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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Qualche chiarimento

Posted by Chiara Vitetta - gennaio 8th, 2010

filoScrivere mi piace, e credo di saperlo fare abbastanza bene; e mi piace anche gestire un sito internet, anche se questa è per me una scoperta recente. Certo c’è una bella differenza tra scrivere un racconto e scrivere un post. Quando pubblico un post cerco di essere obiettiva qualunque sia l’argomento di cui decido di parlare, e quando so bene che non potrò esserlo, desisto e parlo d’altro. A volte, poi, so che potrò essere obiettiva, ma che le mie parole tradiranno il mio pensiero e rischierò anche di dire qualcosa che volendo essere diplomatici non andrebbe detta. So che l’indignazione e la rabbia per un sistema che ritengo sbagliato può essere scambiata per vendetta, come se avessi da guadagnare qualcosa parlando male di un certo editore, ad esempio. In questi specifico caso mi riferisco a Il Filo. Posso dire che anche a me questo editore ha proposto di pubblicare (a pagamento), e mi sono rifiutata. Di cosa dovrei vendicarmi? Quale sarebbe l’accusa strumentale o la tesi che vorrei per forza dimostrare? Questo per richiamare alcune affermazioni che Paolo ha fatto nel commento 9 del post sul Gruppo Albatros.

Ribadisco che:

1- Non ho mai detto che so per certo quale sia il motivo per cui l’editore Il Filo faccia ora parte del Gruppo Albatros; ho solo buttato lì la mia opinione personale.

2. Paolo dice bene: Il Filo non deve chiudere i battenti solo per l’ordinanza di un giudice (potete vederla qui). Non ho mai detto il contrario.

3. Che la pubblicità del Gruppo Albatros non sia ingannevole non credo sia vero. Gli annunci di questo editore sono pressoché identici a quelli della casa editrice Il Filo (ne vedete un esempio nell’immagine utilizzata per questo post) e ricordo a Paolo e a tutti voi che l’editore non è stato in grado di dimostrare in tribunale la falsità delle affermazioni del sito Riaprire Il Fuoco (citato dalla casa editrice Il Filo per diffamazione). Ecco ciò che potete liberamente leggere sul sito Riaprire il Fuoco in un post pubblicato dopo la lettura dell’ordinanza del giudice:

“La casa editrice Il Filo di Viterbo è una casa editrice a pagamento. Nonostante pubblichi annunci sulle prime pagine dei maggiori quotidiani, asserendo di essere alla ricerca di nuovi talenti, questa casa editrice è alla ricerca solamente di polli da spennare, di scrittori esordienti con la folle voglia di veder pubblicare il loro libro, che attira con annunci mendaci e ai quali offre solo la stampa a pagamento delle proprie opere senza curarne affatto la distribuzione sul mercato nazionale. Chi si avvicina al Filo sappia ciò, e chi riceva da Il Filo una proposta di pubblicazione sappia che ciò non significa affatto una valutazione, tanto meno positiva, della propria opera.”

Al di là di tutto ciò che gli utenti malpensanti vogliono credere, io dico questo: un editore serio, onesto e trasparente dovrebbe poter dimostrare di esserlo. Ha ragione Ettore Bianciardi (gestore del sito Riaprire il Fuoco) quando scrive:

“Il Filo, per deontologia professionale, dovrebbe precisare nei propri costosi annunci, che la eventuale (anzi certa) pubblicazione avverrà solo dietro pagamento da parte dell’autore.”

Poalo scrive, in un commento, che è stupito dal catalogo della casa editrice Il Filo. Io dico che non è tutto oro quello che luccica e che magari potrebbe interessargli leggere qui:
http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=231 (non mancando di leggere i commenti)
e qui: http://www.riaprireilfuoco.org/blog/index.php?s=fabio+fazio
E a voler cercare ci sono centinaia di cosette interessanti in giro su questo editore.

Bene, credo di aver risposto quasi a tutto. Ora viene una cosa particolarmente importante per me.
Ringrazio Paolo che ha commentato i due post sulla casa editrice Il Filo facendomi notare che in alcuni commenti ho detto qualche fersseria. Nello specifico mi riferisco al commento 31 lasciato al post “Edizioni Il Filo” in cui parlo di condanna dell’editore da parte del tribunale. Mi scuso con Il Filo e con gli utenti. Nella foga del commento, ho perso di vista la giusta linea di condotta, vale a dire pesare ogni parola e controllare di dire cose vere anche nei commenti usando i termini esatti per non danneggiare qualcuno con affermazioni inesatte. Vi assicuro, comunque, che nei miei post non c’è mai stato un errore del genere per la grande attenzione che metto nello scriverli. Nei commenti divento un po’ visitatrice anch’io, e a volte mi lascio trasportare dalla foga del momento. Non correggerò il commento per onestà: ho sbagliato, mi scuso e vado avanti.
Infine vorrei dire che sono molto contenta di aver scritto i due post incriminati, perché ricevo molte e-mail di persone che sapendo che dietro il Gruppo Albatros c’è l’editore Il Filo (che già hanno conosciuto) evitano di perdere tempo. Felice di essere stata utile! 🙂

Naturalmente tutto questo caos ha provocato le solite accuse della serie: “Come fai a scagliarti contro gli editori a pagamento se il tuo editore chiede contributo?” Ribadisco in breve: io non ho pagato (ma non solo io) e non concordo con la politica del mio editore di attuare anche delle pubblicazioni a pagamento. Poi scatta il dubbio: “Non siamo convinti che tu non abbia pagato!” E allora mi viene voglia di aprire le braccia, sorridere di sconforto, sospirare e dire: “Qualunque cosa io dica, non potrò dimostrere senza ombra di dubbio di non aver sborsato neanche un centesimo per pubblicare”. Se uno scrittore famoso un giorno venisse accusato di pagare pur pubblicare i suoi libri, come farebbe a dimostrare il contrario? Anche rendendo pubblico il contratto, qualcuno potrebbe dire che è stato modificato! A voler pensare male, si possono vedere complotti dappertutto! Non ho ancora capito, poi, cosa ricaverei io da tutto questo.

