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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Niente e così sia

Posted by Chiara Vitetta - gennaio 17th, 2012

Oriana Fallaci - Niente e così siaNiente e così sia è il diario che Oriana Fallaci scrisse durante il primo anno vissuto in Vietnam come corrispondente di guerra. Definito spietato, disperato e brutale, questo libro è uno spaccato di realtà reso con equilibrio, sensibilità ed intelligenza.

Oriana Fallaci si rivolge ai lettori per spiegare l’orrore della guerra, quella guerra assurda vista da vicino e approfondita a rischio della vita. Lo scopo di questo libro? “Raccontare la guerra a chi non la conosce”. Eppure queste pagine non svelano solo la realtà della guerra, ma riescono a dare la misura di ciò che la guerra provoca nell’animo umano. Dai diari dei vietcong alle interviste a generali e soldati, Oriana Fallaci cerca di svelare la formula della guerra, la ragione della sua esistenza, ma soprattutto cerca di capire cosa provoca la guerra nel cuore dell’uomo.

Quando un giornalista riesce non solo a raccontare la verità, ma a farlo con l’onestà di chi è consapevole di essere una persona, prima che un corrispondente di guerra, allora ci ritroviamo tra le mani libri necessari come questo. Credo che questo sia un libro sull’uomo, ancor più che sulla guerra, un libro sulle contraddizioni umane e sul valore della bontà che sopravvive anche all’orrore.

Per concludere, ho scelto per voi un estratto che credo renda davvero bene lo spirito di Oriana Fallaci e il senso di questo libro. Buona lettura!

“Che strani tipi, questi miei colleghi in Vietnam. Alcuni, come Pelou, sono fior di giornalisti e potrebbero stare a Londra o a Parigi: invece bestemmiano e rimangono. Molti altri, come Catherine, sono reporter improvvisati e nessuno li avrebbe mandati se non si fossero pagati il viaggio. Cosa cercano qui? Uno scopo che non avevano prima? Un brivido che li scuota dalla noia? Una pallottola che risolva un loro dolore? Un’imitazione di Hemingway? Ho tentato un’indagine, uno ha risposto: «Voglio dimostrare a mio padre di non essere il cretino che dice». Un altro ha risposto: «È eccitante e, se fai la foto giusta, sei a posto per sempre». Catherine ha risposto: «Volevo vedere com’è fatta la guerra, ne sentivo sempre parlare».
Quasi nessuno m’ha dato la sola risposta che a me sembra valida: io sono qui per capire gli uomini, cosa pensa e cosa cerca un uomo che ammazza un altro uomo che a sua volta lo ammazza. Sono qui per provare qualcosa a cui credo: che la guerra è inutile e sciocca, la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre. Sono qui per spiegare quanto è ipocrita il mondo quando si esalta per un chirurgo che sostituisce un cuore con un altro cuore; e poi accetta che migliaia di creature giovani, col cuore a posto, vadano a morire come vacche al macello per la bandiera. È da quando sono al mondo che mi rompono l’anima con la bandiera, la patria, in nome di queste sublimi sciocchezze mi impongono il culto di uccidere, essere uccisa, e nessuno mi ha ancora detto perché uccidere per rapina è peccato, uccidere perché hai un’uniforme è glorioso”.

(Oriana Fallaci)
(da: “Niente e così sia”)

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Dell stessa autrice:

La formula del gioco della guerra (estratto da Niente e così sia)

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