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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Il vecchio nonno e il nipotino

Posted by Chiara Vitetta - aprile 18th, 2010

vecchio nonno“C’era una volta un vecchio decrepito: gli occhi gli si erano appannati, dagli orecchi non ci sentiva più e le ginocchia gli tremolavano; quando poi era seduto a tavola, reggeva a malapena il cucchiaio, la minestra si versava sulla tovaglia e gliene colava un rivolo anche dalla bocca. Il figlio e la nuora ne avevano schifo, e andò a finire che al vecchio nonno toccò andare a sedersi in un angolo dietro la stufa, il cibo glielo mettevano in una ciotoletta a terra; e neanche a sufficienza. Lui guardava triste verso la tavola e gli si inumidivano gli occhi. Un giorno, poi, con le sue mani tremanti non fu capace di reggere la ciotola che cadde per terra e andò in pezzi. La giovane sposa lo sgridò, ma lui non disse nulla, sospirò soltanto. Allora lei gli comprò una ciotoletta di legno da due soldi e il vecchio dovette mangiar lì. Ed ecco, mentre se ne stavano così seduti, il nipotino di quattro anni mette insieme per terra delle assicelle. «Che fai?» gli chiede il padre. «Faccio un trogolino» risponde il bimbo «così ci mangeranno la mamma e il babbo quando io sarò grande.» Moglie e marito si guardano, cominciano a piangere, vanno a prendere il vecchio nonno, lo mettono a tavola. Da quel giorno lo fecero sempre mangiare con loro, e se si sbrodolava un po’ non dicevano niente”.

(Jakob e Wilhelm Grimm)

3 Responses to “Il vecchio nonno e il nipotino”

  1. tano110 Says:

    Non la conoscevo questa fiaba…stupenda!

  2. Chiara Vitetta Says:

    In effetti è una delle meno conosciute. 🙂

  3. Roberta Says:

    Bellissima, Chiara…
    Questa “fiaba” in realtà, ha molto poco della “fiaba”! Spesso ci dimentichiamo che gli anziani non sono anime morenti, ma spiriti liberi, imprigionati in corpi “poco armoniosi”. Chiunque, dentro di sè, matura il gene della vecchiaia, fin da quando emette il primo respiro: è umano, è naturale, eppure a volte lo dimentichiamo perchè vogliamo scongiurare la paura della morte.
    Siamo tutti “anziani potenziali” (si spera!), quindi, lunga vita ai nonni!

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