Un inatteso testimone

lucertola“C’era una volta un uomo molto ricco che guadagnava assai dando in prestito il suo denaro. Tra i debitori di Cio Tach – così si chiamava l’usuraio – c’era pure il padre di Lim Pin, che nonostante avesse ottenuto in prestito 50 monete d’argento, non riusciva a superare la grande difficoltà in cui si dibatteva.
Più volte Cio Tach si era recato presso il debitore per avere i soldi degli interessi maturati, ma ogni volta la risposta era: «Per favore, puoi tornare tra qualche giorno? Oggi purtroppo non sono in grado di restituirti neppure una sapeca».
Una mattina l’usuraio si presentò alla casa di Lim Pin, ma vi trovò solo il ragazzino che stava giocando.
– Dove sono i tuoi genitori? – chiese Cio Tach.
Lim Pin taceva, continuando il suo gioco. L’uomo arrabbiato sbottò:
– I tuoi genitori non vogliono pagarmi, ecco perché se ne sono andati. Non è forse vero? –
Il bambino osservò:
– Mio papà è andato a sradicare piante vive e a tagliare piante morte. Mia mamma è andata a vendere vento e a comprare stecchetti. –
L’usuraio con capiva, e più volte chiese spiegazioni. Ma il bambino semplicemente sorrideva e non rispondeva affatto.
Il signor Cio, più che mai incuriosito, continuò:
– Dimmi quello che i tuoi genitori stanno facendo, ed io ti prometto che il denaro che tuo padre deve restituirmi sarà tuo. –
Lim Pin saggiamente osservò:
– Se tu davvero intendi promettere questo, debbo trovare qualcuno che in seguito possa testimoniare della tua promessa. Solo allora ti spiegherò. –
L’usuraio pensava di poter facilmente ingannare il bambino. Così, indicando una piccola lucertola, disse:
– Vedi quella lucertola? Lei potrà testimoniare della mia promessa. Ed ora, da bravo, spiegami ciò che intendevi dire. –
– Mio padre sta raccogliendo le piantine di riso dal vivaio per trapiantarle nella risaia; poi taglierà gli steli nei campi dove il riso è già maturo. Mia madre invece sta vendendo ventagli e comprando stecchetti per costruirne di nuovi. –
L’usuraio, assai colpito dall’intelligenza del fanciullo, se ne tornò a casa meditabondo.
Qualche giorno dopo si rifece vivo per chiedere il suo denaro, ma come al solito, il padre del bambino ripeté che avrebbe pagato più tardi. Lim Pin assisteva alla scena e volle intervenire:
– Papà, tu non devi pagare più niente. Il signor Cio ha infatti giurato che quel denaro era mio. –
L’usuraio diede al bimbo un’occhiataccia severa:
– Piccolo impostore! Quando mai ho fatto un giuramento del genere? –
– Quando sei venuto qualche giorno fa. C’era addirittura una testimone a sentire. –
L’usuraio montò in collera:
– Bene – disse – riferirò il bel tutto al giudice e vedremo come andrà a finire! –
Il padre si mostrava preoccupato. Chiese al figlio:
– Hai detto che c’era una testimone? E chi è? –
– Non preoccuparti, babbo – rispose. – So bene quello che dovrò fare. –
In seguito il magistrato del distretto fece chiamare il debitore. In tribunale l’usuraio parlò per primo e raccontò la sua storia. Poi fu la volta del padre di Lim Pin a spiegare come veramente erano andate le cose.
Ma il signor Cio insistette:
– Il bambino è un impertinente bugiardo. Io non ho mai promesso che quel denaro sarebbe diventato suo. Ma poi chi è questa testimone? Per favore, Vostro Onore, fate chiamare il bambino. –
Lim Pin fu portato in tribunale, dove, di fronte al giudice, ripeté quanto suo padre aveva già raccontato.
Il magistrato allora chiede al bambino:
– Quando mister Cio fece la sua promessa, era forse presente un testimone? –
– Sì, Vostro Onore – affermò il ragazzo con sicurezza. E puntando il dito verso una lucertola che stava correndo lungo una trave, aggiunse:
– Era una lucertola come quella. Anzi, questo signore disse che la lucertola poteva fare da testimone. –
Intanto il signor Cio intervenne:
– Quando giurai, la lucertola non camminava su una trave, era ferma su una sedia. –
Il giudice scoppiò a ridere e concluse:
– Bene, non c’è da aggiungere altro. È chiaro, signor Cio, che quando giuraste di lasciare quel denaro al ragazzo, voi indicaste come testimone la lucertola, convinto di poterlo ingannare. Ma lui si è mostrato più astuto di voi. –
Così l’usuraio non riebbe il suo denaro, e la gente del villaggio si convinse che il ragazzino figlio di Li Song era dotato davvero d’una intelligenza straordinaria”.

(Fiaba vietnamita)

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