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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

1° giornata nazionale contro l’editoria a pagamento

Posted by Chiara Vitetta - maggio 31st, 2010

no-eapOggi, 31 maggio 2010, è la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento. Lo scopo di questa iniziativa è informare, affinché il minor numero possibile di persone abbia un’idea sbagliata di come si pubblica un libro. Non credete a chi vi dice che solo pagando o avendo le conoscenze si può arrivare alla pubblicazione, perché non è così: io ne sono la prova vivente.

Informatevi, informatevi, informatevi! Internet offre molte possibilità ed è una fonte inesauribile di informazioni utili. Diffondete questa iniziativa con post sui vostri blog o siti internet o con messaggi in bacheca nei social network, e un giorno potrete dire con orgoglio di aver fatto la vostra parte, come la sto facendo io, nel mio piccolo.

Adesso veniamo ai tasti dolenti.
Mi è capitato molte volte di parlare del Gruppo Albatros, ex Il filo, noto e pluripubblicizzato editore a pagamento, e qualcuno si è chiesto perché mai me la prendessi tanto. Posso dirvi che il Gruppo Albatros incarna perfettamente tutto ciò che secondo me non funziona nell’editoria italiana attuale. Il successo di questo editore dice che molti aspiranti scrittori sono disinformati, altri ingenui, altri ancora provvisti di un ego smisurato o di una strana visione della realtà.

Non vedo occasione migliore di questa giornata per proporvi un video molto interessante, girato il 17 maggio 2010 al Salone del libro di Torino, in occasione di una tavola rotonda per discutere di editoria a pagamento.
Nel video in questione, preceduto da un altro e seguito da altri tre, Giorgia Grasso (Gruppo Albatros), risponde ad alcune domande poste da Linda Rando (Writer’s Dream) relative ad un contratto che Linda ha ricevuto dalla casa editrice per la pubblicazione di un certo manoscritto…

Questo video è per tutti coloro che in questo momento stanno decidendo se firmare o no il contratto del Gruppo Albatros, ma anche per chi ha già detto NO e si sta tormentando chiedendosi se ha fatto bene o male; ma più di tutti, è per chi su questo sito e altrove ha affermato di essere sicuro che il Gruppo Albatros leggesse e selezionasse con cura il materiale ricevuto.

 

Trovate il resoconto della giornata e gli altri video qui.

Potete scaricare il “manoscritto tarocco” cliccando qui.

Auguro a tutti voi di avere la capacità di distinguere gli editori da evitare come la peste, da quelli da tenere in considerazione.

Buona scrittura a tutti!

91 Responses to “1° giornata nazionale contro l’editoria a pagamento”

  1. NO EAP – 1° giornata nazionale contro l’editoria a pagamento « Via Leonardo Da Vinci, 52 Says:

    […] QUI potete trovare un post interessante sull’argomento scrtitto da Chiara Vitetta. […]

  2. blackjack1985 Says:

    Bel post, e bella iniziativa… speriamo che abbia il successo che merita! 🙂

  3. Francesco Ciracì Says:

    Il fatto che quel manoscritto tarocco significa una cosa sola, e molto importante.
    La giustificazione del “panorama inflazionato, non cé la facciamo da soli” può essere in parte compresa, nel momento in cui la casa editrice a pagamento seleziona ugualmente i manoscritti e punta su quello che a questo punto possiamo definire “cliente”.
    Se passa questo manoscritto significa che non c’é la seppur minima analisi, e si trascende nella truffa.

  4. Roberta Says:

    Uniti per combattere gli editori a pagamento! Grande Chiara e grande Linda!!!! Caspita però, il “manoscritto” fatto col copia e incolla non era affatto male! 😉
    W la buona scrittura seria e disinteressata!

  5. Chiara Vitetta Says:

    Salve ragazzi,
    dice bene Francesco, se passa questo manoscritto, significa che non c’è alcuna analisi, il che è gravissimo.
    Grazie a blackjack85 per il post e il commento, ma soprattutto per l’appoggio, e grazie a Roberta, sempre presente.
    Dovrei nominarti mia aiutante!!! ;-D

  6. bluestraneo Says:

    Non so davvero se ridere di gusto o se rimanere a bocca aperta per lo sconcerto..

  7. Chiara Vitetta Says:

    Eh sì, è alquanto scioccante.

  8. Roberta Says:

    Chiara, ma io sono già la tua segretaria “platonica”! 😉

  9. Chiara Vitetta Says:

    🙂 è vero!

  10. manola Says:

    ma io non ho capito se voi combattete soltanto questi pseudoimbroglioni o se aiutate veramente chi vuole pubblicare a farlo…..io sono una di quelle persone che non sa assolutamente come fare per pubblicare un piccolo testo in cui crede ……loro dicono di occuparsi della pubblicità e di organizzare presentazioni ecc……potete aiutarmi? GRazie

  11. Luca78 Says:

    @Manola:

    Fare informazione in questo modo è già aiutare chi vuole pubblicare. Perchè tentare di far conoscere alle persone TUTTI i modi per pubblicare anzichè solamente quello costoso, vuol dire iniziare a far capire che la “prassi” non è la scelta migliore.
    Ti consiglio di inviare il tuo manoscritto a tanti editori e di scegliere un editore che non chiede soldi o che ti obbliga ad acquistare copie. Soprattutto, l’editore deve essere editore e l’autore deve essere autore. Questo significa che al di là dell’impegno dovuto dall’autore, quest’ultimo non deve sobbarcarsi anche i compiti dell’autore. E poi formule vaghe del tipo “Promozione capillare in tutta Italia” o ” Promozione nelle librerie”, non bastano. Fatti sempre spiegare come, quando e quanto promuovono i libri.

