La casa d’inferno

Richard Matheson - La casa d'infernoLa casa d’inferno è un romanzo di Richard Matheson del 1971.
Matheson è un bravo scrittore, ma a mio parere non sempre colpisce nel segno per la qualità della sua produzione.

Mentre Io sono leggenda risulta molto efficace ed altrettanto Tre millimetri al giorno, La casa d’inferno è deludente. Nella prosa lenta e spenta di questo libro è addirittura difficile riconoscere l’autore, seppure Matheson sia bravo non solo nell’architettare la storia, ma anche nello stile e nella scrittura.

Il professor Barrett è un parapsicologo, assunto da un miliardario in fin di vita per svelare il mistero che si cela dietro la fine di ogni esistenza: cosa c’è dopo la morte?
Barrett deve recarsi nella casa più stregata tra le case stregate, casa Belasco, vecchia dimora di un individuo spregevole dedito alla violenza e al controllo.
Barret e altri quattro personaggi, tutti poco interessanti e molto noiosi, si recano in questa famosa casa stregata nel tentativo di svelare il mistero nascosto tra le sue mura.
Casa Belasco porta guai, è ovvio. Chiaramente non è l’edificio in sé, il problema, quanto la presenza di entità rimaste a tormentare i vivi in ogni maniera possibile.

La casa d’inferno possiede tutti gli elementi tipici di questo tipo di storie: sedute spiritiche, strane presenze, medium, misteri e via dicendo, ma al di là del genere, che può piacere o meno, questo libro svela con un noioso incedere la poca forza dei personaggi e della storia stessa.

Barrett cerca di portare sul piano scientifico le manifestazioni occulte che si verificano in casa Belasco, e spiega:

“La scienza non è solo una raccolta di dati di fatto. Essa è in primissimo luogo un metodo investigativo, e non v’è alcun motivo per cui i fenomeni parapsicologici non debbano venir indagati con metodo scientifico: dato che – al pari della fisica e della chimica – la parapsicologia è una scienza della natura”.

Il punto di vista di Barrett, però, non cambia il tenore della storia. Quando si legge un libro del genere, poco importa se i fantasmi si possano misurare e definire con un rivoluzionario macchinario: rimangono spunti impalpabili per storie dell’orrore.

E comunque, come scrisse Stuart Chase, “Per coloro che credono, nessuna prova è necessaria. Per coloro che non credono, nessuna prova è sufficiente.”

Come lettori di storie dell’orrore, cosa ce ne facciamo di una dimostrazione dell’esistenza del mostro su cui è basata la vicenda?

Se vi piaca Matheson o in generale amate le storie dell’orrore, vi consiglio Io sono leggenda, Tre millimetri al giorno o I migliori racconti.

Buona lettura!

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Dello stesso autore:

Tre millimetri al giorno (estratti)
La casa impazzita (estratti dal racconto La casa impazzita, contenuto nella raccolta I migliori racconti)

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