Questa pelle è pulita

Questa pelle è pulitaQuesta pelle è pulita – Diario di uno straniero in carcere è un libro del 2004 edito da Terre di Mezzo editore. Di recente mi sto interessando alla vita in carcere per numerose ragioni, prima fra tutte quella più semplice: la curiosità. Non ci spiega nessuno come funziona la vita in un carcere come non ci spiega nessuno in cosa consistono alcuni mestieri o certe problematiche. Quando la scuola funzionava ancora bene eravamo tutti meno ignoranti in geografia e storia (antica, naturalmente), magari anche in italiano e matematica, ma l’educazione alla vita e le lezioni sul mondo mancavano e mancano a tutti. Chi sa qualcosa di più deve dire grazie al caso, o magari ad un genitore curioso e affamato di sapere. A me piacerebbe sapere molto di più, soprattutto quando si tratta di argomenti che toccano l’animo umano. Questa è stata la ragione principale per cui ho acquistato questo libricino (93 pagine). La storia è vera, ed è quella di un giovane senegalese immigrato clandestinamente in Italia e accusato ingiustamente di un brutto reato.

Il libro è diviso in quattro parti:

1. Un’introduzione alla storia che stiamo per leggere con tanto di spiegazioni sul come e il perché ciò che leggeremo è in una certa forma.

2. Il diario di M., il protagonista di questa storia, del quale non si dice mai il nome. Tale diario ci viene presentato così come è stato scritto, cioè in un italiano pieno di errori e incertezze, senza correzioni ma solo con qualche chiarimento tra parentesi dove necessario.

3. Un’intervista ad M. fatta dal personale della casa editrice (che è inoltre il datore di lavoro di M. nel momento dell’arresto)

4. Una considerazione sul carcere in Italia e sulle disuguaglianze di classe e di razza, scritta da Patrizio Gonnella, coordinatore dell’associazione Antigone (associazione politico-culturale “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”).

Nella prima parte ci viene spiegata la ragione della scelta di non riscrivere o correggere il diario di M.: far capire al lettore la sua difficoltà di esprimersi, la sua condizione di straniero in carcere. Già leggendo questa parte la perplessità è stata la mia prima sensazione, e quando sono arrivata a leggere il diario ho storto molto il naso. Trovo che in quest’epoca di indifferenza, nella quale siamo abituati a sentire e vedere di tutto, non basti il contenuto a far arrivare un messaggio. Mi viene in mente Bruciata viva, un libro che tutti dovrebbero leggere, che si discosta moltissimo per contenuti da Questa pelle è pulita, ma anche nella forma. Scritto in un modo molto efficace, è composto da pagine vive, capaci di trascinarti nel mondo di chi sta raccontando la sua storia. In Questa pelle è pulita questo non succede. Trovo che la scelta di non correggere il diario non sia stata buona, perché capace solo di mettere più distanza tra il lettore e la storia che gli viene raccontata. Non basta il contenuto, è importane saper esprimere i concetti al meglio per coinvolgere i lettori e farli avvicinare alla realtà di cui stanno leggendo.

Un’altra scelta che non ho condiviso è stata quella di non fare nomi di persone e luoghi. Si è persa così una buona occasione per fare di questo libro uno strumento davvero efficace in questa Italia fatta di segreti taciuti. Tolti questi due grossi difetti, dovrei passare ai pregi… beh, ne ho visto solo uno: l’informazione. Ora conosco questo caso, so qualcosa di più di come funziona un carcere. Altro? Niente! Non è un libro che vi consiglio.

Sono solidale con M. perché ha subito un trattamento ingiusto dall’inizio fin quasi alla fine. Dalla carcerazione alle percosse, dall’indifferenza al trattamento classista e razzista, dall’insensibilità dei carcerieri alla dignità negata. Tutto questo non dovrebbe mai succedere, a prescindere dal reato commesso. Quest’uomo era palesemente innocente, e per fortuna questo è stato riconosciuto; ma nessuno gli restituirà i cinque mesi trascorsi in carcere a subire angherie e ingiustizie.

Sto ancora cercando dei libri validi che parlino del carcere e di chi vi è rinchiuso, libri che possano informarmi, ma anche scalfire le mie perplessità, scardinare i miei preconcetti, farmi vedere certe cose da altre angolazioni. Se ne avete qualcuno da consigliarmi, non esitate: mi farete un regalo di Natale molto gradito.

Domani è la vigilia di Natale. Faccio a tutti voi tanti auguri e spero che sotto il vostro albero di Natale ci siano molti libri.  😉

Buona lettura e buone feste!

This entry was posted in Recensioni di Libri and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ATTENZIONE!!! COMPLETA IL CAPTCHA QUI IN BASSO PRIMA DI INVIARE IL COMMENTO: * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.