto successo, ne ho visto copie in case insospettabili.

    Ho deciso di lasciar perdere i contatti con questa casa editrice, che mi sembra si finanzi con i concorsi e vendendo qualche copia. Per carità, non c’è nulla di male. Ma non mi piace regalare la fatica letteraria.

    In generale, un autore deve diffidare degli editori. C’è un bell’articolo di Osvaldo Soriano in cui si analizza con feroce lucidità il rapporto tra chi deve vendere la merce-libro e chi invece la scrive. Da John Fante a Salgari (che sul biglietto di congedo scritto per il suo suicidio maledisse “la stirpe di librai”), fino a Kafka, un po’ tutti i grandi autori si sono lagnati dei loro editori. E allora, se loro hanno avuto i loro guai, un esordiente che fiducia può riporre in loro?

    Infine : come si fa a fidarsi di una casa editrice che si pubblicizza in TV? Il crudele elettrodomestico che ha affondato la letteratura…
    E su quali TV, poi. Come dice Umberto Eco, quando ti vogliono offrire qualcosa “gratis” è meglio chiamare la polizia…

  162. Ciao Domenico, scusami per il ritardo, ma non mi è stato possibile rispondere prima. Non sapevo che la questo editore usasse un comportamento del genere. Praticamente non ti hanno pagato e tu hai fornito il tuo lavoro, mettiamoci in mente che di questo si tratta. Molti purtroppo non considerano che chi propone la propria opera ad un editore sta offrendo il proprio lavoro.
    Detto ciò, diffidare è buono in generale, ma è bene sapere che esistono anche editori seri e onesti, altrimenti si può finire con l’accontentarsi di uno di quelli disonesti, ma non troppo, credendo che non esista nulla di meglio.
    Infine, sulla pubblicità in tv rifletterei su questo punto:
    se io fossi un editore con tanti soldi a disposizione e tanti autori in cui credere e su cui voler puntare, io pubblicizzerei i libri, non la casa editrice!
    Eh sì, quando sentite la parola gratis, fuggite!!!:-)

  163. Domenico says:

    Grazie per aver replicato.

    Dunque, ovviamente mi sono fatto gabbare data la mia giovane età (ho 26 anni, quando ho pubblicato il primo racconto ne avevo 22). Spacciarsi per una casa editrice che fa scouting quando invece si sfruttano gli autori, non è una bella cosa. Capisco che, come si dice dalle parti mie, “tutt’quant’ amma campà”, ma proprio per questo non vedo perché uno debba regalare il proprio lavoro.
    Che spesso si pensa che scrivere un racconto sia un simpatico passatempo per un pomeriggio, o non si considera che uno scrive sì per piacere, ma anche perché vuol vedere riconosciuto il valore della sua opera, soprattutto in una circostanza del genere, quando uno comincia per la prima volta a vedere un numero ISBN accanto al proprio nome (e a quello di altri, in questo caso).

    Come scriveva Thomas Mann, gli editori sono quelli che ti parlano di tempi quando si tratta di stampare, ma quando si parla di soldi si mettono a parlare di letteratura.

  164. Roberto Vindigni says:

    Salve Domenico, nel tuo ultimo post centri un punto fondamentale quando dici che in troppi considerano lo scrivere un racconto come un simpatico passatempo pomeridiano.
    C’è gente che per scrivere un libro impiega anni di studio e di riflessione per poi ritrovarsi ad essere valutato alla stregua di un qualsiasi scribacchino dilettante dell’ultima ora.

  165. Sergio says:

    Ricevuta altra proposta di pubblicazione “con contributo” e inviata ulteriore replica.

    Tiro dritto. 😉

    <>

  166. Roberta says:

    Avete visto la pubblicità del G.A. su canale 5?????

    Scappo, ho appena avuto un conato di vomito […]

  167. Solo un conato? Ti è andata bene!!! 😉

  168. Roberta says:

    Lei sembra la zia di città di una velina, o letterina, o schedina, o come diamine si chiamano! A me quella tizia spaventa parecchio. Mi chiedo che c’entrino gli scrittori “famosi” con questa storia. Sarebbe lecito chiederglielo. Il mio pensiero va soprattutto ad Alda Merini, povera Alda, nemmeno in pace può riposare. Sono sicura che avrebbe detto:

    Sono nata il ventuno a Primavera,
    ma non sapevo che nascer folle,
    seminare zolle, potesse scatenare
    il Gruppo Albatros
    assassini culturali
    ben pettinati

    Ciao Alda. Noi sappiamo che tu non c’entri niente! ;-D

    • Alda Merini è stata presidente onorario della casa editrice “Il filo” per diversi anni prima di morire… mi chiedo: veniva pagata? Cosa non compra il denaro? …ai posteri l’ardua (e triste) sentenza.

      • aragosta says:

        Alda è sempre stata squattrinata, l’avranno convinta facendo leva sul suo punto debole… avere denaro per sopravivvere. Mi disp un sacco che un’eroina della carta come lei, abbia ceduto. Ma la Merini è di un’altra generazione, forse non si rendeva conto di quello che stava facendo, credo…e spero! Scusami, mi viene spontanea questa apologia ;-D

      • Beh, potrebbe essere vero, perché no?

  169. Gloria says:

    Ciao Chiara…ti giuro che mi stava per fregare la cosa e stavo per mandare delle mie poesie,ascolta…ma per caso non è che conosci un progetto per poter pubblicare un libro senza truffe??…uno sicuro da consigliarmi…te ne sarei grata…grazieee =)

  170. Gloria says:

    grazie mille =)

  171. michele says:

    Ciao Chiara,perdona il mio commento,sono un profano della letteratura…Il pensiero più ovvio che si è annidiato nel mio cervello è:- ma, se il dattiloscritto è letto e visionato da chi di dovere,perchè chiedono il contributo agli autori,sapendo già che comunque l’opera vale e che promette guadagni? Cos’è,devono speculare fino all’osso,prima di garantire la pubblicazione?O si devono assicurare comunque un certo rientro,a prescindere dalle vendite? Devono,per forza,prenderci 2 volte…eh sì,siamo proprio in Italia….

  172. Ciao Michele,
    intanto c’è da dire che i manoscritti pervenuti a questo editore non vengono assolutamente letti. Hai visto il video collegato a questo post?
    http://www.chiaravitetta.it/2010/05/31/1%C2%B0-giornata-nazionale-contro-leditoria-a-pagamento/
    Al di là di questo, comunque, posso dire che l’avidità è una brutta bestia…
    Grazie di aver commentato e torna quando vuoi! 🙂

  173. Barbara says:

    Ciao a tutti aspiranti scrittori!
    Anch’io mi sono incuriosita nel vedere la pubblicità del Gruppo Albatros, ma per fortuna ho dato un’occhiata su internet e ho letto gran parte dei Vs. commenti (sono veramente tanti).
    Si deve pagare per veder pubblicato ciò che si scrive?! E’ come se un attore paghi il regista per farlo recitare, un cantante paghi il discografico per incidere un disco…
    Anche le modelle per fare un book fotografico promozionale devono pagare…
    Per questo si chiamano sogni, perché è difficile realizzarli…Non si riesce a far diventare una passione un lavoro, tanto che per la maggior parte delle persone rimane un hobby, che tristezza!
    E’un peccato che dei bei racconti rimangano chiusi in un cassetto o dentro un portatile,
    mentre viene pubblicata tanta ‘spazzatura’. Ma se sei una persona famosa puoi fare quello che vuoi:
    fare la stilista, scrivere, cantare, ballare, recitare…non fa niente se poi non lo sai fare!!!
    A me piace moltissimo scrivere e continuerò a farlo; non importa se scriverò solo per me stessa
    perché mi fa star bene! Anche saper scrivere è un talento e si deve coltivare.
    Una domanda per Chiara: promuovi i tuoi scritti in giro per l’Italia o utilizzi solo il web?

  174. Ciao Barbara,
    è vero che ai personaggi famosi è concesso di tutto, ma questo sogno (come molti altri) si può realizzare anche senza fama. Avendo talento, forza e caparbietà si arriva ai vertici, ma è una strada lunga e faticosa, e bisogna amare così tanto questo mestiere da dedicargli la vita, come sto facendo io.
    Non promuovo il mio libro solo sul web, ma spesso giro l’Italia per presentazioni e fiere del libro.

  175. Barbara says:

    Un libro l’abbiamo scritto in tanti: la tesi di laurea!
    Non quella ‘scopiazzata’ in una settimana, bensì quella creata, studiata, adattata, appassionante…
    Quella sì che ha avuto tanti lettori : il relatore (si spera) che doveva illustrarla ad un’attenta commissione (che magari guardava altrove) e ad pubblico che, possibilmente, non sapeva niente sull’argomento. Le copie di tale libro sono finite chissà in quali remoti angoli della facoltà,
    ma non la copia per noi: quella viene esibita con soddisfazione nella libreria del salone,
    in mezzo ad altri libri di noti autori. Visto?!? Almeno un libro (a tiratura limitata) siamo riusciti
    a pubblicarlo!

  176. Visione molto triste… non mi accontenterei mai di aver “pubblicato” una tesi di laurea.

  177. BARBARA says:

    IL MIO VOLEVA SOLTANTO ESSERE UN COMMENTO SARCASTICO D’INCORAGGIAMENTO,NIENTE DI PIU’……..BUONA ESTATE A TUTTI!