  12. Chiara Vitetta Says:

    Concordo con Luca e aggiungo questo link:
    http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=&tipo_pubblicazione=&provincia=TUTTE&inediti=1&contributo=0&NOME_TABELLA=CaseEditrici&submit=Avvia+la+ricerca
    Si tratta di una lista di editori che non chiedono contributo. Comunque ti consiglio di scrivere, nella lettera con cui ti presenterai, che non sei disposta a pagare, così eviterai di perdere tempo prezioso se magari qualcuno degli editori della lista avesse cambiato bandiera.
    Buona fortuna! E se posso esserti utile in qualche altro modo, non devi far altro che scrivermi. Se preferisci farlo in privato, il mio indirizzo è: chiaravitetta1985@gmail.com
    Per quanto mi riguarda, cerco di aiutare gli aspiranti scrittori in ogni modo possibile. 🙂

  13. Roberto Vindigni Says:

    Chiara, ti ringrazio di cuore per il link sopra perchè mi è tornato davvero utile.

  14. Chiara Vitetta Says:

    Di niente Roberto, per me è un piacere poter essere utile a qualche collega. 🙂

  15. Scrittori Esordienti » Blog Archive » No EAP: alziamo le voci Says:

    […] Prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento – Chiara Vitetta […]

  16. walter Says:

    Sono affranto.
    Stavo giusto per pagare 2000 euro per il mio libro di poesie…
    Ci ho creduto per settimane. Mi hanno anche telefonato dicendo di credere nella mia opera.
    Ma davvero non ci sono opportunità serie in campo editoriale?!
    Se una Casa Editrice affidabile mi dice che non mi pubblica perchè non valgo nulla, me la metto via…
    Sono deluso.
    Scrivo da una vita…

  17. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Walter,
    capisco che tu sia affranto, ma non scoraggiarti: esistono anche editori seri. Purtroppo la strada è in salita, ma si può percorrere, te lo assicuro.
    Puoi cominciare a considerare gli editori presenti in questa lista:
    http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=&tipo_pubblicazione=poesia&provincia=TUTTE&inediti=TUTTI&contributo=0&NOME_TABELLA=CaseEditrici&submit=Avvia+la+ricerca
    Ti consiglio di specificare già nella lettera o mail con cui ti presenti, che non sei intenzionato a pagare, se è così.
    Ci sono anche tanti siti internet molto ben fatti in cui pubblicare delle poesie per iniziare a farti conoscere, ad esempio
    http://www.isoladellapoesia.com/main.php
    dove il webmaster fa una selezione molto accurata e propone spesso concorsi di poesia.
    Tieni duro e se hai bisogno di sapere qualcos’altro, scrivimi pure, anche in privato, qui:
    chiaravitetta1985@gmail.com
    In bocca al lupo! 🙂

  18. Roberto Vindigni Says:

    Se ti può interessare Walter,quì c’è una lista di concorsi letterari ai quali puoi partecipare. http://www.concorsiletterari.net/

    Ce ne sono molti che riguardano la poesia, e se il tuo lavoro è davvero meritevole qualche buon piazzamento dovresti riuscire ad ottenerlo prima o poi. Gioverebbe molto al tuo curriculum.
    Ciao.

  19. paolabossi Says:

    Sono davvero confusa. Ho ricevuto la proposta di contratto della “Albatros”, nella quale mi viene richiesto un contributo di oltre 4000 euro per l’acquisto di 182 copie del mio libro. Mia madre entusiasta, si è impegnata a prestarmi i soldi in quanto al momento personalmente non posso sostenere la spesa. Leggendo il contratto sembra tutto molto lineare e regolare con una reale partecipazione e sostenimento della casa editrice. Che fare? Aiutatemi a capire e a non illudermi più di quello che sto già facendo. Grazie mille.

  20. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Paola,
    se hai guardato il video che c’è in questo post non dovresti più avere dubbi: il Gruppo Albatros non fa alcuna selezione delle opere ricevute e questo dimostra la poca serietà. Ti consiglio di cercare un editore che non ti chieda soldi, che creda in te al punto tale da fare un investimento, come è giusto che sia. Ricorda che le case editrici sono imprese, e come tali devono sostenere dei rischi, e che tu stai lavorando con loro, non ti fanno mica un favore pubblicando il tuo libro! Tu vendi la tua opera, loro la pagano con i diritti d’autore. Pagare per pubblicare è assurdo, a mio parere. Oltretutto non garantisce nulla di più rispetto ad editori che non chiedono contributi.
    Se hai domande sono sempre qui, e se preferisci scrivermi in privato, fallo a questo indirizzo:
    chiaravitetta1985@gmail.com
    Buona fortuna, e tieni gli occhi aperti!

  21. angelica russotto Says:

    Cara Chiara,
    ho ricevuto da pochi giorni una proposta dal gruppo Albatros, ero già molto incerta e indecisa se inviare il mio manoscritto in quanto sapevo che loro chiedono soldi, non immaginavo così tanti! oltre 2000,00 euro! Ora capisco da dove prendono i soldi di tutta la pubblicità che fanno!!
    ti ringrazio delle informazioni che ho trovato sul tuo sito come mai hai preso così a cuore la causa?
    Cmq grazie infinite
    Angelica

  22. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Angelica,
    perdonami per il ritardo, non ho potuto rispondere prima.
    Ho preso a cuore la causa perché scrivere è la mia vita e mi sono scontrata in prima persona con le difficoltà di questo difficile mondo. Ho trovato ingiuste moltissime cose e mi sono detta: mentre cerchi di pubblicare con le tue regole (cosa fatta! :-)), potresti lottare contro questo sistema! Lo sto facendo informando le persone in tutti i modi possibili, con la speranza di avere sempre più orecchie tese all’ascolto delle mie parole.
    Grazie di essere passata e torna quando vuoi! 🙂

  23. angelica russotto Says:

    gent.ma Chiara, grazie epr la tua risposta, ho vsto gli indirizzi da te forniti ai quali inviare il manoscritto e voelvo anche chiederti cosa ne epnsi dell’editore on line ilmio libro. it che ora dicono addiritura di offrire l’opera inedita nella vetrina feltrinelli, grazie e cordiali saluti.
    Angelica Russotto

  24. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Angelica,
    mi pare di capire che si tratti di una tipografia con qualche servizio accessorio, ma non ho approfondito. Se ti è utile, posso farlo.
    Io sono per la via classica: trovare un editore che creda in te e nel tuo libro e investa soldi e lavoro per pubblicarlo e venderlo; queste vie alternative mi lasciano perplessa.

