Chiara Vitetta » Blog Archive » SS. dei naufragati

Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

SS. dei naufragati

Posted by Chiara Vitetta - febbraio 13th, 2012

Vinicio CaposselaE venne dall’acqua, e venne dal sale
la penitenza dalla mano del mare
il comandante avanza e niente si può fare
vuole una morte, la vuole affrontare
e lì l’attendeva, dove il sole cala
cala e non muore, e l’acqua non lo lava
e il demone lo duole, sui banchi d’acqua
stregati di olio e petrolio
e il vento non alzava, e il mare imputridiva
legati a un solo raggio, tutti presi in ostaggio
avanzavamo lenti, senza ammutinamenti
e il comandante è pazzo, e avanza nel peccato
e il demone ch’è suo, adesso vuole mio
e brinda con il sangue all’odio ci convince,
che se è sua la barca che vince, dev’essere la mia
e gli occhi non videro, non videro la luce
non videro la messe, che altri non l’avesse
e il cielo fece nero, e urlò la nube al cielo
e s’affamò d’abisso, che tutti ci prendesse

Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
Matri mia, le ossa nell’acqua

Anime bianche, anime salvate
anime venite, anime addolorate
che io abbia due soldi, due soldi sopra gli occhi
due soldi per l’onore, due monete in pegno
per pagare il legno, la dura voga del traghettatore
e vieni occhi di fluoro, vieni al tuo lavoro
vieni spettro del tesoro
la vela tende, il vento se la prende
la vela cade, le remi allontanate
e accese sui pennoni
i fuochi fatui, i fuochi alati
della Santissima dei naufragati

Matri mia, salvezza prendimi nell’anima

Il tempo stremava, l’arsura ci cuoceva
parlavamo alle vare e il silenzio dal mare
e il legno cedeva all’acqua suo pianto
la vela cadde, la sete ci asciugò
acqua, acqua, acqua in ogni dove
e nemmeno una goccia, nemmeno una goccia da bere
e gli uomini spegnevano, spegnevano il respiro
spegnevano la voce, nel nome dell’odio
che tutti ci appagò, il cielo rigò di sbarre il suo portale
il volto di fuoco, dentro imprigionò
lo spettro vedemmo venire di lontano
venire per ghermire, nero di dannazione
vita e morte, vita e morte era il suo nome

Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
Matri mia, salvezza prendimi

Questa è la ballata di chi si è preso il mare
che lapide non abbia, né ossa sulla sabbia
né polvere ritorni, ma bruci sui pennoni
nei fuochi sacri, nei fuochi alati
della Santissima dei naufragati

O Santissima dei naufragati vieni a noi che siamo andati
senza lacrime senza gloria, vieni a noi, perdon, pietà.

(Vinicio Capossela)

_________________________________________________________

– Ascolta la canzone

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

ATTENZIONE!!! COMPLETA IL CAPTCHA QUI IN BASSO PRIMA DI INVIARE IL COMMENTO: * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.