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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

“Apri gli occhi” secondo i lettori (8)

Posted by Chiara Vitetta - giugno 11th, 2012

Apri gli occhi“Due scrittori che mi stanno molto a cuore, Ray Bradbury e Stephen King, scrissero due frasi che mi vengono in mente adesso, mentre con grande piacere scrivo due parole sul secondo lavoro di Chiara Vitetta.
Bradbury disse che per tutta la vita ha sofferto l’etichetta di “scrittore di fantascianze” affibbiatogli dalla stampa, perchè gli scrittori di fantascienza venivano accolti con poca attenzione dal grande pubblico, erano destinati a mercati di nicchia e di conseguenza a fare la fame, vendendo poche copie malgrado l’indiscutibile talento.
Stephen King è sempre presentato come uno “scrittore di horror” e, sebbene lui non dia molta importanza a quello che dicono di lui i giornali, conscio che l’unico giudizio che gli importa è quello dei suoi fedeli lettori, non nasconde un certo malumore quando uno dei suoi libri viene presentato dalla stampa come l’ennesimo horror del re del brivido. E magari è una storia d’amore o comunque assolutamente non horror.
Chiara Vitetta riesce a scrollarsi di dosso tutte le etichette possibili ed immaginabili con soli due libri.
In “l’oblio della ragione” l’avevamo vista spaziare fra il noir e l’horror, mostrando un sadico cinismo che incide con forza emozioni che trapelano dalle pagine, adesso ci troviamo spiazzati da questo nuovo lavoro, “apri gli occhi”, che per certi versi si contrappone totalmente al primo lavoro, per altri invece ne condivide pienamente alcuni meccanismi.
Quando parlo della contrapposizione mi riferisco al genere, che definirei “rosa-suburbano”, una storia d’amore fra cittadini di importanza minore, quelli che la parte bene della città non vede, o se li vede non li gradisce.
I meccanismi in comune col primo lavoro riguardano innanzitutto la costruzione psicologica dei protagonisti, in secondo luogo il ritmo serrato utilizzato per la scrittura, sempre molto sintetica, tendente alla parola in meno piuttosto che alla parola in più, ovvero in netto contrasto con la tendenza del mercato che sforna continuamente mattoni di centinaia di pagine.
Non ci si può smarrire in un libro della Vitetta, non c’è mai un accenno di verbosità eccessiva, la costruzione psicologica dei personaggi è impossibile da dimenticare anche per le persone che hanno ritmi lenti di lettura o poco tempo a disposizione per questo hobby.
La Vitetta con questo libro si presenta come una cantastorie alternativa, che ai grandi gesti di altri autori preferisce una bottiglia di vodka per riscaldare il corpo, ai grandi viaggi romantici preferisce viaggi psicologici nel descrivere altre forme d’arte: oltre alla scrittura in questo libro c’è anche cinema, pittura. Arte nell’arte.
L’ambientazione è tetra, squallida, fredda. Eppure può esserci gioia, felicità, calore. Come quello di un cuore solo e rassegnato che ritrova la voglia di battere con forza. Questo romanzo è pura malinconia e voglia di vivere”.

(Fabrizio Santuccio)

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– Leggi il parere di Fabrizio su L’oblio della ragione (Edizioni del Poggio)

2 Responses to ““Apri gli occhi” secondo i lettori (8)”

  1. ainos984 Says:

    Condivido in pieno l’opinione, sicuramente non ti si può affibiare un’etichetta di genere!
    chissà come sarà il prossimo libro…son già curiosa! 🙂

  2. Chiara Vitetta Says:

    Penso proprio che ti piacerà anche il terzo! 😉

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