Steve Jobs by Walter Isaacson

Walter Isaacson - Steve JobsÈ molto difficile definire Steve Jobs, specie in poche parole. Non per niente questo personaggio e la sua vita, non molto lunga purtroppo, sono state raccontate in un libro lungo e pieno di eventi, un librone scomodo da leggere ma interessante in molti punti.

Jobs era testardo, eccessivo, insensibile, pieno di manie. Molte volte era come un bambino, un bambino con le sue crisi di pianto e i piedi puntati. Eppure… eppure era anche un grande uomo, capace di creare e vendere prodotti innovativi; un uomo coraggioso e pronto a rischiare.

Questa è una biografia onesta, diciamolo subito, perché ci presenta quest’uomo sotto luci diverse, narrandoci il bene e il male, gli errori e le scelte azzeccate, le debolezze e i punti di forza.

È stato Jobs stesso a chiedere a Walter Isaacson di scrivere la sua biografia, e al contrario di quello che ci si sarebbe aspettati da un maniaco del controllo come lui, non ha voluto mettere bocca né leggere gli appunti e le bozze del biografo.

La biografia di Steve Jobs è un libro equilibrato e completo, dall’organizzazione precisa e chiara. Non sono una patita di biografie, ma sono felice di aver letto questa.

Jobs è stato certamente un personaggio controverso, ma leggendo della sua vita possiamo vedere tutto il suo genio e la forza delle sue idee, giuste o sbagliate che fossero. Possiamo cogliere la sua passione per il design e per i prodotti che dessero al pubblico un’esperienza completa e meravigliosa, possiamo capire addirittura le ragioni di alcune delle sue strambe idee.

Se non sapete nulla di Steve Jobs o ciò che sapete si limita alle pubblicità dei prodotti Apple e a qualche suo discorso mandato in onda in tv in occasione della sua morte, questo post non vi sarà di certo utile. Non sono qui per raccontarvi ciò che Walter Isaacson ha così ben raccontato in seicento pagine piene di eventi, ma per consigliare ad alcuni di voi di leggere questo libro. Se siete sognatori con sogni ed idee follemente grandi, dovete leggerla. Se pensate che il mondo sia solo ciò che gli altri vi propinano e la realtà non possa essere cambiata, dovete leggerla perché è possibile che queste pagine vi facciano cambiare idea.

Una cosa che mi ha colpito molto in questo libro è stata la mole di dichiarazioni di colleghi di lavoro di Jobs che ammettevano di essere riusciti a fare qualcosa solo perché lui aveva affermato che potevano. Progetti grandi e ambiziosi venivano (e vengono) spesso salutati da frasi come: “Non è possibile farlo. Troviamo un alternativa”; Jobs era l’uomo capace di rendere possibile anche l’impossibile. Giò solo una sua frase come: “So che puoi farlo. Trova un modo”, bastava per sovvertite quei pronostici disfattisti.

Senza uomini come Jobs, andrebbe mai avanti il mondo?

Leggendo questo libro vi renderete conto di come molte delle applicazioni che utilizzate sul vostro pc siano nate grazie a lui, di come il design possa sposare la tecnologia migliorando i prodotti e rendendo diversa la vita di ognuno di noi. La mia, comunque, l’ha cambiata. Dopo aver letto questo libro, ogni volta che vedo un pc, un lettore mp3, un tablet o anche un tavolo e una sedia, lo guardo con occhi nuovi. Ne studio le linee, gli angoli, i colori e i materiali. Forse si esagera con la faccenda del design a tutti i costi, pensavo leggendo alcuni passi del libro. Sì, perché a me non importa nulla della bellezza dell’iphone se poi non funziona l’antenna o qualcos’altro. Eppure… eppure ricordo che quando ho ricevuto il mio pc portatile, quello su cui sto scrivendo questo appassionato post per tutti voi, l’ho accarezzato e ne ho ammirato la linea e la bellezza. Insomma, il design conta, anche se non è essenziale, perché rende più piacevole l’approccio con gli oggetti e, per usare un’espressione di Steve Jobs, “migliora l’esperienza del consumatore”.

Quando la Apple era agli inizi, Jobs puntava molto su un’idea: il computer doveva sembrare “amichevole”, non estraneo e nemico. Anche un bambino e una donna di settantanni dovevano pensare, guardando un pc Apple, di essere capaci di usarlo.
In occasione di un viaggio di lavoro, uno dei collaboratori di Jobs si trovava in un paese povero, luogo in cui regnava l’analfabetismo, eppure un bambino di sei o sette anni che mai nella sua vita aveva visto un pc e, figuriamoci, un tablet, prese tra le mani l’ipad e fu subito capace di usarlo. Jobs fu semplicemente deliziato da questo racconto.

Sempre perseguendo l’obiettivo di rendere i pc amichevoli, nel primi anni della Apple Jobs e i suoi si inventarono una piccola stranezza: un pc con tanto di maniglia. Si trattava di un pc fisso, non doveva essere portato in giro, a che serviva la maniglia? Semplice: a renderlo “amichevole”. Molti ne risero, ma funzionò, eccome. Funzionò la maniglia, funzionò il design innovativo diverso dai cubi grigi delle altre aziende produttrici di pc, poi funzionò l’innovazione dell’ipod, pronto a spazzare via i vecchi walkman e il vecchio modo di ascoltare e gestire la musica.

Jobs, pochi forse lo sanno, fece anche parte della Pixar per molti anni, aiutandone il progresso e rendendosi responsabile della sua grandezza. Questo maniaco del controllo, che di solito metteva bocca ovunque, era lo stesso uomo capace di lasciare al direttore creativo della Pixar carta bianca, tutto per il grande rispetto che aveva per il lavoro creativo di chi considerava geniale.

Insomma, Jobs è certamente una figura controversa, apparentemente piena di contraddizioni. In realtà leggendo questo libro i conti tornanto e si può capire ogni sua scelta e idea, secondo me.

Beh, credo di aver detto anche troppo. Vi state per caso chiedendo se possiedo un Mac o un qualunque altro prodotto Apple? Ebbene, no, non ne possiedo nessuno, né ho mai valutato la possibilità di possederlo, però una cosa posso dirvela: sono sicura che la prossima volta che vedrò un prodotto figlio dell’azienda di Steve Jobs, lo guarderò con occhi nuovi, perché adesso so cosa c’è dietro la Apple.

Buona lettura!

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