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Chiara Vitetta

"Una vita senza libri è una vita di sete". (Stephen King)

La vittoria negata

Posted by Chiara Vitetta - ottobre 7th, 2013

tgrMie cari, carissimi affezionati lettori,
mi duole darvi cattive notizie. L’antico detto “Nemo profheta in patria sua” (Nessuno è profeta nella propria patria) continua ad essere confermato. Persino quando tra lo stupore generale si verifica qualche evento positivo che sembra risollevare la situazione, ecco che da dietro un angolo spunta la fatidica conferma di quanto ci si possa illudere sulle sorte di alcuni luoghi d’Italia.

Io sono calabrese, nativa di Vibo Valentia. È ormai il momento di dire ad alta voce quanto sia delusa dalla mia terra e dalla mia città in particolare. Sono figlia delle contraddizioni calabresi, della bellezza che non sa valorizzarsi, delle strutture che non funzionano, della resa prima dell’inizio del gioco. Sono figlia di tutto questo, ma non ne faccio parte. Mi sono allontanata con la mente da questi luoghi ingrati che non sanno dare valore a ciò che possiedono e che si rivelano spesso incapaci di riconoscere i giusti meriti.

Ormai sono lontana anche fisicamente. È impossibile vivere in luoghi del genere, se si ha la dolce e romantica pretesa di vivere della propria arte in maniera pulita ed onesta senza dover fare favori a nessuno e senza destreggiarsi tra migliaia di immeritevoli figli di papà.

Dal 2008, anno della mia prima pubblicazione, ho visto molte cose. Ho avuto modo di partecipare a molte fiere del libro, di confrontarmi con lettori di tutta Italia, di scoprire realtà diverse.
In Calabria ho avuto qualche esperienza positiva, come le due presentazioni dei miei libri svoltesi a Catanzaro e il recente Premio donna dell’anno ricevuto il 28 settembre 2013. Oltre questo, ho solo collezionato delusioni, sconfitte e amarezza.
Proprio da queste esperienze è nata la serie di post La pseudocultura di convenienza.

Il post di oggi vuole segnalare l’ennesima esperienza negativa calabrese con l’intenzione di chiudere un cerchio e rimanere al suo esterno.
Vincere il Premio donna dell’anno 2013 è stata una sorpresa. Anche la nomination per la letteratura, che era già di per sé una vittoria nella categoria, è stata inaspettata. La manifestazione, così come l’associazione stessa, mi è sembrata una realtà culturale pulita che non ha bisogno di nascondersi dietro fronzoli e pomposità.

Insomma ho vinto e ne sono felice. Alla fine della serata, non è che mi aspettassi la rassegna stampa sull’evento, mille articoli e un servizio su rete nazionale su di me, ma come minimo credevo che se, e dico se, avessero parlato della manifestazione in tv o sui giornali, mi avrebbero quantomeno nominata. Insomma, ho vinto! Come si può parlare di una serata di premiazione e non nominare il vincitore? Ebbene, in Calabria si può.

Nei prossimi giorni pubblicherò il video della mia partecipazione all’evento, con tanto di premiazione che secondo alcuni sembra quasi non essere mai avvenuta.

Devo dire che dato il silenzio generale di risposta di chi era presente alla serata, inizio ad avere anch’io dei dubbi su questa mia vittoria. Avrò per caso sognato tutto?

Ecco il video del servizio andato in onda sul TG3Calabria:

Per chi non conoscesse i dettagli dell’evento, le persone nominate nel servizio sono:

Anna Lauria (partecipante della categoria Arte e Territorio)
Annamaria Terremoto (Premio Speciale per il Giornalismo)
Matilde Lanzino (Premio Speciale per la Solidarietà)
Francesca Prestia (Premio Speciale per la Musica popolare)
Angela Librandi (partecipante della categoria Imprenditoria)
Dora Ricca (partecipante della categoria Teatro)

Sembra che Caterina Grandinetti (Premio Speciale per l’Imprenditoria) non esista e che non esistano neppure le altre quattro concorrenti: Caterina Ceraudo (Gastronomia), Palma De Leo (Sport), Francesca Micciulli (Arte contemporanea), Chiara Vitetta (Letteratura) (vincitrice del Premio donna dell’anno 2013).