  178. Grazie Barbara, buona estate anche a te.

  179. Magda mascellani says:

    Salve, ho ricevuto, poco prima di partire per le vacanze, una proposta del gruppo albatros.chiaramente prevedeva un cospicuo contributo di denaro!mi sono informata, ho ragionato e ho decido di non accettare la loro proposta! Credo che se si volesse veramente aiutare gli esordienti si dovrebbe magari pubblicare un po’ meno ma trattare l’autore come merita! Non dico riempirlo di anticipi da star ma almeno non chiedergli del denaro! Se volete fare gli editori, pagate voi! Significa allora che chi paga pubblica, gli altri no!ma scusate, dove va a finire il senso artistico e culturale per la scrittura!nullai potrà convincere del contrario..almeno in questi termini!!! Magda Mascellani

  180. Moira says:

    In tv non fanno che dire che pubblica gratuitamente… sapete a me quanto hanno chiesto per acquistare da sola un tot di opere? 3200 euro! Ma allora me lo pubblico da sola dal tipografo… se credono veramente nell’autore sono loro a doverci investire, se noi avessimo tutti questi soldi non andremmo a chiedere aiuto alle case editrici che promettono mari e monti. Pubblicità ingannevole, direi da antitrust! Scusate ma sono amareggiata, sono anni che vengo presa in giro da queste pseudo offerte e non cavo un ragno dla buco…

  181. Ciao Moira,
    la pubblicità è ingannevole anche secondo me, però ad onor del vero va detto che nella pubblicità in tv non dicono di pubblicare gratuitamente. Forse l’hai presunto tu.
    Dovrebbero specificare che invece chiedono soldi e non passare per gente che investe sui giovani autori… Capisco bene la tua amarezza. Se posso esserti utile, scrivimi pure. E naturalmente ripassa da qui quando vuoi! 🙂

  182. alessandra says:

    Ciao a tutti sono alessandra
    e sono nuovissima in questo campo ed è dal 2003 (anno in cui è venuto a mancare mio padre) che cerco di far pubblicare un suo libro. Il mio intento era quello non del guadagno ma solo di realizzare un sogno di mio padre “vedere un suo libro pubblicato”… ho inviato il testo ad albatros e lo hanno accettato anche se avevo specificato che non lo avevo scritto io ma mio padre che non c’è più, e di conseguenza non potrà più scrivere libri…
    la proposta di contratto dice di acquistare 220 copie al prezzo di 13,90 e solo dopo aver pagato tutte le 220 copie allora avverrà la distribuzione.
    e solo dopo aver venduto 300 copie oltre le 220 si potrà pubblicare un’opera successiva senza obbligo di acquisto (non parla di ristampe del libro).
    totale dell’importo da pagare (anche in 10 rate) 3.058,00 euro…
    La cosa poco chiara è che all’inizio dice “qualora possa fare acquistare, o acquistare direttamente, presso la nostra casa editrice 220 copie del libro a prezzo di copertina il libro uscirà dopo 4 mesi dal saldo dell’importo dovuto” però poi invece praticamente di obbligano a pagare l’importo con rate precise e scadenze precise quindi in pratica, ammesso e non concesso, che riesca a trovare 220 persone che vanno ad acquistare il libro direttamente presso la casa editrice e ci metto 6 mesi, questo non andrebbe bene perchè in realtà l’importo deve essere pagato alla firma del contratto o se scegliessi le rate devo pagare la prima rata alla firma del contratto e le successive 9 rate entro il 15 di ogni mese… conclusione è che se voglio far pubblicare il libro devo anticipare i soldi, comprarmi le copie e le prime 220 vendermele da sola senza alcun aiuto da parte loro perchè il loro intervento dei 25 punti che citano riguardo le attività di promozione avverranno solo 4 mesi dopo il saldo di quanto dovuto…
    Non trovo errato chiedere dei soldi ma trovo errata e poco chiara la modalità… e forse eccessiva la richiesta..
    La domanda qual’è l’elemento che differenzia il costo di copertina? 13,90 che prezzo è o metti 13 o metti 14 e comunque per un emergente mi sembra comunque un prezzo alto io solo per curiosità non mi coprerei un libro di uno “sconosciuto” a 13 euro anzi a quasi 14…

    saluto tutti e grazie infinite a chiara per questo meraviglioso e utile spazio…

  183. Ciao Alessandra,
    è un piacere poterti essere utile.
    Non so dirti cosa di preciso determini il prezzo di copertina. So che un editore ha i costi di stampa, quelli della distribuzione (il distributore incassa il 50% del prezzo di copertina su ogni copia), qualcosa costa anche il deposito legale e infine c’è la promozione, ammesso che la casa editrice la faccia… Non so dirti altro, mi dispiace.
    A proposito del Gruppo Albatros, però, ti consiglio di vedere il video che trovi qui:
    http://www.chiaravitetta.it/2010/05/31/1%C2%B0-giornata-nazionale-contro-leditoria-a-pagamento/
    In bocca al lupo! 🙂

  184. Luisa Matera says:

    Carissima Chiara, non capisco perchè spari a zero solo sul gruppo Albatros, quando sono migliaia le case editrici a pagamento, che non ti fanno uno straccio di presentazione e si “dimenticano” di distribuire: io ho pubblicato ben 2 libri con la Sbc di Ravenna, ho pagato e gli unici libri che ho visto in libreria, sono quelli che ho consegnato personalmente. Io non ho pubblicato con Albatros, ma da quello che posso vedere è che curano molto gli autori, con interviste, distribuzione eccetera… anzi sono tentata di inviare il mio ultimo lavoro
    Luisamatera

  185. Roberto Vindigni says:

    Salve, Luisa.
    Nel sito di Chiara se non erro c’è un argomento a proposito della “prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento.”
    Dunque non credo proprio che si spari a zero sul gruppo Albatros.
    Il gruppo Albatros ha messo in campo molte risorse di propaganda pubblicitaria divenendo l’editore a pagamento par excellence, dunque il simbolo di questa politica imprenditoriale che personalmente è contraria a tutti i principi in cui credo.
    Primo: io non ho migliaia di euro a disposizione da dare a un editore.
    Secondo: è l’editore che deve investire su di me e non sono io che devo investire sull’editore… ma mi sembra che il mondo di oggi sia troppo sottosopra.
    Terzo: ho avuto a che fare con il gruppo Albatros e non ha nessuna considerazione sul valore dell’artista. Chiunque paga viene pubblicato e il talento, l’impegno e la passione non contano niente.

  186. Ciao Luisa,
    io ce l’ho con l’editoria a pagamento in generale, e il mio consiglio è quello di non pagare per pubblicare, qualunque sia l’editore. Questo lo dico sempre e a tutti.
    Il Gruppo Albatros si sta facendo vedere un po’ troppo (vista la pubblicità in tv?), così sta ingannando una quantità immane di gente, e questo è un buon motivo per parlarne, ma non è la ragione primaria.
    Ho iniziato a parlare del Gruppo Albatros quando si chiamava “Il filo” e non faceva pubblicità in tv, e l’ho fatto perché sono rimasta indignata leggendo in un blog che questo editore era stato accusato di fare pubblicità ingannevole e non aveva potuto dimostrare il contrario. (Se vuoi saperne di più, ecco il post in cui viene spiegato tutto: http://www.chiaravitetta.it/2009/03/03/edizioni-il-filo/)
    La pubblicità ingannevole è una cosa odiosa, specie se fa leva sui sogni, sulla poca informazione, sull’ego e sull’ingenuità. Quest’ultima frase rappresenta solo il mio parere, comunque.
    Tornando ai fatti, nel video segnalato alla fine di questo post c’è la dimostrazione concreta di una cosa molto grave: la totale assenza di selezione delle opere da parte del Gruppo Albatros. Detto terra terra: non leggono quello che ricevono e pubblicano qualsiasi cosa, basta che l’autore dell’opera metta mano al portafogli.
    Non voglio ripiombare nella discussione relativa all’editoria a pagamento perché l’ho fatto già molte volte e la mia esperienza dice che è inutile, perché a chi non bastano i post che ho scritto, non basterà mai niente, neppure la fregatura presa in prima persona.
    Mi limito a dire a te, Luisa e a chiunque stia leggendo, che trovare qualcuno che creda nella tua opera mettendoci non solo le belle parole ma anche il denaro, è stupendo. Pagare per pubblicare? Può farlo chiunque. La domanda è: se il tuo libro è valido, perché non lo vendi? Cioè perché non ti fai pagare con i diritti d’autore, ma paghi tu qualcuno per farlo pubblicare? Se il tuo libro fosse un quadro, pagheresti qualcuno per appenderlo in salotto?

  187. valeria says:

    ciao chiara sono venuta a conoscenza solo ora della presunta del gruppo albatros, della tua esperienza e di quella di tanti altri.Io mesi fa ho inviato un manoscritto e ho ricevuto la proposta editoriale del gruppo albatros in base alla quale avrei dovuto comprare 185 copie….Purtroppo l’ho fatto e mancano tre rate per concludere.Non so se definirmi più cretina, ingenua o illusa. Le informazioni che hai raccolte sono quanto più esplicative, Ora che posso fare???

  188. Ciao Valeria,
    mi dispiace per la tua situazione.
    A questo punto cosa vorresti fare? Recedere dal contratto oppure andare avanti lo stesso? Se non vuoi continuare, devi stabilire il da farsi in base a quello che c’è scritto sul contratto stesso.
    Se ti posso essere d’aiuto in tal proposito, mandamelo via mail (chiaravitetta1985@gmail.com) e lo leggerò con attenzione.
    Se invece vuoi andare avanti, ti consiglio di darti da fare per vendere il libro, farlo girare, cercare pareri vari e validi per capire se il tuo libro abbia davvero valore non solo ai tuoi occhi.
    In generale, comunque, per qualcuno cosa, scrivimi pure.

