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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Caccia all’editore – Fase 2

Posted by Chiara Vitetta - aprile 19th, 2012

homer-urloAbbiamo già detto che prima di pensare anche solo di mandare un’e-mail ad un editore, bisogna preparare il materiale, ovvero:

1. Il manoscritto
2. La sinossi
3. Il curriculum
4. La lettera di presentazione

Nella Fase 1 ci siamo occupati del manoscritto. Come promesso, oggi parleremo invece della sinossi; la necessaria, indispensabile, richiestissima, odiata, odiosa e deprecabile sinossi. Io odio le sinossi!
Se le odiate anche voi, questo è un buon momento per imparare una cosa: se volete cercare per bene un editore, vale a dire trovarlo, dovete rimboccarvi le maniche molto bene e respirare a fondo, perché questa non sarà la prima cosa difficile e seccante che dovrete fare.

Pronti? Via!

Partiamo dal Rifugio degli esordienti. Credo che quello del Rifugio sia il miglior sito per aspiranti scrittori esistente. Parto da lì per questa e per una seconda ragione, che definirei sentimentale. Quando ero alle prime armi, alcuni anni fa, il sito del rifugio è stato un’ancora di salvezza e mi ha consentito di fare i primi passi senza sentirmi troppo pesce fuor d’acqua. Oggi rileggo i consigli del Rifugio, quelli che mi sembravano legge un tempo, e sono in grado di aggiungere delle cose e criticarne altre, ritengo. L’esperienza servirà a qualcosa, no? Cercherò di riempire i vuoti e di darvi consigli concreti per ovviare alle difficoltà.

Ecco come il rifugio definisce la sinossi:

“…una specie di misto tra una recensione, un riassunto, e una presentazione”.

Beh, è un punto di partenza.

E continua:

“Il ruolo di questo foglio è importantissimo: la maggior parte degli editori deciderà se dar seguito al rapporto con voi dopo averlo letto”.

Ecco, ora siete nel panico, vero?

“La difficoltà maggiore sta nel riuscire a concentrare in un unico foglio (non eccedete questa dimensione se desiderate che l’editore legga davvero la vostra sinossi!) tutti i punti salienti del vostro lavoro”.

Ok…

“Ma dopotutto siete degli scrittori, quindi per voi scrivere una buona sinossi non dovrebbe essere un problema insormontabile, no?”

Eh, non è proprio così. Una cosa è scrivere una storia, lunga o breve che sia, tutt’altra è riuscire a condensarne il senso e la trama in una misera, triste e piccola pagina. Non tutti hanno capacità di sintesi; ci sono scrittori che rendono magnificamente solo scrivendo valanghe di parole. Inoltre, anche se avete stupefacenti capacità di sintesi, non è detto che riusciate a metterle in atto quando si tratta di qualcosa che avete scritto voi. Con quello che ci appartiene, tutte le regole saltano.

Il Rifugio non dice altro, sulla sinossi. Allora, cosa fareste con queste poche informazioni? Un riassunto più simile ad una quarta di copertina che ad un riassunto vero e proprio? Non sembra facile neanche con tutta la buona volontà di cui disponete, vero? Calma, adesso cercherò di darvi delle dritte.

Prima di cominciare, fate queste tre cose:

1. Ritagliatevi qualche giorno di tempo, calma e quiete. Deve essere tempo di qualità senza stacchi troppo lunghi o frequenti e senza rompiscatole che vi tolgano la concentrazione.
2. Dimenticate la necessaria brevità della sinossi. Scordatevi completamente di quell’unica, maledettissima pagina.
3. Dimenticate che il manoscritto l’avete scritto voi, cercate di staccarvene il più possibile. Lo so che è difficile, ma voi provateci. Nella sinossi non dovranno esserci sviolinate varie su quanto sia efficace il punto x o magnifica la scena y. Non dovete autolodarvi, insomma.

Se avete seguito questi tre consigli preliminari, possiamo andare avanti.

Pensate alla sinossi come ad una presentazione che renda principalmente il senso del libro. Se il vostro manoscritto si colloca in un genere preciso, allora potete concentrarvi sulla trama e già così ne svelerete il senso. Attenti però: questo ragionamento vale solo se vi siete attenuti ad un preciso genere e non avete spaziato. Se avete scritto ad esempio un fantasy alla Terry Brooks, va bene; se invece avete scritto un fantasy più somigliante a Il signore degli anelli, capirete bene che per quanto il genere vada specificato, altri aspetti della storia e del suo senso vanno necessariamente sottolineati.
È importante, insomma, che rendiate noto nella sinossi il messaggio che comunica il vostro libro.