Bah… dopotutto, che vita sarebbe senza misteri? 😉

56 Responses to “Qualche chiarimento”

  1. bluestraneo Says:

    Piu “chiara” di cosi, non potevi essere 😉

  2. Chiara Vitetta Says:

    Menomale, perché non ne posso più di essere fraintesa. 🙂

  3. Luca78 Says:

    Ciao Chiara!
    Hai fatto bene a spiegare ANCORA UNA VOLTA i motivi che ti hanno spinta a parlare di questo editore…Sicuramente non cesseranno i dubbi da parte di qualcuno, ma una buona parte sicuramente avrà capito.
    A titolo personale, aggiungo solamente che in linea generale la pubblicità degli editori, seppur invitante in certi casi, non è sinonimo di professionalità verso gli autori. Perchè quella si vede in ben altre cose…Dunque bisogna sempre andare a fondo per capire come operano gli editori, occorre fare ricerche su siti come questo, su forum e altri posti. Leggete dappertutto le opinioni, contattate autori che hanno già pubblicato con l’editore a cui vorreste mandare un manoscritto… Insomma, come quando spedite curriculum, prima informatevi sull’azienda, poi chiedete le condizioni e solo se siete convinti, spedite il tutto. E solo se si è sicuri che non chiederanno contributo.

  4. Chiara Vitetta Says:

    Cioo Luca,
    e grazie di essere intervenuto.
    Dici bene: la pubblicità degli editori non è sinonimo di professionalità. Bisogna saper guardare oltre, senza dubbio.

  5. BILLY64 Says:

    Ciao a tutti,anch’io ho spedito a Dicembre le mie poesie e due giorni fà mi è arrivato il contratto via posta pronto per essere firmato,l’unico dubbio che mi viene è che se una casa editrici fosse convinta di avere in mano un grande autore non chiederebbe soldi,farebbe di tutto per avere un esclusiva di queste opere,io non firmerò nessun contratto perchè come ho detto prima se le mie poesie sono così belle come dicono saranno loro a chiamarmi altrimenti la mia soddisfazione sarà quella di leggerle agli amici.

  6. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Billy,
    il tuo punto di vista è giusto, secondo me. Ci sono tante ragioni per rifiutare l’editoria a pagamento, e una può essere proprio questa: se l’opera, a parere dell’editore, è tanto valida, perché non rischia qualche soldo per pubblcarla, e invece scarica il rischio d’impresa sull’autore?
    Tutti dovrebbero chiederselo.
    Grazie di essere passato da qui e in bocca al lupo!!! 🙂

  7. adolfo Says:

    ciao , ho mandato anch’io dei racconti al gruppo albatros, mi hanno mandato una proposta editoriale a pagamento (dovrei comprare 185 copie a 15 euro l’una) ma dopo letto questi commenti non so ..che fare
    ma allora chi sono gli editori cui rivolgersi per non dover sborsare troppi soldi…?
    grazie.

  8. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Adolfo,
    ti posso consigliare di rivolgerti agli editori di questa lista:
    http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=&tipo_pubblicazione=&provincia=TUTTE&inediti=TUTTI&contributo=0&NOME_TABELLA=CaseEditrici&submit=Avvia+la+ricerca
    Dovrebbero essere tutti editori che non chiedono contributo.
    Il sito è IL RIFUGIO DEGLI ESORDIENTI, lo conosci? Devo dire che mi è stato utilissimo per tanti motivi. In bocca al lupo per il tuo libro, e se posso esseri utile in qualche altro modo torna pure a scrivermi, qui o in privato, come preferisci.
    Il mio indirizzo è:
    chiaravitetta1985@gmail.com

  9. Pubblicità Albatros per scrittori esordienti | Il Sito Ufficiale di Francesco Falconi Says:

    […] Li definirei dubbi legittimi, specie dopo aver letto tanto a giro, come l’esperienza di Chiara Vitetta, oppure  cosa ne pensa il sito di WriterDreams, che da sempre cerca di far luce sulle modalità di […]

  10. Ciccio Says:

    Ciao..
    Io ho scritto una saga di genere Fantasy composta da cinque volumi, ed ho spedito il primo libro a gruppoalbatros in quanto ho visto la pubblicità al telegiornale, e inoltre me ne hanno parlato bene.. So che suoi libri sono diventati dei successi.. Ora leggendo ciò che dite voi invece inizio a preoccuparmi! Se dovrei ricevere la proposta di pubblicare con contributo chiaramente rifiuto.. Ma se vogliono pubblicarmi senza contributo e la mia saga piace da impazzire? Saranno in grado di fare la giusta pubblicità? O è meglio cambiare editore?

  11. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Cicco,
    sta a te decidere se pagare o meno, purché tu non creda che facendolo avrai la garanzia di un buona distribuzione, di una pubblicità efficace e di tanto successo. Pagare non dà queste garanzie.
    Comunque è davvero difficile, se non hai mai pubblicato, trovare un editore che ti porti chissà dove. Si parte dal basso, la strada è lunga e difficile da percorrere.

  12. alessia Says:

    Ciao Chiara, ciao ragazzi… anch’io ho ricevuto risposta di pubblicazione con contributo ricevendo 185 libri… ci sto pensando…non ho ancora firmato nulla… da una parte penso che cmq rientro delle spese vendendoli questi libri, che faranno conoscere il mio libro e che se pubblicano ad esempio 50 nuovi autori con il punto di domanda sul risultato, è proprio da pazzi… quindi si coprono le spalle… lo farei anch’io… Dall’altra parte leggo le vostre opinioni e devo dire che un po’ di confusione ce l’ho!
    Io continuo ad informarmi e poi deciderò…
    grazie per le preziose info
    alessia

  13. Alessio Says:

    Salve a tutti!
    Non sono uno degli “eletti” allora, dato che anch’io, come tutti forse, ho ricevuto una proposta di contratto a pagamento con i 185 libri da comprare ecc. Qualche ora fa ho pure parlato al telefono col tizio responsabile del marketing (suppongo). Sono veramente nel pallone e mi viene da pensare: e se questi del gruppo albatros accettasero tutto ciò che s’invia loro senza una benché minima selezione??? Credo che farò un bel giro su internet, tempo permettendo, prima di lanciarmi nel vuoto.