  25. Mario Says:

    Credo che non ci sia alcun male, per un autore esordiente a volere pubblicare una sua opera, attraverso l’obbligo di acquisto di un quantitativo minimo di copie da parte dell’autore.
    Questa soluzione, potrebbe essere un modo per iniziare una strada in salita. Purtroppo la strada è in salita, ma si può percorrere anche in questo modo, te lo assicuro. In questo sistema di cose, dove tutto gira su interessi, conoscenze e compromessi, il districarsi nelle maglie della vita, con il tentativo di un raggiungimento di un qualsiasi obbiettivo, crea in quella persona, l’umiltà e la forza necessaria per vincere.

    Distinti Saluti

  26. Chiara Vitetta Says:

    Non sono d’accordo Mario, l’obbligo di acquisto copie è un contributo, e non credo in questo sistema.

  27. Mario Says:

    Come si può pretendere, che una qualsiasi casa editrice, investa su un autore sconosciuto, per il solo fatto che il libro potrebbe essere interessante. Le case editrici ragionano in forma imprenditoriale e puntano su persone conosciute. E’ in questo modo che scatta il meccanismo “interessi”, nonostante magari l’autore non sappia ne leggere ne scrivere. “Le conoscenze”,sono un altro meccanismo palese. “I compromessi” altri meccanismi, che girano volente o nolente, in un sistema che si chiama mondo. Io non sono uno scrittore e non amo scrivere. Per caso, per volontà non mia, ho scritto un libro che uscirà a breve. Mi sono addentrato nei meccanismi dell’editoria, di qualsiasi tipo, riscontrando in alcuni pochi casi editori -imprenditori e in molti soltanto imprenditori. Questo è il sistema, malgrado non si voglia credere. La saluto, ringraziandoLa per la risposta.

  28. Chiara Vitetta Says:

    No no, non ci capiamo! Una casa editrice deve investire sui libri, non coprire le spese con i soldi dell’autore schivando molto comodamente il rischio d’impresa! Gli scrittori pagano per lavorare, chi altri lo fa??? Il libro scritto deve essere venduto, e il pagamento sono i diritti d’autore. Pagare per pubblicare è pura follia. O forse comodità? Comodo pensare che il sistema funzioni così, perché in questo modo si pubblica qualunque cosa e non si deve fare fatica, solo mettere mano al portafogli!

  29. Mario Says:

    Arriverderci

  30. Mario Says:

    Arrivederci

  31. Mario Says:

    Arrivederci.

  32. aragosta Says:

    raptus d’addio?

  33. Chiara Vitetta Says:

    Offeso? Mi spiace, ma non posso proprio sentirle (in questo caso leggerle) certe cose senza dire niente.

  34. Mario Says:

    Lei dice bene, certe cose non può sentirle e in questo caso non può leggerle, ma queste cose, girano attorno a noi, dai tempi di Nerone, volente o nolente. Credo di non avere più niente da dire a riguardo. La saluto cordialmente, ringraziandoLa per l’attenzione.
    P.S
    Non capisco perchè dovrei essermi offeso. Sono abituato a ben altre offese, quelle offese che feriscono l’anima e il cuore. Con Lei ho avuto uno scambio di opinioni. Ognuno rimane nella Sua posizione. La verità delle posizioni, non siamo noi a deciderla, ma i fatti. E noi possiamo solo limitarci a delle valutazioni dei fatti. Ma la realtà dei fatti non può essere modificata, ne da me o da chiunque altro.

    Cordiali Saluti

  35. Chiara Vitetta Says:

    Certe cose girano intorno a noi per l’ignoranza imperante, non perché siano giuste. E la realtà non è fatta per essere subita, ma per essere cambiata, quando non corrisponde a giusti criteri.
    Lei ha pagato per pubblicare, no?
    Questa è la frase che avrebbe potuto offenderla: “Comodo pensare che il sistema funzioni così, perché in questo modo si pubblica qualunque cosa e non si deve fare fatica, solo mettere mano al portafogli!”

    Saluti cordiali ricambiati.

  36. Mario Says:

    E’ la risposta che presumevo arrivasse. Ci provi Lei a cambiae Le cose sbagliate in quelle giuste. In molti hanno pensato di cambiare certe cose, ma sono stati divorati dal sistema. il sistema, non è altro che una logica di opportunità individuali, nata insieme alla creazione dell’uomo. Ma chi è quell’editore che punta i suoi finanziamenti, su sconosciuti. Lei va avanti per i suoi ragionamenti, ma se Lei stessa fosse un editore punterebbe i suoi capitali su persone sconosciute per il solo gusto del rischio d’impresa. Quell’editore che si comporterebbe in quel modo, non sarebbe un editore ma uno sciocco, e come tale finirebbe la sua carriera di editore nei pasti caldi alla Caritas

  37. Chiara Vitetta Says:

    Non si preoccupi Mario, le resta l’ultima parola, visto che ci tiene tanto.
    Chiudo chiedendomi e chiedendole perché mai una casa editrice debba essere diversa, a proposito di rischio d’impresa, da qualunque altra azienda.

  38. Luigi Says:

    Una casa editrice che rischia su sconosciuti, è una impresa che ama il rischio. Una casa editrice che valuta in forma imprenditoriale il rischio è una impresa saggia.
    Molti autori, criticano editori che pubblicano a pagamento. Forse credono che il denaro cada dal cielo o si possa trovare sotto i cavoli. Gli editori socondo svariati autori, devono rischiare se il libro è interessante. Facile parlare e mettere a rischio i soldi degli altri. Insomma gli autori “saggi” trovano sempre una risposta, l’importante è non discostarsi dalle proprie idee. La valutazione, l’essere obbietivi è qualcosa che non interessa. Ciao.

  39. Chiara Vitetta Says:

    Ah già, dimenticavo che le case editrici sono “imprese eccezionali”… Male, non dovrebbero esserlo, e se lo sono è perché ci sono troppe persone che la pensano come voi.