Primo passo

Fatevi un’idea precisa del senso del vostro libro e condensatelo in un’unica frase. Pensate, pensate e pensate fino a che non formulerete la frase più esauriente che renda lo spirito del manoscritto. Quando la troverete, potrete continuare. Pensateci davvero bene, perché è intorno a quella frase che costruirete la sinossi.

Nel caso in cui il vostro manoscritto consistesse in una raccolta di racconti, concentratevi sul filo che li lega.

Secondo passo

Spero che il vostro libro non consista in 400 pagine, perché sto per consigliarvi una cosa che potrebbe risultare molto stancante. Dovete rileggerlo tutto, dall’inizio alla fine, limitando al minimo indispensabile le pause.
Io ce l’ho fatta in un giorno, ma si trattava di 288 cartelle, quindi non è stato un dramma. Se il vostro libro è molto più lungo, rileggetelo in qualche giorno, purché riusciate a rimanervi attaccati con il pensiero e non mettiate giorni in mezzo.

– Secondo la modalità che preferite (silenzio o musica, notte o giorno, fate voi!), leggete. Mentre lo fate, tenete ben presente la frase che avete messo insieme, quella che definisce il senso del libro. Leggendo, accertatevi di aver scelto bene.

Aprite un nuovo file (o procuratevi carta e penna) e prendete degli appunti dei momenti salienti della storia. Anche se il vostro libro fosse pieno di eventi, difficilmente quelli decisivi saranno più di cinque. Se vi sembrano che cinque non bastino, segnate nel nuovo file anche gli altri che ritenete importanti. Deciderete in un secondo momento i cinque o sei da citare nella sinossi.

– Durante la lettura, se riuscirete a tenere ben presente il senso del libro, scoverete delle frasi che danno man forte al concetto di fondo della storia. Copiate e incollate le citazioni in un file a parte.

– Fate in modo di finire di leggere il libro in un momento della giornata tutto per voi. Vi servirà qualche ora libera appena finito di leggere, perché la sinossi dovrete scriverla a caldo, con il romanzo bene in mente e il suo finale stampato in testa.

Ora che avete finito di leggere, siste pronti per proseguire.

Terzo passo

Aprite il file dove avete scritto i punti salienti. Rileggete, ripercorrete mentalmente la storia e cercate di capire cosa è essenziale e cosa no, sempre attenendovi alla frase che definisce il vostro libro. Se i punti sono più di cinque, cercate di arrivare a questa cifra, ma senza essere troppo rigidi. Sei o sette vanno bene comunque, se sono davvero essenziali. L’importante è sempre dare un’idea precisa di cosa avete scritto, ma farlo senza scrivere un ulteriore romanzo.

Ah, credo che sia arrivato il momento di dirvi una cosa: il finale… dovete scriverlo! Lo so, lo so, è terribile, terrificante, inammissibile, inaudito, eppure… dovete scriverlo. Chi leggerà la sinossi vorrà sapere di preciso cosa sta per leggere, e il finale è essenziale. Mi spiace, so che è brutto, ma credo che sia necessario.

Quarto passo

Aprite il file in cui avete incollato le citazioni. Rileggetele con attenzione tenendo ancora presente il senso del libro. Sono tutte buone? Sono più di tre? Come per i punti salienti, se sono una o due in più, non fa nulla; ma meglio non esagerare, specie se sono citazioni lunghe. Pensateci bene e scegliete le più efficaci, quelle che supportano meglio il motivo di fondo della vostra storia.

Adesso dovreste avere un quadro abbastanza preciso del vostro libro. Sapete su quali punti focalizzare l’attenzione e quali frasi citare, ma soprattutto ora siete in grado di descriverlo in un’unica frase, cosa non da poco, vi assicuro.

Quinto passo

Sfruttate tutte le vostre doti da scrittori. Con la sinossi vi state presentando all’editore, ricordatelo! Non pensate che la sinossi presenti il libro, in realtà presenta voi che presentate il libro, il che è ben diverso. Una sinossi scritta male potrebbe indurre l’editore a pensare che lo scrittore stesso scriva male. Sinossi noiosa, scrittore e quindi libro noioso, potrebbe pensare qualcuno. Cerchiamo di evitarlo.

