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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Recensione de: “L’oblio della ragione” (Edizioni del Poggio)

Posted by Chiara Vitetta - ottobre 13th, 2011

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Anche le recensioni negative servono, non ci sono dubbi. Ne ho avute poche, nella mia carriera, almeno finora, ma non ho mai evitato di pubblicare i pareri dei lettori solo perché contenevano qualche commento negativo. Credo che alcune critiche siano costruttive, altre distruttive, ma sono convinta che servano entrambe. Fortificano, mettono alla prova la forza dello scrittore e la sua convinzione, mettono in discussione le certezze e rafforzano i propositi.

Dato che credo in tutto questo, oggi vi propongo di leggere una delle rare recensioni negative del mio primo libro: “L’oblio della ragione” (Edizioni del Poggio).

Dite la vostra, se vi va. Se invece siete curiosi di capire perché io abbia scelto di utilizzare nomi e ambientazione stranieri nel libro e non abbia provveduto a cambiare le cose neanche nella nuova edizione, vi invito a guardate il video della presentazione del 24 settembre 2011. Una delle domande dei relatori verteva proprio su questo.

Leggi la recensione negativa de “L’oblio della ragione” (Edizioni del Poggio)

Guarda il video della presentazione

 

2 Responses to “Recensione de: “L’oblio della ragione” (Edizioni del Poggio)”

  1. massimobertarelli Says:

    Vabbè, hanno ragione, dai.
    Tu, talentuosa figlia di Calabria e pertanto imparentata con Cetto La Qualunque, te ne vai a copiare, patinare e (urca non mi ricordo che altro hanno disquisito) i fenomeni d’oltreoceano? Ma non te l’ha mai detto nessuno che “u pilu” di casa tua è più verde di quello del vicino? Che bisogno c’era di tirare in ballo la sedia elettrica. Non bastava il sistema carcerario italiano? Che differenza c’è?
    🙂 🙂 🙂
    Tu pensa se gli capita in mano il mio, prossimo, esordio.
    Chiara Vitetta scrisse:
    Vabbè, hanno ragione, dai.
    Tu, figlio dei puzzolenti navigli milanesi e pertanto imparentato con il Senatur, te ne vai a scrivere di lumbard fuggiti in Svizzera, abusato clichè letterario. Ma non te l’ha mai detto nessuno che l’ossobuco è più buono degli spatzle?
    🙂 🙂
    Vuoi dire che tra un paio di mesi dovrò chiudere il blog per overdose di recensioni negative?
    Già, se ce le andiamo a cercare…
    🙂

  2. Chiara Vitetta Says:

    Cavolo, è vero, “u pilu di casa tua è sempre più verde di quello del vicino”! Come ho potuto dimenticarlo? 😉 Non me lo perdonerò mai!

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