  40. Veipone Says:

    @Luigi: “Facile parlare e mettere a rischio i soldi degli altri”
    Volendo monetarizzare tutto, direi che dimentichi i “soldi” che mette l’autore per il solo fatto di scrivere. Spende tempo per produrre una opera ed il tempo si può monetarizzare facilmente (il tempo è denaro, tanto per usare una frase fatta, e se sai qualcosa di economia sai anche il perchè).
    Ora mi sembra che tu sostenga che un autore, oltre sostenere i costi di produzione dell’opera, dovrebbe spendere anche per pubblicare.
    A mio avviso, un editore “saggio” che voglia ridurre il rischio di impresa dovrebbe semplicemente pubblicare di meno, ma pubblicare libri di miglior qualità, magari attaccando violentemente altri modi di comportarsi, che saturano il mercato e lo riempono di spazzatura. Se si scarica tutto il rischio di impresa sull’autore, mi sembra si snaturi il ruolo dell’editore. Se l’editore guadagna per il solo fatto di stampare un libro, qual è il suo rischio di impresa? Che incentivi ha a promuovere il prodotto? Sembrerebbe più sfruttare il lavoro di qualcun altro per far soldi, in modo un po’ parassitario.

    Qual è il ruolo dell’editore?
    Se lo si pensa come “intermediario”, che seleziona e acquista prodotti da più fornitori e li rivende, sembra piuttosto strano che il fornitore paghi l’intermediario e non il viceversa.
    Se lo si pensa come “fornitore di servizi”, l’autore potrebbe pagare l’editore per la stampa come potrebbe pagare una tipografia. Ed allora chiamiamo questo tipo di editore con il nome che già esiste: tipografia.

    Ultima postilla, un po’ cinica: per ogni autore che “ce la fà”, tanti altri non riescono. Si potrebbe parlare di leggi di mercato. Valgono anche per gli editori. In un sistema regolamentato, per ogni editore (del primo tipo) che ce la fa, altri non riescono. Alcuni falliscono, altri diventano tipografie mascherate.

    Queste sono le idee, scritte semplificandole un po’, che mi sono fatto leggendo in giro e cercando informandomi in proposito. Tra chi campa stampando carta e chi campa pubblicando libri esiste una differenza e credo sia sacrosanto distinguere e preferire l’uno o l’altro modo di fare in coscienza.

    Ciao!

    ps. Rileggendo mi sono accorto che potrei avere assunto dei toni un po’ aggressivi, ma non era mia intenzione. Ho scritto di getto, è tardi, non sono un buon comunicatore ed evidentemente nemmeno un buono scrittore, ma spero che le idee siano passate oltre il brutto modo in cui le ho scritte.

  41. Mario Says:

    La ringrazio per la Sua risposta. Ma credo che qualunque sia la sua risposta futura, non risponderò più. Ognuno si tiene le proprie idee. Grazie per lo scambio di opinioni e arrivederci. “Mario”

  42. Luca Says:

    Scusate, vorrei sapere se l’editore del poggio è un editore a pagamento? Qualcuno mi dice di si, anzi proprio l’editore mi ha confermato l’obbligo di acquisto di copie di un eventuale mio libro. “Qualcuno” sa darmi spiegazioni ? Ciao, Ciao.

  43. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Luca,
    posso solo dirti che a me la Edizioni del Poggio non ha chiesto un centesimo né l’acquisto di copie. Questo è successo sia con la prima che con la seconda pubblicazione (il libro uscirà a settembre). Questo significa, suppongo, che in linea di massima chiede l’acquisto di copie, ma valuta caso per caso.

  44. Luca Says:

    A me hanno detto, che bisogna sempre pagare. Chi dice la verità?

    Lasciamo perdere, ognuno di noi dice sempre la sua. Come dire, ognuno porta l’acqua al suo mulino. Ciao, Ciao.

  45. Luigi Says:

    RISPOSTA SENZA SENZO E SENZA LOGICA. Ciao,Ciao. IO CHIUDO QUì NON C’è UN DIALOGO COSTRUTTIVO.

  46. Luigi Says:

    Veipone, ognuno rimane delle proprie idee. Io rimango con i piedi per terra e tanti discorsi, per dire alla fine, che si hanno idee diverse e solo uno spreco di battitura di tastiera, e in certi casi di inchiostro. La logica imprenditoriale di fare soldi non è una mia invenzione. Le belle parole per come fare o non fare l’editore – imprenditore, le lascio a tutti gli scienziati di economia e commercio con sette lauree.

    P.S.
    Tanto tempo fà una persona di nome Aristoteles Sokrates Homer Onassis, nasce da una famiglia povera. Ancora adolescente, Onassis viene imprigionato, torturato e condannato a morte. Riesce però a liberarsi e fuggire in Argentina, nel 1923, con in tasca solo 60 dollari. Qui si dedica all’importazione di tabacco orientale. Onassis è stato uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo. Onassis non era un editore, ma se lo fosse stato i suoi ragionamenti sarebbero stati quelli di fare soldi con la carta stampata, senza farsi tanti scrupoli sul da farsi. Cambiare le logiche dell’imprenditoria e del mercato, vuol dire cambiare una logica di pensiero naturale. Una forma di pensiero in contrapposizione alle regole di mercato, sono sempre una forma natuale logica di portare un proprio tornaconto, e viene sentitizza sempre, in pensiero logico imprenditoriale a proprio uso e consumo, ma senza una logica imprenditoriale di sistema se vogliamo “cromosomico”. Ciao.

    Scusa ma ho ritenuto opportuno ripetermi nel tuo P.S.

    Rileggendo mi sono accorto che potrei avere assunto dei toni un po’ aggressivi, ma non era mia intenzione. Ho scritto di getto, è tardi, non sono un buon comunicatore ed evidentemente nemmeno un buono scrittore, ma spero che le idee siano passate oltre il brutto modo in cui le ho scritte.

    nonostante abbia idee diverse la saluto con stima, ringraziandola per la risposta, io rispetto le idee degli altri. Ciao.