Avete tutti gli elementi per scrivere un’ottima sinossi, ora dovrete scriverla sul serio.

In un nuovo file incollate per prima cosa la frase che definisce il vostro libro, poi i punti salienti e le citazioni. Distanziatele da qualche spazio. Fatto? Ora, signori miei, magia: riempite i vuoti. Potete scrivere pagine e pagine, tanto avete dimenticato la faccenda della sintesi, no? Se non l’avete fatto, fatelo ora; subito!
Scrivete a ruota libera riempendo i vuoti. Quattro pagine? Cinque? Non importa. Finito? Chiudete il file e andate a dormire! Non rileggete per nessuna ragione.

Sesto passo

Dopo esservi rilassati per un giorno o due, rileggete ciò che avete scritto. Ormai avrete ben chiaro in testa il senso condensato del libro e avrete anche avuto il tempo di dimenticare cosa avete scritto nella sinossi.
È addirittura probabile che l’aver scritto a ruota libera e l’aver evitato di rileggere subito vi dia l’idea di essere in procinto di leggere qualcosa che non avete scritto voi. Se così fosse, sarebbe perfetto, perché ora è molto probabile che dobbiate fare un po’ di taglia e cuci.

Avete riletto tutto e l’avete trovato perfetto? Bene, se siete rimasti entro le due pagine, avete finito: sinossi pronta! Se avete sforato, vi consiglio di tagliare. Il Rifugio consiglia un’unica pagina. Se riuscite a scrivere una buona sinossi così breve, buon per voi, ma credo che non sia una tragedia arrivare a due pagine. Se è ben scritta e interessante, credo che l’editore non morirà leggendo qualche riga di più, anzi, vorrà leggerla, non sarà un peso.

Leggete con cura e limate dove è possibile. Se non riuscite a tagliare nulla, fate passare qualche altro giorno e poi riprovate. Ricordate che il concetto più importante l’avete espresso in quell’unica frase intorno alla quale avete costruito tutto, quindi non dovrebbe essere troppo difficile tagliare qualcosa.

Ce l’avete fatta? Spero proprio di sì. La procedura che vi ho consigliato è esattamente quella che ho seguito io, e l’ho costruita sull’esperienza. A me è servita: credo di aver scritto davvero una buona sinossi. In passato ho scritto sinossi stiracchiate e poco efficaci, addirittura una volta ho chiesto ad una persona di scriverla per me, sentendomi incapace di definire un libro a cui ero e sono particolarmente legata: Apri gli occhi. Certo, l’ho pubblicato, ma con un piccolo editore che l’ha letto conoscendo già il mio stile e quindi non avendo neppure bisogno di leggerla, quella buona sinossi che non avevo scritto io.

Qualche tentativo con editori di media importanza l’ho fatto anche con Apri gli occhi, a suo tempo, ma non è andata. Colpa della sinossi? Del genere del libro? Della scarsa maturità letteraria? Chi può dirlo? Col senno di poi, quello che tutto possiedono senza meriti, me compresa, posso dire che di sicuro mi mancava ancora una certa dose di esperienza e consapevolezza. Non rimpiango nulla, non ho mai rimpianto nulla, nella mia vita. Ciò che sono oggi, e ciò che ho potuto consigliarvi in questo post, è anche frutto di ogni errore, caduta e fallimento vissuti in questi anni.

E adesso basta chiacchiere! Siete pronti per scrivere la vostra sinossi? Al lavoro!

Vi aspetto lunedì 23 aprile 2012 per la Fase 3: Il curriculum.

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Leggi gli altri post della Caccia all’editore:

Fase 1: Il manoscritto
Fase 3: Il curriculum
Fase 4: La lettera di presentazione
Fase 5: La scelta degli editori da contattare
Caccia all’editore – Un anno dopo
Caccia all’editore – L’insostituibile ruolo dell’editore

9 Responses to “Caccia all’editore – Fase 2”

  1. MassimoBertarelli Says:

    Bah, sul “dovete” svelare il finale avrei qualche dubbio, dipende dal romanzo. Per un giallo o un thriller io non lo svelerei per niente, cercherei un modo d’intrigare l’editore per invogliarlo a leggerselo. Non è semplice, ma se azzecchi la formula giusta…
    Quindi, tirando le somme: ho scritto un poliziesco, sono tre mesi che alcune CE medio/grandi hanno in mano solo la sinossi, come finisce l’ho scritto, nessuno mi ha ancora considerato.
    Scusate, vado in bagno a piangere…
    🙂 🙂