  14. Jotty Says:

    Ragazzi, ma cosa significa pubblicare con contributo? A questo punto me lo pubblico da solo il mio capolavoro e contatto qualche agenzia specializzata nelle vendite, andando sul sicuro e decidendo io il numero di copie e via dicendo.
    Ma è questo essere scrittori?
    Personalmente non penso troverei alcuna soddisfazione a pubblicare pagando qualcosa a Tizio o Caio.
    L’editore deve valutare le opere, selezionarle e decidere su quali puntare. Se sceglie il tuo libro tra migliaia di manoscritti vuol dire che decide di puntare su di te, perchè ha visto in te uno scrittore. A quel punto ti rendi conto di valere qualcosa, come scrittore. A pubblicare a pagamento siamo tutti bravi 😀
    So benissimo, poi, che ci vuole anche tantissima fortuna per essere scelti. Ma so anche che grandissimi scrittori non sono diventati subito famosi.
    Se non sbaglio “Il socio” di Grisham è stato rifiutato dalla prima casa editrice alla quale l’aveva proposto. Poi glielo hanno pubblicato ed infine una grossa casa editrice ha acquistato i diritti del suo libro per venderlo in larga scala.
    Anche il libro sul maghetto è stato inizialmente rifiutato, o sbaglio?
    A me dispiace solo di non avere tempo per completare un romanzo che avevo in testa. Ma in caso un giorno lo completerò, non lo pubblicherò a pagamento. Al massimo lo manderò a tutte le maggiori case editrici e poi attenderò 😀
    Sono poi convinto che su 1000 manoscritti che gli esordienti spediscono, le grosse case ne pubblicano solo 1, perchè gli altri non valgono, o non valgono abbastanza. Penso che le grosse case editrici hanno interesse a trovare il Grisham italiano o roba del genere.
    Infatti mi sono sorpreso, Chiara, quando hai detto che la Mondadori non era interessata ai libri di esordienti. Ora so che li accettano.
    Se non sbaglio “100 colpi di spazzola prima di andare a dormire” è stato spedito via email all’editore Fazi (?) e poi pubblicato, o sbaglio?
    Penso che le grosse case editrici leggeranno sempre i manoscritti degli esordienti, perchè hanno interesse a farlo. Hanno interesse a selezionare e individuare nuovi grandi scrittori. E’ qui il punto: cercano soprattutto capolavori, ecco perchè scartano molti esordienti, perchè non valgono abbastanza i loro manoscritti. Gli scarti vanno bene a chi chiede il contributo e trasferisce il rischio d’impresa 😀
    E’ ovvio, poi, che per molti libri di autori già affermati (giornalisti e scrittori) ci sono mille giochi di potere dietro, ma questo è un altro discorso. Agli esordienti non servono raccomandazioni, ma molta tenacia e un po’ di fortuna. I lettori decidono il successo di un libro con il passaparola, come per i film (quando un libro piace molto, il lettore è portato a parlarne con tutti….)

  15. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Jotty,
    in gran parte concordo con il tuo punto di vista.

    La Fazi considera esordienti, sì, ma la Mondadori… non mi risulta! E visto che a sua detta non considera esordienti, mi chiedo come arrivino a pubblicare certi scrittori poco noti…
    Comunque il mondo editoriale in Italia attualmente è molto complesso, ingiusto, difficile da maneggiare.
    Un po’ di fortuna può servire, ma il mio parere è che si debbano seguire vie non convenzionali. Se si aspettano le risposte dei grandi editori, si sta freschi!!!

  16. Jotty Says:

    Chiara, comunque mi riferisco a tutti gli editori, non solo a quelli grandi. Cambia molto, è vero, però c’è molta soddisfazione anche a pubblicare con piccoli editori, che decidono di puntare su di te.
    Tu, poi, hai pubblicato. Magari il tuo libro lo legge qualche casa editrice grossa e compra i diritti. Oppure lo legge e non piace. Magari leggeranno per caso e si innamoreranno del tuo prossimo libro.
    Sono intervenuto perchè mi è piaciuto sentire che è una cosa assurda che ti chiedano soldi per pubblicare il tuo libro, la tua creazione, quella che hai composto impegnandoti e sfruttando le capacità della tua mente. E’ mercificazione, ed è una cosa schifosa.
    Sulla Mondadori, rimango convinto che prendano in considerazioni esordienti. Ho trovato i contatti sul loro sito:

    Libri per ragazzi
    Per informazioni sulle collane per ragazzi di Mondadori scrivi a mondojunior@mondadori.it

    Per sottoporre un tuo manoscritto o proposta editoriale scrivi a:

    Mondadori
    Redazione libri per Ragazzi
    Via Durazzo, 4
    20134 Milano

    Proposte editoriali (informazioni e invio manoscritti)
    Per informazioni contattare la Segreteria letteraria al numero 02-75423215 (orario dalle 9.00 alle 10.30).
    ——–
    In pratica per i libri per ragazzi si può spedire direttamente; per quanto riguarda le altre tipologie, ho letto in qualche forum che al telefono ti dicono la tipologia che in quel momento stanno valutanto: se corrisponde alla tipologia del tuo manoscritto gliela puoi mandare, altrimenti devi aspettare 6-7 mesi

  17. Chiara Vitetta Says:

    Certo Jotty, la soddisfazione di trovare un editore che investa sul tuo libro è grande a prescindere dall’importanza dell’editore, ci mancherebbe! 🙂
    Hai fatto bene ad intervenire, e sono contenta che tante persone siano dell’idea che pagare per pubblicare un libro sia una cosa assurda.

