La volpe e l’uva

La volpe e l'uvaUna Volpe, chi dice di Guascogna,
e chi di Normandia,
morta affamata, andando per la via,
in un bel tralcio d’uva s’incontrò,
così matura e bella in apparenza,
che damigella subito pensò
di farsene suo pro.

Ma dopo qualche salto,
visto che troppo era la vite in alto,
pensò di farne senza.
E disse: – È un’uva acerba, un pasto buono
per ghiri e per scoiattoli -.

Ciò che non posso aver, ecco ti dono.

(Jean de La Fontaine)
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Dello stesso autore:

– L’asino carico di spugne e l’asino carico di sale
– L’ubriacone e la sua donna
– Il leone e il topo
– Il testamento interpretato da Esopo
– Il lupo e il cane
– Il corvo e la volpe
– Il pavone e Giunone

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4 Responses to La volpe e l’uva

  1. federica says:

    Volpe egoista!

  2. Helmut says:

    Volpe ipocrita!

  3. Veronica says:

    E questo è un classico esempio di poesia sociologica.Spesso attraverso metafore e similitudini si può descrivere qualsiasi persona senza farne il nome e la volpe è una metafora di una categorie di persone.

  4. Sì, La Fontaine usava spesso questo “trucco”. Chissà quanti sassolini si è tolto dalle scarpe, così! 😉

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