  47. Veipone Says:

    @Luigi:
    Abbiamo sicuramente due visioni diverse del mondo in generale e del panorama editoriale in particolare.
    Voglio però seguirti sulla tua visione (sulla quale concordo parzialmente) che vede l’editore come imprenditore che vuole far soldi.
    Posso solo dirti che, a quanto ne so’, una impresa può sempre scegliere se focalizzare sulla quantità o sulla qualità. Puntare sulla qualità dell’offerta, farsi un marchio di qualità, è uno dei modi che una azienda (editore, in questo caso) ha per competere.
    Mi è capitato di leggere dei libri davvero mal scritti, direi anche insignificanti. Non ha perso solo l’autore, ma anche la casa editrice. Mi guarderò bene ad acquistare “alla cieca” un libro di quella casa. Probabilmente quei testi sono stati pubblicati “a pagamento”, e quindi non è stato fatto un buon lavoro di selezione ed editing.
    I lettori (o se preferisci i clienti) seguono anche essi le leggi dell’economia, ed affidarsi ad un marchio del quale hai già avuto brutta esperienza è da considerarsi antieconomico…
    Il modo di fare del lettore si sta evolvendo. I clienti che comprano libri di esordienti danno responsabilità all’editore che li pubblica. Oltre a valutare l’autore, valutano anche l’editore.
    Un lettore tenderà a rifiutare l’acquisto di libri di editori incapaci, in un mercato già particolarmente saturo. Proprio per questi meccanismi, conviene ad un editore pubblicare libri di qualità.
    Puoi chiamarli tutti con lo stesso nome, “editori”, ma un lettore distinguerà sempre tra Editori e tipografie, come distinguerà tra un Libro e della carta stampata.
    L’idea che i clienti si fanno di una azienda (o che i lettori si fanno di un editore) è importante, perchè sono già in crescita comunità in rete di appassionati. In quelle comunità, un commento negativo ad un libro o ad un editore può pregiudicare la vendita di molti altri libri. Le comunità di utenti, che condividono informazioni sui prodotto (magari anche se il libro è stato pubblicato o meno a pagamento) spingono il mercato verso la qualità.
    Esistono diversi modi per far soldi. Il percorso dell’editore e quello della tipografia sono entrambi validi in questo senso, ma rimangono comunque due percorsi differenti con due mercati che tenderanno a differenziarsi nel futuro, anche per merito dei blog e dei siti internet come questo, che hanno il merito se non altro di mantenere centrale la discussione su questi temi, ed essere ottimi punti di partenza per informarsi, sia dal punto di vista dello scrittore che da quello del lettore (sola categoria alla quale appartengo).

    Ciao!

  48. Luigi Says:

    Va bene Veipone che dirti, se non Ciao.

  49. tommaso Says:

    La rabbia di essere stati rifiutati, da una casa editrice importante. E di dovere acontentarsi di una casa editrice sminuita. Sempre libero nelle mie idee. A tutti quelli che amano criticare, per il solo gusto di una critica.

  50. Chiara Vitetta Says:

    Molto criptico. Non ho capito cosa intendevi dire.

  51. giona Says:

    ho scritto un libro e vorrei pubblicare con qualche casa editrice, possibilmente senza contributo, inerente l’acquisto di copie. potresti darmi qualche suggerimento? Che ne pensi del gruppo Albatros, mi hanno inviato un contratto, veramente interessante, dove non c’è mensione di acquisto di copie. Strano perchè da quello che leggo, di solito fanno pagare. Saluti.

  52. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Giona,
    io considero contributo anche l’acquisto di copie.
    Il Gruppo Albatros non fa selezione delle opere, e una casa editrice che si comporta così per me non è neanche classificabile come casa editrice. Te la sconsiglio.
    Tu hai esperienza nel settore? Spesso un contratto che sembra innocuo nasconde mille insidie che ad un occhio non esperto sfuggono.

    Ti consiglio di contattare gli editori di questa lista:
    http://writersdream.org/case-editrici/lista-free
    non chiedono contributi.

    Se posso esserti utile in altro altro modo, scrivimi pure.

  53. Tonio Says:

    La risposta, non si conforma alla domanda. Giona riferisce di avere avuto un contratto senza acquisto di copie e la risposta dichiara che anche l’acquisto di copie viene considerato un contributo, perchè questo giro di parole!
    E’da molto che seguo questo blog, lo trovavo interessante, adesso non più. A non risentirci.

  54. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Tonio,
    da quando capire male è un crimine? Comunque se questo malinteso ti sciocca tanto, buona frequentazione di altri siti!

  55. angelica russotto Says:

    carissima Chiara,
    ti avevo scritto il mese scorso e chiedevo un tuo parere sull’editoria on line “ilmiolibro.it” che di recente ha anche allacciato una collabroazione con feltrinelli, ti mettono il libro on line anche nel catalogo feltrinelli e poi se sei fortunato in mezzo a migliaia di libri qualcuno si accorge del tuo, l’unica nota positiva è che loro non ti obbligano ad acquiste copie, ne puoi far stampare anche solo una per tuo uso e consumo. che ne pensi? me lo brucio così un romanzo che ci ho messo anni di lavoro e di sopralluoghi per terminarlo? da allora inoltre per vari motivi la mia ispirazione e andata a farsi friggere, sono molto demotivata. grazie per la risposta, ho letto tute le questioni qui trattate, c’è gente permalosa che fa di tutto una questione personale, ma lo scambio di opinioni è solo un scambio di idee. cmq se può servire io ho apprezzato i tuoi consigli, grazie ciao AngeliCA Russotto

  56. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Angelica,
    mi fa molto piacere sapere che i miei consigli ti siano stati utili, questo sito esiste anche per questo.
    Ti avevo promesso di approfondire le mie conoscenze su “ilmiolibro.it”, e lo sto facendo, solo che è un periodo pieno di impegni e tra una cosa e l’altra sto anche cercando di godermi qualche giorno di vacanza. 🙂 Presto ti farò avere un parere.
    Non preoccuparti per la mancanza di ispirazione: di solito sono solo periodi di assestamento, come le scosse dopo un terremoto. Cerca di rilassarti e di non pensarci, e vedrai che andrà meglio. Se hai già provato, potresti tentare la via della scrittura forzata. In genere è una cosa che non mi piace, ma può essere utile. Se credi possa esserti utile, posso dirti come fare.
    A presto!