  2. pasric Says:

    visto il momento dell’editoria italiana, credo che il motto “l’unico editore buono è un editore morto” sia appropriato.
    Scherzi a parte, mi trovo d’accordo con Chiara, nella sinossi il finale va svelato perché è la formula stessa di una sinossi. Non si deve prendere l’editore per la “suspense”, si deve piuttosto rendere edotto sul contenuto pieno del romanzo. Anche a me questa cosa non piace, ma purtroppo il “galateo” editoriale (chiamasi anche “balletto esasperante dell’autore”) richiede questo.
    Ma alla fin fine confermo il motto 🙂

  3. La Streghetta Says:

    Massimo non fare così che io mi demoralizzo nè 😀 Però visto che sono streghetta se vuoi ti faccio la magia e settimana prossima sono certa che qualcuno ti contatterà 😉
    Chiara grazie per le preziose informazioni 🙂

  4. MassimoBertarelli Says:

    Se Chiara concorda, non ho nessun problema a rendere pubblica la mia sinossi di cui sopra. Potrebbe servire ad animare una disamina generale a fini didattici.
    E poi, hai visto mai che mi porti bene come dice la Streghetta?
    🙂

  5. Chiara Vitetta Says:

    Max, sei autorizzato! 🙂

  6. MassimoBertarelli Says:

    Questa, da oltre tre mesi, è la sinossi che accompagna il manoscritto del secondo romanzo che ho scritto, intitolato “Io parlo con te”.
    A voi il compito della disamina.

    “Io parlo con te” è un poliziesco al contrario. Il colpevole è identificato fin dalle prime pagine perché è lui stesso a renderlo comprensibile. Tutto quanto segue è la storia di come un ispettore di Polizia, in servizio a Milano, riuscirà a scovarlo e catturarlo.
    La narrazione è in terza persona, intervallata dagli interventi del serial killer che dialoga con il lettore, instaurando con lui un rapporto ben poco amichevole se non addirittura conflittuale.
    È una storia poliziesca ambientata in tempi attuali ma dal sapore vagamente retrò, come nei gialli di un tempo quando la tecnologia non esisteva. Quando i casi si risolvevano con l’osservazione, la costanza, raccogliendo informazioni e prove, con l’intuito, il ragionamento e una sana dose di “fattore c” che non guasta mai perché fa parte della vita di tutti i giorni.
    Così è per questo manoscritto: la tecnologia darà una mano agli inquirenti ma non oscurerà i loro meriti. Il serial killer sarà catturato dopo quattro omicidi al termine di cinque, lunghe settimane d’indagini grazie a un serrato inseguimento notturno passo a passo nelle vie di Milano.
    Dopo l’incipit, la struttura del romanzo prevede, suddiviso in settimane, il racconto delle ultime ore di vita delle vittime, le indagini e gli interventi del serial killer. Nella settimana finale la svolta nelle indagini e l’inseguimento fino alla cattura. Chiude il romanzo un’esternazione del killer, che non è un commiato ma un poco rassicurante arrivederci.

  7. La Streghetta Says:

    Bruttissima! E così siamo pari 😀 😀 😀

    Massimo, non ho mai letto una sinossi per cui prendi con le pinze quanto sto per dirti.
    Mi sembra la classica lettera tipo:
    Spett.Le Ditta vi comunico quanto segue:
    1) “io parlo con te” …
    2) La narrazione è in terza persona…
    3) E’ una storia poliziesca…
    4) Così è per questo manoscritto…
    5) Dopo l’incipt…
    Secondo me dovresti prima parlare bene del tuo libro e per ultimo rifarti alla struttura ed alla narrazione.
    Per me sarebbe più chiaro questo ordine
    1-3-4-2-5

  8. Chiara Vitetta Says:

    Ma scusa, il finale l’hai svelato! Hai scritto che il “cattivo” verrà catturato!

  9. MassimoBertarelli Says:

    Molto interessante questa nuova strutturazione. Quando ho un attimo la riscrivo seguendo questo ordine.
    Grazie.

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