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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Dio secondo il Diavolo

Posted by Chiara Vitetta - maggio 11th, 2010

Al Pacino (nel film L'avvocato del diavolo)– Cosa vuoi da me?
– Voglio che tu sia te stesso. Lascia che te lo dica, figliolo, il senso di colpa è come un sacco pieno di mattoni: non devi far altro che scaricarlo.
– No, non posso farlo.
– Per chi è che ti accolli tutti quei mattoni, si può sapere? Dio? È così? Dio? Bah, Kevin… ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio: a Dio piace guardare; è un guardone giocherellone, riflettici un po’. Lui dà all’uomo gli istinti, ti concede questo straordinatio dono e poi che cosa fa? Te lo giuro che lo fa per il suo puro divertimento, per farsi il suo bravo cosmico spot pubblicitario del film: fissa le regole in contraddizione; una stronzata universale. Guarda, ma non toccare; tocca, ma non gustare; gusta, ma non inghiottire. Ah ah ah ah! E mentre tu saltelli da un piede all’altro lui che cosa fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle grasse risate, perché è un moralista e un gran sadico! È un padrone assenteista, ecco che cos’è! E uno dovrebbe adorarlo? No, mai!
– Meglio regnare all’inferno che servire in paradiso, non è così?
– Perché no? Io sto qui con il naso ben ficcato nella terra e ci sto fin dall’inizio dei tempi. Ho coltivato ogni sensazione che l’uomo è stato creato per provare. A me interessava quello che l’uomo desiderava e non l’ho mai giudicato, e sai perché? Perché io non l’ho mai rifiutato nonostante le sue maledette inperfezioni; io sono un fanatico dell’uomo! Sono un umanista; probabilmente l’ultimo degli umanisti. Chi, sano di mente, Kevin, potrebbe mai negare che il ventesimo secolo è stato interamente mio? Tutto quanto, Kevin. Ogni cosa, tutto mio. Sono all’apice; è il mio tempo, questo.

(dal film: “L’avvocato del diavolo”)

8 Responses to “Dio secondo il Diavolo”

  1. tano110 Says:

    Bellissimo monologo 😀

  2. Roberta Says:

    Bello davvero, senza parole! Shakespeare si chiedeva se gli uomini fossero errori di Dio, oppure se Dio fosse l’errore degli uomini.

  3. Niksky Says:

    veramente bello..che dire..compliment

  4. gloutchov Says:

    E’ uno dei monologhi più belli della storia del cinema recente. A volte guardo quel film (stupendo) solo per riascoltare quelle parole! Veramente bello!

  5. Chiara Vitetta Says:

    Sì, è davvero uno dei monologhi più belli della storia del cinema recente. Bravissimo anche il doppiatore di Al Pacino, Giancarlo Giannini.
    A chi non ha visto questo film consiglio di provvedere al più presto.

  6. ainos984 Says:

    Sicuramente è un film stupendo, pieno di metafore e riferimenti biblici in ogni dove, da vedere su un maxi schermo ad alta definizione!

    Non per mettermi a discutere col diavolo (che per me ha già perso in partenza), ma controbattere a questa sua opinione mi vien spontaneo: questa definizione di Dio non è quella ‘ufficiale’, o almeno oggettivamente parlando, perchè a livello soggettivo Dio dovrebbe essere (teoricamente) liberamente interpretabile. Questa definizione è solo quella fornita dal cattolicesimo ipocrita, e forse da personali interpretazioni di qualche pezzo biblico (che purtroppo per me è un mondo oscuro, quindi, riguardo all’Antico Testamento, parlo solo per deduzione), ma chi legge bene i Vangeli (cosa che ho fatto più volte) vede che la chiave di tutto l’insegnamento cristiano è ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’, sia ribellandoti a ciò che ritieni ingiusto (come fece Gesù nel tempio invaso dai mercanti) che ‘porgendo l’altra guancia’ (per ricordare a noi stessi che non è il nostro ego la chiave dell’universo).
    Se si riflette bene su questi ‘insegnamenti’ si capisce che non si può amare gli altri se prima non si ama stessi (se noi odiamo noi stessi, ovviamente non potremo amare gli altri), che reagire a ciò che non onora il proprio modo di essere è anche un modo di esprimersi, e che porgere l’altra guancia vuol dire non cadere nella tentazione di adeguarci a ciò che crediamo ingiusto, e quindi di autorispettarsi.
    Amarsi, esprimersi ed autorispettarsi portano autometicamente a non eccedere in ciò che può arrecare danno alla nostra interiorità, ma non implicano il non poter soddisfare i propri sensi, perchè anche quelli sono doni che ci completano sia nel nostro essere corpo che nell’essere anima.

  7. Chiara Vitetta Says:

    Beh, io credo che non ci sia una definizione oggettiva di Dio! Dio, come la religione, viene “interpretato” da ognuno in modo diverso. Prendere dalla Bibbia solo la formula “ama il prossimo tuo come te stesso” renderebbe molta gente credente quando credente non è, e comunque credo sia troppo comodo… Penso che la religione di ogni persona, sia diversa da quella di ogni altra.

  8. ainos984 Says:

    Son d’accordo con te, la religione è molto personale (infatti ho scritto “a livello soggettivo Dio dovrebbe essere (teoricamente) liberamente interpretabile”) tanto che non credo sia logico fondarci sopra istituzioni o credi.
    Quello di cui parlavo infatti era la mia personale interpretazione del credo cristiano (e sottolineo cristiano, non cattolico), la mia religione 😉

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