Veronika decide di morire

Paulo Coelho - Veronika decide di morire

“Secondo Mari, la difficoltà non era dovuta al caos, o alla disorganizzazione, o a una strisciante anarchia, bensì al troppo ordine. La società aveva sempre più regole – e leggi per contrastarle, e altre norme ancora per opporsi alle leggi. Tutto ciò spaventava le persone, che ormai erano incapaci di fare un solo passo al di fuori del regolamento invisibile che guidava la vita di ciascuno.
Mari conosceva bene questo campo: aveva passato quarant’anni della propria vita facendo l’avvocato, finché la malattia l’aveva portata a Villete. Fin dall’inizio della carriera, aveva perduto l’ingenua visione della giustizia, imparando subito che le leggi non erano state fatte per risolvere i problemi, bensì per prolungare all’infinito i litigi.
Peccato che Allah, Geova, Dio – quale che sia il suo nome – non fosse vissuto nel mondo di oggi. Perché, in tal caso, noi ci troveremmo ancora in Paradiso, mentre Lui dovrebbe rispondere a ricorsi, appelli, rogatorie, prediche, mandati, preliminari, cercando di spiegare in numerose udienze la propria decisione di scacciare Adamo ed Eva dall’Eden, solo perché avevano trasgredito a una legge arbitraria, priva di fondamento giuridico: “Non mangiare il frutto del bene e del male.”
Ma se Lui voleva che ciò non accadesse, perché aveva piazzato quell’albero proprio al centro del Giardino, e non fuori delle mura del Paradiso? Se fosse stata chiamata a difendere la prima coppia, Mari avrebbe sicuramente accusato Dio di “omissione di atti d’ufficio”: non solo aveva messo l’albero nel posto sbagliato, ma non si era nemmeno premurato di collocare tutt’intorno avvisi e barriere; non aveva adottato le più elementari misure di sicurezza, esponendo chiunque passasse al pericolo.
Mari avrebbe potuto anche accusarlo di “istigazione a delinquere”: aveva attirato l’attenzione di Adamo ed Eva sul punto esatto in cui si trovava l’albero. Se non avesse detto niente, intere generazioni sarebbero passate su questa Terra senza che nessuno si interessasse al frutto proibito, visto che doveva trovarsi in un bosco, fitto di alberi tutti perfettamente identici, e quindi privi di qualsiasi valore specifico.
Ma Dio non agì in questo modo. Al contrario, scrisse la legge e trovò il modo di convincere qualcuno a trasgredirla, per poter inventare il castigo. Sapeva che Adamo ed Eva avrebbero finito per annoiarsi di quella perfezione e che, prima o poi, avrebbero messo alla prova la Sua pazienza. Rimase ad aspettare. Forse anche Lui, il Dio onnipotente, era annoiato che le cose funzionassero in modo perfetto: se Eva non avesse mangiato la mela, che cosa sarebbe accaduto di interessante in questi miliardi di anni?
Niente”.

(Paolo Coelho)
(da: “Veronika decide di morire”)

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