    Forse la Mondadori ha cambiato linea dall’ultima volta che mi sono informata direttamente. Beh, tanto meglio.

  18. Jotty Says:

    Scusate la poca chiarezza (ma commento sempre di fretta :D).
    Chiara, se tu parli di risposte dalle grosse case editrici, allora concordo: non ti telefonano e non ti mandano un’email per dirti che il tuo libro non va bene.
    Però mi pare una cosa normale e, visti i tempi, anche giusta. Perchè, ahinoi, nelle relazioni di tutti i giorni succede questo, figuriamoci se possiamo aspettarci un diverso comportamento da un’azienda che immagino si troverà a gestire diverse centinaia di manoscritti al mese.
    Agli esperti, o presunti tali, diranno di leggere tutto e di selezionare quello che può essere valido per una pubblicazione. E non penso che pubblicheranno le cose che raggiungono (sempre per chi legge ovviamente) la sufficienza. Perchè non hanno interesse a farti un piacere e a guadagnare qualcosina in più (per i libri da poche copie ci sono già gli autori affermati, e la casa editrice in questi casi cerca solo di aumentare la vendita di “qualcosina”).
    Insomma un libro valutato 6,5 potrà essere pubblicato da una casa editrice piccola, mentre è quasi impossibile che la Mondadori lo prenda in considerazione. E poi queste grosse case editrici hanno comunque i mezzi per farsi dare i diritti dalle piccole case editrici che scoprono talenti.

  19. ilenia Says:

    Salve ragazzi!!La storia si ripete,anche io oggi ho ricevuto il contratto a pagamento,e che pagamento!!! 2756 euro!!! Insomma è tutta una bufala???? Promettono di tutto di più..pubblicità e quant’altro.. nulla di vero??? Sono confusa

  20. Roberta Says:

    Ciao Ilenia, secondo me, tutto sommato dipende ancora dall’autore che tipo di scelta operare. Mi spiego meglio: non è “illegale” pagare per farsi pubblicare, è semplicemente ingiusto. Con le opere prime già i guadagni sono prossimi allo zero (per chi ha scritto il libro), figuriamoci quanto sia ingrato un sistema editoriale che fa sborsare i soldi direttamente all’autore; è un circolo vizioso e va arrestato. E poi se paghi per pubblicare nessuno ti garantirà mai che l’editore ti abbia scelta per il talento (e non per intascarsi migliaia di euro). Noi ci stiamo impegnando per questo. Vuoi essere dei nostri? Bisognerebbe incrementare il circuito delle piccole case editrici oneste, per esempio, acquistando i loro libri, magari di autori esordienti. E’ dura ma se vuoi scrivere veramente non ti arrendere, informati, visita il sito di Chiara, quello del Rifugio degli Esordienti e WritersDream, lì troverai anche le liste delle case editrici che non chiedono contributi. Io ho avuto la fortuna di incontrare Chiara e ho capito tante cose del mondo editoriale, un mondo che prima mi appariva magico, quasi irreale, invece ti assicuro che è parecchio reale, terreno, anzi, è quasi completamente immerso nel fango. Buona fortuna! ;-D

  21. davide Says:

    110 con lode ai tuoi commenti.A me hanno chiesto 3600 euro per pubblicare un romanzo,bello si,a mio parere,ma pieno di errori ed imprecisioni,pero’ nel contratto mi hanno fatto notare che la pubblicazione sarebbe avvenuta cosi’,come la manoscritto.La cosa mi ha lasciato subito perplesso visto che nella lettera di presentazione,ho fatto loro notare che era solo un dattiloscritto impreciso e pieno di errori,quindi mi hanno stupito i vari complimenti,visto che io stesso lo giudicata da correggere e rivedere.Come si puo pubblicare un manoscritto sensa essere corretto e aggiustato?Premetto,io non sono un professore di italiano ed a malapena so scrivere.CIao,complimenti.

  22. Chiara Vitetta Says:

    Grazie Davide! 🙂

  23. luigi turchi Says:

    Ciao a tutti!
    Anch’io ho tentato di fare pubblicare libri.

    Da quel che ho capito i canali per pubblicare in Italia sono questi:
    1) Politica, in via diretta (sei un politico e devi dire il tuo “pensiero illuminato”, e soprattutto devi dare da vivere al tuo giornalista. Paga pantalone
    2) Televisione (sì dico televisione) perchè ormai si vende l’autore, non il libro (come dice anche Dagospia). Sei il famoso calciatore, qualcuno ti scrive l’opera prima e poi tu ci metti la firma. Il libro si paga perchè il nome è così noto che molti lo comprano anche se il libro è la lista della spesa al market più vicino.
    3)Autore impegnato, nel senso che ha frequentato amici illustri o illustre segreterie (come una volta si frequentavano sacrestie). Potrei fare nomi, non desidero querele.

    Altre vie non ne vedo perchè il problema non è la pubblicazione, ma la distribuzione e la pubblicità. Se non ti vedono, non sanno che esisti.
    Poi l’Italiano è una di fatto un dialetto di una remota (quanto illustre e piena di storia) tribù europea. Un autore inglese ha un bacino di circa 1 miliardo di persone (più o meno). L’Italiano si parla a Chiasso e poco oltre.

    Mi direte, se il libro è una cannonata, poi facciamo la traduzione in Inglese. E qui si torna al punto di partenza, non fai massa critica perchè gli Italiani sono pochi e non leggono molto, se dividi il costo del lancio di un libro per i pochi milioni di lettori italiani, fai due conti e vedrai che si rischia molto, troppo.

    Così le case editrici preferiscono puntare sul giallo che ha avuto boom a New York, paghi un traduttore e tutto finisce lì. Il successo è quasi garantito, poi magari ci fanno il film che lancia l’opera in orbita.

