Chiara Vitetta » Blog Archive » La pseudocultura di convenienza (Capitolo 4)

Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

La pseudocultura di convenienza (Capitolo 4)

Posted by Chiara Vitetta - maggio 3rd, 2011

libreria-classica-ad-angolo-170754Eccomi di nuovo tra voi, pronta a raccontare un altro episodio della pseudocultura di convenienza.
Il quarto capitolo è quello a cui penso con più tristezza…

Dunque, poco tempo dopo l’episodio raccontato nel Capitolo 3, mi trovo davanti una buona occasione: tramite un amico giornalista che mi ha già aiutato a far conoscere il mio libro, si palesa la possibilità di partecipare ad un programma televisivo che parla di libri. Si tratta naturalmente di una trasmissione in una tv locale, ma è comunque una buona occasione per farsi conoscere.
Questo amico giornalista, che qui chiamerò Carmelo, ha contatti con molti conduttori di programmi televisivi, con altri giornalisti come lui e con la città intera, mi sa.
Di sua spontanea volontà decide che vuole procurarmi questa intervista in tv, così chiama più volte chi si occupa di queste cose per parlare di me. Le telefonate avvengono a volte in mia presenza, e con un certo fastidio noto che le risposte di chi sta dall’altra parte del telefono sono evasive e tendono a rimandare pur di non dire un secco no.
Tutto questo non sembra avere una ragione degna di essere espressa, ma comunque Carmelo insiste. Mi chiedo cosa si debba fare per arrivare a partecipare a questi programmi… Cosa si deve fare o chi si deve essere per arrivare a quel livello lì? Eppure è solo una piccola tv locale, mica canale 5!

Carmelo insiste, insiste e insiste. Passa qualche settimana e lui ancora chiama e insiste. Un giorno, mentre siamo insieme chiama di nuovo. È l’ennesima volta, ma in questo caso ha pianificato qualcosa, perché ha la sua copia del mio libro in tasca e chiama direttamente il conduttore della trasmissione, non più segretarie o aiutanti vari.
Appena chiusa la comunicazione mi dice: «Vieni, andiamo da questo amico». Mi spiega che Giuseppe (nome fittizio) abita lì vicino e che andiamo a parlare con lui per ottenere questa intervista in tv.

Camminiamo per meno di cinque minuti prima di arrivare a casa di Giuseppe. Saliamo le scale e raggiungiamo il piano giusto. L’uomo che ci fa entrare è proprio Giuseppe. Ha modi sbrigativi ed è avaro di sorrisi. Sembra che abbia un po’ di fretta. Non ci stringe la mano, non si sofferma un attimo a salutare Carmelo, ci fa subito entrare in casa facendoci strada verso il suo studio.

Ho il tempo di notare un corridoio buio con mobili pesanti di legno scuro e qualche soprammobile di porcellana su centrini bianchi fatti a mano. In un attimo eccoci nello studio. WOW… è il paradiso! In una stanza molto grande e spaziosa, una scrivania di legno massiccio troneggia davanti alla finestra che si trova sulla parete di destra. Le altre tre pareti sono completamente ingombre di libri stipati stretti stretti in librerie che partono da terra e arrivano al soffitto. Sono centinaia di titoli, la maggior parte dei quali sembrano antichi. Anche la scrivania è ingombra di libri, e poi c’è un computer, carte varie e neanche un centimetro di spazio libero.

Giuseppe arriva dritto dritto alla scrivania e si piazza dietro di essa rimanendo tutto il tempo in piedi.
Ci sono alcune sedie nella stanza, ma anche quelle sono ingombre di libri e fogli svolazzanti, così rimaniamo in piedi anche noi. Giuseppe si giustifica in qualche modo dell’impossibilità di farci sedere, ma a Carmelo importa poco, vuole arrivare subito al punto. Neppure risponde alle scuse per le sedie ingombre, ma dopo un veloce come stai? seguito da pochi altri sbrigativi convenevoli, comincia a parlare di me. Mi presenta ed io allungo a Giuseppe la mano sopra la scrivania dietro cui si trova ancora, rigorosamente in piedi. Mi stringe la mano abbozzando un sorriso.
Carmelo parla del mio libro, degli articoli che mi riguardano pubblicati su vari giornali, poi dice quanto mi crede brava eccetera eccetera. Mi vende bene, insomma. Io ascolto e osservo.
La successiva mossa di Carmelo è di chiedere in modo diretto a Giuseppe se vuole ospitarmi nella trasmissione per presentare il libro.
A questo punto si mostra più affabile e disponibile e sfodera anche un incerto sorriso.
«Certo, come no! Possiamo organizzare per la prossima settimana, dovrei avere un buco libero».
Ottimo, non mi aspettavo questa risposta.
Carmelo aggiunge qualche notizia sul mio libro e spiega come potrebbe essere svolto il discorso in proposito. Non che voglia rubargli il mestiere, non è proprio tipo; vuole solo fargli capire di che libro si tratti, visto che lui l’ha già letto.