  57. Luca78 Says:

    Ciao a tutti.
    Segnalo ad Angelica una riflessione su “Ilmiolibro.it”. Si tratta di un parere che può dare vita a interessanti spunti di riflessione secondo me.
    Ecco il link:

    http://www.studio83.splinder.com/post/23057379/se-lhai-scritto-vai-spennato

    Un caro saluto a Chiara! 🙂

  58. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Luca,
    e grazie mille per la dritta. 🙂

    Dunque, ho dato un’occhiata a ilmiolibro.it. Penso che il ruolo dell’editore sia importante per varie ragioni, e saltarlo a piè pari non porti a niente di buono.
    Tutti quelli che scrivono dovrebbero sapere bene di non essere obiettivi quando si tratta di giudicare i propri scritti. Si tratta di una cosa normalissima, davvero niente di strano.
    Se un editore giudica valido il nostro lavoro, ecco che tutto assume un altro aspetto, perché un estraneo ha dato un parere, e in teoria non è neanche un lettore qualunque, ma una persona che ha a che fare con i libri ogni giorno, e che legge di tutto e in quantità. Già per questo il ruolo dell’editore è essenziale.
    Non basta stampare un libro per renderlo esistente nel sistema. Il libro deve essere visibile, reperibile. Un editore ha dei canali che ben conosce, distribuisce il libro e può fare molte altre cose. Senza dilungarmi troppo, io credo, infine, che le tipografie o i siti come ilmiolibro.it siano utili solo a chi scrive per hobby e vede la pubblicazione come uno sfizio da togliersi.
    Spero di essere stata utile.

  59. gorg Says:

    Ho saputo di per certo che le edizioni del poggio sono a pagamento, allora!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!????????????????

    Qualsiasi risposta è fuori risposta.

    Ciao, forse sarebbe meglio dire arrivederci.

  60. Chiara Vitetta Says:

    Spiacente Gorg, ma a me la Edizioni del poggio non ha chiesto un centesimo.

  61. Luca78 Says:

    Per Gorg: prima di tutto esistono editori che chiedono contributo a seconda dei casi e altre volte non li chiedono. Non mi soffermerò su quanto sia giusta o ingiusta tale politica editoriale. Vorrei solo farti notare che vista la difficoltà palese nel pubblicare un libro in Italia, un autore che vuole pubblicare gratis non rifiuta per principio una pubblicazione senza contributo solo perchè si vocifera che ad altri quell’editore abbia chiesto soldi (ammesso e non concesso che le voci siano vere). Ovviamente la proposta editoriale deve essere seria sotto tutti gli aspetti, non solo per il discorso contributo.

    Non so come opera l’editore in questione e quindi non giudico il loro modo di operare per mancanza di esperienze dirette (il “sentito dire” non lo reputo affidabile), ma molti editori cambiano politica nel corso degli anni, oppure propongono contratti personalizzati a seconda dell’autore e del tipo o qualità dell’opera. Come vedi, le possibilità sono molte e quindi certe affermazioni su come hanno pubblicato ALTRI lasciano il tempo che trovano…E tra l’altro, Chiara ha più volte spiegato come sono andate le cose con il suo libro…

  62. King Says:

    Ogni scarrafone è bello a mamma sua. Siamo tutti bravi a scrivere libri e a non pagare per essere pubblicati. ognuno dice la sua ed è più bravo dell’altro. Si travisano domande e risposte. L’importante è non essere coerenti e in linea con i pensieri degli altri. Evviva, evviva, io sono più bravo di te, il mio libro è migliore del tuo, le mie idee sono giuste e vere. Ma chi lo dice? lo dico io. A be, si be. Ho visto un re, chi hai visto? Un re. A be, si be.
    Comunque vadano le cose, si fa sempre quello che conviene. Anche se ognuno di noi somiglia sempre di più alla favola della volpe e dell’uva. Un saluto a tutti, i grandi scrittori.

  63. Miriam Says:

    bravo king sei un grande. Come si dice, ognuno tira l’acqua al suo mulino. Ciao.

  64. blackjack1985 Says:

    @King & @Miriam: “Siamo tutti bravi a scrivere libri e a non pagare per essere pubblicati”?? davvero?? non credevo che fosse così facile pubblicare gratis, a quest’ora il gruppo albatros avrebbe chiuso!! ci dite il segreto??

  65. Sguattero Says:

    @King
    Rispondo a tono, punto per punto, perchè la discussione è fuori dubbio interessante.
    Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace. Chi non è in grado di scrivere bene? La scuola lo insegna a tutti. Non serve discuterne e l’erba del vicino è sempre più verde. È necessario essere consci che a pensar male quasi sempre si indovina. Prima di domandare, pensa alla risposta, perchè è sempre vero che la storia si ripete, anche quando pensiamo di averne imparato. Alla fin fine, chi da gallina nasce convien che razzoli. Certo è che continuare a discutere così è un po’ da cicala, e molto poco da formica.
    Spero di essere stato chiaro.
    Un saluto a tutti gli aspiranti scrittori!

  66. blackjack1985 Says:

    @Sguattero non avresti potuto essere più chiaro! 🙂 ah ah ah ah… grandissimo!!

  67. Dandi Says:

    a black e sguattero

    Non ho capito niente. Allora aveva ragione King.
    “Ogni scarrafone è bello a mamma sua ecc,ecc.”

    Parole ,parole, parole, soltanto parole, ma vuote.

  68. Veipone Says:

    @Dandi
    Si, confermo. L’ultimo mio commento (firmato Sguattero) è una accozzaglia di parole vuote e frasi fatte composte quasi a caso. Come anche l’ultimo commento di King, purtroppo. Dopo averlo letto non ho resistito e ho voluto farne una parodia (Anche “Sguattero” voleva essere opposto di “king”).

