Qualche chiarimento

filoScrivere mi piace, e credo di saperlo fare abbastanza bene; e mi piace anche gestire un sito internet, anche se questa è per me una scoperta recente. Certo c’è una bella differenza tra scrivere un racconto e scrivere un post. Quando pubblico un post cerco di essere obiettiva qualunque sia l’argomento di cui decido di parlare, e quando so bene che non potrò esserlo, desisto e parlo d’altro. A volte, poi, so che potrò essere obiettiva, ma che le mie parole tradiranno il mio pensiero e rischierò anche di dire qualcosa che volendo essere diplomatici non andrebbe detta. So che l’indignazione e la rabbia per un sistema che ritengo sbagliato può essere scambiata per vendetta, come se avessi da guadagnare qualcosa parlando male di un certo editore, ad esempio. In questi specifico caso mi riferisco a Il Filo. Posso dire che anche a me questo editore ha proposto di pubblicare (a pagamento), e mi sono rifiutata. Di cosa dovrei vendicarmi? Quale sarebbe l’accusa strumentale o la tesi che vorrei per forza dimostrare? Questo per richiamare alcune affermazioni che Paolo ha fatto nel commento 9 del post sul Gruppo Albatros.

Ribadisco che:

1- Non ho mai detto che so per certo quale sia il motivo per cui l’editore Il Filo faccia ora parte del Gruppo Albatros; ho solo buttato lì la mia opinione personale.

2. Paolo dice bene: Il Filo non deve chiudere i battenti solo per l’ordinanza di un giudice (potete vederla qui). Non ho mai detto il contrario.

3. Che la pubblicità del Gruppo Albatros non sia ingannevole non credo sia vero. Gli annunci di questo editore sono pressoché identici a quelli della casa editrice Il Filo (ne vedete un esempio nell’immagine utilizzata per questo post) e ricordo a Paolo e a tutti voi che l’editore non è stato in grado di dimostrare in tribunale la falsità delle affermazioni del sito Riaprire Il Fuoco (citato dalla casa editrice Il Filo per diffamazione). Ecco ciò che potete liberamente leggere sul sito Riaprire il Fuoco in un post pubblicato dopo la lettura dell’ordinanza del giudice:

“La casa editrice Il Filo di Viterbo è una casa editrice a pagamento. Nonostante pubblichi annunci sulle prime pagine dei maggiori quotidiani, asserendo di essere alla ricerca di nuovi talenti, questa casa editrice è alla ricerca solamente di polli da spennare, di scrittori esordienti con la folle voglia di veder pubblicare il loro libro, che attira con annunci mendaci e ai quali offre solo la stampa a pagamento delle proprie opere senza curarne affatto la distribuzione sul mercato nazionale. Chi si avvicina al Filo sappia ciò, e chi riceva da Il Filo una proposta di pubblicazione sappia che ciò non significa affatto una valutazione, tanto meno positiva, della propria opera.”

Al di là di tutto ciò che gli utenti malpensanti vogliono credere, io dico questo: un editore serio, onesto e trasparente dovrebbe poter dimostrare di esserlo. Ha ragione Ettore Bianciardi (gestore del sito Riaprire il Fuoco) quando scrive:

“Il Filo, per deontologia professionale, dovrebbe precisare nei propri costosi annunci, che la eventuale (anzi certa) pubblicazione avverrà solo dietro pagamento da parte dell’autore.”

Poalo scrive, in un commento, che è stupito dal catalogo della casa editrice Il Filo. Io dico che non è tutto oro quello che luccica e che magari potrebbe interessargli leggere qui:
http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=231 (non mancando di leggere i commenti)
e qui: http://www.riaprireilfuoco.org/blog/index.php?s=fabio+fazio
E a voler cercare ci sono centinaia di cosette interessanti in giro su questo editore.

Bene, credo di aver risposto quasi a tutto. Ora viene una cosa particolarmente importante per me.
Ringrazio Paolo che ha commentato i due post sulla casa editrice Il Filo facendomi notare che in alcuni commenti ho detto qualche fersseria. Nello specifico mi riferisco al commento 31 lasciato al post “Edizioni Il Filo” in cui parlo di condanna dell’editore da parte del tribunale. Mi scuso con Il Filo e con gli utenti. Nella foga del commento, ho perso di vista la giusta linea di condotta, vale a dire pesare ogni parola e controllare di dire cose vere anche nei commenti usando i termini esatti per non danneggiare qualcuno con affermazioni inesatte. Vi assicuro, comunque, che nei miei post non c’è mai stato un errore del genere per la grande attenzione che metto nello scriverli. Nei commenti divento un po’ visitatrice anch’io, e a volte mi lascio trasportare dalla foga del momento. Non correggerò il commento per onestà: ho sbagliato, mi scuso e vado avanti.
Infine vorrei dire che sono molto contenta di aver scritto i due post incriminati, perché ricevo molte e-mail di persone che sapendo che dietro il Gruppo Albatros c’è l’editore Il Filo (che già hanno conosciuto) evitano di perdere tempo. Felice di essere stata utile! 🙂

Naturalmente tutto questo caos ha provocato le solite accuse della serie: “Come fai a scagliarti contro gli editori a pagamento se il tuo editore chiede contributo?” Ribadisco in breve: io non ho pagato (ma non solo io) e non concordo con la politica del mio editore di attuare anche delle pubblicazioni a pagamento. Poi scatta il dubbio: “Non siamo convinti che tu non abbia pagato!” E allora mi viene voglia di aprire le braccia, sorridere di sconforto, sospirare e dire: “Qualunque cosa io dica, non potrò dimostrere senza ombra di dubbio di non aver sborsato neanche un centesimo per pubblicare”. Se uno scrittore famoso un giorno venisse accusato di pagare pur pubblicare i suoi libri, come farebbe a dimostrare il contrario? Anche rendendo pubblico il contratto, qualcuno potrebbe dire che è stato modificato! A voler pensare male, si possono vedere complotti dappertutto! Non ho ancora capito, poi, cosa ricaverei io da tutto questo.

Bah… dopotutto, che vita sarebbe senza misteri? 😉

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56 Responses to Qualche chiarimento

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