Guardando il servizio non ho potuto fare a meno di immaginare questa scena:

Un uomo e una donna calabresi non troppo distratti sono seduti a tavola davanti ad un succulento pranzetto in stile regionale e ascoltano il TG3 Calabria.
Notizia culturale: “A Villapiana Lido assegnato il premio donna dell’anno 2013”. I due guardano e ascoltano il rapido, sbrigativo servizio dall’inizio alla fine impiegando un prezioso minuto della propria vita.
Fine del servizio. L’uomo aggrotta la fronte, guarda la donna e chiede: “Assegnato a Villapiana il premio donna dell’anno 2013… sì, ma assegnato a chi?”. Se la donna fosse ottimista risponderebbe: “Cavolo, è vero! Boh, ci sarà sfuggito!”; se la donna fosse pessimista direbbe: “Mah, figurati, tanto sarà stata la solita manifestazione culturale calabrese… avrà vinto il lecchino raccomandato di turno!”; se la donna fossi io, scuoterei la testa, mi metterei le mani sul viso e le farei scendere piano fino alle labbra. Poi mediterei la fuga.

7 Responses to “La vittoria negata”

  1. Maurizio Says:

    Ciao a tutti,

    per un calabrese come me, sentire cose del genere è come ricevere un pugno ogni volta, ma per quanto brutto non si può dire che sia una novità, o che la cosa, infondo, sorprenda più di tanto.

    L’informazione dovrebbe essere importantissima nella formazione culturale di un popolo, mah… http://www.youtube.com/watch?v=V3M-X5t-FGc

  2. chiara vitetta Says:

    Canzone adattissima! Che tristezza…

  3. Luca Says:

    Ciao Chiara! Per prima cosa sono strafelice per te, per il tuo meritatissimo premio! Purtroppo quel genere di cose non succede soltanto in Calabria ma direi in tutta Italia. Ci sono tanti che dicono “queste cose succedono soltanto al sud”, ma non è vero, succedono anche al nord, se non anche di peggio.
    Comunque tu hai vinto il tuo premio, è questa la cosa più importante, e il vero riconoscimento te lo daranno le persone che ti vogliono bene (per loro tu vali più di qualunque premio) e i tuoi numerosi lettori, che ti stimano e ti apprezzano al di là del premio che hai ricevuto.

  4. chiara vitetta Says:

    Grazie Luca,
    il tuo sostegno è sempre utile. 🙂
    Di sicuro non è una situazione limitata alla Calabria, però come “straniera” in altre regioni, non ho avuto delusioni neanche paragonabili a quella calabresi. Oltretutto purtroppo la Calabria è la regione in cui si legge meno rispetto al resto d’Italia, il che è, tra tanti, uno dei segni indicatori di una cultura malata e carente. Visto che ci sono dati come questo, direi che in Calabria si sta un po’ peggio che nel resto d’Italia.

  5. Tommaso Labranca Says:

    Ciao,
    il pressapochismo dei giornalisti non è una specialità calabrese, ti assicuro. I tg nazionali, i notiziari radiofonici, i siti dei maggiori quotidiani sono pieni di strafalcioni, esempi di pessimo giornalismo, informazione parziale. E non per censure politiche o altre ragioni tanto care ai complottisti. Solo per svogliatezza, incapacità, fretta di scappare il più presto possibile dalla scrivania. Considera che dall’altra parte dell’onda ci sono persone ancora più distratte e impreparate. E il quadro è completo.
    Quando si propone una trasmissione culturale a un dirigente televisivo, ti risponde: “In Italia è stato calcolato che solo 4 milioni di individui legge, compra cd, va ai concerti… Non possiamo buttare via soldi facendo un programma per un target così piccolo”.
    Ancora una volta, quindi, non è questione di Calabria. Sicuro, ci sono regioni in cui si legge meno di altre. Ricordo di aver visto tabulati di vendita di libri, riviste, dispense in cui la Calabria era sempre agli ultimi posti (solo la Basilicata fa di peggio, collezionando una sfilza di 0 copie vendute). Ma anche qui al Nord non credere che la gente sbatta contro i pali perché cammina leggendo…
    Nella giusta sede mi piacerebbe commentare i tuoi saggi consigli agli esordienti,
    ciao
    t.

  6. Tommaso Labranca Says:

    PS: naturalmente la frase corretta era: “…è stato calcolato che solo un gruppo di 4 milioni di individui…” 😉

  7. chiara vitetta Says:

    Grazie Tommaso,
    entro un certo limite ti do ragione: l’informazione attualmente è di qualità a dir poco scarsa in tutta Italia; ma ti assicuro che la differenza tra la Calabria e le regioni del nord (perché il centro mi è sembrato come il sud) le cose vanno abbastanza meglio. Si legge di più, si vede tanta gente con un libro in mano, i mestieri artistici sono considerati mestieri, appunto; e non hobby. Il discorso è ovviamente vasto e di solito si parla “in linea generale” per non inabissarsi nella profondità dell’argomento. Di certo ci sono anche le eccezioni, insomma. 🙂

    Il commento ai miei consigli lo aspetto, eh! 🙂

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