    Entrando nel merito delle “parole vuote”: la discussione è nota ed è semplice. Si affrontano due punti di vista differenti, ed ognuno espone argomentazioni per dimostrare di avere ragione (o di non avere torto, in alcuni casi).
    Il post originale di Chiara mostra un video che costituisce una delle argomentazioni contro l’editoria a pagamento, e contro il Gruppo Albatros in particolare. Da lì in poi è nata una discussione in proposito, dove sono emersi punti di vista differenti anche opposti rispetto a quelli dell’autrice del blog.
    Dandi, leggi tutto con attenzione e fatti una idea. Se non ti basta il contenuto di questa pagina, continua a cercare su internet, leggi altre fonti, leggi altre esperienze, e formati una TUA opinione in merito.
    Le discussioni sono portate avanti, mediamente, da persone che, generalmente in buona fede, tendono a mostrare il loro punto di vista e a raccontare le loro esperienze. Sta a te formare o evolvere una tua opinione in merito.
    Se poi vorrai tornare su questa pagina e partecipare alla discussione esprimendo una opinione di merito, piuttosto che negando i contenuti altrui (e tra i più di 50 commenti spero vorrai trovare un qualche contenuto), sarai letta e aiuterai altri a formare o modificare la loro opinione. Riceverai risposte favorevoli o contrarie e farai crescere piacevolmente la discussione arricchendola con il tuo punto di vista.

    Probabilmente anche tu ti troverai a tirare l’acqua a quello che pensi sia il tuo mulino. Anche tu scriverai qualcosa in base alle tue esperienze di vita (che renderanno il tuo scarrafone bello a te, e vorrai mostrarne la bellezza agli altri). Anche tu dirai la tua, convinta che le tue conclusioni possano essere almeno egualmente ragionevoli rispetto a quelle degli altri. Anche tu difenderai le tue idee e le tue opinioni.
    Io ti leggerò, disponibile a modificare le mie, se produrrai argomentazioni valide in grado di fare inclinare alcune o tutte le mie conclusioni (conclusioni basate su altre mie argomentazioni e ragionamenti che ovviamente ritengo validi).

    Rimarrò in attesa di poter leggere le tue esperienze e le tue opinioni sull’editoria a pagamento, di poterle appoggiare o controbattere, a seconda di quanto le trovi personalmente convincenti.

    Ciao!

  69. Rocco Says:

    A Veipone ma che stai a di. Ma de che stai a parlà. Dandi se capito, King pure, e qualcun altro. ma te proprio no. me pari tanto uno di quelli che parlano, ma non dicono niente. Te saluto stammi bene.

  70. Veipone Says:

    🙂

  71. Boris Says:

    WIWA IL GRUPPO ALBATROS. Chi parla male del gruppo albatros, parla male … in generis. A pagamento, non a pagamento,
    forse qualcuno dei tanti criticanti non è stato neanche preso in considerazione dal Gruppo Albatros. Ma quelli che pretendono di pubblicare gratis come si chiamano! Il contenuto di quel libro è dirompente? Forse per chi lo ha scritto, chissà. Vola, vola, vola l’ape maia, ma chi siete? Ha dimenticavo Voi siete dei grandi scrittori, allora auguri, e buona pubblicazione con la Mondandori. Se ci riuscite. ciao scrittori.

  72. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Boris, difficile trovare chi abbia ricevuto un no dal Gruppo Albatros, perché questo editore non fa selezione delle opere e di conseguenza propone a chiunque la pubblicazione (dietro compenso). L’hai visto il video che c’è in questo post? Se non l’hai fatto, credo che dovresti.

    Quelli che “pretendono” di pubblicare gratis come si chiamano? Io ho pubblicato senza contributo. Mi chiamo Chiara Vitetta. Ah, e non è che “pretendiamo” di pubblicare gratis, noi lavoriamo! Firmiamo un contratto: noi mettiamo l’opera, l’editore la competenza e i fondi per metterla sul mercato. E bada bene: noi non diamo soldi ad un tipografo travestito da editore solo per gonfiare il nostro ego o perché non crediamo abbastanza in noi stessi. Quelli che pubblicano con il Gruppo Albatros non credono che il loro talento basti e hanno bisogno di accompagnarlo con un generoso assegno. Noi no. Tra noi e loro (o forse dovrei dire voi?) c’è una bella differenza!

  73. Noir Says:

    Posso garantire, personalmente che il Gruppo Albatros è una casa editrice seria. Tutte le case Editrici medie e piccole chiedono un piccolo contributo, ed anche la “tua”, anche se tu dici di no, Io non ti credo. Cerchiamo di essere seri il Gruppo Albatros è la casa Editrice fra le più importanti oggi sul mercato e questo no va giù a “qualcuno” che non è stato preso in considerazione da questa casa editrice, diciamola tutta. Ti saluto e stai tranquilla non è la fine del mondo, hai trovato la tua casa editrice per il tuo libro. Chissa forse in futuro se scriverai qualcosa di interessante il Gruppo Albatros potrebbe tenerti in considerazione. Ciao.

  74. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Noir,
    sei libero di non credermi, così come sei libero di credere che non esistano editori che non chiedono contributi. Per fortuna possiamo ancora avere delle opinioni. Continuo a dire, come ho fatto in altre occasioni, che non vedo davvero motivi per cui dovrei mentire sulle modalità della pubblicazione del mio libro, ma come ti ho già detto, sei libero di non credermi.
    Visto che sei tanto convinto che il Gruppo Albatros sia un editore serio, puoi dirmi come giustifichi il video che c’è in questo post?

  75. Luca78 Says:

    Qui c’e’ una lista di ben 160 editori piccoli e medi (tutti TESTATI) che NON chiedono contributo, neppure un centesimo o una copia da acquistare:

    http://writersdream.org/editori-free.html

    Quindi, è inutile e assurdo continuare a dire che tutti gli editori piccoli e medi chiedono soldi. Cerchiamo di non mettere in giro notizie errate. Poi, chi vuole pubblicare a pagamento è liberissimo di farlo, nessuno lo attaccherà per questo! Però attenzione a non dire cose errate a chi ha bisogno di informazioni dettagliate.

  76. Roby Says:

    Sono solo parole, e basta. Ma se a voi piace così. Ho contattato molti Editori che dichiarano di pubblicare in forma gratuita, ma così non è. Chiedono sempre soldi per la messa in opera del libro. Di conseguenza qualcuno mente. Ovviamente escluso i presenti. I bugiardi sono quegli editori che promettono di pubblicare nei siti gratuitamente, mentre all’atto pratico chiedono sempre soldi. A differenza di qualche Editore, che in forma esplicita chiede i soldi. Allora chi è il disonesto? A Voi la parola.

