Si viene per dare (Bellezza)

Alfredo Cosco - Si viene per dareLa quinta sezione di Si viene per dare viene definita dal suo autore con queste semplici parole:

“Dostoevskij scrisse: “La Bellezza salverà il mondo”… non ho altro da aggiungere…”

La bellezza dei messaggi, delle forme d’arte capaci di cambiare il mondo, della voglia di alcuni individui di lasciare un segno attraverso la loro arte. In questa sezione Alfredo ci parla del potere delle fiabe, di messaggi potenti come quello di Michael Ende nel libro Momo, del simbolismo in Matrix e di molto altro.
L’estratto che sto per proporvi riguarda un film, Essi vivono.

Buona lettura!

ESSI VIVONO

Quando ero piccolo fui folgorato vedendo “Essi vivono”, di John Carpenter. Uno dei tanti debiti che ho con mio padre. Era così straniante e allucinante, così ribelle, ironico e disperato, così assurdo e radicale, così diverso che non potei non rivederlo e rivederlo. Anche questo un Classico.
Che per noi Classico non è catafalco, mausoleo o letture scolastiche, ma carne viva, anima nella notte, è ciò che continua a parlare anche nella spirale delle stagioni e degli anni.
“Io sono l’Ultimo e parlerò al Vuoto in ascolto” diceva una voce in uno degli ultimi bagliori equinoziali di Lovecraft. Bene, questo è un classico. L’esatto contrario di un… “classico”. Spermagenesi, germinazione perenne dei sentieri, stirpe invincibile delle sementi… contro l’orgoglio vuoto dei simulacri. È quando il volto può illuminare senza predicare, senza suoni sospesi a mezz’aria, per la forza stessa che da esso promana, per quella forza che non si stanca di correre, per quella spinta da cui fu generato.
Le menti sono piene di merce stantia, pistolettate al rallentatore, yogurt scaduti. Parole, sì parole, parole che sono vuoto a rendere, vuoto a perdere, echi di echi di un monologo elettrico ed esibito. Interi scaffali sono nati già morti. E giorni su giorni sono stati lasciare cadere come tappi di bottiglia. Carpenter ha sempre lavorato con pochi mezzi e materiale di scarto, creando, con quello che tanti altri avrebbero solo buttato, mondi di assoluta potenza. Sapeva raccontare una Storia come pochi altri. Nel 1988, nella piena goldenage del reaganismo, questo film uscì come una campana che suona a mezzanotte. Il film proietta in un futuro, che poi è un inquietante eterno presente, tutto il cuore di tenebra dell’edonismo reaganiano. La società dissolta nel culto del profitto e dell’egoismo individuale, la casta dei broker e degli squali finanziari, il culto ossessivo del consumo. Consumo come droga, consumo come malattia. Capitalismo sfrenato. Vite di cartapesta deprivate di anima. Oligarchi e fiumi di poveri disprezzati e abbandonati.
Questo era l’edonismo reganiano. E sebbene queste tendenze non siano mai scomparse, mai come allora divennero Ideologia, mai come allora furono celebrate, mai come allora mostrarono il volto sotto la maschera. Queste tendenze ci sono sempre state, ma raramente ci fu la disperazione di quei giorni, quando sotto un mare di messaggi subliminali e nuovi ricchi, implosione di locali e di moda. Ogni forma di idealismo sembrava bandita fino alle più lontane sfere. Paradossalmente la nostra epoca, meno ricca e trionfante di quei giorni, ha generato più resistenza e meno rassegnazione a quelle potenti forze demoniche tuttora in opera. Il film di Carpenter è un urlo rabbioso, ironico e visionario contro ogni forma di degradazione spirituale. Gli alieni nascosti tra noi come un cancro sono simboli geniali di tutti quegli uomini che hanno annichilito il Mistero Sacro che portano in sé, per una vita di consumo e cinismo. Carpenter sa che radicalizzare rende potente la trasmissione del messaggio, e in tinte fosche riempie il suo film di un furore apocalittico, che pochi film, prima, e anche dopo, hanno avuto.
Un Classico ha una caratteristica da non trascurare, Compagneros: un classico non muore, non ama morire, non sa morire. Proprio per questo sceglie la morte, per ritornare ancora, come i vermi sacri di Dune, in interminabili soli.

(Alfredo Cosco)

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Dallo stesso libro:

Lettera a mio figlio (dalla Parte I: Amore)
Non sei tu a segnare (dalla Parte II: Ispirazione)
Come se (dalla Parte III: Disciplina)
Questo è un uomo (dalla Parte IV: Resistenza umana)
Metempsicosi (dalla Parte VI: Oltre)

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