  189. Michele says:

    Bene. Ho letto i 192 post e sono ancora vivo, ma piuttosto affaticato. La voglia di aggiungere la mia firma al post 193 è forte.
    Lo faccio. Dopo aver visto la pubblicità del “famigerato gruppo” e dopo aver anche ricercato con Google commenti e pareri, mi sono incamminato paziente in questo vostro “pazzo ed interessante percorso”. Mi sono fatto una idea. Dirò il mio parere di profano.
    1) Oggi il talento è merce rara. E anche chi lo possiede, fa molta fatica a farselo riconoscere ed, eventualmente, a farlo fruttare anche economicamente.

    2) Il mercato è quello che è: il marketing spinge spesso sulla confezione, che conta più del contenuto. I grandi produttori-distributori dominano (nostro malgrado) avendo la forza di determinare anche i gusti di un pubblico non sempre maturo e, giustamente o meno, sempre meno spendaccione.

    2) Scrivere è una passione, un arte, un sogno, un hobby, una professione: sono tutti lemmi che avete citato e che condivido. Il massimo per uno scrittore è la fama, i complimenti perché quello che scrive viene apprezzato ed infine, ma non ultimo, il denaro. Il minimo sindacale sono i complimenti di chi ti vuole bene e di chi pur non conoscendoti, ti ha apprezzato. Il sottosindacale è spendere del proprio denaro per non ricevere nulla in cambio. Magari solo complimenti interessati. Che aprono speranze soprattutto in chi non ha la consapevolezza di quello che scrive.

    3) Non conosco i meccanismi dell’editoria. Me ne dispiace. Ma penso, salvo rare eccezioni, che siano finalizzati ad investire risorse su prodotti che possano fornire profitti di ritorno. Altrimenti, nisba. Come il resto dell’arte, suppongo.

    4) Non conosco neanche i meccanismi dei premi letterari. Tuttavia ritengo – per i capelli bianchi che crescono e che cerco di tingere ma che non ci riesco mai bene – che anche essi siano espressione delle lobbie che governano il mondo editoriale, con una percentuale (10-15%?) protesa alla bontà del libro dell’autore da scoprire, lanciare ed assumersene parassitisticamente la paternità.

    5) Gli scrittori. Di scrittori ce ne sono “mille e millanta”. Molti dei quali, la maggior parte, pessimi ed inconsapevoli di esserlo. Altri medi meriterebbero qualcosa. Poi ancora alcuni buoni, ma con caratteristiche insufficienti per sfondare, anche sfigati a volte. Infine, nell’ultimo percentile della curva gaussiana, uno sparuto gruppo che, talentuoso e fortunato, è riuscito nel proprio intento di diventare almeno “conosciuto” ed a pubblicare un paio di cose.

    6) Se fossi una casa editrice non investirei un centesimo sui primi di questo gruppo. Già leggere è faticoso. Pagare consulenti editoriali per leggere “boiate pazzesche” è quasi masochistico. Economicamente parlando.

    7) Pur tuttavia un editore, se ritiene di essere tale, deve leggere, oltre che pubblicare, e deve investire anche nella ricerca di nuovi talenti. Per tutelare culturalmente il proprio marchio e per trovare nuovi segmenti di redditività.

    8) Non mi piace chi ti dice che sei bravo, che hai futuro e poi mi chiede del denaro.

    9) Ma se credo in me stesso, delirando o dicendo la verità, devo investire su me stesso: con il lato più intangibile (il contenuto del libro, la storia) e con quello più prosaico. Il denaro.

    10) Non mi infastidirebbe un editore che, dichiarando di essere quasi una tipografia, ti chiede di compartecipare al suo investimento: ma ovvio che non è possibile che, se esso spende un euro per una copia, me ne chieda 13 e mi obblighi ad acquistarne 500. Questa è truffa.

    11) Mi piacerebbe perciò che una organizzazione – competente, leale e capace di operare in questo settore – mi chieda un contributo. Ma me lo chieda con chiarezza, definendo gli obiettivi reciproci. Che mi salvaguardi dalle truffe. che metta nelle condizioni di non spendere un capitale per far partire la prima tiratura di 200 copie a 4.000 euro. Che sia leale.

    12) Concludo quindi affermando che la reciproca convenienza, la condivisione del rischio, la cooperazione economica permetterebbero a molti di noi di rischiare qualcosa. E se non va, non ci sentiremmo né dei truffati né degli eroi incompresi. Ma semplicemente persone che hanno delle cose da raccontare, ma che non sono riuscite a trovare dietro l’angolo quel gruppetto di ascoltatori-lettori che pensavamo pendessero dalle nostre labbra. Pardon, dalla tastiera.

    Un saluto. Michele

    • Ciao Michele,
      complimenti per il coraggio (caspita, hai letto tutti i commenti!) e grazie per aver speso il tuo tempo per lasciare un tuo commento, peraltro così dettagliato.
      Sono d’accordo grossomodo su tutto. Anche il punto 11, nonostante io non pagherei mai per pubblicare, posso condividerlo, in parte. In proposito ho scritto questo post qualche tempo fa:
      http://www.chiaravitetta.it/2010/11/20/esordiente-avvisato-mezzo-salvato/

      Una cosa non mi piace di quello che hai scritto, ed è questa frase: “Concludo quindi affermando che la reciproca convenienza, la condivisione del rischio, la cooperazione economica permetterebbero a molti di noi di rischiare qualcosa.” Lo scrittore non è un’impresa, perché deve avere un rischio?
      Se poi vogliamo proprio dirla tutta, io che ho deciso che scrivere sarebbe diventato il mio mestiere (e allo stato attuale delle cose è così), posso dirti che rischio tutti i giorni. Rischio di non arrivare a fine mese, ad esempio. Io do tutto alla scrittura, non è un hobby. C’è da chiedersi quanti “scrittori” siano capaci di fare altrettanto.

  190. valentina gallo says:

    buon giorno sono valentina gallo autrice di miraggi pubblicato con la casa editrice albatros il filo. il libro vende bene è in tutte le librerie e nessuno mi ha mai chiesto denaro

    • Michele says:

      Valentina, ho cercato il tuo nome ed il tuo titolo sul sito del Gruppo Albatros, ma non riesco a ditricarmi. Appare un solo titolo con Miraggi, ma l’autore è un maschietto. Ed il titolo è diverso.
      Anche su Google il tuo libro ed il tuo titolo riescono a nascondersi bene, ti sarei perciò grato se potessi dare qualche maggiore info per capire meglio il tuo punto di vista. Michele

  191. Buon per te Valentina, sarai un’eccezione!

  192. valentina gallo says:

    no grazie, non sono un’eccezione. albatros il filo è una casa editrice seria e io mi sono trovata benissimo. conosco tantissimi autori che hanno pubblicato con il filo albatros e si sono trovati splendidamente bene.

  193. valentina gallo says:

    e per finire: la volpe e l’uva

    • Ah ah ah, la volpe con l’uva! Grazie Valentina, mi hai fatto ridere. 🙂
      Ho due contratti del Gruppo Albatros, buttati in qualche cassetto (mai firmati, ovviamente!), insieme a tanti altri, di editori vari, tutti con richiesta di contributo.

      Aspetta… ah, ecco, a ben guardare ho anche due contratti di un altro editore, e sono quelli che ho firmato. E quelli NON sono contratti con contributo! 🙂

      Insomma, le chiacchiere stanno a zero.
      Ah, dimenticavo: ci vuole davvero coraggio per parlar bene di un editore che ha fatto una figura come questa:

      Ecco, io ho fatti e tu le parole. Vogliamo davvero parlare della volpe e dell’uva?

  194. Luca78 says:

    Valentina, se ti sei trovata bene siamo contenti per te. Hai fatto bene a lasciare la tua testimonianza, ma quella frase sulla volpe e l’uva non l’ho capita proprio…Tu hai pubblicato con Albatros e ti sei trovata bene, Chiara pure ha pubblicato (due libri) con un altro editore ed è felice della sua esperienza…Quindi tutti contenti. A chi sarebbe riferita la frase “La volpe e l’uva”? Non l’ho capito…

  195. valentina gallo says:

    scrivo da sempre e come potete controllare sul web ho pubblicato due libri con mursia e ho rifiutato mondadori perchè albatros il filo è molto più serio e affascinante hanno un modo di lavorare con gli autori che è fantastico ti seguono in tutti i passaggi altro che mursia e mondadori ops dimenticavo ho pubblicato anche per diversi concorsi di poesia e ho vinto due volte il concorso del lions. nessuno mai mi ha chiesto una lira!!!!!!!!!!!!!! mai mai!!!! e mai ha tutti gli autori il filo albatros che hop conosciuto durante la promozione

    • Valentina, le tue pubblicazioni non rendono seria la casa editrice di cui stiamo parlando, mi spiace. E non capisco perché prendi tanto a cuore questa storia…

  196. valentina gallo says:

    ridete ridete mi è scappata l’h su questo si che si può sorridere!!!!!!!!!!!!

  197. Roberta says:

    @ Valentina scusami, sei per caso tu la studiosa che si interessa della drammaturgia del Cinquecento? Colei che scrisse:
    “Il primo elemento che concorre a tale depotenziamento è la stessa idea di teatro che viene accolta per tutto il secolo: la drammaturgia cinquecentesca è la messa in scena della parola. Il discorso, come chiave di volta, anche qualora diventa racconto cruento, strumento dell’orrorismo senecano, istituisce un filtro,
    al limite dialetticamente in agone con se stesso (teso cioè verso la massima energheia), ma sempre letterario, esibizione di perizia verbale, in altre parole poesia. La conferma si può forse ottenere dalla lettura di quel testo che la critica ha riconosciuto come il più coscientemente intriso di un gusto per l’orrido, il più coinvolto in una rappresentazione iconografica della morte: l’Orbecche di Giraldi Cinzio” ?

