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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

“L’oblio della ragione” secondo i lettori

Posted by Chiara Vitetta - febbraio 4th, 2011

Scaffali virtuali

Salve cari visitatori,
oggi ho per voi la recensione di un lettore che definirei accanito. Pare che io non sia l’unica a tenere una lista di libri letti ed a preoccuparmi di tirar fuori dei numeri sotto forma di statistiche ogni fine anno. Fabrizio Santuccio, che ha un blog molto interessante che trovate cliccando qui, ha i propri “Scaffali virtuali”, e le sue statistiche sono aggiornate in continuazione e molto varie. Se vi piace spulciare le letture e i gusti altrui, andate a visitarlo. Io lo trovo molto interessante.

Ho conosciuto Fabrizio tramite Anobii e dopo una piacevole chiacchierata, è finita che gli ho chiesto di recensire uno dei miei libri. Fabrizio ha scelto la mia opera d’esordio.

Devo dire che essere paragonata a Stephen King mi lusinga sempre tanto, ma non dimentico mai di tenere conto che nel mio libro il Re del brivido è nominato sia nella premessa, sia nella prefazione, e di conseguenza qualcuno potrebbe essere influenzato e il paragone risulterebbe forzato, anche se inconsapevolmente. Ed in questo caso andata così? No, non stavolta, perché Fabrizio ha letto la prefazione e la premessa solo dopo aver finito di leggere le mie storie. E certo sa bene come scriva King, visto che ama molto i suoi libri e d’altra parte sul suo comodino prima del mio libro è passato “Notte buia, niente stelle”, l’ultimo, magnifico libro del mio scrittore preferito… Che posso dire? Grazie, naturalmente. Somigliare al proprio maestro, non ha prezzo, per citare un noto spot che riesce ancora ad essere divertente… 😉

E comunque un lettore soddisfatto vale molto più di tutti i soldi che si possono guadagnare scrivendo libri, a prescindere da quante copie si riescano a spargere per il mondo.
Ed ora, bando alle ciance, eccovi la recensione di Fabrizio.

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L’oblio della ragione
Di Chiara Vitetta

Dopo aver finito la lettura delle due storie, stringendo il libro fra le mani, pensavo che ricordavano vagamente atmosfere, vicende e personaggi che è possibile trovare in raccolte di racconti di Stephen King. Solo dopo ho letto le note introduttive (faccio sempre così, mio malgrado) e mi sono accorto che la stessa Chiara Vitetta ringraziava l’autore americano per averle insegnato a scrivere con il cuore.
In un libro di King ho letto una sua frase in cui diceva qualcosa tipo “Non mi interessano i personaggi straordinari in situazioni ordinarie, io scrivo di personaggi ordinari in situazioni straordinarie”. Questo è stato il primo pensiero che mi è venuto in mente al termine della lettura del libro. Il collegamento fra l’italiana Vitetta e l’americano King. Perché i personaggi di queste due storie della Vitetta sono persone ordinarie, comuni, persone come noi, con un lavoro, un contesto sociale, dei sentimenti. Persone che si ritrovano a vivere esperienze scomode, vicende orribili, che affronteranno agendo a volte d’istinto, seguendo l’impulso del momento, a volte dopo una ragionata e spietata elaborazione mentale. Come se reagissero energicamente a un torto subito e poi, una volta ottenuta la loro vendetta o comunque il loro scopo si lasciassero andare senza neanche pensare alle conseguenze e senza curarsene più di tanto, per quanto terribili esse siano.

“Giustizia” è il primo dei due racconti e secondo me è anche quello dai più drammatici contenuti emotivi. Protagonista della storia è Matt, un uomo che si trova ad essere giudicato, ed in ballo c’è la sua vita, ma lui sembra non rendersene conto, o forse si mostra semplicemente disinteressato, perché il segreto che cela dentro di se è così grande e così doloroso che forse una condanna a morte può essere intesa anche come una salvezza da tutto il dolore che lo affligge costantemente. La storia è ben raccontata, ci sono attimi in cui ci si chiede come quest’uomo possa essere stato così crudele, così schifosamente spietato, e poi ci sono lunghi momenti di comprensione, perché la vicenda che ha vissuto e che lo ha condotto dove si trova è carica di sofferenza e ti porta a chiederti cosa avresti fatto al suo posto. Probabilmente le stesse cose.

“Blackout” è molto diverso dal primo, sia per quella spolverata di fantascienza che nell’horror non guasta mai, sia per la strana ansia che viene fuori dalle pagine man mano che scorrono davanti ai nostri occhi. Fin dove si può spingere l’amore di un padre per il suo bambino? Cosa è disposto a fare un uomo afflitto da un pesante senso di colpa? L’inevitabile follia a cui lo trascinano le disgrazie della sua famiglie culminano in un blackout sia psicologico che reale, con il quartiere lasciato al buio in un finale saturo di orrore e sangue.

Le storie sono narrate con un ritmo serrato, l’autrice non divaga in minuziose descrizioni di elaborati processi mentali, i protagonisti sembrano riflettere molto ma tutto è raccontato così velocemente che si ha il dubbio che agiscano d’istinto (e in qualche caso lo fanno). Quel che viene fuori è che sembra quasi di venire acchiappati da mani ben munite di artigli che escono dalle pagine del libro per trascinarti fra pagine, righe e parole.

Se si fosse chiamata Claire King, figlia di Stephen, questo libro avrebbe venduto centinaia di migliaia di copie e sarebbe stato tradotto in 20 lingue e distribuito in tutto il mondo. Se fosse stata una semplice Claire straniera, avrebbe sicuramente riscosso il consenso di critica e lettori. Purtroppo per lei si chiama “solo” Chiara Vitetta. Purtroppo per lei è italiana. Purtroppo per lei è immersa in un contesto in cui l’editoria del suo Paese pubblica paccottiglia che vende e respinge talenti della scrittura. E purtroppo per lei, in questo gioco del marketing sulla letteratura, gli italiani prediligono spesso gli autori stranieri, nella fattispecie americani, soprattutto quando si parla di genere horror.
Alla Vitetta vanno comunque i migliori auguri di una lunga e prosperosa carriera, il talento c’è, anche se acerbo, ma siamo ancora solo all’inizio…

Fabrizio Santuccio

6 Responses to ““L’oblio della ragione” secondo i lettori”

  1. mukele Says:

    Scusami se dissento ma a mio avviso King è inesistente come scrittore.

  2. Chiara Vitetta Says:

    Ah, chi non muore si risente!!! 🙂
    Bentornato!
    Puoi sempre dissentire, ma visto che tu lo trovi inesistente ed io lo trovo magnifico, mi sembra che non ci sia molto da dire, no?

  3. federica Says:

    Fabrizio ha letto anche “Apri gli occhi”?

  4. Chiara Vitetta Says:

    No, non ancora.

  5. Roberta Says:

    Bellissime le riflessioni di questo lettore. Concordo appieno! Certo si può essere discordi su King, sul fatto che sia o no il migliore … ma quelli sono gusti, ovviamente. Io ho un debole per Chiara Vitetta, che posso farci? 😀 E se ha preso da lui, allora King merita tutto il mio plauso 😉

  6. Chiara Vitetta Says:

    🙂 Grazie!!!

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