Tullio Buti

downloadNon solo chi ama scrivere, ma anche chi ama leggere può apprezzare i tanti ritratti che Pirandello era capace di trasporre su carta con le sue parole. Tirava fuori dalla pagina bianca dei personaggi magnifici, simpatici o antipatici, ma comunque vivi. Leggendo alcune sue novelle sembra quasi che uomini e donne partoriti dalla sua fantasia escano dal libro per venire a sedersi accanto a noi per far due chiacchiere o lamentarsi a gran voce di qualche disgrazia di cui sono stati vittima. Tra i tanti, ricordo bene Tullio Buti, protagonista della novella Il lume dell’altra casa.

Ai lettori propongo questo piccolo ritratto per puro diletto, agli aspiranti scrittori vorrei ricordare quanto conti saper descrivere efficacemente un personaggio o una situazione e ricordo che, almeno secondo il mio modesto parere, leggere e prendere esempio da ciò che si legge rimane una grande scuola per chi vuol scrivere bene.

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Tullio Buti andava per via sempre solo, senza neanche i due compagni dei solitarii piú schivi: il sigaro e il bastone. Con le mani affondate nelle tasche del pastrano, le spalle in capo, aggrondato, il cappello calcato fin sugli occhi, pareva covasse il piú cupo rancore contro la vita.
All’ufficio, non scambiava mai una parola con nessuno dei colleghi, i quali, tra gufo e orso, non avevano ancora stabilito quale dei due appellativi gli quadrasse di piú.
Nessuno lo aveva mai veduto entrare, di sera, in qualche caffè; molti, invece, schivare di furia le vie piú frequentate per subito riimmergersi nell’ombra delle lunghe vie diritte e solitarie dei quartieri alti, e scostarsi ogni volta dal muro e girare attorno al cerchio di luce che i fanali projettano sui marciapiedi.
Né un gesto involontario, né una anche minima contrazione dei lineamenti del volto, né un cenno degli occhi o delle labbra tradivano mai i pensieri in cui pareva assorto, la doglia cupa in cui stava cosí tutto chiuso. La devastazione, che quei pensieri e questa doglia gli dovevano aver fatto nell’anima, era evidentissima nella fissità spasimosa degli occhi chiari, acuti, nel pallore del volto disfatto, nella precoce brizzolatura della barba incolta.
Non scriveva e non riceveva mai lettere; non leggeva giornali; non si fermava né si voltava mai a guardare, qualunque cosa accadesse per istrada, che attirasse l’altrui curiosità; e se talvolta la pioggia lo coglieva alla sprovvista, seguitava ad andare dello stesso passo, come se nulla fosse.
Che stésse a farci cosí nella vita, non si sapeva. Forse non lo sapeva neppur lui. Ci stava… Non sospettava forse nemmeno, che ci si potesse stare diversamente, o che, a starci diversamente, si potesse sentir meno il peso della noja e della tristezza.
Non aveva avuto infanzia; non era stato giovine, mai. Le scene selvagge a cui aveva assistito nella casa paterna fin dai piú gracili anni, per la brutalità e la tirannia feroce del padre, gli avevano bruciato nello spirito ogni germe di vita.
Morta ancor giovane la madre per le atroci sevizie del marito, la famiglia s’era sbandata: una sorella s’era fatta monaca, un fratello era scappato in America. Fuggito anche lui di casa, ramingo, con incredibili stenti s’era tirato sú fino a formarsi quello stato.
Ora non soffriva piú. Pareva che soffrisse; ma s’era ottuso in lui anche il sentimento del dolore. Pareva che stésse assorto sempre in pensieri; ma no; non pensava piú nemmeno. Lo spirito gli era rimasto come sospeso in una specie di tetraggine attonita, che solo gli faceva avvertire, ma appena, un che d’amaro alla gola. Passeggiando di sera per le vie solitarie, contava i fanali; non faceva altro; o guardava la sua ombra, o ascoltava l’eco dei suoi passi, o qualche volta si fermava davanti ai giardini delle ville a contemplare i cipressi chiusi e cupi come lui, piú notturni della notte.

(Luigi Pirandello)
(da: “Il lume dell’altra casa”)

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Dello stesso autore:

Non si sa come (estratto)
Ogni forma è una morte (estratto da: La carriola)
Da sé (recensione ed estratti)
La veste lunga (recensione ed estratti)
L’uomo e la legge (estratto da: La casa del Granella)
Cordoglio (estratto dalla novella Notte)

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