  198. Luca78 says:

    Valentina, a nessuno interessa controllare cosa hai pubblicato e in che modo: sono esperienze tue queste e nessuno ha motivo per ridere di te. Visto che sei felice, non hai motivo di arrabbiarti, dico bene? 🙂

    • valentina gallo says:

      scusami luca78 non volevo arrabbiarmi è che mi piange il cuore sentire parlare male di persone fantastiche, un mondo che adoro e un serivzio efficente e meraviglioso ti giuro che ho scelto loro dopo una proposta mondadori. fanno fatica a fare bene il loro lavoro e scommettere sugli emergenti,la cattiva pubblicità tocca direttamente tutti gli autori che hanno lavorato con loro trovandosi bene. scusate. valentina gallo

  199. maria says:

    Salve a tutti,
    Si sta valutando di effettuare una possibile azione legale nei confronti del Gruppo Albatros il Filo, chiunque avesse informazioni o fosse in possesso di materiale utile o volesse unirsi a tale azione può inviare una e-mail a savepaperbook@gmail.com con oggetto GRUPPO ALBATROS e lasciare il proprio indirizzo e-mail, sarà nostra cura ricontattarlo.

    Grazie

    Franco”

  200. nok 56 says:

    Ciao Chiara Vitetta, sono sicuro che tu sia dal lato della ragione su tutto. Ho avuto un’esperienza con due case pseudo editrici che hanno avuto il coraggio di chiedermi un pacco di denaro, senza peraltro prendersi la bega di correggere le bozze, è chiaro che non li ho neanche contattati. Le selezioni di queste case editrici, non sono altro che una pesca a strassico per i coglioni che rimangono incastrati nella rete,1200 partecipanti, 200 coglioni presi= 600.000 euro guadagnati. Pensate veramente che gli interessi il vostro libro che non hanno neanche sfogliato??? Credo sia ora di svegliarsi, per impedire che continui questa truffa legalizzata!! Fate confezionare il vostro libro in una tipografia, con quattro euro l’uno otterrete lo stesso risultato! Ciao a tutti.

    • valentina gallo says:

      cosa mi tocca sentire anzi leggere!!!!!
      il gruppo albatros è un editore straordinario. io,e puoi controllare se vuoi, ho sempre edito con mondadori, ma ora ho scelto loro. il serivizio è fantastico loro seguono tutta la storia del libro dalla nascita alla pubblicazione. poi mi hanno procurato tante interviste in televisione una presentazione in una grossa libreria del centro di milano per non parlare delle vendite. sono straordinari. grazie al cielo siamo in tanti a pensarla così. la cattiva pubblicità fa arrabbiare perchè nuoce anche a noi autori!!

      • Max says:

        la cattiva pubblicità fa arrabbiare perchè nuoce anche a noi autori!!

        🙂 🙂 🙂

        Credo che “un autore” che tale sia, pur trattandosi di un semplice blog, si sarebbe fatto migliore pubblicità scrivendo così:

        Il Gruppo Albatros è un editore straordinario. Io, e puoi controllare se vuoi, ho sempre edito con Mondadori, ma ora ho scelto loro. Il servizio è fantastico, loro seguono tutta la storia del libro dalla nascita alla pubblicazione. Poi mi hanno procurato tante interviste in televisione, una presentazione in una grossa libreria del centro di Milano, per non parlare delle vendite. Sono straordinari. Grazie al cielo siamo in tanti a pensarla così. La cattiva pubblicità fa arrabbiare perchè nuoce anche a noi autori!!

  201. Ciao Nok, ciao Valentina.
    @ Nok, sono d’accordo con te, tanto che anch’io in certi casi consiglio le tipografie.
    @ Valentina, guarda, rispondo per l’ennesima volta e lo faccio solo per gentilezza, da buona padrona di casa.
    Numero 1: anche se tu avessi pubblicato con Mondadori (di te non ho trovato traccia, se non in un pdf della Aracne Edizioni), non vedo come il Gruppo albatros dovrebbe apparirmi migliore di quello che è.
    Numero 2: se anche avessero curato il tuo libro e tu non avessi pagato un cent (ma tu non hai detto di non aver pagato, giusto?), potresti rappresentare un’eccezione che ovviamente non cancellerebbe centinaia di autori praticamente truffati.
    Numero 3: se sei arrivata su questo sito forse cercavi pareri su questo editore… come mai? E perché prendersi la briga di difenderlo?
    Numero 4: ti dico io cosa danneggia gli autori, quegli bravi davvero! Sono gli editori che badano solo ai profitti e allo sfruttamento della vanità e dell’inesperienza degli autori. Per non parlare di chi, oltre tutto questo, ha anche la faccia tosta di dire che è nel giusto.

    Hai altro da dire? Perché prima di proseguire questa conversazione forse dovresti guardare il video che trovi in questo post:
    http://www.chiaravitetta.it/2010/05/31/1%C2%B0-giornata-nazionale-contro-leditoria-a-pagamento/

    Adesso hai ancora il coraggio di difendere questo editore?

  202. valentina gallo says:

    si certi fino alla morte e per sempre

  203. Ottimo, siamo tutti felici!

    • valentina gallo says:

      scrivi molto bene non sarà un dissapore a non farmi leggere le tue opere. anzi questa botta e risposta mi ha fatto proprio incuriosire sulle tue “creature letterarie” ( detto con dolcezza, chiamo così anche le mie) buona scrittura e in alto i cuori e… su la penna:-)

  204. Beh, mi fa piacere! Se leggessi davvero qualcosa di mio, sarebbe bello che mi facessi avere un tuo parere, sincero, naturalmente.

  205. nok 56 says:

    O tu Valentina sei un genio.., oppure una parente stretta di certe case editrici! Non ho ancora trovato un autore che pagando è diventato famoso, sei la prima che è così entusiasta. Quindi troveremo i tuoi libri in tutte le librerie? Auguri sinceri!

  206. Sì, certo! Ho cercato i libri del Gruppo Albatros in molte librerie in Italia. Mai visti.

  207. nok 56 says:

    Chiara, con Valentina è una lotta inutile, è sicuramente una nipote degli pseudo ed. Tu continua
    senza tregua la tua lotta sacrosanta contro questa gente, che ha come obbiettivo quello di sfilare soldi in tasca agli sproveduti, senza la paura di dover affronrare un giorno un giudizio più elevato. Spero che che una volta finiti i pesci.. e finiranno, si tolgano dal mercato. Avrai in me senpre un buon alleato!

    • Grazie Nok,
      il tuo sostegno è apprezzatissimo! 🙂 Probabilmente con Valentina la lotta è davvero inutile, ma mi secca molto che si dicano cose non vere senza che qualcuno si opponga. Io mi oppongo, ecco. Insomma, se passa di qui qualcuno a leggere, deve sapere che la distribuzione del Gruppo Albatros non è certo quella delle grandi case editrici, tutt’altro!

  208. valentina gallo says:

    mai avuto un problema a trovare i miei libri. qui a milano sono in 12 librerie.

  209. Max says:

    Questa diatriba mi sta appassionando… dato che a Milano ci lavoro è possibile sapere il titolo del libro e dove poterlo trovare?
    Grazie.

  210. Beh, spero che non vorrai comprarlo! Aiuteresti questo editore a fare altri soldi “sporchi”…

  211. nok 56 says:

    Perché d’ora in poi non la smettiamo di chiamare erroneamente case editrici queste persone?
    “Spaccasogni” suona meglio, quando volete, vi darò altri nomi di compagni d’avventura dei mari craibici del 1700, noi siamo i depredati. Sai Chiara, Valentina in fondo sta diventanto simpatica, non trovi? Pensa che bello, noi almeno siamo puliti, non vorrei per niente al mondo avere in mano il denaro di gente che ha faticato per scrivere e ha sperato. Mi brucierebbe i palmi, sapere di aver bruciato un sogno!!

  212. Beh, credo che continuare a chiamare case editrici queste tipografie travestite sia un modo come un altro per far capire alle persone che il tutto somiglia ad una truffa. Spaccano sogni a volte, sì… però credo anche che i sogni più grandi siano così forti da non soccombere dinanzi a questa gente.
    Valentina forse sarebbe simpatica se smettesse di difendere il proprio editore… mi chiedo perché lo faccia, tra l’altro! …

  213. Max says:

    Comportamento davvero singolare quello di Valentina.
    Quando le toccano il suo amato editore la reazione arriva entro pochi minuti, quando le chiedono di dimostrare con i fatti quanto asserisce (le famose 12 librerie di Milano) il silenzio dura giorni…
    Mah.
    🙂

  214. Eh, gli strani casi della vita! 😉

  215. nok 56 says:

    Caro Max, non è il suo amato editore.., perché non è proprio un editore! Come del resto Valentina non avrà mai scritto niente o non esiste proprio! Aggiungo alla lista dei tipografi a pagamento “Firenze libri”, cosi se vi capita sapete chi sono! Ciao a tutti.

  216. Max says:

    Ehilà Nok.
    Spero di non crearti scompensi emotivi, ma io sono un curiosone di quelli tosti, ho fatto una ricerca e… toh, su Ibs guarda che ti scopro?

