Chiara Vitetta » Blog Archive » Acque morte

Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Acque morte

Posted by Chiara Vitetta - giugno 14th, 2012

W. Somerset Maugham - Acque morteWilliam Somerset Maugham, scrittore britannico del novecento, ha scritto libri abbastanza diversi tra loro, eppure tutti di buona qualità.

In Acque morte scrive: “I critici dividono gli scrittori in quelli che hanno qualcosa da dire e non sanno come dirla, e quelli che sanno come e non hanno niente da dire”, e spesso è vero, ma non vale per lui.

In La diva Julia, fa un ritratto efficace di un’attrice di teatro frivola e senza sostanza. Ne coglie la psicologia e ne tratteggia i modi rendendo evidenti le proprie capacità di scrittore, ma anche le ottime capacità di osservatore.

Maugham è uno scrittore che ha viaggiato e vissuto molto. Ebbe relazioni con uomini e con donne, studiò filosofia, tedesco, letteratura; lavorò in uno studio contabile, studiò per diventare medico, scrisse opere teatrali e romanzi; visse in Spagna, a Londra, a Capri, sulla Costa Azzurra; fu un agente dei servizi segreti britannici, lavorò ad Hollywood come sceneggiatore; insomma, in una parola: visse.

La sua vita piena e la sua capacità di osservare il mondo e l’umanità diedero vita a libri come Schiavo d’amore, considerato il suo capolavoro, e La luna e sei soldi (basato sulla vita di Paul Gaugin), ma anche a questo piccolo gioiello della letteratura: Acque morte.

Ciò che balza all’occhio nei libri di Maugham è, oltre la sua capacità di narratore, la grande conoscenza dell’animo umano. Ha vissuto, ma ha anche osservato con piglio critico ciò che lo circondava. Pare che nel 1917, proprio le sue caratteristiche caratteriali abbiano spinto William Wiseman, capo del Secret Intelligence Service britannico, ad assumerlo come agente segreto. Grande osservatore, aveva anche la capacità di giudicare con distacco e di non farsi ingannare dalle apparenze. Tutto questo si nota nei suoi libri, che sono sempre realistici, efficacemente incentrati sulla psicologia dei personaggi, uomini e donne che potrebbero essere usciti a pié pari dalla realtà.

L’ironia di Maugham, famosa insieme al freddo pessimismo e ad una certa dose di cinismo, è evidentissima in Acque morte, nel quale il protagonista, il dottor Saunders, è un uomo felice, capace di bastare a se stesso e divertito dall’osservazione, ricca di cinismo, delle persone che lo circondano. Come Maugham stesso, il dottor Saunders non giudica i vizi altrui, è calmo ed indulgente, e ha capito qualcosa che è essenziale per il raggiungimento della felicità:

“La cosa più preziosa che ho imparato dalla vita è di non rimpiangere niente. La vita è breve, la natura ostile, e l’uomo assurdo; ma, stranamente, le sventure hanno per lo più i loro compensi e con un certo umorismo e una buona dose di senso comune possiamo cavarcela discretamente in questa faccenda del vivere, che dopotutto ha ben poca importanza”.

Il dottor Saunders, radiato dall’albo per non si sa quale ragione, è a suo agio solo nella futilità. Si concede qualche vizio controllato, come quello di fumare sempre la stessa, moderata quantità di oppio, la sera, insieme al suo servitore, di cui ammira pacificamente la bellezza. Una storia d’amore si intreccia con i suoi giorni, ed egli assiste, contrapponendo i propri saggi e distaccati discorsi a quelli del giovane coinvolto.

“Forse era un cinico, e poco lo turbavano molte delle sventure che affliggono gli uomini; ma per la gioventù aveva un debole. Forse perché prometteva tanto, ed era così breve; e gli sembrava che nell’amarezza che essa prova quando la realtà infrange le sue illusioni ci fosse qualcosa di più patetico che in molti più gravi malanni”.

E osserva quelli che lo circondano, divertendosi a cercare di capire, di cogliere l’anima di ognuno:

“…in quel momento sentì che nel ragazzo c’era qualcosa che non aveva sospettato. Forse c’era qui l’inizio confuso, a tentoni, di un’anima. Questo pensiero lo divertì, e gli diede quel fremito di sorpresa che si prova quando ciò che pareva un virgulto su un ramo apre d’improvviso le ali e vola via”.

Si diverte, il dottor Saunders, e la ragione di questo divertimento è subito chiara:

“Il divario tra quel che un uomo professa e quello che fa è uno degli spettacoli più divertenti offerti dalla vita”.

Allora correte a leggere; Maugham vi aspetta, cercate di non farlo attendere troppo.

__________________________________________________________

Dello stesso autore:

Acque morte (2) (estratti)
La diva Julia (recensione ed estratti)
Schiavo d’amore (estratti)
Leggere (estratto da Honolulu)
La ricompensa dello scrittore (estratto da La luna e sei soldi)

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

ATTENZIONE!!! COMPLETA IL CAPTCHA QUI IN BASSO PRIMA DI INVIARE IL COMMENTO: * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.