    Di conseguenza le case editrici italiane sono diventate per lo più filiali di gruppi editoriali anglosassoni o stranieri.

    A volte fanno anche il favore a qualcuno che glielo ricambia (vedi punto 1).

    Poi ancora, magari, ogni tanto, contro ogni calcolo delle probabilità, pubblicheranno un vero libro, ma le percentuali sono pressappoco quelle che hai se fai battere un tasto di telegrafo alla scimmietta e la scimmietta compone la parola:
    “Ce l’ho fatta…”

    Scrivete per voi, senza angosce, si scrive perchè si ha qualcosa da dire, non da pubblicare.
    Magari finirete come Tomasi di Lampedusa, che venne scoperto dopo la morte perchè le case editrici bollarono il Gattopardo come libro invendibile, finchè Tomasi di Lampedusa fu in vita.

    Oppure se proprio volete, proponetevi escort con il libro nelle mutande, per i maschietti al limite si può tentare di proporsi come trans, sono queste le leve che “tirano” tra chi comanda, e allore le porte dell’editoria si apriranno (e non solo queste)

    Buona fortuna a tutti e congratulazioni per il blog, è illuminante anche se ha “atapirato” molto mia moglie, che aveva sentito la pubblicità in TV per esordienti….

    Ciao!!!

  24. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Luigi,
    e grazie per i complimenti.
    Non sono d’accordo con la tua visione, perché io non rientro tra i casi che hai citato, eppure ho pubblicato e vendo bene. Naturalmente “vendere bene” è relativo, ma vendo. Con tanta fatica e tanta passione si arriva anche in alto, ma ci vuole tempo. Si scrive per sé, ma il vero scrittore, a mio parere, ha in sé la voglia smisurata di diffondere i propri scritti, di parlare al mondo.

    Grazie di aver commentato e ripassa quando vuoi!

  25. luigi turchi Says:

    Se mi pubblicano bene, altrimenti che vadano al diavolo.
    Ho scritto 3 libri, risultati zero.
    La migliore e più sincera fu Feltrinelli, mi disse dritto, dritto : “Noi non li leggiamo, i libri di esordienti”. Apprezzai…
    Un certo Baraghini (non ricordo bene, sono passati tanti anni) mi scrisse: “Abbiamo letto e riletto il suo libro, lo vorremmo pubblicare ma per motivi particolari, non lo facciamo.
    Aspetto ancora di sapere qualcosa di più preciso su questi motivi particolari…
    Non mi lamento, sono in buona compagnia, vedo.
    Non escludo che se sei una capatosta, batti e ribatti, ce la fai, ma dimmi (se non violo la tua privacy), sei riuscita ad avere visibilità oppure sei rimasta tra “Happy few”? Questo è il problemai con i libri…
    Ti cercherò on line e magari se faccio un salto in libreria mi informo.
    Per tante cose meglio il blog, finchè è libero. La nuova legge che arriva, darà una mazzata micidiale…. Il potere ne ha paura, perchè appunto da visibilità, anche a cose scomode.
    Anche per questo ho apprezzato il tuo lavoro, informati perchè fra poco verrai equiparata al “Corriere della Sera”, legalmente. Rischierai molto, con le inchieste che riporti.
    Fammi sapere, stay on tune…
    Ciao a presto!

  26. luigi turchi Says:

    ps: ho dato di sfuggita un’occhiata al tuo blog, nelle altre parti. Sei una capatosta, lo ammetto.
    Bella la parte che riguarda l’editoria per dummies.
    Appena ho un poco di tempo leggo meglio, ora non ho tempo…
    Sei giovane (1985), tieni duro e se puoi, vai a vivere in Inghilterra, impara bene l’Inglese, come te stessa consigli….

  27. Chiara Vitetta Says:

    Dipende da cosa intendi per “avere visibilità”! 🙂
    Nelle librerie è difficile essere visibili per una lunga serie di ragioni. Bisogna fare un percorso particolare vista la situazione. Ho avuto visibilità e venduto molto alle fiere, ho fatto qualche presentazione, ho parlato con le persone per informarle, ho avuto molti buoni risultati. Tutto questo, però, dedicando la vita alla mia passione. Non è un piano B, non è un passatempo, non è uno sfizio: è la mia vita. So che ce la farò, sono a buon punto! 🙂
    Presto la pubblicazione del mio secondo libro, sempre senza contributo, ovviamente!

  28. luigi turchi Says:

    Visibilità significa non vedere il tuo libro nel sottoscala, appena qualche giorno, per atto di presenza. E’ come per la bomba atomica: se il materiale è fissile, raro, estratto con estrema attenzione e fatica, dalla viscere della mente, allora, se c’è una massa che converge al centro con forza, allora il risultato è esplosivo.
    In altre parole ci vuole passaparola e che se ne parli.
    Da noi poi, con solo 2 milioni di lettori (come da tue cifre), il lavoro di visibilità è sempre difficile.
    Quindi la strada delle fiere del libro e delle presentazioi è giusta, ma impegna tanto e tanti soldi. Così se scrivere è la tua vita, seguila, sei fortunata ad avere le idee chiare.
    Ma trovati anche un altro lavoro: non lo dico io lo dicevano i rabbini, studiavano talmud per anni e anni, ma avevano l’obbligo di conoscere anche un lavoro manuale….

    Auguri per il secondo libro

  29. Chiara Vitetta Says:

    Allora ho visibilità, sì!
    Trovarsi un altro lavoro significa avere dubbi su questo, e i dubbi non sono ammessi percorrendo una strada del genere. Ti ringrazio comunque del consiglio.
    Il tempo per le fiere lo trovo, e fatico per trovare i soldi, ma trovo anche quelli. Per i sogni, tutto! 🙂

  30. luigi turchi Says:

    Sempre io, scusa, vedo che parli bene della casa editrice Prospettiva.
    E’ una casa editrice che ti legge il libro e che non tenta di ammollarti il pacco?
    Si possono mandare manoscritti con ragionevole sicurezza?
    Insomma la consigli?
    Ciao e grazie
    Gigi

  31. Chiara Vitetta Says:

    Forse hai letto male, non mi sembra di aver mai parlato della casa editrice Prospettiva!

