The Hunger games

Suzanne Collins - The hunger gamesDa alcuni mesi due trilogie impazzano in libreria e sul web: Cinquanta sfumature (di cui ho (s)parlato qui), e The hunger games. Facendo un rapido e poco corretto paragone, la prima non è composta da libri, ma da spazzatura trasposta su carta; la seconda, invece, perlomeno ha qualche valore.

Come spesso accade, ciò che colpisce molto il pubblico nell’immediato (e che non si sa se resisterà al potere distruttivo del tempo), non ha grande valore. Ricordo a tutti il grande successo di Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire (Melissa P.) e Tre metri sopra il cielo (Federico Moccia), giusto per restare in ambito italiano.
Nel caso di The hunger games, non siamo a livelli bassi, ma neppure molto alti. Nella media. Anche questa trilogia ha avuto la sua fetta di successo immeritato. Non tutto, certamente, ma una parte sì, senza dubbio.

Si tratta di una trilogia per ragazzi, il che fa chiudere un occhio su molti difetti, ma l’ideale sarebbe stato fermarsi al primo libro, magari con una bella conclusione. Così avrebbe acquistato punti, non sarebbe scaduta nel ridicolo, né sarebbe sprofondata in una noia che cresce dal secondo al terzo libro fino ad un finale non soddisfacente e alquanto comodo.

Non so dire se la scelta di farne una trilogia e quindi “allungare il brodo” sia stata strategica, commerciale o libera da calcoli di qualche tipo e legata solo alla voglia della scrittrice di continuare a gingillarsi con i suoi personaggi, ma è un peccato che la storia non si sia fermata alla fine nel primo libro.

La trilogia è della scrittrice statunitense Suzanne Collins. Hunger games, il primo libro, è stato pubblicato nel 2008.

Suzanne Collins - La ragazza di fuocoSiamo in un’epoca non identificata ma decisamente futuristica in un’America sconvolta da una guerra che ha cambiato l’assetto del paese.
Capitol City, città tirannica e frivola, controlla i 12 distretti rimasti in piedi dopo la guerra. Per punire i rivoltosi che in passato hanno osato sfidare il governo, ogni anno Capitol City mette su uno show: un reality basato sulla sopravvivenza e sull’omicidio, che serve a punire e ricordare a tutti i distretti l’errore della ribellione.

Gli Hunger games, i giochi della fame, hanno per protagonisti due cittadini per ogni distretto. Chiamati così per via di tutti i giocatori morti di fame nelle Arene create per il gioco, gli Hunger games non hanno per protagonisti cittadini adulti, ma adolescenti. L’età dei partecipanti va dai 12 ai 18 anni.
La selezione avviene per sorteggio, ma si tratta di un sorteggio ingiusto. Il nome di ognuno viene inserito una volta per ogni anno compiuto dopo i dodici, ma non solo…
Ogni cittadino dei distretti, appena compiuti i 12 anni, può acquistare delle tessere che gli consentono di avere del cibo per la sua famiglia. Nel distretto 12, dove vive Katniss, la protagonista della trilogia, molti patiscono la fame, perciò tanti ragazzi rimasti senza il sostegno dei genitori acquistano le tessere per sopravvivere. Ogni tessera significa una presenza in più del proprio nome nella boccia dalla quale viene estratto quello del partecipante agli Hunger games.

E così ogni anno 24 adolescenti vengono mandati a vivere un orrore pubblico sapendo che solo uno di loro ne uscirà vincitore. Dal reality uscirà vivo solo un concorrente: quello capace di sopravvivere e uccidere tutti gli altri, in qualunque modo.

Per una serie di sfortunate circostanze, Katniss si trova a partecipare agli Hunger games. Ha sedici anni, sa cosa sia la sopravvivenza ed è una brava cacciatrice. Cosa succederà nell’arena nella quale verrà portata insieme ad altri 23 adolescenti? Beh, questo lo lascio scoprire a voi.

Suzanne Collins - Il canto della rivoltaSe Suzanne Collins avesse trovato un finale conclusivo e si fosse fermata al primo libro, io ora sarei qui a lodare la storia e i suoi succosi dettagli e passerei volentieri sopra ai difetti stilistici e non, ma non è così che è andata. Il primo libro, preso da solo, funziona. Certo, i personaggi non hanno grande spessore, ma funziona. Con il secondo libro, La ragazza di fuoco (2009), si nota una rottura. Si esagera. Convincono poco le scelte dell’autrice riguardo la trama; la poca cura della psicologia dei personaggi, già presente nel primo libro, qui pesa di più. Katniss perde qualcosa, diventando un po’ più antipatica. Il personaggio maschile, Peeta, comincia ad annoiare con la sua eccessiva bontà d’animo. La noia si fa sentire in diversi punti, cosa che non accade nel primo libro, che si legge in fretta e con piacere, senza intoppi.

Nel terzo libro, Il canto della rivolta (2010), la noia si fa via via più presente. La storia zoppica, l’autrice esagera con la trama, i personaggi peggiorano e perdono ancora smalto.

Nella seconda metà del terzo libro, qualcosa si muove. C’è un rapido susseguirsi di azione che segue alla calma e noiosa prima parte, e il lettore sta lì, curioso, in attesa della fine. E il finale arriva… ma fin troppo in fretta. Con un comodo e crudele espediente, Suzanne Collins elude il difficile compito di concludere la scalata fino ad un finale esplosivo. Glissa, saltando un passaggio temporale e facendo risvegliare la protagonista giorni dopo, a guerra finita.

Ma dico, stiamo scherzando? E un povero lettore, che deve fare? 😉

Suzanne Collins, che ha certamente avuto una buona idea per la trama, non sembra brillare per altre ragioni. Né la scrittura né i personaggi rimangono impressi. La storia, solo la storia, lascia qualcosa di buono, nonostante la discesa in picchiata, libro dopo libro.

A questo punto non so se consigliarvi o meno questa trilogia, ma direi che tra le due possibilità, è meglio leggere che non leggere. Sempre.

Buona lettura a tutti!

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2 Responses to The Hunger games

  1. Sandro says:

    Di sicuro è meglio leggere che non leggere. Ma avendo io, come tu sai, venticinque anni d’età con i cinquanta d’esperienza, gli altri trenta che m’aspetto di vivere preferisco impegnarli leggendo altre cose migliori che, anche grazie al tuo aiuto, avrò la fortuna di possedere. Con il solito immutato, immutabile affetto.

  2. Il ragionamento torna! 🙂 Correggo il tiro: consiglio di leggere il primo libro di questa trilogia; solo il primo.

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