Caccia all’editore – Fase 3

curriculumDopo la Fase 1 e la Fase 2, eccoci alla Fase 3, la più facile di tutte: il curriculum. La prossima volta parleremo della lettera di presentazione, un po’ più complicata del curriculum, ma meno della sinossi. Il peggio è passato, insomma.
A mio parere il curriculum è la cosa meno importante delle quattro, ma va fatta comunque.

Alcuni editori chiedono “cenni biografici”, altri il curriculum, altri una biografia. Cambia il nome, ma non il risultato: all’occorrenza, vogliono sapere che fate nella vita, se avete mai pubblicato, quanti anni avete; cose così.

Tratteremo il curriculum in modo leggermente diverso in base al caso.

Caso 1: Non avete mai pubblicato niente
Caso 2: Avete già pubblicato

Sia chiaro che con “aver pubblicato” intendo una vostra opera (e in cartaceo), ma non un racconto in un’antologia, su una rivista o su internet.

Caso 1: Non avete mai pubblicato

Scrivete in terza persona e cominciate con il vostro nome e la data di nascita.

Dite due parole sul lavoro che svolgete.

Parlate della passione per la scrittura. Da quanto tempo scrivete, quanto vi piace, cose così.

Non parlate dell’opera che state proponendo: lo farete a cenni nella lettera di presentazione e l’avete fatto come si deve nella sinossi.

Se avete alle spalle qualche piccola pubblicazione su riviste o antologie cartacee, scrivetelo, ma non soffermatevi troppo. Se si tratta di valanghe di roba minore, evitate di snocciolare ogni piccolo traguardo personale raggiunto. Da quello che mi risulta, le pubblicazioni su internet, così come quelle in antologie derivanti da concorsi minori, non fanno alcuna impressione sugli editori. Se avete partecipato a molti concorsi vincendone alcuni, riassumete il concetto senza elencare ogni premio vinto.

Siate sintetici, essenziali direi. Non serve nulla di più, secondo me.

Non siate pomposi, autocelebrativi né troppo formali.

Caso 2: avete già pubblicato

– Scrivete in terza persona e cominciate con il vostro nome e la data di nascita.

Parlate della o delle pubblicazioni passate. In che anno sono avvenute, con che editore, di che genere di libro si trattava. Se avete venduto bene, scrivetelo.

Se avete un sito letterario o un sito strettamente connesso ai vostri libri o a voi in quanto scrittori, menzionatelo.

Non parlate dell’opera che state proponendo: lo farete a cenni nella lettera di presentazione e l’avete fatto come si deve nella sinossi.

Se avete alle spalle qualche piccola pubblicazione su riviste o antologie cartacee, scrivetelo, ma non soffermatevi troppo. Se si tratta di valanghe di roba minore, evitate di snocciolare ogni piccolo traguardo personale raggiunto. Da quello che mi risulta, le pubblicazioni su internet, così come quelle in antologie derivanti da concorsi minori, non fanno alcuna impressione sugli editori. Se avete partecipato a molti concorsi vincendone alcuni, riassumete il concetto senza elencare ogni premio vinto.

Siate sintetici, essenziali direi. Non serve nulla di più, secondo me.

Non siate pomposi, autocelebrativi né troppo formali.

Il caso 2 è quello in cui rientro io. Vi faccio un esempio su di me, potrebbe esservi utile.

Ho diviso il curriculum in due parti: nella prima ho parlato brevemente delle mie tre pubblicazioni (L’oblio della ragione nelle due versioni e Apri gli occhi), e del racconto pubblicato nell’antologia Emozioni in bianco e nero.
Nella seconda parte ho parlato di questo sito facendo cenni all’ebook La pseudocultura di convenienza, al concorso Scrivi e vinci e ai contatti con i lettori. Il mio curriculum è breve ed essenziale, come quello che consiglio a voi di scrivere.

In entrambi i casi, inserite i vostri dati in alto a sinistra: nome e cognome, indirizzo e mail, numero di telefono. È sempre utile e male non fa.

Usate un carattere semplice e leggibile come il Times New Roman (tutto questo vale anche per la sinossi, naturalmente) dimensione 12, non di più. Niente sottolineature o caratteri colorati. Siate sobri e professionali, la vostra ricerca è una cosa seria! 🙂

Come vedete, è molto semplice. Alcuni punti restano invariati indipendentemente dall’aver pubblicato oppure no, altri cambiano.
I consigli che vi ho dato sono, come sempre, basati su un parere personale e vi ricordo che anch’io, come voi, sto imparando strada facendo.

Se avete domande, sono a disposizione. Se avete qualcosa da aggiungere, ho le orecchie altrettanto aperte. 🙂

Vi aspetto giovedì 26 aprile 2012 per la Fase 4: la lettera di presentazione. Una volta affrontato questo scoglio, passeremo alla selezione degli editori.

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Leggi gli altri post della Caccia all’editore:

Fase 1: Il manoscritto
Fase 2: La sinossi
Fase 4: La lettera di presentazione
Fase 5: La scelta degli editori da contattare
Caccia all’editore – Un anno dopo
Caccia all’editore – L’insostituibile ruolo dell’editore

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6 Responses to Caccia all’editore – Fase 3

  1. In che hanno sono avvenute

    Ecco cari esordienti o presunti tali, scrivete pure anno con l’acca e state tranquilli che tutto il vostro papiro finisce, insieme alle vostre speranze, direttamente nel cestino.
    Manco passate dal via.
    Ossignur, Chiara!
    🙂 🙂

    P.s. serve un correttore di bozze per il sito? Per te è gratis, sai?
    🙂 🙂

  2. 🙂 Eh, insomma, mi sembra di aver già dimostrato a dovere le mie conoscenze, no? 🙂 Mannaggia, hai perso l’occasione di farmi notare la svista in privato! 😉

  3. 🙂 🙂
    L’ho fatto apposta, che ti credi.
    Ai fini didattici, abbiamo insegnato agli amici esordienti un altro aspetto molto importante.
    Prima di pigiare il tasto invia o stampa, rileggere 1,2,3,4,5 volte quanto si è scritto. E se è una cosa importante, anche 6,7,8…
    O no?
    Impara Chiara, impara.
    🙂 🙂

  4. Luca78 says:

    Ciao Chiara,
    aggiungo: evitare di elencare i concorsi letterari a cui si è partecipato senza vincere nè piazzarsi ai primi posti.
    Dovrebbe essere ovvio, ma partecipare come autore – senza vincere nulla – a un prestigioso premio letterario a livello nazionale non è un traguardo nè un merito. 🙂
    Se un autore non ha mai vinto concorsi nè pubblicato nulla, nel curriculum farebbe meglio a non elencare niente e a soffermarsi sui propri interessi, eventuali spazi web personali (meglio se dedicati alla scrittura) e aspirazioni letterarie.

  5. Ciao Luca, grazie di aver detto la tua. Come sempre, il tuo contributo è valido. 🙂

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