Molto rumore per nulla

Molto rumore per nulla“Basta coi consigli, vi prego; mi attraversano l’orecchio inutilmente, come acqua versata in un setaccio. Non, non voglio consigli, e non consolatori a blandirmi l’orecchio, se non chi ha sofferenze analoghe alle mie. Portatemi qui un padre che abbia altrettanto amato la sua creatura, ed abbia visto così distrutta la gioia in lei riposta: lui mi potrà parlare di pazienza. Che sia il suo dolore a misurare estensione e profondità del mio, che risponda a ogni fitta una fitta, punto per punto, tanto per tanto, sofferenza per sofferenza in ogni tratto, lineamento, aspetto e forma. Se un tale uomo potrà sorridere e lisciarsi la barba, distrarre dal dolore coi suoi <<hem!>>, quando invece dovrebbe mandar gemiti, se potrà metter pezze di proverbi al dolore, ubriacar la sventura con nottate sui libri e gran spreco di candele, portatemelo, allora, e imparerò la pazienza da lui. Ma un uomo simile non esiste, perché, fratello, tutti gli uomini sanno dare consiglio e conforto al dolore che non provano: ma al primo tocco tutta la loro assennatezza si fa cieca passione, mentre prima voleva curare l’ira con ammonimenti, legare la pazzia scatenata con dei fili di seta, incantare il tormento con dell’aria e l’angoscia con parole. No, no, tutti si fanno dovere di parlar di pazienza a chi si torce schiacciato dal peso del dolore; ma nessuno ha virtù bastante ad applicare quella morale quando sta a lui soffrire simili pene. Perciò non darmi consigli: il mio dolore grida più forte di ogni precetto.”

(William Shakespeare)
(da: “Molto rumore per nulla”)

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Dello stesso autore:

Sonetto
Re nel sonno e, risvegliato, nulla

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