Qualche chiarimento (2)

bocca della veritàQuando si frequenta abitualmente un sito, di solito si dovrebbe credere nella sincerità di chi lo gestisce, altrimenti avrebbe poco senso, non trovate? Voi abitué di questo blog probabilmente non avete bisogno del discorsetto che sto per fare, ma alcuni che vanno e vengono o che non hanno niente di meglio da fare che trovare pecche tra le mie parole, di certo hanno bisogno di una risposta che valga per tutte. Ormai ho capito che essere pro o contro l’editoria a pagamento è un po’ come essere di destra o di sinistra, perché così come nella politica o nella religione, anche nell’ambito dell’editoria gli schieramenti opposti sono troppo diversi per scontrarsi in modo fruttuoso. Le eccezioni esistono, ma se permettete sono così rare che non le prenderò in considerazione.

Dunque sono contraria all’editoria a pagamento, lo dico in molte occasioni su questo sito e lo dico altrove, quando mi sembra di poter dare una mano a qualcuno spiegando le mie idee, specchio delle piccole esperienze fatte in questi anni. Dopo le ultime inutili, sterili ed estenuanti discussioni, mi sono ripromessa di non intervenire più in certi tipi di discorsi; e così sarà. Sono qui oggi per rispondere per l’ultima volta ad un quesito che alcuni mi pongono, tra i sospetti e i mezzi sorrisi di soddisfazione che percepisco anche solo dai commenti. “Ma come fai a dire che sei contro l’editoria a pagamento se sul sito del tuo editore c’è scritto che per le pubblicazioni è richiesto un contributo? Non credo che non hai pagato!”

Eccoci qua, allora.

La Edizioni del Poggio è libera di gestire le pubblicazioni come meglio crede, anche se io non concordo assolutamente con la richiesta di contributo. In cinque anni di fatica alla ricerca di un editore che non mi chiedesse soldi, erano i momenti di relax quelli che utilizzavo per sostenere il mio sogno. Io non ho messo soldi per la pubblicazione: ho messo la mia fatica. Ho messo momenti in cui ero distrutta per il tanto lavoro, ma anziché riposare scrivevo lettere e sinossi, cercavo editori e mi angustiavo per i no e i contratti a pagamento. 200 editori contattati, tante lettere deprimenti in risposta al mio “non ho intenzione di contribuire economicamente”, tanti tipografi travestiti da editori lungo la mia strada. Durante l’estate del 2008, poi, ecco un editore che crede in me, il primo che non mi chiede il fatidco e maledetto contributo. Dire no? E perché? Un contratto per poche iniziali copie da stampare, ma senza uscite da parte mia e con una buona percentuale di diritto d’autore. Non mi sono state fatte promesse di grandi cose, mi è stato detto in completa onestà che le possibilità dell’editore erano limitate visto il numero esorbitante di editori e la difficile situazione in cui versa l’Italia relativamnte ai libri degli esordienti. Mi è stato anche detto che mi sarei dovuta impegnare molto in prima persona. Mettere la fatica? Sono più che disposta a farlo. Mettere i soldi? No, grazie: io non pago per pubblicare! Credo nel valore di ciò che scrivo e non sminuirei mai me stessa e i miei libri pagando per vederli stampati. La Edizioni del Poggio propone sia contratti a pagamento che contratti senza contributo, ma sul sito l’editore appare come “a pagamento” e basta. Sin da quando l’ho saputo sono  stata consapevole delle problematiche che avrei potuto affrontare per questa ragione, ma cinque anni sono tanti, i contratti senza contributo non piovono come pioggia dal cielo e un editore pronto a rischiare sul mio libro mettendoci i suoi soldi… beh, non capita tutti i giorni.

Sono felice di aver accettato, e grazie a questo editore oggi sono qui, fiera e felice, a percorrere una strada costellata di soddisfazioni a piccoli passi che un giorno mi porteranno lontano.

Come dicevo prima, è una questione di fiducia. Non metterò a disposizione il contratto, sia per una questione di privacy, che per altri due motivi:

1.  Non devo dimostrare niente a nessuno

2. Sono convinta che i malpensanti avrebbero comunque qualcosa da ribattere. Chi può dire, insomma, quanto è autentico un contratto, e che non è stato “ritoccato”? Le “teorie del complotto” trovano sempre un modo per affermarsi.

Questo è tutto. Non tornerò più su questo argomento. Credere o no alle mie parole è affar vostro, e nessuno è obbligato a leggere i miei post o conoscere le mie opinioni.

Ringrazio anche in questa occasione i silenziosi assidui visitatori che affollano questo sito. Vi abbraccio e vi sono grata della fedeltà che mi dimostrate.

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