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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Il clarinettista

Posted by Chiara Vitetta - gennaio 7th, 2011

clarinettoLa fine di un anno porta spesso a fare dei bilanci, così inevitabilmente mi sono accorta, pensando e ripensando, che tra le altre cose, nel 2010 ho imparato che non è poi una cattiva idea scrivere “a soggetto” o sotto forzatura. Certo, c’è un limite a tutto e ogni scrittore ha le sue attitudini e i suoi gusti, ma il 2010 è stato per me l’anno dei racconti non propriamente spontanei. Ho scritto “Elettra”, “Toni”, “Il gene della sconfitta” e “Metello” per partecipare a quattro diversi concorsi letterari; ho scritto “Pioggia” per onorare un bel ricordo e provare a scrivere una storia di fantasmi, e poi ho scritto la poesia che sto per proporvi, e in questo caso è stato per fare un regalo di compleanno. L’ho scritta per S.V., un amico, oltre che un bravo e apprezzato musicista. Gli ho regalato questa poesia, quindi è sua, per cui potete leggerla solo grazie alla sua gentile concessione. Lo ringrazio di avermi permesso di diffonderla e spero che vi piaccia.
Buona lettura!

Il clarinettista
(dedicata a S.V.)

Arriva calmo,
ignaro del ritardo.
Lento il passo e fiero il portamento.
Non si guarda intorno:
non importa il pubblico,
ma ciò che deve dargli.
Delicato monta il suo strumento
occhi di luce sul suo viso,
sorriso lieve sulle sue labbra.

È pronto e sa che dovrà dare tutto
e tirar via dal clarinetto amato
non note, ma dolori o gioie,
non melodie ma essenze di emozioni.

Sa che tutto dovrà passare
dal suo cuore su fino alle labbra
e che anche le sue dita avranno un bel daffare.

Suona e chiude gli occhi:
non ha bisogno di vedere il pubblico,
ha imparato a suonare anche in solitudine
le sue nenie tormentate.

Suona e dimentica il mondo,
e sono le sue angosce ad accompagnar le note
e poi le sue paure,
finché non si dissolve ogni zavorra.

Finito il pezzo esce,
più leggero e più felice
di quando è giunto.

Sa che c’erano orecchie chiuse,
ma anche altre spalancate.
Sa dei cuori vuoti e striminziti
che non ha toccato,
ma conosce anche quelli grandi, gonfi e vivi,
pulsanti di tutte le emozioni che ha suonato.

Sa delle menti aperte
e degli occhi lucidi di emozione.

Lo sa.

Sa che gli applausi
– sottofondo della sua uscita –
in gran parte sono eco e imitazione,
ma non per questo apprezza meno
le mani sincere.

Adesso tutti a casa,
lo spettacolo è finito!
Chi può vada a sognare
le sue nenie o quelle dell’artista,
chi no dorma il suo sonno spento
e vuoto di colori.

E altrove riposa il clarinetto
e riposa il suonatore,
mezzo di arte che si rende viva
per risvegliare i sogni ed i sospiri.

(Chiara Vitetta)

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Poesie della stessa autrice:

La notte della follia
Il mio posto 
Ancora un passo indietro
Attraverso i miei occhi 
L’autunno a Chiari
Anelli di fumo

10 Responses to “Il clarinettista”

  1. Helmut Says:

    Una poesia davvero molto bella! 🙂

  2. Chiara Vitetta Says:

    Grazie Helmut!
    🙂 è sempre bello sapere che segui il mio sito.

  3. Helmut Says:

    Seguire questo sito è un gran piacere per me. 🙂

    A proposito: mi sono permesso di presentare il tuo nuovo libro nel corso di conversazione italiana che frequento ogni mercoledì sera (un piccolo circolo di alcune persone italofile) e nel caso che tu sia nuovamente a Bonn prima o poi e abbia voglia di presentarti personalmente per parlare un po’ delle tue opere sei benvenuta! Comunque, cari saluti da Bonn! 🙂

  4. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Helmut,
    grazie mille! Fai molto per me e i miei libri, lo apprezzo tanto. 🙂
    Sarà un piacere parlare con i tuoi amici, spero di poterlo fare presto.

  5. blackjack1985 Says:

    Davvero una bella poesia! Mi sembra proprio di riuscire a vedere il musicista in questione prepararsi prima di entrare in scena. Complimenti!!! 🙂

  6. Chiara Vitetta Says:

    Grazie! 🙂

  7. Alfrhaed Says:

    Credo che sia un gran bel regalo per il tuo amico…
    ha uno spirito classico, nel senso di limpido, pulito, armonioso…la poesia intendo..
    E puoi “vedere”.. vedi il musicista entrare.. vedi i suoi brividi, la paura, il coraggio, l’ispirazione.. il Dono…
    Ne cogli l’attimo che diventa Musica…
    Riguardo allo scrivere e al “forzarsi”.. sono contento di ciò che dici… ne parlammo.. è chiaro che la cosa più importante è iL Cuore e l’Ispirazione improvvisa.. ma anche la Spada o la Disciplina… il massimo è unire Cuore e Spada.. Ispirazine e Disciplina… “forzarsi” a scrivere alcune volte produce anche un risultato prezioso.. rende la mente ancora più elastica, più predisposta, più affinata e allenata… e più recettiva ad ulteriori momenti di ispirazione..
    Grazie ancora per la poesia…

  8. Chiara Vitetta Says:

    Diciamo che continuo a non essere d’accordo con lo scrivere ogni giorni un tot di tempo a prescindere dalla voglia, ma decidere di scrivere e fare in modo che un’idea venga, allora sì, quello va bene. 🙂

  9. Elena Cerutti Says:

    Bella! La inserirò nella mia tesina per l’esame di licenza media che ha come tema centrale il clarinetto. Ora devo commentarla. Ciao Elena dalla provincia di Bergamo

  10. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Elena,
    sarà un piacere essere nominata nella tua tesina! 🙂 In bocca al lupo per l’esame!

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