    Miraggi – Gallo Valentina, 2010, Gruppo Albatros Il Filo

    Scrittori di fronte alla guerra. Atti delle Giornate di studio (Roma, 7-8 giugno 2002)
    Gallo Valentina, Fiorilla Maurizio, 2003, Aracne

    Da Trissino a Giraldi. Miti e topica tragica
    Gallo Valentina, 2005, Vecchiarelli

    La selva di Placido Adriani. La commedia dell’arte nel Settecento
    Gallo Valentina, 1998, Bulzoni

    Se poi sia lei non lo so, adesso spero solo che non trasmettano quanto prima una puntata di “Chi l’ha visto” dedicata a lei partendo da:

    «Ciao Valentina, dove stai andando?»
    «Esco un paio d’ore, faccio un giro per Milano, devo trovare l’indirizzo esatto di qualche libreria per far contento uno spaccamarroni…»
    Cari telespettatori, da quel momento di Valentina si son perse le tracce…
    🙂 🙂 🙂

    P.s.: per quanto riguarda Firenze Libri lo segnalavo a Chiara solo qualche giorno fa, anche tu vittima di Avalon di Giorgio Maremmi?

  217. nok 56 says:

    Vittima per aver perso tempo si! Fortunatamente non ho mai dato un solo centesimo a questa gente! La cosa strana è che non mi capacito per quelli che ci cascano, perché basta leggere le loro lettere per capire da subito quanto puzzino d’imbroglio!
    Se Valentina ha pagato, per forza maggiore qualche libro lo si deve trovare! Oppure é veramente brava e fortunata, ma in questo caso avrebbe pubblicato con vere case editrici.
    Ciao Max, ciao Chiara, ciao Valentina.

  218. Dioscuro says:

    Ciao Chiara. Ti ringrazio per il tuo impegno a divulgare queste piccole verità su alcune delle case editrici che tutti conosciamo sul nostro territorio nazionale. Io stavo sinceramente per cadere nella rete del Gruppo Albatros ed ho l’impressione che il mio lavoro non sia neppure stato letto ma…..chissà. Infatti mi chiedevano il contributo per le oltre cento copie etc. etc.
    Dato che il mio non era un romanzo ma qualcosa di diverso non me la sento di pubblicarlo dato che sarebbe poi molto difficile piazzarlo. Proverei quindi con una tipologia diversa ma mi farebbe piacere se tu potessi indicarmi qualche editore serio a cui poter spedire via mail i miei manoscritti. Grazie ancora! Se può contare qualcosa mi hai davvero salvato. Grazie.

  219. Ciao Dioscuro,
    è un piacere esserti stata utile! 🙂 Conta tantissimo per me.

    Non dovresti scoraggiarti per via della difficile collocazione del tuo libro. Se ci si impegna e si trova un buon editore, non è importante che il libro sia commerciale, si vende comunque.
    Quello che ti consiglio, però, è di non pagare in ogni caso, a prescindere dalla tipologia di libro che intendi pubblicare.

    Ti consiglio di contattare gli editori di questa lista:
    http://writersdream.org/editori-free.html
    Dovrebbero essere tutti editori che non chiedono contributo.

    Se posso aiutarti in altro modo scrivimi pure, sono a tua disposizione! 🙂

    Buona fortuna!

  220. Dioscuro says:

    Ciao Chiara, grazie mille per gli editori e per la celerità. Ti farò sapere.

  221. nok 56 says:

    Ciao Chiara, un conoscente mi riferito che la Feltrinelli nella sede di Bologna, mette ha disposizione una vetrina per chi produce il proprio libro da sé, lo fa gratuitamente e i visitatori possono comprarlo. Hai mai sentito niente del genere?

  222. Ciao Nok 56,
    no, mai sentito nulla del genere. Proverò ad informarmi, ma nell’immediato mi viene spontanea una domanda: secondo quale criterio vengono esposti i libri? Perché dubito che ci sia spazio per tutti…

  223. Androchia says:

    Chiara tu hai scritto un libro mi pare!! Ma ha avuto tirature considerevole, ha avuto successo, è stato oggetto di critiche, è stato un buon libro. Puoi parlarmi della casa editrice con cui hai pubblicato il tuo libro. Ciao fammi sapere

    • Ciao Androchia,
      la Edizioni del Poggio è una piccola casa editrice, e come tale ha poche possibilità.
      L’impegno dell’autore è importantissimo quando si tratta di un autore esordiente, e le vendite dipendono molto da quanto ci si dà da fare personalmente. Poi, come è giusto che sia, sta a i lettori determinare il successo del libro.
      Comunque questo editore è considerabile, tra i piccoli, per iniziare.

      Spero di esserti stata utile. 🙂
      Per qualunque altra domanda, puoi scrivermi qui:
      chiaravitetta1985@gmail.com

      • P.S. Ho provato a scriverti io per aggiungere alcune informazioni alla mia risposta, ma il tuo indirizzo non risulta valido.
        Scrivimi e ti inoltrerò la mail che avevo già scritto.

  224. Luca78 says:

    Per Nok56:

    forse ti riferisci a questo?

    http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/Il-mio-Libro.html

    Un saluto a tutti!

  225. Mario Ranieri says:

    Ciao Chiara, non sono uno scrittore e premetto che non amo scrivere. Mi sono improvvisato scrittore, scrivendo la mia autobiografia, ” il re delle margherite “. La casa editrice è il gruppo albatros, tutto sommato il gruppo albatros, sotto certi aspetti è come ognuno di noi lo vuole vedere e considerare. Di sicuro, avrai le tue buone ragioni per valutarlo in modo negativo. Tutto sommato da una valutazione oggettiva, ho pagato molto poco. Le copie vendute sono considerevoli. Per me non è importante fare molte vendite, e conseguentemente qualche soldo. La mia idea, era quella di trasmettere un messaggio. In questi meandri dell’editoria se non sei qualcuno non fai testo, e di conseguenza scendi nel contesto di una valutazione tecnico imprenditoriale. Osservando il tuo sito, mi sono reso conto di quanti aspiranti scrittori ci sono, tutti pieni di idee e di grande orgoglio. Auguro tanta fortuna, se me lo consenti Chiara, a tutti coloro che vogliono scrivere qualcosa di bello o brutto che sia, a tutti coloro che hanno idee, spirito di iniziativa, e voglia di fare. Ciao ragazzi.

    Ciao Chiara, buona fortuna anche a Te, un Investigatore privato, pseudonimo : Mario Ranieri.

  226. Ciao Mario,
    contento tu, contenti tutti! I soldi sono tuoi e sei libero di vedere positivamente il Gruppo Albatros nonostante tutto. Forse, però, dovresti vedere questo video:
    http://www.chiaravitetta.it/2010/05/31/1%C2%B0-giornata-nazionale-contro-leditoria-a-pagamento/

  227. nok 56 says:

    Ciao luca 78, ho visitato il sito della Feltrinelli e penso sia quello, credo che non abbia molto senso, le solite modalità, anche se in questo caso si tratta di una casa editrice seria. Una casa esditrice che però nel suo sito scrive chiaramente di non prendere in considerazione i lavori di scrittori sconoisciuti. Stano mondo quello dell’editoria!

  228. Serenata says:

    Ciao Chiara,
    innanzi tutto grazie per le informazioni preziose e per i pareri disinteressati. Io purtroppo ho accettato un contratto Albatros e loro hanno pubblicato il mio manoscritto. Stessa prassi, un tot di copie a me, un tot di soldi a me (una cifra importante davvero…) poi guardo il tuo video sulla giornata contro l’edit. a pagamento. La signorina che rappresenta Albatros parla di ufficio stampa da sovvenzionare: per 220 copie una copertina schifosa che si sciupa dopo un pò che la maneggi, presentazioni squallide in comitiva con più autori (chi ha amici e conoscenti disposti ad essere presenti ad una presentazione bene, poi via via la sala si svuota, e siccome non sono di Roma, nessuno rimane per me perché neanche mi conoscono. Mi sono rifiutata perché non le ritenevo ben fatte. E così per le squallide interviste trasmesse su remoti canali sconosciuti che nessuno guarda…io non li ho mai guardati) inoltre e cosa più importante, ho pagato un cifrone per un libro nel quale sono rimasti errori e refusi a volontà. La signorina parla di editing e almeno lo facessero, ho avuto la sensazione che abbiano letto qua e la alla rinfusa segnalando solo qualche piccola cosa, altro che aiuto per migliorie e correzioni !
    Alllora io dico, quando lei accusa (sempre nel video) una signora che avanza diritti per i buoni manoscritti e per una selezione più attenta, di essere discriminatoria nei confronti di altri è come dire: diamo anche a chi scrive schifezze o storie senza futuro e senza interesse la vacua gioia di vedere il loro “capolavoro” diventato libro, tanto poi una volta pagato verrà lasciato al suo destino. Eh no! Se il mio manoscritto fosse stato una schifezza avrei preferito sentirmelo dire e non trovarmi davanti un contratto dove mi si promettono fiere nazionali e internazionali, concorso per un la realizzazione di un film e una sfilza di eventi pubblicitari di presentazione. Preferivo tenermi i miei soldi e darmi all’ippica.
    Ragionamento sbagliato? Forse, ma io credo che sia giusto essere coscienti del proprio valore e solo credendoci fino in fondo riuscire a dimostrarlo davvero. Io ci sono cascata per ingenuità e per disinformazione. Oggi alcuni critici stanno prendendo in esame il mio romanzo e forse pian piano risalirò la china. Vorrei solo riavere indietro i diritti per migliorarlo e presentarlo a qualcuno più onesto. Con loro sei un numero e non uno scrittore, ti avranno preso solo per soldi. E da questa opinione non mi smuove nessuno.
    Saluti carissimi e auguroni a tutti.