In quel momento mi viene in mente una cosa importante, anzi, la cosa più importante di tutte. A me non interessa solo parlare del libro, a me interessa soprattutto spiegare qualcosina su come si pubblica, sull’editoria a pagamento e via dicendo. Lo dico a Giuseppe chiedendogli se sia possibile affrontare anche questo argomento nella trasmissione. Spiego anche che io ho pubblicato senza pagare e che credo sia importantissimo parlare delle difficoltà che riguardano questo aspetto della mia esperienza. Giuseppe abbassa gli occhi, poi dice: «Anch’io ho pubblicato due libri. Due raccolte di poesie». «Ah sì?» rispondo sinceramente interessata. Un collega! «Sì, solo che io ho pagato…». Ahi, non mi è piaciuto affatto il tono di voce… non mi piace neppure l’espressione affranta.
Non dico nulla, Carmelo mi salva cambiando discorso. Chiede conferma dell’intervista dicendo che dovremmo scambiarci i numeri. Giuseppe risponde subito: «Sì, certo». Poi si rivolge direttamente a me: «Dammi il tuo numero che ti chiamo io appena so quando si può fare». Gli detto il numero, che lui segna su un foglietto di carta, e poi gli chiedo se sarà lui ad intervistarmi o a condurre il programma. Dice sì.
A quel punto, Carmelo tira fuori dall’ampia tasca dell’impermeabile la sua copia del mio libro e la porge a Giuseppe. Ecco a cosa gli serviva!
Credevo che almeno lo sforzo di spendere 11 euro e 50 centesimi Giuseppe l’avrebbe fatto! Poi però mi dico: se Carmelo gli ha portato la sua copia, significa che sa come funzionano queste cose… sa che non l’avrebbe comprato in ogni caso. Carmelo gli porge il libro dicendo: «Ti lascio la mia copia, così intanto lo leggi». Ma Giuseppe risponde: «No, non c’è bisogno, poi me lo riassumi tu!»
Vorrei dire qualcosa, ma le parole mi muoiono in gola. Vuole fare una trasmissione per parlare di un libro che neppure ha letto? Vuole il riassunto? Ma stiamo scherzando? Anche Carmelo non dice nulla. Giuseppe ci accompagna alla porta. Prima di uscire mi conferma, senza che io gli abbia chiesto nulla, che mi chiamerà per l’intervista. Ovviamente, non l’ho più sentito.

Scendendo le scale ripenso allo studio pieno di libri…
Penso che forse tutti quei volumi sono un’eredità paterna, eredità che forse non ha portato con sé la passione, ma solo l’oggetto che l’ha mossa. Eredità o no, avrà letto qualcuno di quei libri? Ma no, si sarà fatto fare il riassunto da qualcuno…!

__________________________________

– Leggi il Capitolo 1
– Leggi il Capitolo 2
– Leggi il Capitolo 3
– Leggi le Conclusioni

Oppure… scarica l’ebook gratuito e leggili tutti comodamente

2 Responses to “La pseudocultura di convenienza (Capitolo 4)”

  1. tano110 Says:

    Ma con che criterio scelgono le persone che devono condurre un programma culturale? Qualcuno dovrebbe spiegare che in questi programmi non bisogna presentare l’ennesimo libro di un autore famoso, quello si vende da solo!
    Mah…vogliamo parlare del “…poi mi fai tu il riassunto…”??? Che tristezza…

  2. Chiara Vitetta Says:

    Sì, è molto triste. Chissà come li scelgono, questi strani soggetti… meglio non approfondire… 😉

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

ATTENZIONE!!! COMPLETA IL CAPTCHA QUI IN BASSO PRIMA DI INVIARE IL COMMENTO: * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.