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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

Cinquanta sfumature di…

Posted by Chiara Vitetta - settembre 19th, 2012

cinquanta-sfumature-di-grigio-di-e-l-james1…grigio, nero, rosso; vogliamo allontanarci dai colori e definire diversamente queste cinquanta sfumature? Beh, potrei definirle cinquanta sfumature di noia, cinquanta sfumature di banalità e cinquanta sfumature di ingiusto successo commerciale.

Potrei star qui a parlarvi dell’autrice, della data di pubblicazione dei libri, del loro contenuto, ma non lo farò. Il fulcro di questo post è una riflessione. Vorrei spingervi a pensare a cosa questi libri rappresentano: il basso livello culturale, l’assenza di merito, la voglia imperante di far soldi, soldi, soldi.

Questa trilogia erotica ha conquistato i lettori… già, lo ha fatto.

Cosa abbiamo di fronte? Un ammasso confuso di elementi standardizzati. Abbiamo il peggio dei film da pomeriggio d’estate sulla tv pubblica, quelli basati sui libri di Rosamunde Pilcher o di Danielle Steel, quelli in cui lei è povera e lui è bello e ricco, quelli in cui la coppia felice va a sciare ad Aspen o parte per una vacanza nel sud della Francia. Abbiamo il peggio della letteratura commerciale (e adolescenziale) recente alla Twilight, in cui lui è bello e tenebroso e raccomanda lei di non innamorarsi di lui, perché potrebbe farsi male. Abbiamo il peggio anche degli Harmony e dei libri scabrosi come Melissa P., dove il tipo di descrizioni di sesso spinto possono piacere solo agli amanti della peggiore pornografia, quella che ha bisogno di nascondersi dietro un dito, che non ha il coraggio di affermare di avere un unico scopo e cerca di accontentare i consumatori con una trama traballante o ridicola. Mia cara E.J.James, chiunque tu sia, mia cara furba “scrittrice”, non mi inganni.

Se con Melissa P. avevamo toccato il fondo, se con Twilight e I promessi vampiri avevamo iniziato a scavare, con Cinquanta sfumature abbiamo decisamente raggiunto profondità inimmaginabili. E non è una falda acquifera, quella che abbiamo scoperto, ma un bel mucchio di escrementi.

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Ma il libro vende milioni di copie e viene tradotto per ogni parte del mondo… È questo che merita il lettore medio? Merita questo scadente prodotto di consumo, merita di essere preso per i fondelli da costruzioni traballanti di trame, da deus ex machina, da personaggi privi di spessore e realismo e da dialoghi ridicoli? È probabile che meriti questo e molto altro. Questa narrativa commerciale buona per cinque minuti è creata proprio per lui, a tavolino; è proprio un prodotto pensato per questo lettore medio che è anche un consumatore medio. È quello che compra la bibita famosa a zero calorie senza chiedersi come faccia ad essere tanto dolce e se la cosa non faccia male, per caso… e se non sia meglio lo zucchero, alla fine di quei conti che non si fa.
È questo il consumatore che il commerciante furbo tiene al guinzaglio e accarezza di tanto in tanto mentre conta le banconote prima di mettersele in cassa.

Alla fine di queste riflessioni, una chiude il cerchio e poi emerge: in questo istante, mentre la signora James sorride, incassa e magari prepara un seguito per la sua trilogia erotica, quanti scrittori veri gettano la spugna? Quanti scrittori, in questo periodo in cui i libri valgono quanto patate, bulloni e penne a sfera, stanno sospirando e chiudendo i lori splendidi manoscritti in cassetti che non apriranno più?

Ogni atto ha le sue conseguenze, questo dovremmo saperlo tutti. Non date soldi a questa gente furba che sfrutta il lettore adolescente, il lettore morboso e il lettore-pecora. Lasciate perdere le fascette pubblicitarie che adornano le copertine dei libri. Quelli non sono pareri validi, è solo marketing. Fidatevi dei vostri amici, di quei lettori che hanno gusti simili ai vostri, non del presentatore che pubblicizza il libro nel programma della domenica.
Non date soldi, ma soprattutto non date il vostro prezioso tempo a questa gente. Le biblioteche del mondo sono piene di libri per sempre che spazzano via dalla mente i libri per un’ora*.

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Se amate i libri rosa o i libri erotici, sceglietevi un Harmony. È scadente, ma è meglio di Cinquanta sfumature, e, cosa più importante, un Harmony si presenta come un Harmony e non pretende di essere nulla di più. È onesto, al contrario di molti altri libri, “scrittori” ed editori. Mangiate anche merda, se vi piace il gusto, ma non lasciate che vi dicano, sorridendo convinti, che è mousse al cioccolato.

È per l’onestà che ho letto questi tre libri nonostante fosse chiaro ben prima della metà del primo volume, di cosa si trattasse. Per l’onestà che vi devo, quella che mi spinge a parlarvi di ogni libro con cognizione di causa.
Pretendete l’onestà da chi vi parla, specie se è qualcuno a cui state dando il vostro tempo e il vostro cuore, come ad uno scrittore. Pretendetela, e l’avrete.

“L’onestà nel raccontare compensa moltissimi difetti stilistici, come dimostrano le opere di scrittori dalla prosa legnosa come Theodore Dreiser e Ayn Rand, mentre mentire è il peccato irreparabile in assoluto. I bugiardi prosperano, su questo non c’è dubbio, ma sono quelli che si librano nei massimi sistemi, mai quelli che si districano nelle giungle della composizione vera e propria, dove ci si scava il sentiero una maledetta parola alla volta. Se cominciate a mentire su ciò che sapete e provate mentre siete laggiù, vi cascherà tutto addosso”.

(Stephen King)

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*“Tutti i libri possono dividersi in due classi: libri del momento e libri per ogni tempo, o in altri termini: vi sono libri buoni per un’ora e libri buoni per sempre”. (J. Ruskin)

4 Responses to “Cinquanta sfumature di…”

  1. musiclog Says:

    Non ricordo di averti mai letta così cattiva, in una recensione sul tuo blog!
    Deve proprio essere una pessima trilogia…

  2. Chiara Vitetta Says:

    Pessima, sì! Non trovo un lato positivo neppure se mi impegno! 😉

  3. Lilli Luini Says:

    Analisi eccellente, condivido ogni parola. Mi sono annoiata a morte anch’Io e non sono stata brava come te (il secondo l’ho passato via velocemente e il terzo mi son rifiutata proprio). Però oggi ho avuto la mia piccola soddisfazione: l’intervento delle lettrici abituali tipo noi ha abbassato drasticamente le stellette in anobii.

  4. Chiara Vitetta Says:

    Ciao Lilli,
    ho notato anch’io che molte persone, come noi, hanno abbassato il livello del giudizio complessivo su anobii. Sembra che molti stiano distruggendo questi libri, però si continuano a vendere… che tristezza! E spesso se ne parla in tv, anche bene, o sulle riviste… bah! Spero che i lettori aprano gli occhi, prima o poi!

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