    • Ciao Serenata,
      sono contenta di esserti stata d’aiuto. Mi spiace che anche tu, come molti, sia caduta nella rete del Gruppo Albatros. Le richieste di soldi da parte degli editori (se editori si possono definire) sono già di per sé un modo per dire “non vali nulla, perché se valessi qualcosa io investirei su di te”. Tutto questo è molto triste. Comunque sarebbe meglio, come dici giustamente tu, sentirsi dire che il manoscritto non vale. In questo modo si eviterebbe a molte persone ingenue di cadere in queste trappole.
      Buona fortuna per il tuo futuro! 🙂

  229. Balsamo says:

    Sono d’accordo.

  230. Michele says:

    Ciao Chiara,
    ho ricevuto proprio ora una lettera del Gruppo Albatros…e devo dire che inizialmente l’ho letta con una gioia crescente, almeno fino al momento in cui mi si impone l’acquisto di 185 copie al prezzo di 19,50 euro l’una!! Il mio grande sogno è quello di diventare scrittore (anche se si potrebbe dire che chiunque scrive è di conseguenza uno scrittore, almeno per se stesso) e stavo giusto considerando…anzi no ero proprio deciso ad accettare questo contratto! Poi vado su internet per informarmi meglio e inizio a vedere video imbarazzanti, blog indispettiti, autori delusi (anche se non mi spiego quelli che invece sono contenti) tutto riguardante questa casa editrice. Volevo solo ringraziarti per avermi fatto risparmiare questi soldi…te ne manderò la metà tramite bonifico XD. Comunque, a prescindere dal fatto che sia giusto o sbagliato chiedere un contributo all’autore (naturalmente io sono contrario, ma la tentazione c’è sempre), sto fantomatico gruppo le mantiene le promesse che fa? Cioè pubblicazione on line, apple, partecipazione fiere internazionali, interviste radiofoniche e televisive e via discorrendo? Perché se le mantiene al limite uno dice: “ok, non li ho proprio buttati sti soldi”, ma se non realizza neanche quello promesso nel contratto, non sono passibili di denuncia?

    • Michele, se scorri un pochino questa discussione verso l’alto, troverai ai primi di marzo alcuni miei post.
      Decisi che, oltre l’ironia, era venuto il tempo di chiedere dati di fatto a una “scrittrice” entusiasta del Gruppo Albatros.
      Chiara, io e tutti gli altri stiamo ancora aspettando la risposta. E siamo quasi a novembre.

    • Michele says:

      Si si grazie, avevo notato la vicenda “Valentina” e infatti avevo pensato che potesse essere o una loro “spia” o forse un autore che purtroppo era incappato in questa casa editrice e cercava di aiutare se stesso (in questo caso forse la capirei di più).

  231. Ciao Michele,
    felice di esserti stata utile! Allora, questi soldi? 😉
    Accantonando gli scherzi, come puoi leggere nel commento di Serenata che trovi tra i commenti più recenti a questo post, in teoria mantengono le promesse, ma in pratica no. Quello che intendo dire è che promettere presentazioni non significa nulla, se poi questi eventi vengono organizzati in un certo modo. Il ragionamento credo valga anche per tutto il resto.
    In generale, comunque, penso che pagare per pubblicare non convenga mai, a prescindere dalle promesse fatte, innanzitutto perché tutti ciò che viene promesso sarebbe il normale lavoro di un vero editore (e un vero editore non chiede soldi agli autori), e poi perché se la casa editrice rientra subito nelle spese e ha anche un guadagno appena stampati i libri, non ha più alcun interesse a venderli.

  232. Michele says:

    Ciao Chiara,
    i soldi te li manderò soltanto dopo che avrai comprato 500 copie del mio libro : ) Condivido il tuo pensiero riguardo l’editoria a pagamento, e spero che un giorno possa pubblicare qualcosa senza elargire denaro a stampatrici varie.
    Ti ringrazio ancora per le informazioni e di auguro di proseguire nel migliore dei modi la tua carriera letteraria!! : )

  233. Grazie Michele! 🙂

  234. Ciao!
    Mia moglie aveva cominciato a scrivere un libro, del quale ha inviato la sinossi al gruppo Albatros. Questi le hanno risposto entusiasti e l’hanno convinta a firmare il contratto che puntualmente mia moglie gli ha rispedito. Visto le mie pressioni in quanto su internet avevo letto cose non troppo lusinghiere sul conto di questa gente, mia moglie ha deciso di non pagare più i 2838,00 euro richiesti per dare il via alla stampa del libro ed ha lasciato cadere il tutto così, senza avvalersi di alcun loro servizio in merito al libro.
    A distanza di più di un anno ci arriva la lettera dell’Albatros che ci intima di pagare la cifra di 2838,00 euro pattuita altrimenti adirà le vie legali.
    E’ possibile mai che questa gente pretenda di essere pagata per un servizio che non ha mai elargito? Nel contratto in più non vi scritta alcuna penale….
    TI è percaso capitato di sentire qualcun altro che abbia avuto lo stesso problema?

    Grazie ed a presto.

    Armando

  235. Ciao Armando,
    non mi è capitato di sentire esperienze analoghe.
    Fammi capire: tua moglie ha firmato il contratto ma poi non ha inviato il libro? All’editore è rimasta solo la sinossi? E non vi ha richiesto l’invio del manoscritto e l’adempimento alla vostra parte di obblighi contrattuali?
    Una volta firmato il contratto, in genere si può rescindere pagando una penale oppure, se l’altra parte non ha adempiuto ai propri obblighi, intentando una causa legale.

  236. Indignata! says:

    L’editoria a pagamento è feccia. Se un editore ritiene valida un’opera, e investe su questa, non ha bisogno di “contributi”, trae guadagno dalla stessa. Io poi, sono dell’idea che sarebbe un’offesa alla mia persona: non pago per farmi pubblicare, sarebbe come ammettere di scrivere robaccia, il che non è vero. La sfacciataggine di questo “Gruppo Albatros” non ha veramente fine.

  237. Ciao Indignata,
    sono perfettamente d’accordo con te. 🙂

  238. lorenzo says:

    Ho ricevuto una proposta dal gruppo albatros, come tutti del resto, mi chiedono 1900 euro, mi regalano 200 copie, in fondo al contratto c’è però scritto che al momento della vendita di tutti e 500 le copie i miei 1900 euro mi verranno interamente rimborsati, nessuno parla di questa clausola, c’è solo nel mio contratto?

  239. Ciao Lorenzo,
    sarà una stramba novità architettata per accalappiare altri poveri sprovveduti. Da notare che le 200 copie le “regalano”…

  240. Massimo says:

    Scrivo per passione e per scaricare le emozioni che non riesco a lasciare dietro di me nella vita normale. Ho scritto tre libri, mai presentati a nessuno per il motivo di cui sopra. L’ultimo, sotto consiglio dei miei lettori fedeli: amiche, amici, parenti, ho inviato il manoscritto ad un gruppo editoriale…il gruppo ALBATROS!!!
    Hahahahaha…3000 euro per 200 copie. PREZZO DI COPERTINA!!!
    Primo: sono direttore commerciale di un’azienda di cosmetica, e dico e…se vendo un prodotto ad un mio dipendente, lo paga il prezzo di costo e non il prezzo di vendita, se no tanto vale che lo vada a comprare in un negozio!!!
    Secondo: se L’opera è interessante, quindi vendibile, l’editore deve investire sul futuro che sarà più remunerativo del presente, se no vuol dire che il nostro “libro” non è commerciale.
    Terzo: se devo vendermi duecento copie per rifarmi in pari delle uscite, tanto vale che lo stampo a: 5 euro a copia da un ‘artigiano che ho trovato vicino a casa che mi dà anche il numero di registrazione, il famoso ISBN, e lo regalo ai dipendenti dell’azienda. Così faccio ridere qualcuno appositamente e non dietro le spalle.
    Quarto: mio padre era pittore e tenore, il talento creativo o c’è o non c’è, inutile credersi ciò che non saremo mai.
    Si pubblicano troppi libri in Italia ogni anno per pensare che siano tutti di qualità, compreso il mio.
    Il novanta per cento a costo dell’autore.
    Grazie della cortese attenzione.

  241. Parole sante Massimo, parole sante! 🙂

  242. Mi chiamo Antonio Stabile e ho pubblicato un volumetto di satira politica e di costume intitolato “Caos” tramite i gruppettari di Albatrosilfilo. Non lo avessi mai fatto! Non per l’obbligo contrattuale di acquisto anticipato di 150 copie (che ero comunque libero di accettare o respingere, e la cui collocazione, per me, non costituiva un problema), ma per le molteplici inadempienze – mi scusino gli Editori veri – dell’editore romano. Innanzitutto, Il libro è uscito in ritardo, facendomi saltare tutte le presentazioni e gli eventi da me puntigliosamente organizzati e, di conseguenza, rendendo oltremodo difficoltosa la vendita delle mie copie che, alla luce dei fatti, rimarranno gli unici esemplari venduti. Posso asserire, con prove alla mano, che la strategia truffaldina del gruppoalbatrosilfilo è, nella sua rozezza, molto semplice: il suo scopo, è quello d’incamerare gli anticipi dei poveri Autori, senza minimamente curarsi della diffusione del loro lavoro, per il quale, non ha alcun interesse, avendo già abbondantemente guadagnato in qualità di stampatori. E nessuno si illuda che la sua opera sia mai reperibile in una libreria italiana. Sono diecine i miei amici, sparsi sull’intero territorio nazionale, che non sono mai riusciti ad ottenere una copia del mio libro, nonostante l’avessero prenotata e, in alcuni casi, pagata anticipatamente. Per questi ed altri motivi, ho citato in giudizio, penalmente e civilmente, il suddetto editore, chiedendomi perché mai, e cosa aspettano, i tanti raggirati (non i reduci e i delusi dei sogni di gloria), a promuovere una “class action” , con un minimo esborso da parte di ciascuno e la prospettiva di far chiudere baracca a questi mascalzoni. A tale scopo mi dichiaro disponibile a contribuire fattivamente ad un eventuale avvio e all’organizzazione dell’iniziativa.

