Ossessione

ossessioneOssessione è il primo romanzo che Stephen King ha scritto sotto lo pseudonimo di Richard Bachman. Attualmente non viene più stampato, S.King preferisce così. Io non sono d’accordo. In questo libro viene sondata la psicologia umana, le debolezze, le ingiustizie della vita reale. La narrazione è affascinante, non si riesce a staccarsi dalle parole che riempiono queste pagine e molte riflessioni nascono spontanee nella mente del lettore. Dei bellissimi e significativi estratti sono a vostra disposizione qui sotto. Naturalmente vi consiglio di leggere questo ottimo romanzo, e vi auguro buona fortuna perché non essendo più stampato è difficile da reperire.

“Sanità mentale:
Puoi farti tutto il tragitto dalla culla alla tomba convincendoti che la vita è logica, la vita è prosaica, la vita è normale. Soprattutto normale. E io credo che lo sia. Ho avuto parecchio tempo per pensarci. E ogni volta torno immancabilmente alla dichiarazione resa in punto di morte dalla signora Underwood: dunque capite che, aumentando il numero delle variabili, gli assiomi per definizione non cambiano mai.
Io ci credo davvero.
Penso, dunque sono. Ho dei peli sulla faccia; perciò mi rado. Mia moglie e mio figlio sono rimasti gravemente feriti in un incidente d’automobile; perciò prego. È tutto logico, tutto normale. Viviamo nel migliore di tutti i mondi possibili, perciò datemi una Kent per la sinistra e una Bud per la destra, accendetemi Starsky e Hutch e fatemi ascoltare quella nota delicata e armoniosa che fa l’universo ruotando dolcemente sulle sue orbite celestiali. Logica e normale. Come la Coca Cola, è il massimo.
Ma come sanno bene la Warner Brothers, John D.MacDonald e pochi altri c’è un Mr. Hyde per ogni simpatica faccia di Jekyll, un volto oscuro dall’altra parte dello specchio. Il cervello dietro quel volto non ha mai sentito parlare di rasoi, di preghiere o della logica dell’universo. Metti lo specchio di traverso e vedi la mia faccia riflessa in una distorsione sinistra e sinistrorsa, per metà matta e per metà sana. Gli astronomi chiamano terminatore quella linea di demarcazione fra la luce e le tenebre.
L’altro lato dice che l’universo ha tutta la logica di un bambino mascherato da cowboy per Halloween con le viscere e il suo sacchetto di caramelle spiaccicati per più di un miglio di Interstatale 95. Questa è la logica del napalm, della paranoia, da valigie-bomba portate in giro da allegri arabi, di un carcinoma sviluppatosi a casaccio. È una logica che divora se stessa. Dice che la vita è un gioco ai quattro cantoni, dice che la vita rotola con la stessa isterica casualità della monetina che si lancia per vedere chi deve offrire da bere.
Nessuno va a guardare quell’altro lato se proprio non c’è costretto e lo posso ben capire. Ci dai un’occhiata quando ti offre un passaggio un ubriaco su una GTO che picchia a duecento all’ora e si mette a raccontarti del come e del perché sua moglie l’ha sbattuto fuori; ci dai un’occhiata se a qualcuno salta in mente di attraversare l’Indiana ammazzando a fucilate ragazzini in bicicletta; ci dai un’occhiata se tua sorella ti dice: “Scendo un attimo in farmacia” e viene accoppata in una rapina. Ci dai un’occhiata quando senti tuo padre che parla di squartare il naso di tua madre.
È una roulette, ma non è dignitoso mettersi frignare che la ruota è truccata. Puoi immaginartela con tutti i numeri che ti pare, che tanto il principio di quella pallina bianca non cambia mai. E non mettiamoci a dire che è una follia, perché è tutto perfettamente normale e sano.
E tutto quello che esula dalla norma non accade solo fuori. È anche dentro di voi, in questo preciso istante, a crescere al buio come funghi magici. Chiamiamolo la Cosa in Cantina. Chiamiamolo il Fattore Ciccia e Cilecca. Chiamiamolo il Loony Tunes File. Io lo vedo come il mio dinosauro privato, enorme, viscido e senza cervello, che se ne gironzola traballante nelle paludi puzzolenti del mio inconscio senza mai trovare un giacimento di idrocarburi grande abbastanza per contenerlo”.

“Ho sceso le scale fischiettando. Mi sentivo in gran forma. Certe volte le cose succedono proprio così. Quando le cose vanno di male in peggio, la tua mente scarica tutto nel bidone delle immondizie e se ne va in Florida per un po’. C’è un bagliore improvviso, un corroborante chissenefrega dotato di carica elettrica, quando ti giri a guardare il ponte che hai appena bruciato”.

“Quando hai cinque anni e ti fai male, lo fai sapere a tutto il mondo. A dieci ti limiti a piagnucolare. Ora che arrivi a quindici hai già cominciato a mangiare le mele avvelenate che crescono sul tuo interiore albero del dolore. È questa l’Edificazione secondo la filosofia occidentale. Cominci a ficcarti il pugno in bocca per soffocare le urla. Sanguini solo dentro”.

“Avanzai incontro a lui, afferrai al volo la fibbia e diedi uno strattone. Non se l’aspettava. Perse l’equilibrio e quando cominciò a correre per recuperarlo gli feci lo sgambetto, facendolo rovinare sul cemento sporco di olio. Forse si era dimenticato che non avevo più quattro anni, né nove, quando me ne stavo rannicchiato a tremare nella tenda, incapace di trovare il coraggio di uscire per andare a orinare mentre lui si ubriacava con gli amici. Forse si era dimenticato o non aveva mai saputo che i bambini crescono ricordando ogni schiaffo e ogni parola di disprezzo, che crescono con la voglia di mangiarsi vivo il loro padre”.

(Stephen King)
(da: “Ossessione”)

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Dello stesso autore:

Gli orrori del nucleare (estratto da “Tommycnockers – Le creature del buio”)
A volte ritornano (recensione ed estratti)
The dome (recensione)
La metà oscura (recensione ed estratti)
Buick 8 (estratti)
La casa del buio (estratti)
Incubo (estratto da: “Mucchio d’ossa”)
Fantasmi (estratto da: “La sfera del buio”)

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2 Responses to Ossessione

  1. andrea says:

    Interessante…
    Appena si riesce a trovare un po’ di tempo per immergermi in un altro libro “kinghiano”, mi metterò alla ricerca di qualcuno che possa prestarmelo! 😉

  2. Eh eh…chissà chi potrebbe averlo! 😉

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