Tempi brutti per la poesia

brecht bertoltSì, lo so: solo il felice
È amato. La sua voce
È ascoltata con piacere. La sua faccia è bella.

L’albero deforme nel cortile
È frutto del terreno cattivo, ma
Quelli che passano gli danno dello storpio
E hanno ragione.

Le barche verdi e le vele allegre della baia
Io non le vedo. Soprattutto
Vedo la rete strappata del pescatore.
Perché parlo solo del fatto
Che la colona quarantenne cammina in modo curvo?
I seni delle ragazze
Sono caldi come sempre.

Una rima in una mia canzone
Mi sembrerebbe quasi una spavalderia.

In me si combattono
L’entusiasmo per il melo in fiore
E il terrore per i discorsi dell’imbianchino*.
Ma solo il secondo
Mi spinge alla scrivania.

(Bertolt Brecht)

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* Con “l’imbianchino” Brecht si riferisce a Hitler.

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Dello stesso autore:

A chi esita
Elogio della dimenticanza
Tra tutte le opere
Le grucce

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2 Responses to Tempi brutti per la poesia

  1. I mattatoi della Storia e delle storie possono “spingerci alla scrivania”, ma se non ci fossero, comunque, i volti belli, le vele allegre, i seni caldi delle ragazze, le rime del canto e l’entusiasmo per il melo in fiore, non avremmo la forza di scrivere un solo verso. Senza la felicità “astorica” della pura, naturale, “animale” vitalità, non saremmo capaci di indignarci, sperare, combattere, fare politica. Il dramma dei vari “realismi socialisti”: a furia di buttare via l’acqua sporca delle “classi dominanti”, hanno buttato via anche il bambino della vita. E quelli che non l’hanno fatto, sono stati sempre colpevolizzati o si sono sentiti in difetto rispetto al “sol dell’avvenir”. Se non ci fosse Cupido che, contro ogni evidenza terrorizzante, continua a scoccare le frecce del desiderio e le scintille di ogni amore possibile (e non si tratta soltanto di cuoricini), l’incubo stalinista (o nazista) sarebbe l’unica “utopia” realizzata.

  2. Secondo me serve tutto, sia il bello che il brutto. Ogni poeta e scrittore esprime ciò che ha dentro ed è bello quanto necessario che ognuno si esprima a suo modo mostrando i problemi o i tormenti dalla sua angolazione.
    In quanto al lettore, egli cerca ciò che rappresenta lo stato d’animo che lo anima nel periodo in cui sta leggendo. A volte non ci sono volti belli nei nostri occhi di osservatori, ma solo acqua sporca da guardare scorrere. Poi ognuno di noi si risolleva a suo modo, naturalmente, e non sempre grazie ad una poesia che inneggi all’amore.

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