  243. Ho dimenticato di dire, per non apparire un degno membro dell’infinito pollaio degli Albatros, che prima che iniziasse il mio rapporto di lavoro, ignoravo tutto sul loro conto. Li ho scoperti in TV, per caso. Non possedevo neanche un pc – che ho comprato solo successivamente ( e che uso con grande difficoltà), per seguire l’editing del mio libro e scoprire, anche grazie a Lei, chi erano. Ora lo so!
    Saluti
    Antonio Stabile

  244. Ciao Antonio,
    grazie per la tua testimonianza.
    Ho notato che da un po’ di tempo a questa parte tu ed altri come te che sono contro questo “editore” avete zittito i “pro Gruppo Albatros”. Beh, non poteva essere altrimenti…
    Mi auguro che un giorno tutta la popolazione apra gli occhi e venga a conoscenza della realtà, che al contrario di quello che molti pensano, è una sola.

    Buona fortuna per l’iter giudiziario ed anche per il tuo libro. 🙂

  245. valentina gallo says:

    Tempo fa avevo parlato della mia esperienza con il gruppo albatros ed ero stata trattata come una scrittrice dilettante incappata in un contratto che propongono a tutti. non voglio sollevare di nuovo polemica. ma vorrei solo umilmente dire che stamattina ho avuto una notizia bellissima: mi ha telefonato la segreteria del gruppo albatros per comunicarmi l’incasso delle vendite del mio libro e finalmente NON HO PIù UN MUTUO!!! pagato tutto e forse ci viene fuori la macchina nuova! ok è vero ho pagato 1800 euro per pubblicarlo, ma non smetterò mai di ringraziarli, per me vi assiucuro arrivare alla fine del mese era un problema, ma ci ho creduto fino in fondo.
    scusate se vi ho rubato tempo.
    valentina gallo

    • Valentina, ma che testolina che tieni, nè?
      Mesi e mesi fa ti chiesi di farmi sapere in quali librerie di Milano si poteva acquistare il tuo best seller.
      E tu che hai fatto? Non mi hai risposto.
      Ma ti rendi conto che avresti venduto un libro in più e con quei soldi avresti potuto comperare il box per la macchina nuova?
      Ah, ce l’hai già? Allora rifare il bagno, un salotto nuovo, un viaggio alle Maldive…
      Mannaggia!

      • zanini massimo says:

        Contento per Valentina!!! Se non hai da pagare più il mutuo vuol dire che il libro è andato benissimo, oppure una copia costa 15000 euro.
        Mi puoi dire per favore il titolo? Mi piacerebbe comprarlo…

  246. mi viene il sospetto che Valentina sia incorsa in un malinteso. Probabilmente la telefonata le è arrivata dalla lotteria di capodanno e ha fatto confusione. Ad ogni modo auguri a lei per la bella vincita.

  247. valentina gallo says:

    nessuna lotteria!!!! solo le vendite del mio libro, grazie a Dio. l’idea di vivere di scrittura mi elettrizza. era il mio sogno. il libro si chiama Miraggi ed è una raccolta di poesie. lo trovi in qualsiasi libreria e non solo di milano. ma se lo acquisti via internet costa meno.
    comunque ripeto la mia non voleva essere sfacciataggine ma solo ricordare che si è vero i sogni hanno un prezzo , ma poi si riealizzano e ti tornano indietro come gocce dell’impegno che ci hai messo per realizzarli!!!

  248. Cara Valentina,
    quella santa, serena, pacata e onesta famigliola che risponde al nome raggruppato di ALBATROSILFILO ha mandato a tutti i suoi autori (compreso me che li ho querelati) l’immagine di un tuo santino in brossura con retro corredato di una preghiera in versi sciolti, incazzatissimi, di Vittorio Sgarbi, il cui succo, in prosa, è il seguente:
    nessun poeta è mai diventato ricco! Tranne Valentina Gallo, miracolata dalla befana dei gonzi, con uno stormo di albatros spargenti Euro e gettoni d’oro sulla sua casa, finalmente libera dal mutuo.

  249. Cara Valentia,
    direi che non ti crede nessuno, rassegnati.
    Come mai sei tornata dopo tanto tempo e dopo discussioni già avvenute (e concluse) ad insistere sul tuo amato editore?
    Continuo a chiedermi perché tieni tanto a difendere il Gruppo Albatros…

    • zanini massimo says:

      Valentina!!! Sei un genio del marketing e della comunicazione!!!
      Solo ora mi è venuto in mente che incuriosisci tutti noi poveri sognatori…

  250. valentina gallo says:

    non ho bisogno di essere creduta o no. io ho raggiunto il mio scopo. casa e auto. adesso posso scrivere solo come lavoro piacevole, e lasciare il mio altro impiego. stop. cara chiara se vuoi non tornerò più su questa pagina web ti saluto e mi scuso se ti ho infastidita. il mio entusiasmo mi ha portata a comunicarti questo. ma il fatto che il libro stia andando molto bene non mi fa sentire più brava e più soddisfatta di nessuno.

  251. Non era mia intenzione scacciarti. Puoi commentare su queste pagine quando e quanto vuoi. Visto che hai la fortuna, come pochi in Italia, di vivere di scrittura, allora sentiremo parlare di te.

  252. Per me Valentina non sta bene!

  253. Bea says:

    …è drammatico vedere la gente gabbata che nel tentativo di difendere la propria dignità difende il gabbatore…

  254. Non esiste nulla di positivo che si possa dire o scrivere del gruppo Albatros. Chiunque lo fa o è un ruffiano o un bugiardo. Punto!

  255. Egregio sig. Bea,
    avesse anche vinto le olimpiadi, il Gruppoalbatros rimane quello che è: CAMPIONE MONDIALE DELLE “SOLE”. Chiunque lei sia, se ne faccia un aragione!

  256. dedde83 says:

    Cari amici, posto un link ad un interessante articolo apparso su “Il fatto quotidiano”, che sicuramente vi farà riflettere. Volevo poi chiedere a Valentina il tasso che applica l’Albatros sui mutui ipotecari, perché mi interessa non poco. Un abbraccio a Chiaretta. Buona lettura!
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/14/pubblico-dunque-sono/183753/

  257. Parole sante! 🙂

  258. Cara Maria Grazia, se segui questo blog, avrai certamente letto che anch’io – così come tutte le altre migliaia di bidonati dal gruppoalbatros – ho avuto la tua identica esperienza. Con la differenza che io li ho denunciati e querelati e andrò fino in fondo! Non finirò mai di stupirmi per l’inerzia di tante vittime, buone solo a lamentarsi, ma incapaci d’intraprendere una iniziativa qualsivoglia a tutela della dignità personale e dei propri diritti e interessi (ad esempio, una class action). Per quanto mi riguarda, allorché verrà fissata l’udienza del procedimento da me promosso, provvederò a citare tutti coloro che saranno disponibili a farlo, in qualità di testimoni delle loro personali esperienze. Certo passerà del tempo, ma sono deciso a produrre tutto il danno possibile a questa banda di truffatori professionali, organizzata a livello industriale.

    • Caro Antonio,
      ho pensato a te ieri sera, quando ho sentito in un telegiornale la notizia che nell’ultimo decreto salva (speriamo) Italia, non era stata inserita la norma che avrebbe aperto la strada alle class action che, quindi, non sono ancora praticabili. Grazie al cielo non ho abboccato all’amo di questi truffatori ma faccio un tifo sfrenato perchè si arrivi un giorno a fargliela pagare. Per quel che può contare hai tutta la mia stima per l’azione cha hai intrapreso.
      Ah, spero anche che qualcuno molto vicino alla signora Valentina Gallo, qualcuno che le vuole veramente bene, le consigli quanto prima di farsi visitare da uno davvero in gamba.

  259. Balsamo says:

    Una cosa mi chiedo: va bene che adesso ci stiamo scatenando contro questa casa editrice che chiede soldi ma che soprattutto danneggia il mercato e gli autori validi pubblicando indiscriminatamente, ma nessuno protesta contro il fatto che le signore case editrici “serie” che non chiedono soldi, siano inaccessibili a chi probabilmente non ha conoscenze influenti o contatti di favore? Perché a quelle non ci si può rivolgere tanto facilmente senza i sopracitati requisiti e inoltre vedo che anche loro talvolta pubblicano romanzetti di serie B. Eppure certi autori ci arrivano pur senza aver scritto chissà quale capolavoro!

  260. Nessuno può obbligare una casa editrice, o una semplice bottega, a commercializzare ciò che piace a noi, o addirittura un nostro prodotto. La protesta fine a sé stessa è una lagna di cattivo gusto, e non serve a niente. Non si tratta di scatenarsi contro qualcuno, ma di rendere noto a chi ancora non lo sa, che esistono ciarlatani che si spacciano per editori e che non sono altro che stampatori truffaldini.