  32. luigi turchi Says:

    Allora scusami per la casa editrice Prospettiva. Purtroppo ho letto a 4 occhi, insomma di corsa, tra una cosa e l’altra. Chissà che link cerebrale ho cliccato…

    Per i sogni, tutto! :-), mi scrivi…
    Bella frase, come diceva un famoso scrittore inglese che non aveva problemi di pubblicazione e distribuzione:”Noi siamo fatti della sostanza dei sogni (più o meno).

    Sei tosta, per avere 25 anni, lasciamelo dire. Ti meriti molto e anche qualche soldo in più.
    A presto!!!

  33. Chiara Vitetta Says:

    Non preoccuparti, non fa niente! 🙂

  34. Graziella Says:

    Ho pubblicato con la casa editrice tanto bistrattata, tuttavia non ho pagato un contributo alto, ho discusso un contratto, in più affermo che per l’ultimo mio libro ho ricevuto molte proposte di edizione che si dichiaravano senza contributo e alla fine mi hanno chiesto molto di più del gruppo di cui sopra, non ho ancora ricevuto tranne da un gentile signore la proposta di pubblicare veramente con un contributo bassissimo pochi euro, per poche spese,vi dirò che temo di essere stata imbrogliata , perc hè mi chiedo come procedono queste case editrici senza soldi? sono piccole e l’unico neo che trovo è che dovrebbero dichiararlo invece ho appena risposto ad un editore che afferma che il mio libro merita di essere pubblicato, ma purtroppo lui pubblica solo con contributo per le per chi non è noto, mentre per gli altri che possono mostrare di aver ricevuto diritti d’autore la pubblicazione è gratuita, io potrei dimostrarlo, ma non mi sembra il caso, nella mia provincia sono comnosciuta anche perchè ho fondato due associazioni culturali però…. chissà spero di trovare chi mi pubblicherà senza contributo sono una pigra non mi va di inviare cartacei e rischiare ed è male ma alla mia età tutto è possibile ciao a tutti

  35. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Graziella,
    gli editori che non chiedono soldi, esistono. Sono piccoli, devono faticare, ma se sono bravi vanno avanti e non hanno bisogno di chiedere soldi agli autori. Io ho pubblicato il mio primo libro senza alcun contributo, e accadrà lo stesso per il secondo a settembre.
    E attenzione: non è questione di un “piccolo” o di un “grande” contributo, non si deve pagare e basta, non è giusto! Naturalmente questa è e rimane una mia opinione.
    Sì, se sei un “nome noto” pubblichi subito con grandi editori e senza pagare, probabilmente è vero, ma questo non significa che sia giusto né che le cose non possano cambiare. E dobbiamo essere noi, a cambiarle.
    Bisogna capire, comunque, la ragione per cui si cerca una pubblicazione. Se la pigrizia ti impedisce di inviare cartacei e rischiare, forse questa non è la tua strada. La passione scaccia la pigrizia.
    Se ci si vuole solo togliere uno sfizio, esistono le tipografie, più convenienti e non travestite da altro.

  36. luigi turchi Says:

    A volte non è un problema di pigrizia. Questo è un paese di rendite di posizioni e di piccoli e grandi monopoli. In ltre parole nessuno vuole rischiare….
    Ho mandato testi a destra e manca (si diceva una volta). Ho trovato un muro.
    Inoltre si rischia sempre un plagio , contro il quale la tutela della Siae è ridicola, tanto vale depositare tutto da un notaio. Ma attenzione: se ti plagiano puoi solo chiedere che il plagiatore ritiri l’opera. Non puoi chiedere il risarcimento danni. Perchè? Sentite la buffa conclusione delle nostre leggi: non hai pubblicato, allora non hai guadagnato. Non puoi chiedere il risarcimento di ciò che non hai guadagnato.
    Vi sembra giusto? E’ così.
    Le piccole case che rischiano ci sono, ma poi chi ti vede il libro, rischi che non se ne accorga nessuno..
    Insomma, scrivete, scrivete se vi piace, ma non aspettatevi nulla, soprattutto non aspettatevi che le cose cambino, ogni paese ha il re che si merita!
    Sono d’accordo comunque che se vi chiedono soldi, alzatevi ed andatevene….

  37. Chiara Vitetta Says:

    Non credo che attualmente in Italia ci siano problemi di plagio… gli editori campano benissimo senza! Perché correre rischi di denunce?
    Sul fatto che pubblicando con piccoli editori che rischiano poi nessuno veda il libro, io dico: ma credete davvero di potervi evitare la gavetta? Bisogna anche faticarselo un po’ il successo, no? Un passo alla volta, una fatica alla volta, se il libro è valido, pian piano il successo arriva.
    Non sono neanche d’accordo sul “non aspettatevi che le cose cambino”, perché le cose devono cambiare, e se partiamo con questa testa, non le cambieremo mai. Eppure siamo noi a doverle cambiare! I lettori con la scelta di cosa acquistare, gli scrittori con altri sistemi. Il mondo non si cambia in un giorno, però, e non si cambia senza fatica.

  38. luigi turchi Says:

    Il plagio è costante vedi ad es quello che scrive wolfstep sul suo sito. Un famoso attore comico gli ha copiato le battute. Vedi ad es: Luttazzi che copiava di sana pianta show americani…

    Nella piccola editoria non ci sarà molto plagio, forse perchè non ci sono grossi interessi commerciali in gioco e allora perchè rischiare.

    La gavetta è giusta e doverosa ma va riconosciuta e ricompensata. Non mi pare che l’Italia di oggi riconosca i meriti delle persone, le fatiche delle persone, oserei dire la dignità delle persone. Una volta era più semplice, ora è tutto ingessato….