  77. Mario Says:

    Roby nessuno ti risponde perchè non hanno risposte. Ciao

  78. Chiara Vitetta Says:

    Le risposte ci sono, non preoccuparti Mario, è solo che c’è poco da dire quando si parla con qualcuno che sembra convinto di avere la verità in tasca.
    Roby scrive: “Ho contattato molti Editori che dichiarano di pubblicare in forma gratuita, ma così non è. Chiedono sempre soldi per la messa in opera del libro.” Chiedono “sempre” soldi? No.
    Ci sono editori che pubblicano sia con che senza contributo, ci sono editori che si presentano come editori non a pagamento e dicono il vero, e poi ci sono quelli disonesti, ovviamente. Ma bisogna smetterla di fare di tutta l’erba un fascio.
    Inoltre, la disonestà non ha che fare con il contributo, semmai è una cosa che dipende dalle persone che gestiscono le imprese, che siano case editrici o negozi di mobili. Certo è facile che chi chiede soldi sia più disonesto di chi non ne chiede, ma non è tutto bianco o nero; viviamo immersi in milioni di diverse tonalità di grigio. Questo è il mio parere.

    Forse può interessarvi questo post:
    http://www.chiaravitetta.it/2010/11/20/esordiente-avvisato-mezzo-salvato/

    Leggendo tra le righe, comunque, mi sembra che molti aspiranti scrittori siano frustrati, arrabbiati e incattiviti. Forse sarebbe il caso di riversare tutte queste emozioni nei vostri libri, lasciando la mente libera di giudicare le cose senza tanti pregiudizi.

  79. Luca78 Says:

    Per chiarire ancora meglio la questione, segnalo questa importante intervista a Marco Polillo, presidente dell’Aie (Associazione editori italiani) Ecco cosa dice sugli editori a pagamento:

    Vi invito a guardarlo (dura poco più di un minuto). Sottolineo che questo non è il parere di uno qualsiasi, ma del presidente dell’associazione italiana editori.

  80. Loris Says:

    parole

  81. Veipone Says:

    Editori, scrittori… parole.
    A volte si dimentica che abbiano un senso, oltre che un suono.

  82. Loris Says:

    parole, parole, parole

  83. Chiara Vitetta Says:

    Come le tue Loris, no? Specie come quelle che non dici e che si nascondono dietro una facile formula.

  84. Argo Says:

    Ma che, ogni tanto, ve mettete d’accordo nel risponde tra le righe a chi non la pensa come voi !!!. Ciao scrittori, me sembrate tutti Oscar Wilde.

  85. maria Says:

    Salve a tutti,
    Si sta valutando di effettuare una possibile azione legale nei confronti del Gruppo Albatros il Filo, chiunque avesse informazioni o fosse in possesso di materiale utile o volesse unirsi a tale azione può inviare una e-mail a savepaperbook@gmail.com con oggetto GRUPPO ALBATROS e lasciare il proprio indirizzo e-mail, sarà nostra cura ricontattarlo.

    Grazie

    Franco”

  86. salvatore costanzino Says:

    salve scusa Chiara se disturbo ma quindi sto gruppo albatros è una truffa?
    ho inviato un mio lavoro un anno fa, sono stato ricontattato e poi non ho potuto firmare il contratto non per diffidenza ma per la crisi economica che mi aveva lasciato a casa dal lavoro e non mi potevo permettere di pagare 2500 euro. Per cui ho posticipato di circa 6 mesi ora sono spariti? mi consigli che devo fare?grazie

  87. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Salvatore,
    mi dispiace che la crisi ti abbia messo in difficoltà, ma credo che in questo caso sia stato meglio così. Hai evitato di buttare dei soldi in cambio di niente. Purtroppo il Gruppo Albatros pubblica qualsiasi cosa (con contributo, sia chiaro), senza selezione delle opere.
    Ti consiglio di evitare questo editore e di fare lo stesso con tutti quelli a pagamento.
    Gli editori di questo tipo non offrono nulla più degli altri nella pratica, e non danno nulla sotto il profilo della soddisfazione personale. L’autore non ha alcuna soddisfazione perché pubblica non per merito, ma per denaro. Specie se si vuole fare della scrittura un mestiere, pagare è decisamente la strada sbagliata.
    Naturalmente questo è solo il mio parere, basato sulle idee e su una certa esperienza nel settore.
    Ti assicuro che gli editori seri esistono, così come esistono quelli che non chiedono un centesimo ma investono sull’autore, come è giusto che sia.
    Se credi che possa esserti d’aiuto in qualche modo, scrivimi pure qui:
    chiaravitetta1985@gmail.com
    Puoi farmi tutte le domande che vuoi, sarò felice di risponderti.

  88. Elisabetta Says:

    Davvero grazie per le indicazioni. Adesso credo di sapere qualcosa in piu’. Elisabetta. Scrittrice anche se nessuno ha letto nulla.

  89. Chiara Vitetta Says:

    Prego Elisabetta, felice di esserti stata utile. 🙂

  90. Federico Says:

    Sono finito in questo post per caso. Volevo farti i complimenti Chiara (Anche se in ritardo di un anno e mezzo) per ciò che hai scritto e per la pazienza con cui hai risposto a certa gente che ha scritto in questo blog. Ho notato che, stranamente, ogni volta che si scrive contro l’EAP e, in particolare, contro il gruppo Albatros, iniziano a fioccare commenti deliranti (e perlopiù anonimi) in favore di questa “casa editrice”.
    Un caso?
    Credo proprio di no.
    Ciao, Federico

  91. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Federico,
    grazie dei complimenti. Non finirò mai di dire che l’editoria a pagamento è un terribile danno per tutti gli scrittori e per l’editoria in genere. Tutte le volte che qualcuno mi ringrazia per quello che faccio contro questo sistema scorretto, so di essere sulla strada giusta. 🙂
    Sai, ormai questa casa editrice non si limita a mandare gente a commentare in modo delirante post come questo, ma ha anche creato un sito che raccoglie opinioni positive di autori di cui ha pubblicato le opere. Beh, non fatevi ingannare: un editore che chiede soldi all’autore è da evitare, qualunque cosa prometta.

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