  261. massimo says:

    Ribadisco come ho già detto tempo fa: nessuno obbliga nessuno a pubblicare un’opera dell’ingegno. Le case editrici che si comportano come Albatros ci sono e sempre ci saranno, provate a mandare un manoscritto con dentro ricette da cucina mischiate ai temi di vostro figlio, addiritura relazioni di lavoro, vedrete che riceverete una proposta editoriale!!! Nessuno di questi signori legge nulla di quello che riceve, non esiste il problema di pubblicare il nulla, per il semplice motivo che non verrà mai distribuito!!!
    Le case editrici che leggono i vostri manoscrittti e vi fanno una proposta sono poche e sicuramente ESIGENTI sulla qualità del lavoro, oppure sulla qualità del vostro nome. Oggi si vende un autore debuttante solo se è un nome conosciuto, oppure se il lavoro è di qualità allora puoi essere nessuno.
    Ciao

  262. Il punto non è questo. Ci saranno sempre anche ladri, assassini, corrotti e corruttori, nonché i maneggioni e i figli di buona donna, senza parlare dei furbi ai parcheggi e di coloro che non rispettano il turno in coda. Questo non significa che bisogna lasciarli fare. Il caso specifico di Albatros riguarda precise inadempienze contrattuali che, se si possiede un briciolo di dignità personale, si ha l’obbligo di perseguire. Per rendere chiaro il concetto, cosa faresti se, ordinando un libro, vedessi arrivarti solo la copertina, dopo averlo regolarmente pagato?

  263. gustavo says:

    salve
    ho la bellezza di 40 anni e in giovane età inviai le mie poesie circa 50 alla casa editrice che aveva fatto il solito concorso per esordienti, facendo la pubblicità ai caselli dell’autostrada!
    bè non ci crederete ma anche all’epoca parliamo di 20 anni fa mi arrivò la proposta commerciale, se non ricordo male volevano in lire tre milioni e duecento milalire.
    fortunatamente mio padre non mi aiutò, e oggi a distanza di anni posso dire con sincera onestà e dignità che le mie poesie erano una vera schifezza!!!
    ringrazio mio padre e la buona sorte.
    ragazzi non fatevi ingannare da chi promette…… al contrario fatevi forza registrando in siae il libro ed inviandolo alle case editrici serie che al massimo vi stampano gratis il libro e vi danno la percentuale del 1% sul venduto.
    poi per i successivi libri la percentuale per lo scrittore aumenterà.
    la morale è sempre quella: nessuno regala niente…….

  264. gustavo says:

    dimenticavo
    tra CASA EDITRICE e TIPOGRAFIA c’è una bella differenza e credo che sia sotto gli occhi di tutti

  265. Desiree Daniela Vigorelli says:

    Grazie a tutti per avermi fatto risparmiare soldi e l’illusione di essere in gamba perchè Albatros accettava il mio piccolo romanzo.
    Farò senz’altro come suggerito da Gustavo procedendo con la registrazione alla Siae e successivamente invierò per mail il file di quanto ho scritto.
    Un caro abbraccio e grazie ancora
    Desiree

  266. Ciao Gustavo,
    grazie per la tua testimonianza.
    Desiree, ci sono sistemi più semplici, economici ed utili per proteggere le proprie creazioni. Secondo me la siae in questi casi non serve. Se mi scrivi in privato ti spiego meglio tutto. 🙂

  267. lorenzo says:

    Ho scritto su questo blog un paio di mesi fa, avevo appena ricevuto una proposta editoriale dal gruppo albatros per 1600 euro… naturalmente ho cestinato quella proposta ed ho inviato il manoscritto ad altre 5 case editrici che ho trovato sul sito Writer’s dream, il sito assicurava che queste non fossero case editrici a pagamento.
    Ho aspettato 2 mesi, fino a che improvvisamente ho ricevuto 3 proposte di pubblicazione, tutte a pagamento, a prezzi decisamente più bassi, ma comunque a pagamento…. Cosa dovrei fare a questo punto?? mi arrendo a questo modus operandi??? oltretutto la casa editrice che mi ha fatto la proposta più allettante è la Vertigo, che udite udite… dopo una ricerca ho scoperto essere di proprietà del Gruppo Albatros. Mannaggia a me quando mi sono messo a scrivere.

    • Ciao Lorenzo, la risposta è no, un bel no secco, non devi arrenderti a questo sistema. Devi insistere, continuare a cercare un editore che non ti chieda soldi o tentare strade alternative (per esempio l’editoria digitale). A dirla tutta, contattare cinque case editrici è un po’ poco… data la situazione, bisogna sparare nel mucchio con parecchie cartucce. Per intenderci, io ho contatto 200 editori prima di ricevere una proposta senza contributo.
      Scrivimi quando vuoi (anche in privato, se preferisci) per consigli, appoggio e consolazione. 🙂
      Buona fortuna!

  268. Gigi says:

    Buonasera a tutti, scrivo anche io per chiedere un parere. Un editore a cui ho spedito un mio manoscritto mi ha chiesto il pagamento di circa seicento euro non per l’acquisto di un numero determinato di copie ma per l’editing, che verrebbe effettuato da un’agenzia esterna a cui sono soliti rivolgersi. Il romanzo ha una lunghezza di 250 pagine (circa 500.000 caratteri) e in effetti necessita di diverse correzioni, su questo mi trovo d’accordo con il rappresentante di questa casa editrice che ho sentito telefonicamente. Secondo voi è il caso di chiedere ulteriori notizie su come verrebbe fatto l’editing (mi è stato chiaramente detto che, oltre a qualcosa circa punteggiatura, sostantivi da cambiare e periodi da “sistemare”, loro per pubblicare vorrebbero alleggerire notevolmente l’opera eliminando diversi passi) o è palese che questa proposta rappresenti una semplice “truffa”? p.s. Sul sito dell’editore in questione era specificato che le pubblicazioni con contributo non rientrano nella loro linea editoriale.

  269. Ciao Gigi,
    il mio consiglio è il solito, lineare e fermo: non pagare per pubblicare. Che l’editore giustifichi la richiesta di denaro con l’editing, la correzione di bozze o qualunque altra cosa, cambia poco la realtà: ti hanno chiesto dei soldi.
    Il lavoro di un editore è anche l’editing, e ti ricordo che la tua parte di soldi la metti fornendo l’opera. Vedila così: due parti, un editore e un autore, si mettono in società. L’autore mette la propria opera d’ingegno, l’editore il capitale, le competenze atte a rendere il manoscritto un libro vero e proprio e tutto ciò che porterà a venderlo. A vendite effettuate, si dividono i profitti. Semplice, no?

    Comunque fai attenzione, in generale, all’editing. Devi essere certo che se tu dovessi rifiutare una modifica (che, ad esempio, potrebbe essere qualcosa di essenziale che ti chiedono di eliminare) la pubblicazione andrebbe avanti comunque. L’editing è una brutta bestia: attenti a non essere sbranati.

    Buona fortuna! Per ogni dubbio, mi trovi qui o in privato all’indirizzo solito (chiaravitetta1985@gmail.com). 🙂

    • Gigi says:

      Ciao Chiara,
      grazie della risposta, mi sa che non accetterò la proposta anche se devo essere sincero: le altre proposte a pagamento che ho ricevuto sono state più facili da rifiutare, a questa, per vari motivi, nonostante avessi precedentemente letto tutta la discussione in corso e altri articoli contro l’editoria a pagamento, avevo fatto un pensierino. La prossima andrà meglio.

  270. fabio says:

    Ciao Chiara .Tempo fa inviai un mio saggio al gruppo Albatros e dopo aver ricevuto la splendida notizia dove mi informavano di essere interessati a pubblicare il mio lavoro,Dopo aver ascoltato il consiglio di alcuni amici ed il tuo parere sulle case editrici a pagamento mi sono deciso a non rispondere alle loro richieste. Di recente su internet ho inviato una poesia e……guarda un pò così come per magia sono stato invitato presso un’Hotel in Val D’Aosta dove a sentir loro vorrebbero fare la mia conoscenza …..tu che ne dici? Conosci Luigi Pistillo?o Maria Delfina Tetto? Casa editrice Faligi Editore? Fammi sapere. Ti ringrazio ancora.

  271. Ciao Fabio,
    ho dato un’occhiata in rete alla ricerca di informazioni su Faligi Editore, dato che non ne avevo mai sentito parlare. Ho trovato poco, ma quel poco non depone a favore. Questo editore si occupa di tradurre i libri in varie lingue, ma sembra che sfrutti i traduttori chiedendo di farsi pagare per valutarli. Mi ricorda molto l’editoria a pagamento… non che sia strano, nell’Italia di oggi, leggere di casi in cui un lavoratore debba sborsare dei soldi per essere valutato… evito di commentare.
    Per valutare il loro comportamento verso gli scrittori, dovrei come minimo leggere un loro contratto. Sul sito non si capisce molto di come lavorano. Dimmi di più, qui o in privato (chiaravitetta1985@gmail.com) ed io potrò fare altrettanto.

    Se vuoi leggere tu stesso quello che ho trovato in internet, ecco i link:

    http://xmau.com/notiziole/arch/201203/007776.html

    http://nopeanuts.wordpress.com/2011/10/19/ci-vorrebbe-una-legge-faligi/

    http://ironicamenteparlando.wordpress.com/2011/06/08/faligi-editore-a-translators-stairway-to-hell/

    PS. Il terzo non l’ho letto, ma sembra la stessa solfa dei precedenti.
    Per qualsiasi altra domanda, sai dove trovarmi. 🙂

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