    Sei giovane e mi sei simpatica perchè in fondo mi assomigli (almeno per il tuo entusiasmo giovanile), ma se permetti, avendo qualche anno in più, ti vorrei dire che è già un successo cambiare se stessi, cambiare il mondo mi sembra alquanto arduo. E’ molto più probabile che sia il mondo a cambiare te!!!

    Sei in gamba, ti auguro il meglio…

  39. Chiara Vitetta Says:

    Beh, se parliamo di battute e libri comici in effetti è tutt’altra storia, magari.
    Sì, è vero, in Italia la meritocrazia è quasi assente… quasi! Uno spazio bisogna ritagliarselo! 🙂 Non so se una volta era più semplice, so solo come è adesso.

    Grazie per il tuo augurio. Spero, un giorno, di poterti scrivere un’e-mail per dirti che ho cambiato un pezzettino di mondo, anche se non da sola, ma con l’aiuto di altri che la pensano come me. 🙂

  40. luigi Turchi Says:

    Il Talmud dice che in ogni essere vivente c’è un mondo: qui se cambi te in meglio, cambi il mondo in meglio.
    Se poi cambi un’altro pezzo di mondo, meglio ancora…
    Aspetto la tua mail, mi farebbe piacere riceverla.

    Shalom

  41. luigi Turchi Says:

    Dimenticavo ops: una volta era più semplice perchè la gente stava ad ascoltare. Era più semplice perchè la gente ci credeva.
    Era più semplice perchè c’era ricchezza morale e anche materiale (che aiuta, in termini ragionevoli)
    Ciao :-)))))))))))

  42. Anna Says:

    Il gruppo Albatros non è l’unico gruppo che fa proposte del genere. Quando avevo 16 anni ho pubblicato un libro con la Montedit con un contratto simile, che prevedeva a mio carico l’acquisto di 100 copie dello stesso.

  43. Anna Says:

    è un mondo difficile quello dell’editoria. Io l’ho abbandonato ma ammiro e faccio un grosso in bocca al lupo a chi ha il coraggio di crederci ancora

  44. Chiara Vitetta Says:

    Grazie Anna!

  45. IVAN TRIGONA Says:

    Ho appena acquistato una raccolta di racconti per ragazzi scritto da una mia conoscente, pubblicata dall’Albatros e propostami da una collega visto che i proventi delle vendite andranno alla Actioned (per decisione dell’autrice che ha dovuto acquistare un bel numero di volumi): ho letto il primo racconto e… CHE DELUSIONE!!! E’ pienissimo di errori: accenti omessi, punteggiatura sbagliata o non rispettata; che peccato!! Ed io che pensavo che scrivere fosse un dono per pochi “eletti” dal talento. E pensare che non completo il mio romanzo, da anni in “naftalina”, perchè non credo alle favole!!! Forse è il caso di provare… Che ne pensate?

  46. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Ivan,
    un conto è pubblicare (a pagamento, poi!), un altro è essere scrittori. Non so se tu abbia del talento, ma il mio consiglio è, e vale per tutti, di scrivere se senti di farlo. Se ti piace, se ti diverti, se ne senti il bisogno, scrivi! Preoccupati in un secondo momento di un’eventuale pubblicazione.
    E poi, voglio dire, bisogna credere alle favole, a volte! Io sono arrivata fin qui con la mia forza e la mia testardaggine, ma nessuno mai mi ha detto che sarebbe stato facile, e infatti non lo è, ma ti assicuro che se meriti, le soddisfazioni arrivano.
    Ci sono lacrime e sudore dietro i successi guadagnati, ma davanti c’è la soddisfazione di cogliere i frutti di una semina meravigliosa.

    Se pensi che possa esserti d’aiuto un parere sincero e che cerca sempre di mantenersi oggettivo, puoi inviarmi qualcosa di tuo e lo leggerò con piacere.
    E in genere, se credi di aver bisogno di consigli per muoverti nel mondo editoriale, io sono a tua disposizione per rispondere ad ogni domanda. Mi fa sempre molto piacere poter essere d’aiuto.

    Scrivimi pure qui, se ne hai bisogno: chiaravitetta1985@gmail.com

    In bocca al lupo!

  47. IVAN TRIGONA Says:

    Grazie Chiara: hai proprio ragione! Il senso dello scrivere sta dentro noi e non in quello che lo scrivere potrebbe farti ottenere. Per anni ho scritto di getto… da anni mi sono fermato; chissà, magari troverò spunto dalle tue parole per riprendere a poco a poco. Grazie e a presto.

  48. andrea Says:

    ciao a tutti,
    desidero raccontarvi la mia esperienza editoriale, senza giudizi, senza alcuna morale. Nel lontano 2004 mi trovai nella fatidica situazione di molti di voi. Il romanzo è scritto, gli amici ne sono entusiasti, sono pronto a diventare famoso, manca solo l’editore illuminato.-) Naturalmente, nessuna risposta o al più dei lapidari “no grazie” dalle case più grandi. Il mio cammino s’incrocia, per il tempo di un colloquio, con un editore a pagamento. Per fortuna, sono genovese e perciò stavolta tocca a me dire “no grazie”. Gli amici insistono: devi pubblicare (come li amo.-)
    Passo da cercare le case editrici alle tipografie, per trovare la più economica, s’intende. E poi, il codice ISBN, il formato, la copertina, il peso della carta, la biografia e la foto (visto che intanto pago io, chissenefrega di sembrare vanesio.-) quanto lavoro ancora da fare, ma alla fine il 15 dicembre 2004, eccomi recapitate 1000 copie in 44 scatole, come i gatti della filastrocca. Primo pensiero: mazza ma sono così tante 1000 copie?? Secondo pensiero: mo dove li metto tutti? sotto il letto nn ci stanno. Terzo pensiero: quante ne venderò??!!
    Gennaio 2011: copie vendute 700, regalate 100, rubate/perse 40
    Come? Armandomi di santa pazienza e girando la città, la provincia, la regione con il baule dell’auto pieno di libri e convincere le librerie/edicole a metterlo in contovendita. Rompendo le scatole ai giornali locali per stampare la recensione, stampando locandine, realizzando (ultima fatica) un videotrailer come se fosse un film (non ci sono solo aspiranti scrittori ma anche amici aspiranti attori per fortuna.-)), mettendo un annuncio su ebay e prossimamente un sito dove organizzare il tutto in modo migliore. Sono al lavoro sul secondo romanzo e … speriamo che io me la cavo.-)
    in culo alla balena a tutti!

