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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

La pseudocultura di convenienza – Conclusioni

Posted by Chiara Vitetta - maggio 26th, 2011

conclusioni_mediazione_clip_image002Siamo arrivati, dopo quattro faticosi e tristi capitoli, a tirare le somme. Tramite il racconto fedele delle quattro esperienze classificate come pseudocultura di convenienza, vi ho permesso di entrare nel mio mondo vivendo quelle delusioni che hanno costellato i mesi successivi al primo traguardo della mia carriera di scrittrice.
Non vi racconterò bugie, non starò qui a dire a tutti voi, specie agli aspiranti scrittori, che le delusioni si sono limitate a quei quattro episodi, né che da un certo momento in poi la strada sia stata in discesa… sarò sincera, come sempre. A chi crede che il mio percorso sia utile per capire come funzionino le cose nel mercato editoriale attuale, consiglio di aprire bene le orecchie.

Ho 26 anni, due pubblicazioni (senza contributo) all’attivo, un sito internet ben avviato e seguito, sporadiche collaborazioni con radio web, siti letterari, riviste e molto altro.
Del mio libro d’esordio, L’oblio della ragione ho venduto più di 1000 copie, Apri gli occhi, la mia seconda pubblicazione, sta andando molto bene.
Il mio primo libro ha da poco cambiato editore ed è stato ripubblicato in un’edizione rivista ed ampliata.
A sentire cosa si dice nell’ambiente, 1000 copie per un esordiente al giorno d’oggi sono un ottimo traguardo. Sudato, direi. I piccoli editori hanno poche possibilità, dico sempre. Ed è vero, tant’é che quasi sempre un esordiente che vende 1000 libri è arrivato a tanto facendosi il proverbiale mazzo. E questo è il mio caso.

Insomma, io non sono stata con le mani in mano. Bibliotecari, librari, nessun rappresentante della pseudocultura di convenienza è stato capace di fermarmi.
Fiere del libro in giro per l’Italia, discorsi appassionati con chiunque mi capitasse sotto tiro alle fiere e non, tentativi a volte disperati di far capire alle persone l’importanza di acquistare libri di scrittori sconosciuti e la differenza tra pubblicazioni a pagamento e pubblicazioni senza contributo. E credete che mi sia fermata qui? Niente affatto!
Da quando esiste il mio sito ho risposto a centinaia e centinaia di e-mail di aspiranti scrittori spaesati e disperati. Ho cercato di spiegare come funziona questo sistema e ho messo la mia esperienza a disposizione di tutti.
Ho dato consigli su lettere di presentazione, ho fornito liste di editori, ho corretto romanzi sgrammaticati, ho rassicurato scrittori insicuri e disseminato fiducia e forza, mi auguro. Tutto questo, perché?
La risposta è semplice: passione, passione smisurata.
Avete presente Così vorresti fare lo scrittore?, la poesia di Charles Bukowski? Beh, vi rinfresco la memoria:

Così vorresti fare lo scrittore?

E così vorresti fare lo scrittore?
Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
Se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
Se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
Se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
Se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
Se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.
Se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
Se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos’altro
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.
Non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall’autocompiacimento
le biblioteche del mondo
hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te
non aggiungerti a loro
non farlo
a meno che non ti esca
dall’anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all’omicidio,
non farlo
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
Quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da sé e continuerà finché tu morirai o morirà in te.
Non c’è altro modo
e non c’è mai stato.

(Charles Bukowski)

Chiaro il concetto? Non ci sono porte sbattute in faccia che possano fermare chi sa qual è la sua strada ed ha la passione che lo conduce per mano attraverso le insidie.
Indigniamoci per la pseudocultura di convenienza, raccontiamo a tutti gli episodi ingiusti di cui siamo vittime, l’ignoranza imperante che cerchiamo di sconfiggere con il valore dei nostri libri, raccontiamo l’ipocrisia e prendiamocela con questi colossi editoriali dediti al profitto ad ogni costo ma, finito di fare questo, andiamo avanti.

Gli esseri umani migliori sono quelli che imparano. Piangiamo e disperiamoci pure, ma poi permettiamo ai “no” di formare il nostro carattere e alle difficoltà di rafforzarlo.
Dopo tante delusioni come le quattro raccontate nei precedenti capitoli, ne ho vissute molte altre, ma il mio atteggiamento è cambiato. In qualche modo credo di essere passata oltre, di aver guadagnato qualcosa. Succederà anche a voi, se saprete imparare e non arrendervi davanti a niente.
E un giorno, a forza di imporre al mondo tutta la nostra passione, miei cari amici scrittori, anche la pseudocultura di convenienza si arrenderà.
Parafrasando una bellissima frase di Jim Morrison:

“Un giorno, anche la guerra si inchinerà di fronte ai nostri libri*”.

Buona lotta a tutti!

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* La frase originale di Jim Morrison è: “Un giorno anche la guerra si inchinerà al suono di una chitarra”.
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Leggi i quattro capitoli della Pseudocultura di convenienza:

– Leggi il Capitolo 1
– Leggi il Capitolo 2
– Leggi il Capitolo 3
– Leggi il Capitolo 4

Oppure… scarica l’ebook gratuito e leggili tutti comodamente

7 Responses to “La pseudocultura di convenienza – Conclusioni”

  1. Max Says:

    Vigliacca!
    Mi hai fatto emozionare, di brutto.
    Ho una certa età, non si fa mica così, nè?
    Giuro che ta la faccio pagare.
    🙂 🙂 🙂
    Tieni d’occhio la mail.

  2. Chiara Vitetta Says:

    🙂 Eh eh eh… è un piacere riuscire a fare questo effetto!!! Aspetto la mail punitiva. 😉

  3. Luca78 Says:

    Mi accodo a Max:

    Vigliacca! 😉

  4. Roberta Says:

    Ben detto, sono commossa, che te possino 🙂

  5. Chiara Vitetta Says:

    Eh eh eh… 😉

  6. alfrhaed Says:

    Quando ti indigni dai il meglio di te?
    Si sente il furore, il sudore, le notti insonni, le lotte perenni contro l’idioti e i Maestri del Compromesso e tutto l’esercito degli arresi e dei giocatori morti di stanchezza..
    Questi momenti di sacra ira.. servono.. in una realtà stanca e stitica come la nostra.

  7. Chiara Vitetta Says:

    Eh sì Alfredo, è vero. Tutto questo è molto sentito, e come hai giustamente detto tu, è da questi momenti che derivano i discorsi (e le opere) migliori. 🙂

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