Pantomima per un’altra volta

Louis Ferdinand Céline - Pantomima per un'altra volta“Ritornato in patria dall’esilio danese, Céline si scatena in una vendetta satirica che sembra sfidare a viso aperto le potenzialità estreme della letteratura”.

Questa la frase che si può leggere sul sito di Einaudi in riferimento al libro Pantomima per un’altra volta, di Louis-Ferdinand Céline. Il mio parere? Un libro illegibile costituito da un’accozzaglia di sproloqui e vaneggiamenti che starebbero bene in bocca a un ubriaco.
La terribile punteggiatura, il linguaggio, il contenuto e la scarsità di un filo conduttore che chiarisca al lettore di cosa si sta parlando, rende questo libro terribile.

Non so se Pantomima per un’altra volta faccia eccezione rispetto ad altre opere dello stesso autore, ma è talmente illeggibile che non so se troverò mai il coraggio di fare un secondo tentativo leggendo un altro dei suoi libri. È così terribile da aver portato persino me, paladina del finire di leggere un libro a tutti i costi, ad abbandonarlo ancora prima di aver raggiunto la sessantesima pagina, cioè neppure la metà.

Di solito non mi permetto di giudicare un libro prima di averne letto l’ultima parola dell’ultima riga dell’ultima pagina, ma stavolta arrivare a quella parola sarebbe stato un inutile sforzo. Leggere deve essere un piacere, dicono tutti quelli a cui spiego che voglio leggere ogni libro fino alla fine, anche il più brutto e il più noioso, ma a volte un libro noioso fino a pagina 200, diventa interessante a pagina 201 e anche un brutto libro capita che possa insegnarti qualcosa. A volte un libro scritto male rivela comunque, nel corso della lettura, qualcosa di interessante.

Nel caso di Pantomima per un’altra volta non c’è nulla da imparare, dato che è come se fosse stato scritto in una lingua a me sconosciuta. Se non conoscete il russo, potete leggere un libro in russo anche fino alla fine, ma non avrete comunque capito una parola. Ecco, più andavo avanti nella lettura di questo libro, meno capivo cosa diamine stesse dicendo l’autore e dove diamine volesse andare a parare. Inoltre, la punteggiatura ha la sua importanza, e in questo libro è maltrattata brutalmente. Certi crimini dovrebbero essere puniti!

Mentre lo leggevo pensavo al post che avrei scritto, al veleno che avrei sputato e mi dicevo: non basteranno le mie parole, ci vorrà un esempio chiaro di questa pessima scrittura. Subito ho capito che sarebbe bastato aprire una pagina a caso e citare qualche frase, sempre a caso. Detto, fatto.

Eccovi un estratto qualsiasi da Pantomima per un’altra volta.
E se in futuro trovaste il coraggio di leggerlo perché per qualche motivo vi interessa, non dite che non vi avevo avvertito.

“Ve lo scrivo dappertutto nel fatto! da Montmartre casa mia! dal fondo della mia prigione baltava! e nello stesso tempo dalla riva del mare, dalla nostra capanna! Confusione dei luoghi, dei tempi! Merda! e la féerie voi capite… Féerie… è questo l’avvenire! Passato! Falso! Vero! Fatica! Eppure penso a una cosa, ci è che l’ultimo cagnazzo randagio lì che gironzola al ruscello, fruga, poniamo che si chiami Pirame, ha meno da temere che il sottoscritto!… ossessionato come nessun cane! Mica ossessionato dal proprio nome Pirame! È un nome sopportabile! Pirame! Pirame è no una catastrofe!
Ma non è tutto il mio nome immondo! C’è la malattia! c’è l’invidia! c’è gli spioni un po’ dappertutto… Vedrete nel corso dei capitoli… se ho mandato a vuoto degli stratagemmi! se ho viaggiato in lungo e in largo! si è viaggiato!… Lìlì e l’Ulisse… Senza incidenti un po’ piccanti potrei sempre stendervi la mia urna… mica strano mi leggereste mai! Ah ma compratemi altro che di nascosto! oggigiorno tutto è sequestrato in anticipo! (ordinanza del 23 febbraio) e centomila debiti in mora! e altre sentenze e appelli e Suprema Corte, ecc.! più la galera! L’indignazione! Degradazione! Tutto!… Il toboga è una forza che subito risucchiato becchi ogni svolta certe sberle, di quelle scariche di botte pieno il grugno, e più e più giù, che sei altro che poltiglia e lacrime!
Riflettete! La centrifugazione degli odi!”.

(Louis-Ferdinand Célice)
(da: “Pantomima per un’altra volta”)

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