    Stefano Andrea Camilleri

    ps NOOOOOO nn sono parente. E che se no mi facevo tutto sto bucio de culo??.))

  49. Roberta Says:

    Grandissimo Andrea. Anche noi abbiamo fatto la stessa cosa con il libro “facce da feisbuk”. E’ una fenomenologia satirica su facebook, come si evince dal titolo. Se vuoi farti un giro http://www.faccedafeisbuk.altervista.org
    Il tuo sito invece qual è?

    Scusa Chiarè prima e unica pseudopubblicità, non lo faccio più, promesso! 😉

  50. andre Says:

    ciao raga ho visto il sito, forte.) volevo chiedervi come vanno a voi le vendite del formato e-book e anche di quello cartaceo. a proposito di quest’ultimo, io uso x le vendite on line il formato Piego di libro delle poste italiane e in genere lo recapita in 3 gg, in solo due casi ha impiegato 10 gg e costa solo 1,28 euri
    riguardo i videotrailer x aumentare la visibilità vi segnalo invece questo sito che ho trovato:
    http://www.booktrailers.eu/

    Il mio sito è in fase di costruzione, nel frattempo ecco invece il mio videotrailer che mi sta dando un po di soddisfazione e di vendite eheh

    alla proxima.)

  51. Chiara Vitetta Says:

    Roberta, tu puoi pubblicizzarti qui tutte le volte che vuoi! 🙂

  52. Roberta Says:

    Grazie Chiarè ^_^

  53. Vincenzo Says:

    Cara Chiara,
    meno male che ho avuto la trovata di sfogliare google per trovare qualche commento su il Gruppo Albatros il Filo e di aspiranti scrittori che avessero ricevuto, come me, un contratto di pubblicazione. Il contratto sembra ben fatto e sembra tutelare lo scrittore. Se si riescono a vendere piú di 500 copie piú le 125 da pe sovvenzionate.., l’autore mi restituisce i soldi (circa 2.000 euro). Il contratto parla di una serie di vantaggi (editing, interviste, Fiere internazionali). Ho giá pubblicato il libro sul http://www.ilmiolibro.it e http://www.lafeltrinelli.it con costi decisamente minori ma anche qui si parla di truffantina trovata per realizzare profitti. Vogli essere testarda come te. Purtroppo ho inviato giá il contratto firmato ma non pagheró, cosí i termini decadono e invieró pazientemente i miei due romanzi scritti (penso anche bene) a case editrici. Avevo pensato anche di abbinare la vendita (cedendo i diritti di autore) per sovvenzionare iniziative benefiche dal momento che scrivo per passioni e non per mestiere. Cosa ne pensi? Grazie

  54. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Vincenzo,
    hai fatto bene a lasciar perdere il Gruppo Albatros. Non arrenderti, vedrai che ci sono editori seri disposti ad investire anche economicamente nei libri!
    Non so se cedere i diritti per sovvenzionare iniziative benefiche sia una buona idea. Potrebbe esserlo, in effetti, ma bisogna vedere come funziona di preciso, se ad esempio i diritti li cedi per sempre o solo per alcuni anni.
    Tenevo a dirti, comunque, che scrivere per passione non significa non doverci guadagnare, specie perché una volta che un libro viene pubblicato, qualcuno ci guadagna. Ti pare giusto che quel qualcuno non sia l’autore?
    Se hai altro da chiedermi scrivimi pure, o qui o in privato qui: chiaravitetta1985@gmail.com

  55. Chiara87 Says:

    Ciao Chiara, mi chiamo Chiara anche io e proprio oggi ho ricevuto una proposta editoriale quando avevo perso tutte le speranze per pubblicare un libro e ci tenevo moltissimo. Subito tanta gioia che non riuscivo a leggere e piangevo come un’aquila dalla gioia, poi tantissima delusione nel vedere le cifre per ben 185 copie che non sai nè come nè quando nè se riesci a vedenre ed oltretutto che ti promettiono di rimborsarti se superi le 500 copie vendute oltre alle 185 che hai comprato obbligatoriamente,. Così oggi pomeriggio ho telefonato e ho detto che non sono interessata e che non manderò nulla di firmato. Meglio i concorsi pubblici letterari e quelli seri, le speranze sono le stessa di una casa editrice a pagamento per qualcuno che come me è la prima volta che tenta di pubblicare un libro e comunque meglio case editrici trasparenti e che non tirano fuori altarini dell’ultimo secondo quando hai firmato. Forse con un concorso non si hanno grandi guadagni, ma è sicuramente una marcia in più per farcela con le proprie forze e semmai chissà che qualcuno lo nota e si ha la fortuna di avere successo. Siccome però scrivo per passione e non per mestiere, ho pensato che preferisco lasciar perdere gruppi albatros o gruppi avvoltoi, visto che di questo purtroppo si tratta: avvoltoi che illudono persone come noi con tante speranze nel cuore per scrivere una storia che si vuole condividere. Un saluto. Ah dimenticavo: hai fatto bene a scrivere questo post e a mettere il link dell’ordinanza del giudice. Grazie.

  56. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Chiara,
    sono contenta che questo post ti sia stato utile. Hai fatto bene a rifiutare la proposta del Gruppo Albatros e fai bene ad evitare editori di questo genere.
    A parte i concorsi letterari, prova a rivolgerti ad editori che non chiedono contributi. Esistono, te lo assicuro! 🙂
    Buona fortuna!

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